Manifestazione Bologna 3 dicembre 2019

Gentile Associato,

In Emilia Romagna l'inerzia della Regione porta all'espulsione del gioco pubblico, non tutela i cittadini e distrugge un settore produttivo importante per le entrare dello Stato. Agisco sarà parte attiva alla manifestazione di martedì 3 dicembre 2019 di fronte al Consiglio Regionale dell'Emilia Romagna a Bologna ed invita tutti gli operatori della Regione a sospendere l'accettazione del gioco per partecipare alla manifestazione.

Saremo in prima linea martedì per protestare contro l'inerzia del Consiglio Regionale, sulla richiesta degli operatori di salvaguardia della rete di raccolta operativa da prima dell'emanazione della Legge Regionale sul gioco. 

Siamo in grado di dimostrare che l'applicazione letterale della Legge Regionale, al di la che non produce l'effetto di scongiurare i comportamenti che possono portare ad eccedere nel gioco, porta alla chiusura pressoché totale dei punti vendita esistenti, con la certezza che le reti clandestine sostituiranno quelle legali. Ciò mette a serio rischio i cittadini che, non avendo adeguati strumenti per distinguere se stanno giocando in punti legali o meno, non potranno più usufruire dell'assistenza e competenza degli attuali operatori, formati per riconoscere e prevenire il gioco compulsivo. Inoltre la chiusura della rete di Stato metterà sul lastrico migliaia di lavoratori e lo Stato delle importanti risorse derivanti dalla raccolta legale di gioco.

Invitiamo quindi tutti gli operatori della Regione a cessare l'attività martedì 3 dicembre e partecipare in massa alla manifestazione in difesa della legalità dei cittadini e dell'occupazione.

 

 

 

Circolare: 2070919 – 2019.11.02 – Comunicazione – Esecuzione Lodo Scotti – Aggiornamento 1 – Testi per i Gestori

Circolare: 2070919 – 2019.11.02 – Comunicazione – Esecuzione Lodo Scotti – Aggiornamento 1 – Testi per i Gestori

Nell'area riservata del sito www.assoagisco.it, sezione Politiche e Comunicazioni è stata pubblicata la circolare:

  • 2070919 – 2019.11.02 – Comunicazione – Esecuzione Lodo Scotti – Aggiornamento 1 – Testi per i Gestori

con la quale informiamo i Ricorrenti Lodo Scotti che stiamo predisponendo un testo specifico di Procura e Mandato per coloro che hanno ceduto la concessione a SNAI nel 2006 e che, pertanto, i Gestori non devono al momento predisporre la documentazione inviata ieri con la Comunicazione 2006919 del 1° novembre 2019, in attesa dei nuovi testi.

Emilia Romagna, operatori di gioco alla Regione: “Prorogare chiusura delle sale al 2020: misure regionali inefficaci, aumenta rischio illegalità”

Emilia Romagna, operatori di gioco alla Regione: “Prorogare chiusura delle sale al 2020: misure regionali inefficaci, aumenta rischio illegalità”

ROMA – Prorogare alla fine del 2020 il termine per la chiusura delle sale da gioco, procedendo nel frattempo ad una valutazione anticipata della legge regionale per il contrasto alla ludopatia. È quanto chiedono gli operatori di gioco  – Agisco, Astro, SGI-Confindustria Sistemi Innovativi Tecnologici, Res Cogitans, Sapar, Utis e il concessionario Eurobet – in una lettera inviata alla Giunta e all’Assemblea della Regione Emilia Romagna. I lavoratori del settore erano già scesi in piazza la scorsa settimana per chiedere la rivalutazione urgente sull’efficacia della legge regionale contro il gioco patologico, che prevede l’applicazione del "distanziometro" di 500 metri per sale e apparecchi. Nella richiesta formale inviata oggi, apprende Agipronews, gli operatori chiedono di «prorogare l’entrata in vigore dei divieti alla data di emanazione di un testo unico nazionale in materia di gioco, rinviando e uniformando al 31 dicembre 2020 il termine per eventuali chiusure delle attività di gioco previste dalle Delibere della Giunta Regionale». Nel 2018 in Emilia-Romagna – riportano le associazioni – «si è registrato un aumento della raccolta complessiva di gioco, nonostante il settore delle awp sia stato quasi dimezzato dal processo di riduzione imposto dalla Legge di Stabilità 2016, oltreché dai divieti imposti dalla legge regionale e dai singoli comuni», vale a dire distanze minime e limitazioni orarie. Altro punto chiave è la richiesta «di sancire l’irretroattività della normativa, prevedendo che i divieti e le prescrizioni si applichino solo ai nuovi locali, sia dedicati che generalisti». Per le associazioni è infine fondamentale «procedere ad una verifica urgente» sull’efficacia della legge regionale. Il rischio paventato dai lavoratori del settore è l’«effetto espulsivo»: in base al "distanziometro" varato in regione, la quasi totalità dei punti gioco presenti sul territorio sarebbe costretta a chiudere. Le ricadute sull’occupazione e sugli introiti erariali sarebbero solo alcune delle conseguenze; ad alimentare i dubbi degli operatori è anche il possibile «trasferimento della domanda di gioco verso il settore illegale» e del cosiddetto «pendolarismo dei giocatori», ovvero lo spostamento di questi verso zone limitrofe in cui non sono presenti misure restrittive. A rendere più difficile lo scenario è anche l’incertezza sull’efficacia del "distanziometro" nel contrasto alla ludopatia: «A oggi – scrivono le associazioni – non è stata censita alcuna diminuzione dei soggetti affetti da disturbo da gioco d’azzardo» e secondo diversi studi condotti sulla materia «il distanziometro non farebbe altro che incentivare ed assecondare la compulsività dei giocatori problematici». La proposta degli operatori è dunque quella di aprire un tavolo di confronto con la Regione per sviluppare «soluzioni capaci di tutelare la salute pubblica, l’economia, l’occupazione e l’imprenditoria del settore che rappresenta l’unico presidio di legalità sul territorio». In particolare, la proposta delle associazioni è di innalzare «il livello qualitativo dei punti gioco attraverso nuove misure di prevenzione»; promuovere campagne di informazione per i giocatori, le Amministrazioni locali e le Forze dell’Ordine; definire «un diverso sistema di regole relative alla distribuzione territoriale e temporale dei punti gioco»; istituire un fondo comunale per il welfare e la prevenzione delle dipendenze e aumentare la sicurezza dei prodotti con le innovazioni tecnologiche in arrivo. LL/Agipro

NEWS: MANIFESTAZIONE BOLOGNA PRINCIPALI LANCI AGENZIE

NEWS: MANIFESTAZIONE BOLOGNA PRINCIPALI LANCI AGENZIE

Ginestra (A.GI.SCO.): "Solidarietà a colleghi e lavoratori dell'Emilia Romagna, invitiamo a sospendere la raccolta del gioco durante la manifestazione del 17 settembre"

"Siamo solidali con i colleghi e i lavoratori dell'Emilia Romagna che manifestano martedì 17 alle ore 9 di fronte alla sede della Regione per preservare la rete di raccolta del gioco pubblico ed abbiamo invitato tutti i nostri Associati a sospendere l'attività fino alle ore 16, in concomitanza della protesta. Del resto la problematica, come noto, non è limitata all'Emilia-Romagna, dove in conseguenza della scadenza dei termini previsti dalla Legge Regionale sul Gioco d’Azzardo Patologico, i comuni stanno applicando le norme sul distanziometro, intimando alla quasi totalità dei punti di raccolta gioco di cessare l’attività". E' quanto afferma Francesco Ginestra, Presidente A.GI.SCO. Associazione Giochi Scommesse, in vista della manifestazione in programma il prossimo 17 settembre. "L’applicazione del distanziometro – prosegue Ginestra – è un argomento estremamente grave che riguarda tutta la categoria, non solo i colleghi coinvolti che hanno la sfortuna di operare nelle Regioni che non hanno modificato le precedenti norme e non salvaguardano le attività esistenti prima dell’entrata in vigore della Legge che prevede questo strumento sbagliato che non serve per combattere eventuali problematicità legate al Gioco. Auspichiamo – conclude Ginestra – che il Consiglio Regionale dell'Emilia Romagna accolga i manifestanti, ascolti le nostre motivazioni e proceda, al pari di altre Regioni, a modificare la Legge per non cancellare l'attuale rete legale di accettazione del gioco pubblico". lp/AGIMEG

Emilia Romagna, Ughi (Obiettivo 2016) ad Agimeg: “Proroga di 12 mesi strada percorribile, operatori di gioco non hanno colpe”

“Ritengo che la proroga per un anno possa essere una strada percorribile, ho notato un atteggiamento favorevole da parte dei capigruppo delle diverse parti politiche. Hanno ammesso con onestà che quando si fa una legge non è detto che si centrino tutte le condizioni per le quali è stata fatta e che alcune modifiche in corsa possano anche essere giuste”. E’ quanto ha dichiarato ad Agimeg Maurizio Ughi, patron di Obiettivo 2016, che ha partecipato all’incontro odierno a Bologna con gli assessori per discutere della legge regionale Emilia Romagna sul gioco, che con l’applicazione del distanziometro rischia di portare alla chiusura moltissime attività con conseguenti gravi ricadute occupazionali. “Il problema è che noi – interlocutori e imprese – non abbiamo colpe per questa situazione, non abbiamo fatto altro che adempiere, siamo concessionari dello Stato e invece veniamo colpiti da queste misure restrittive. Sono tuttavia convinto che si riuscirà ad arrivare a un provvedimento di sospensione per 12 mesi dell’applicazione della legge regionale sul gioco”, ha concluso Ughi. lp/AGIMEG

Legge sui giochi Emilia Romagna, Astro e Sapar: "A rischio chiusura aziende del gioco legale e perdite di posti di lavoro"

La legge sul gioco dell'Emilia Romagna, porterà esclusivamente alla chiusura delle aziende di gioco legale e perdite occupazionali. E' quanto affermano le associazioni del settore Astro e Sapar. In una nota inviata alla Giunta regionale sottolineano come "in Emilia-Romagna iniziano a registrarsi i primi effetti derivanti dall’applicazione del distanziometro di 500 metri imposto ai punti dedicati al gioco dalla Legge Regionale n.5/2013. Uno strumento – quello della distanza minima – adottato con il fine ultimo di contrastare la dipendenza da gioco d’azzardo, ma con un’applicazione sul campo che rischia di mancare completamente l’obiettivo ispiratore. Oggi, infatti, l’unico esito a cui si sta assistendo è quello della chiusura delle aziende di gioco legale e delle conseguenti perdite occupazionali, mentre mancano evidenze positive con riguardo alla lotta contro la ludopatia." ac/AGIMEG

Distante (Sapar): ”Urgente valutare gli effetti della legge Emilia Romagna, si rischia di cancellare la rete del gioco lecito lasciando spazi di manovra all'illegalità"

“In Emilia Romagna iniziano a registrarsi i primi effetti derivanti dall’applicazione del distanziometro di 500 metri imposto dalla legge regionale. Stiamo assistendo inermi alla chiusura delle piccole e medie aziende del gioco di Stato e alle conseguenti perdite occupazionali, mentre mancano evidenze positive riguardo alla lotta al GAP”. E' quanto ha dichiarato il presidente Sapar Domenico Distante, che con Astro ha inviato un’istanza alla Giunta della Regione Emilia Romagna, per richiedere con urgenza una valutazione dell’efficacia della legge regionale numero 5/2013 adottata con il fine ultimo di prevenire e contrastare la dipendenza da gioco d’azzardo. “Il rischio è che si giunga alla cancellazione totale della rete terrestre del settore del gioco lecito, lasciando altresì ampi spazi di manovra al gioco illegale – ha detto il presidente Sapar -. Non è possibile che si adottino ancora politiche proibizioniste quando è stato decretato più volte da studi autorevoli che il distanziometro non risolve il problema della tutela della salute pubblica, mentre grava pesantemente sull’occupazione e sul bilancio delle piccole e medie aziende del settore. Per fortuna alcune regioni, in primis la Puglia, hanno iniziato a recepire queste evidenze, optando per una normativa in materia di gioco che salvaguardi sia la salute del giocatore che l’occupazione sul territorio. Pertanto, insieme all’associazione Astro, abbiamo ritenuto necessario richiedere alla regione una valutazione urgente circa l'efficacia della legge regionale, perché è nostro dovere difendere i lavoratori del gioco legale” ha concluso Distante. lp/AGIMEG

Emilia Romagna, Cardia (ACADI): “Legge regionale non tutela salute, libertà di impresa e livelli occupazionali. Fondamentale presidio del territorio da parte dell’offerta legale"

“ACADI con le filiere dei propri associati rappresenta oltre il 70% del sistema di controllo del gioco pubblico e regolamentato in Italia, generando e versando oltre 7 dei circa 10 miliardi di euro all’anno di gettito erariale, riveniente dalla spesa degli utenti pari a circa 18,5 miliardi di euro. ACADI ed i propri Associati hanno già avuto modo di rappresentare in diverse sedi istituzionali che i distanziometri espulsivi per errore tecnico come quelli della legge Regione Emilia Romagna n. 5/2013, da un lato, non curano e, dall’altro, di fatto impongono il proibizionismo alla distribuzione del gioco pubblico sul territorio con perdite di posti di lavoro e chiusure di aziende sane, determinando conseguenze nefaste sul piano della mancata tutela della salute e del risparmio dei cittadini utenti, dell’ordine pubblico, del gettito erariale, e su tutti dell’impresa e del lavoro.  A fronte della inidoneità dello strumento e dell’errore tecnico che lo caratterizza, consentire la cancellazione della sostanziale totalità dell’offerta legale attualmente esistente significa aprire le porte all’offerta illegale, significa far chiudere aziende del territorio sane e significa far licenziare il personale con cui le medesime svolgono attualmente per lo Stato funzioni di Incaricato di Pubblico Servizio nell’espletamento di attività per la distribuzione di prodotti controllati, per la raccolta di informazioni per il contrasto all’antiriciclaggio, per la tracciabilità dei flussi finanziari, per la raccolta di un gettito erariale unanimemente riconosciuto da emersione". Sono le parole di Geronimo Cardia, Presidente Acadi, l’Associazione Concessionari dei Giochi Pubblici in una lettera aperta indirizzata alla Regione Emilia Romagna. "ACADI – ha aggiunto – condivide la necessità di portare all’attenzione di tutti le esigenze di tutela della libertà di impresa, dei livelli occupazionali, della legalità e della salute e del risparmio dei giocatori, compromessi dalla regolamentazione regionale, rivelatasi e riconosciuta scientificamente inefficace ed inidonea rispetto agli scopi dichiarati di tutela del disturbo da gioco d’azzardo.Un aspetto che colpisce è dato anche dalla delibera della Giunta Regionale n. 68 del 21.1.2019 la quale tra l’altro prevede che il distanziometro espulsivo trovi applicazione anche per l’attività delle scommesse dalla “scadenza dei contratti di concessione in essere e comunque, comprese le eventuali proroghe, non oltre il 31 dicembre 2019”.  In questo modo verrebbero cancellate le verticali distributive del gioco pubblico non solo degli apparecchi ma anche delle scommesse.Vi è già una presa di coscienza a livello nazionale del problema, come peraltro cristallizzato nella Conferenza Unificata di settembre 2017 in cui Stato, Regioni e Provincie Autonome stimolati ad incontrarsi dal Legislatore Nazionale hanno finalmente convenuto sull’importanza del presidio del territorio da parte dell’offerta legale. Un’offerta legale ridotta e contenuta ai livelli voluti dal legislatore, ma esistente e capillare. Basterebbe applicarla.Per quanto sopra ACADI è a completa disposizione della Presidenza, della Giunta, del Consiglio, degli Assessori e delle istituzioni regionali per approfondire e documentare quanto sopra anche in un tavolo di confronto a cui sarà ben lieta di partecipare”, ha concluso. cdn/AGIMEG

Bologna, grande affluenza al sit-in dei lavoratori contro il distanziometro in Emilia Romagna

Iniziato il sit-in a Bologna. Sono numerosi i lavoratori del gioco che hanno deciso di protestare davanti al Consiglio regionale in Emilia Romagna contro le nuove norme regionali. Secondo i protestanti, le nuove disposizioni sul gioco imporranno la chiusura di molte attività a causa dell’applicazione del distanziometro. Imprese e lavoratori, infatti, a breve saranno costretti, ove possibile, a delocalizzare la propria attività, alcuni invece dovranno chiudere per sempre e licenziare i lavoratori. cdn/AGIMEG

Sit-in dei lavoratori contro il distanziometro in Emilia Romagna, a rischio 1.000 posti di lavoro

Davvero numerosi sono stati i lavoratori del gioco che hanno deciso di protestare davanti al Consiglio regionale in Emilia Romagna contro le nuove norme regionali. Con fischietti e gilet arancioni con su scritto "Perché lavoro significa dignità", i proprietari dei negozi specializzati provenienti da tutta la regione hanno cercato di attirare l'attenzione dei responsabili della Regione Emilia per chiedere la modifica della legge regionale sul gioco e l'eliminazione della retroattività. Tale disposizione infatti porterà alla chiusura delle attività già esistenti sul territorio nel momento di entrata in vigore della legge. Sono circa 1.000 gli operatori del settore che rischiano di perdere il posto di lavoro. Al consigliere Michele Facci, che si è fermato a dialogare con i manifestanti, gli operatori hanno ricordato che le attività commerciali costituiscono un presidio di legalità sul territorio e che sono il primo baluardo di contrasto alla ludopatia. cdn/AGIMEG

Emilia Romagna, avv. Sbordoni ad Agimeg: "Consiglio regionale valuterà richiesta di proroga dell'entrata in vigore della legge sul gioco"

"Nell'incontro odierno siamo stati ascoltati dai capigruppo e dal vicepresidente del Consiglio, oltre che da un rappresentante degli assessori. Ne è emerso che verranno fatte valutazioni sulla richiesta di proroga dell'entrata in vigore della legge regionale Emilia Romagna sul gioco. I tempi per la modifica della norma non ci sono, tra l'altra a breve nella regione vi saranno le elezioni, ma in ottica futura vi è disponibilità a tornare sulla questione, anche perché c'è un effettivo problema di perdita di posti di lavoro nel settore". E' quanto ha dichiarato ad Agimeg l'avvocato Stefano Sbordoni (Segretario Generale Utis), a seguito dell'incontro con i rappresentati del Consiglio Regionale dell’Emilia Romagna, a Bologna, dove stamani si è tenuto un sit-in di protesta di operatori e dipendenti delle attività di gioco legale per manifestare contro le norme regionali che impongono la chiusura di moltissime attività. Sono infatti circa 5.000 gli operatori del settore che rischiano di perdere il posto di lavoro. lp/AGIMEG

Giochi, Emilia Romagna: lavoratori in piazza contro il distanziometro, chiesta proroga alla Regione

ROMA – Obiettivo proroga per gli operatori di gioco dell’Emilia Romagna, oggi in campo per la manifestazione organizzata a Bologna, davanti la sede della Regione. I lavoratori del settore – circa mille quelli intervenuti oggi – hanno chiesto una rivalutazione urgente sull’efficacia della legge regionale contro la ludopatia, che prevede l’applicazione del "distanziometro" di 500 metri. «Una delegazione degli operatori è stata ricevuta dai capigruppo dei vari partiti e dall’assessore Andrea Corsini – racconta Christian Piccolo, uno dei promotori della manifestazione – Da parte dei rappresentanti della Regione è arrivata l’apertura a una possibile proroga, richiesta che le associazioni di settore formalizzeranno nei prossimi giorni». Piccolo che ricorda che sono circa 15mila i lavoratori dell’indotto dei giochi: «Di questi, 10mila saranno colpiti dal "distanziometro"». Gli operatori puntano dunque a una proroga che "salvi" provvisoriamente gli esercizi non in regola con la distanza minima dai luoghi sensibili, in attesa di una discussione più approfondita con la Regione per una eventuale revisione della legge. «È fondamentale ribadire che anche noi vogliamo contribuire al contrasto alla ludopatia – hanno spiegato i manifestanti giunti oggi a Bologna – Ma riteniamo che il "distanziometro" e la chiusura a tappeto dei punti fisici non sia una strategia efficace». LL/Agipro

Emilia Romagna, Pastorino (STS) ad Agimeg: “Legge regionale cancella settore del gioco, con nuovo Governo serve riprendere discussione a livello nazionale”

“Cancellare in un colpo solo slot e corner sportivi significa cancellare di fatto un settore importante: le nostre aziende non hanno possibilità di ricollocarsi in altro luogo, significherebbe chiudere l’attività e perdere posti di lavoro. Abbiamo fatto presente le nostre preoccupazioni ai rappresentanti della Regione”. E’ quanto ha dichiarato ad Agimeg Giorgio Pastorino, Presidente STS, nel giorno della manifestazione tenutasi a Bologna per protestare contro le norme regionali che impongono la chiusura di moltissime attività legate al gioco. Sono infatti circa 5.000 gli operatori del settore che rischiano di perdere il posto di lavoro con l’applicazione del distanziometro. “Il Consiglio regionale può decidere di attuare una proroga, ma in ogni caso il problema va affrontato e non lasciato andare. La cosa più logica a mio giudizio sarebbe riprendere fiato e rimandare la questione per capire come si possa svolgere la discussione a livello non solo regionale, ma nazionale, tanto più che nel nuovo Governo è stato eletto come sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta, che per anni ha lavorato a contatto con gli operatori di gioco e con le regioni”, ha concluso Pastorino. lp/AGIMEG

Comuni in ordine sparso, tempi sfasati e proroghe: la legge sul gioco in Emilia-Romagna provoca il caos

ROMA – Proroga: è la richiesta formulata oggi a Bologna da una rappresentanza dei lavoratori dei giochi, riuniti davanti al palazzo della Regione. In realtà, nell’ambito della complessa disciplina vigente sul gioco in Emilia-Romagna, il concetto di proroga non può essere univoco, dato che i termini di legge cambiano a seconda che si parli di sale giochi, esercizi pubblici o corner scommesse. Vale la pena di ripercorrere in sintesi i lineamenti di quella che senza alcun dubbio può essere definita la normativa sul gioco patologico più complicata fra le regioni italiane. Punto di partenza è il distanziometro previsto dalla legge 5/2013, che vieta l’esercizio dei punti di gioco, nonché l’installazione di apparecchi, entro 500 metri da una serie di luoghi sensibili. Per rendere operativo il provvedimento, nel 2017 la Regione ha imposto ai Comuni di predisporre una mappatura dei luoghi sensibili e di inviare in base a questa, nei sei mesi successivi, due tipi di comunicazione alle attività fuori regola: provvedimenti di chiusura per sale giochi e sale scommesse, divieti di installazione di nuovi apparecchi e di rinnovo dei contratti ai titolari degli esercizi pubblici. Agli esercenti delle sale che volevano proseguire la propria attività in zone non proibite era concessa una proroga fino ad un massimo di ulteriori sei mesi rispetto alla data del provvedimento di chiusura.  
Alla sollecitazione della Regione, i Comuni hanno risposto in tempi diversi, provocando un notevole sfasamento sul territorio: in alcune zone le chiusure sono già avvenute, in altre non sono neanche cominciate. Le difficoltà palesate da alcune amministrazioni e le proteste degli operatori hanno indotto nel gennaio scorso la Giunta a prorogare alcuni termini, configurando per i punti di gioco non in regola con il distanziometro la situazione seguente: alle sale che intendano trasferire la propria attività in zone non proibite, i Comuni potranno raddoppiare la proroga di sei mesi prevista originariamente dalla normativa. Particolare la disciplina dei corner scommesse: l’attività non potrà protrarsi oltre la scadenza dei contratti in essere, ma sono permesse proroghe fino al 31 dicembre 2019. Più larghi i tempi per gli esercizi pubblici che ospitano al loro interno le slot: non potranno più installare nuovi apparecchi, ma tenere quelli già installati fino al 2022. Quanto alla protesta in atto, gli operatori hanno fatto sapere che dalla Regione è arrivata l’apertura a una possibile proroga. Visto il ginepraio sollevato dalla normativa, resta da capire di quale proroga si parli. MF/Agipro

Emilia Romagna, Avv. Modugno ad Agimeg: “Le istituzioni hanno accolto il nostro invito al dialogo. Serve una proroga della legge regionale”

“Le istituzioni hanno accolto il nostro invito al dialogo. Tutte le parti politiche hanno mostrato interesse ad approfondire la tematica del gioco legale e in particolare la legge regionale, che con queste condizioni avrà effetti nefasti. Una nostra delegazione è stata accolta dei capigruppo e ciò ci ha permesso di analizzare i punti negativi dell’applicazione del distanziamento, che non ha alcuna valenza scientifica nella lotta alla ludapatia, e non fa altro che contrastare il gioco legale. L’esigenza di arrivare ad una situazione più equilibrata ha quindi portato alcuni nostri interlocutori a valutare la proposta di proroga della legge regionale. C’è un intero comparto che rischia la chiusura delle sale e il licenziamento dei dipendenti. Dobbiamo restare con i piedi per terra, vista la situazione, ma sicuramente la sforzo di circa di un migliaio di partecipanti al sit-in un giorno lavorativo, ha aperto un spiraglio”. E’ quanto dichiara ad Agimeg l’avvocato Francesco Modugno, tra i promotori del sit-in di protesta, davanti al Consiglio Regionale dell’Emilia Romagna, di operatori e dipendenti delle attività di gioco legale che oggi hanno manifestato contro le norme regionali che impongono la chiusura di moltissime attività a causa dell’applicazione del distanziometro. lp/AGIMEG

Una “gincana” per arrivare alla sala scommesse. Un’agenzia storica di Cesena combatte così il distanziometro. Il titolare: “Legge pazzesca, l’alternativa è chiudere”

Una “gincana” per arrivare alla sala scommesse. Un’agenzia storica di Cesena combatte così il distanziometro. Il titolare: “Legge pazzesca, l’alternativa è chiudere”

si segnala che nell’edizione delle 8 di oggi del TG1, è andato in onda un servizio girato a Cesena con intervista al collega Daniele Ferrini, riferito al divieto di apertura a meno di 500 metri dai luoghi sensibili.

Il video è visibile cliccando il seguente link ed andando al minuto 23:40:

http://www.tg1.rai.it/dl/tg1/2010/edizioni/ContentSet-9b3ab64b-a1b3-4417-a042-62b844351833-tg1.html?item=undefined

La notizia era stata già diffusa dalla agenzia Agimeg con la news sotto riportata.

Una “gincana” per arrivare alla sala scommesse. Un’agenzia storica di Cesena combatte così il distanziometro. Il titolare: “Legge pazzesca, l’alternativa è chiudere”

Costruisce un percorso pedonale di 130 metri, tutto attorno all’agenzia di scommesse – aperta fin dal 1984 – per rispettare le distanze dai luoghi sensibili imposte dal Comune. Succede a Cesena, dove lo scorso agosto una delle prime agenzie di scommesse aperte in Italia, in via del Mare vicino allo stadio, ha ricevuto dal Comune l’ordine di chiusura. L’esercizio non era in regola con il distanziometro, si trova infatti a 370 metri dalla chiesa di San Paolo Apostolo. Messo di fronte alla prospettiva di chiudere, il titolare ha quindi pensato di “allungare” il percorso che gli scommettitori devono fare per accedere nei locali: sfruttando il cortile esterno ha costruito una recinzione metallica in modo da formare un circuito di 130 metri, e rispettare la distanza richiesta dal Comune. Il titolare, il signor Daniele Ferrini, ha dichiarato che si è trattato di un escamotage che non viola legge e che salvaguarda il lavoro di un’attività che va avanti da 35 anni e che ha sempre rispettato norme e regolamenti. Dalla sua parte anche i clienti dell’agenzia per la maggior parte dei quali quello del distanziometro è un provvedimento “pazzesco” visto che è uno strumento “ipocrita” per combattere la ludopatia in quanto tutti i giochi sono ormai praticabili online. lp/AGIMEG

TERMINATO STATO AGITAZIONE PUGLIA: ACCOLTE LE MODIFICHE RICHIESTE ALLA LEGGE REGIONALE

TERMINATO STATO AGITAZIONE PUGLIA: ACCOLTE LE MODIFICHE RICHIESTE ALLA LEGGE REGIONALE

La manifestazione in Puglia è terminata, con approvazione delle modifiche auspicate.

Pertanto lo stato di agitazione è concluso.

Segue comunicato stampa AGISCO ed alcuni lanci di Agenzia stampa sull’argomento.

 

AGISCO – GINESTRA: IN PUGLIA HA PREVALSO IL BUONSENSO E LA CONSAPEVOLEZZA CHE IL DISTANZIOMETRO NON E’ LA SOLUZIONE PER LA LUDOPATIA. AUSPICO CHE LA DECISIONE DELLA PUGLIA SIA DA ESEMPIO ALLE ALTRE REGIONI E CHE STIMOLI IL GOVERNO A VARARE SUBITO UNA NORMA NAZIONALE EQUA E SENSATA

Le correzioni approvate oggi alla Legge Regionale della Puglia sono la dimostrazione che se la politica ascolta con attenzione i propri cittadini può modificare norme inique che, se non modificate, portano alla mancata tutela della salute pubblica, alla distruzione di imprese economiche, alla messa in strada di migliaia di famiglie. Quanto deciso oggi in Puglia è quanto diciamo da anni: le imprese esistenti vanno tutelate, le distanze vanno diminuite, i luoghi sensibili vanno individuati con cura, l’apertura di attività “sensibili” in luoghi dove ci sono locali di gioco non possono comportare la chiusura degli esercizi già attivi. Auspico che anche altre Regioni seguano l’esempio della Puglia, nella consapevolezza che solo la rete legale dei Concessionari e dei Gestori affidati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli può garantire la salute dei cittadini , grazie alla professionalità ed esperienza dei propri lavoratori. Spero infine che il Governo prenda spunto da questa decisione per varare un testo unico sui Giochi che aspettiamo da anni.

+++ Giochi in Puglia, Consiglio Regionale approva distanziometro a 250 metri +++

ROMA – Il distanziometro in Puglia si riduce a 250 metri. Bocciato dal Consiglio regionale il subemendamento Colonna, che intendeva mantenere le distanze minime a 500 metri, come indicato dalla legge n. 43 del 2013

Giochi in Puglia, Consiglio regionale: nuovo luogo sensibile non potrà "sfrattare" un'attività esistente

ROMA – Il Consiglio Regionale della Puglia ha votato una modifica della legge che salvaguarda le attività di gioco, qualora – successivamente – sorga nel raggio delle distanze minime previste un luogo sensibile. In sostanza, un punto di gioco non dovrà trasferirsi se nelle sue vicinanze siano ubicati in un momento successivo una scuola, un luogo di culto o un a struttura ospedaliera. MF/Agipro

Svolta antiproibizionista in Puglia: distanziometro a 250 metri, salvi gli esercizi esistenti

ROMA – Il Consiglio Regionale della Puglia boccia la legge anti gioco. L’impianto base delle modifiche alla normativa regionale sui giochi del 2013 è uscito indenne dalla seduta odierna, con 37 voti favorevoli su 43. Ridotto il distanziometro da 500 a 250 metri, salvaguardati gli esercizi già esistenti che sorgono entro le distanze minime, per i quali non è più previsto alcun termine di decadenza. MF/Agipro

MANIFESTAZIONE PUGLIA DEL 5 GIUGNO 2019

MANIFESTAZIONE PUGLIA DEL 5 GIUGNO 2019

AGISCO solidale con le organizzazioni sindacali della Puglia per la tutela della rete legale di raccolta del Gioco pubblica. Invito a tutti gli operatori di gioco dell'intero territorio nazionale a sospendere la raccolta mercoledì 5 giugno dalle 10 alle 20, in concomitanza alla manifestazione di Bari. 

Nell'incontro del 29 maggio la Regione ha assicurato  di voler approvare le modifiche alla Legge Regionale sul gioco patologico approvate dalla commissione salute, con la quale si modificano le distanza minime dai luoghi sensibili, a loro volta ridotti nella tipologia, e con validità solo per le nuove aperture, evitando la chiusura dell'80% della rete di stato di raccolta dei giochi. Mercoledì 5 saremo di nuovo in piazza per assicurarci che ciò accada, e che non prevalgano logiche populistiche e inefficaci che pensano che la ludopatia sia" al metro". 

Abbiamo bene evidenziato, in ogni circostanza, che il gioco problematico può essere controllato e limitato solo se offerto in locali pubblici, dove vengono rispettate le norme e regolamenti dello Stato, dove opera personale qualificato e competente. Ovvero i locali dei concessionari e dei gestori dei Monopoli di Stato, che sarebbero spazzati via ove si applicasse il distanziometro anche alla rete già esistente, rete che verrebbe sostituita da punti illegali e clandestini, senza alcuna tutela per il cittadino giocatore. 

Invitiamo quindi gli operatori di gioco, in tutta Italia, ad aderire alla protesta, con la sospensione del gioco dalle 10 alle 20, o comunque fino al termine della manifestazione di Bari. 

Ai seguenti link la comunicazione delle Organizzazioni Sindacali e  il cartello per le vetrine.