CIRCOLARI – 2009615 – 2015.11.13 – POLITICA – GESTORI SNAI RINEGOZIAZIONE CONTRATTO GESTIONE SNAI – AGGIORNAMENTO 1 + Allegata Lettera risposta SNAI

CIRCOLARI – 2009615 – 2015.11.13 – POLITICA – GESTORI SNAI RINEGOZIAZIONE CONTRATTO GESTIONE SNAI – AGGIORNAMENTO 1 + Allegata Lettera risposta SNAI

Nell'area riservata del sito www.assoagisco.it, sezione Politiche e Comunicazioni, è stata pubblicata la circolare 2009615 – 2015.11.13 – POLITICA – GESTORI SNAI RINEGOZIAZIONE CONTRATTO GESTIONE SNAI – AGGIORNAMENTO 1, che si riporta di seguito:

Allegato (lettera di risposta a SNAI): 2009615 – 2015.11.13 – POLITICA – ALL. 1 (documento word da compilare)

Gentile Associato Gestore,

A seguito dell’invio di richiesta di rinegoziazione del vigente contratto di gestione con SNAI, la Società ha replicato richiedendo di "esplicitare e documentare i mutamenti delle condizioni generali del mercato di riferimento che si sarebbero nel frattempo verificati, tali da giustificare la richiesta di rinegoziazione delle condizioni economiche già pattuite in Contratto".

Pur evidenziando la pretestuosità della richiesta di SNAI, ritengo utile e necessario che tutti i Gestori – anche quelli non Associati – replichino utilizzando la traccia che allego, che viene pubblicata sul sito dell’Associazione al fine da essere fruibile anche dalle imprese di gestione non associate.

Evidenzio la necessità che la nota sia inviata dalla propria PEC aziendale, alla PEC di SNAI ed anche alla mail della Direzione Legale.

Per ogni eventuale approfondimento, la Segreteria è a disposizione ai consueti recapiti.

Un cordiale saluto.

Francesco Ginestra

RASSEGNA STAMPA – AGIPRONEWS Legge di stabilità, dall’aumento del prelievo allo stop alla sanatoria: tutti gli emendamenti sui giochi in Commissione Bilancio

RASSEGNA STAMPA – AGIPRONEWS Legge di stabilità, dall’aumento del prelievo allo stop alla sanatoria: tutti gli emendamenti sui giochi in Commissione Bilancio

Legge di stabilità, dall'aumento del prelievo allo stop alla sanatoria: tutti gli emendamenti sui giochi in Commissione Bilancio

ROMA – Dall’aumento del prelievo su slot e VLT al divieto della pubblicità, oltre alla cancellazione della sanatoria per le agenzie collegate a bookmaker esteri e a un ritocco dei bandi di gara per scommesse, bingo e gioco online: sono queste le proposte di modifica presentate, in Commissione Bilancio, dai senatori di diversi schieramenti all’articolo 48 della legge di stabilità. 

AUMENTO PRELIEVO SLOT E VLT – La senatrice Bencini (Misto), in diversi emendamenti, chiede di aumentare il prelievo fiscale sulle slot machine (da un minimo del 20% a un massimo del 50%, invece del 15% previsto dalla legge di stabilità) e di aumentare il prelievo sulle VLT (da un minimo del 10% a un massimo del 50%). Il senatore Endrizzi (M5S) chiede di ritoccare il prelievo erariale unico al 16% per le slot e al 6,5% sulle VLT. Anche il senatore Luigi D’Ambrosio Lettieri (Cor) propone di intervenire sul preu delle slot e delle VLT, portandolo rispettivamente al 20% e al 7,5%, e di incrementare del 7% il fondo istituito per il gioco patologico. Stesso discorso per SEL, che propone di aumentare il prelievo sulle slot al 16,5% e sulle VLT al 7%. 

TASSA SULLA FORTUNA AL 9% – Più complesso l’intervento proposto dal senatore Giuseppe Ruvolo (AL) che oltre al preu per le slot al 16%, propone di aumentare la tassa sulla fortuna al 9%. Inoltre, per il gioco del lotto e per i gratta e vinci, chiede che la percentuale di ridistribuzione delle vincite sia pari al 3%. Per il lotto e per i gratta e vinci, poi, propone una riduzione degli aggi rispettivamente dell’1,80% e dello 0,90% "del totale della raccolta di gioco a decorrere dal 1° gennaio 2016". Le maggiori entrate saranno poi "destinate al fondo per la cura del gioco patologico".

APPARECCHI NON COLLEGATI – Sugli apparecchi da intrattenimento, il senatore Ruvolo (AL) propone sanzioni per i titolari di qualsiasi negozio, "circolo o locale aperto al pubblico" nel quale sono installate slot o altri apparecchi non collegati alla rete statale che consentono "l’esercizio di gioco con vincite in denaro, anche se proposto sotto forma di gioco promozionale". Ognuno di questi soggetti dovrà pagare il prelievo unificato previsto e un’aliquota del 6 per cento "su un imponibile medio forfetario giornaliero di euro 3.000" per ogni anno di presunta operatività degli apparecchi, oltre a una sanzione amministrativa di 20.000 euro "di cui non è ammesso il pagamento in misura ridotta". E’ inoltre prevista la sospensione della licenza e, in caso di reiterazione delle violazioni, la sua revoca; in questo caso il soggetto sanzionato "non può ottenere il rilascio di nuove autorizzazione per pubblico esercizio per 10 anni". 

PREU ANCHE A SOGGETTI PRIVI DI CONCESSIONE – Imporre il prelievo erariale unico anche alle società di giochi prive di concessione statale: lo prevede un emendamento del senatore Santini (PD). Il Preu, secondo la proposta, deve essere versato da "chiunque, in assenza di concessione e dei titoli abilitativi previsti, effettua con qualunque mezzo, anche telematico, per conto proprio o di terzi, anche ubicati all’estero, giochi con vincite in denaro, concorsi, pronostici o scommesse". Viene inoltre proposto un prelievo massimo del 60% per gli apparecchi "che si attivano con l’introduzione di moneta metallica ovvero con appositi di strumenti di pagamento elettronico"; un prelievo del 50% per apparecchi "che si attivano esclusivamente in presenza di un collegamento a un sistema di elaborazione della rete stessa". Per scommesse (anche virtuali), giochi a quota fissa e a totalizzatore il prelievo proposto è del 20%, per il bingo il 42%. 

SANATORIA CTD – Sopprimere il comma 3 dell’articolo 48 che prevede nuova sanatoria per le agenzie di scommesse collegate a bookmaker esteri. E’ quanto chiedono il senatore Endrizzi (M5S) e la senatrice Bencini (Misto). Endrizzi, poi, attraverso altre proposte di modifica chiede, "che i soggetti che non aderiscono alla procedura di regolarizzazione entro i termini previsti" sia "preclusa la possibilità di partecipare alla gara per l’attribuzione delle concessioni per la raccolta delle scommesse sportive, ippiche e non sportive", prevista dalla manovra. Sempre sulla questione regolarizzazione-gara scommesse, la senatrice del Pd Lucrezia Ricchiuti, chiede che al bando possano partecipare i soggetti che aderiscono alla nuova sanatoria "purché la procedura di regolarizzazione sia avvenuta entro 30 giorni dell’entrata in vigore della legge".

STABILE ORGANIZZAZIONE – La legge di stabilità prevede anche un intervento di banche e istituti di credito sui versamenti dei centri verso gli operatori esteri: dove è verificata la “stabile organizzazione” verrà applicata una “ritenuta d’acconto pari al 25 per cento” sugli importi “generalmente pagati con carte di credito e bonifici internazionali” dai gestori dei punti alle società estere: la senatrice Bencini chiede di innalzare la percentuale al 40%.

GARA SCOMMESSE – Sulla gara scommesse torna anche la senatrice Bencini chiedendo "di mettere a bando concessioni di cinque anni per 5 mila agenzia e 2 mila corner, e 500 diritti per bar e tabacchi", mentre il senatore Endrizzi chiede che, sempre all’interno del bando, sia specificato che "i punti vendita" devono essere ubicati "al di fuori dei centri storici e comunque ad una distanza non inferiore a 500 metri, misurata in base al percorso pedonale più breve, da istituti scolastici di qualsiasi grado, luoghi di culto, centri socio-ricreativi e sportivi o strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio assistenziale". Sempre il senatore grillino specifica, ancora modificando il comma che riguarda il bando scommesse, che "l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli provveda alla pubblicazione annuale di tutti i dari taccolti relativi al comparto giochi". Due emendamenti di Mauro (Gal) e Gualdani (AP) propongono, inoltre, che, "per assicurare la massima concorrenzialità e parità di condizioni tra i partecipanti" al bando scommesse, i Monopoli predispongano "uno schema di contratto tipo recante le clausole minime dei contratti di commercializzazione di giochi". E’, simmetricamente, dovere dei partecipanti al bando comunicare "l’intervenuta risoluzione senza addebito di indennità di qualsiasi loro contratto di commercializzazione di giochi precedentemente in vigore in Italia".

GARA BINGO E GIOCO ONLINE – Per quanto riguarda il bando del bingo, la senatrice Bencini chiede di abbassare a 100 il numero delle concessioni messe a gara, con una base d’asta di 400mila euro, per una durata di sei anni. Anche per quanto riguarda il gioco online, propone di abbassare il numero a 50 o 90 concessioni. 

DIVIETO TOTALE PER IL GIOCO – La senatrice Bencini chiede anche di sopprimere l’intero articolo 48 e di introdurre il divieto totale per il gioco (tranne lotto, lotterie e totocalcio). 

DIVIETO DI PUBBLICITA’ – Il senatore Endrizzi (M5S) propone il "divieto assoluto di qualsiasai forma, diretta o indiretta, di propaganda pubblicitaria, di ogni communicazione commerciale, di sponsorizzazione o di promozione di marchi o prodotti di giochi con vincite in denaro, offerti in rete di raccolta, sia fisiche sia online, con la previsione di una sanzione amministrativa da 50mila a 500mila in caso di violazione del divieto". In un’altra proprosta di modifica simile Endrizzi chiede che "i proventi derivanti dalle sanzioni" siano "destinati alla prevezione, alla cura e alla riabilitazione delle patologie connesse alla dipendenza da gioco". La stessa proposta è stata avanzata dalla senatrice Bencini (Misto).

ENTI LOCALI – Per quanto riguarda gli enti locali, il senatore Santini (PD) propone maggiore adesione, da parte di Regioni e Comuni, alle disposizioni statali in materia di gioco. "Nell’esercizio delle loro potestà normative e amministrative – si legge nell’emendamento – le Regioni e i Comuni conformano i rispettivi ordinamenti alle disposizioni della presente legge, astenendosi dall’introdurre misure o assumere azioni idonee a vanificare l’unitarietà del quadro regolatorio nazionale". Le intese tra Stato ed enti locali sono previste "in sede di Conferenza unificata", attraverso la quale le Regioni possono accordarsi sulla distribuzione territoriali delle sale. In ogni caso, le intese dovranno "risultare tali da assicurare la possibilità di concessioni di gioco uniformi a livello statele e sull’interno territorio nazionale, nonché la salvaguardia dei loro valori patrimoniali". 

COLLABORAZIONE MONOPOLI – SVILUPPO ECONOMICO – Una collaborazione tra Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e il Ministero dello sviluppo economico per individuare e contrastare "comportamenti elusivi del monopolio statale dei giochi pubblici": è la proposta del senatore Santini (PD) a proposito di concorsi e operazioni a premio. Ferme restando le attribuzioni al Ministero dello sviluppo economico, che normalmente gestisce tali concorsi, "spettano alla Agenzia anche le funzioni di controllo sulle attività che costituiscono, per la mancanza di scopi promozionali, elusione della riserva dei giochi pubblici". Per semplificare i compiti amministrativi il Ministero dello sviluppo economico dovrà trasmettere all’Agenzia la comunicazione preventiva dei avvio dei concorsi a premio; entro trenta giorni, poi, l’Agenzia dovrà dichiarare l’eventuale "coincidenza tra il concorso a premio e una attività di gioco riservato allo Stato". 

CESSIONE RETE – Sempre il senatore Endrizzi (M5S) chiede anche la soppressione della parte della legge di stabilità che prevede la cessione gratuita della rete di gestione e raccolta del gioco all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, alla scadenza della concessione. 

REATI CONNESSI AL GIOCO – Aggiungere al dipartimento della pubblica sicurezza la "direzione centrale per la polizia per la prevenzione e la repressione dei reati connessi al gioco d’azzardo": lo propone il senatore Endrizzi (M5S). Per l’istituzione – specifica ancora l’emendamento – è autorizzata "la spesa di 10 milioni di euro nel 2016, 12 milioni di euro nel 2017 e 15 milion di euro a decorrere dal 2018". Il funzionamento del dipartimento sarà disciplinato con decreto "del Ministero dell’Interno, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro della Giustizia, sentito il Comitato nazionale dell’ordine e della sicurezza pubblica, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti".

IPPICA – "Il riordino urgente della discipina delle scommesse ippiche a totalizzatore e a quota fissa, con l’adozione di uno specifico regolamento del Mef da adottarsi entro il 31 marzo 2016": lo prevede un emendamento della senatrice Bianconi (AP). Una proposta di Marinello (AP) prevede di stabilire il prelievo sulle scommesse sulle corse dei cavalli "all’8% del movimento netto". Fino al 2018 e comunque "fino all’attuazione del riordino della disciplina sulle scommesse ippiche", le risorse del settore "verranno integrate fino a un importo massimo pari al 3,50% della quota parte delle entrate erariali ed extraerariali derivanti dai giochi con vincita in denaro". 

FP/Agipro 

RASSEGNA STAMPA – AGIPRONEWS Legge di stabilità approda in Senato: domani in Aula il calendario dei lavori

RASSEGNA STAMPA – AGIPRONEWS Legge di stabilità approda in Senato: domani in Aula il calendario dei lavori

26/10/2015 | 11:40

Legge di stabilità approda in Senato: domani in Aula il calendario dei lavori

ROMA – A dieci giorni dall’approvazione in Consiglio dei ministri, è stata trasmessa ieri sera al Senato la Legge di Stabilità 2016, che ha ricevuto il via libera del Quirinale. Il provvedimento sarà inviato alla Commissione Bilancio – convocata per domani – per il parere preliminare: martedì alle 12 si riunirà la capigruppo di palazzo Madama per definire il calendario dell’esame del provvedimento; alle 16.30, il presidente del Senato Pietro Grasso riferirà in Aula e aprirà la sessione di bilancio. Le audizioni della Commissione dovrebbero svolgersi il 2 e il 3 novembre, per dare successivamente inizio della discussione del provvedimento (con la presentazione e votazione degli emendamenti), mentre da Bruxelles potrebbero arrivare delle richieste di modifica nel corso della settimana. 

LE NORME SUI GIOCHI  AUMENTO PREU SU SLOT E VLT – La legge di stabilità 2016 prevede un aumento del prelievo sulle slot al 15% e sulle VLT al 5,5%: una misura che – secondo le stime del Governo nella relazione tecnica – porterà nelle casse dello Stato 600 milioni all’anno dal 2016 al 2018: in particolare, per quanto riguarda le slot, “l’incremento di tassazione produrrebbe un maggior introito pari a 508 milioni di euro” e, per le VLT, il maggior introito sarebbe pari a 107 milioni di euro. In entrambi i casi, però, la relazione tecnica presuppone lo stesso livello di raccolta del 2014 anche per gli anni successivi, ma evidenza che su tale livello “potrebbero interferire gli sviluppi delle normative locali e delle relative modalità applicative”. Inoltre, l’incremento della tassazione “inciderebbe interamente sulla filiera (concessionari, gestori ed esercenti), senza possibilità di poterlo traslare sui giocatori se non variando la percentuale di pay out degli apparecchi)".  

SANATORIA CTD – Le agenzie di scommesse collegate ai bookmaker esteri che non hanno aderito alla sanatoria prevista dalla manovra 2014 hanno un’altra possibilità per regolarizzare la propria posizione, versando una tantum di 10mila euro e l’imposta unica pregressa. Con questa norma, il Governo – si legge nella relazione illustrativa – intende proseguire la linea di intervento a contrasto della raccolta parallela di scommesse, completamente “prive di regole”, che “desta ormai da tempo una seria preoccupazione”, sia per la mancata tutela dei giocatori, in particolare i minori, sia per gli effetti sulla competitività delle società regolarmente autorizzate e sugli incassi dello Stato. Per rendere ancora più efficace l’azione di contrasto e “intercettare gli introiti” dei centri non autorizzati, inoltre, il Governo prevede di agire sugli operatori senza licenza che abbiano una “stabile organizzazione” nel nostro Paese, tramite gli accertamenti dell’Agenzia delle Entrate: i centri pagheranno – oltre all’imposta unica anche per l’attività pregressa accertata e le relative sanzioni – anche un extraprelievo. E’ previsto un intervento degli “intermediari finanziari” – dunque banche e istituti di credito – sui versamenti dei centri verso gli operatori esteri: dove è verificata la “stabile organizzazione” verrà applicata una “ritenuta d’acconto pari al 25 per cento” sugli importi “generalmente pagati con carte di credito e bonifici internazionali” dai gestori dei punti alle società estere.  Dalla nuova sanatoria, però, il Governo "ritiene prudente non prevedere alcun maggiore introito". Nella sanatoria dello scorso anno, si legge nella relazione tecnica, era prevista “la partecipazione di 3.500 soggetti (pari al 50% dei circa 7.000 soggetti che si ritiene operino sul territorio dello Stato)", per un introito di 187 milioni. In realtà “hanno aderito alla procedura di regolarizzazione poco meno di 2.200 soggetti”: una scarsa adesione spiegata con “il costo elevato dell’obbligo di corrispondere l’imposta unica arretrata e la “prospettiva di regolarizzarsi mediante gara”, prevista nel 2016. 

GARA SCOMMESSE – Con una gara da svolgere dal 1° maggio, saranno assegnate le concessioni – della durata di nove anni – di 10 mila agenzie di scommesse (con base d’asta non inferiore a 32 mila euro) e di 5 mila corner (con base d’asta di 18mila euro), per un totale stimato dal Governo, nella relazione tecnica, in 410 milioni di euro. Nella relazione illustrativa si precisa che attualmente sono circa 17 mila i punti gioco, compresi i 2 mila centri “emersi” nella precedente sanatoria, di cui 15 mila operativi, al netto di corner esclusivamente ippici “attualmente di scarsa attrattività e redditività”. La nuova gara metterà a bando “un numero di diritti inferiore al totale odierno”, con 10 mila negozi e 5 mila corner, di cui solo mille potranno essere installati “in bar ed esercizi similari” che hanno come attività principale “la somministrazione di alimenti e bevande”.  

GARA BINGO – Nel 2016 l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli effettuerà una gara per l’attribuzione di 210 concessioni per il bingo con una soglia minima da 350 mila euro, per un totale una tantum – si legge nella relazione tecnica del Governo – di 73,5 milioni. La base d’asta è stata innalzata dai 200 mila euro della gara 2014 a 350 mila euro, "considerata la maggiore durata prevista per le nuove concessioni pari a 9 anni, rispetto ai 6 previsti per la gara precedente", spiega la relazione illustrativa. 

GARA GIOCO ONLINE – La norma contenuta nella Legge di Stabilità prevede che "la gara per il gioco online sia bandita per l’attribuzione di 120 concessioni" con base d’asta pari a 200 mila euro. Il Governo prevede di incassare 24 milioni una tantum. La nuova gara consentirà "da un lato, a coloro che vogliono proseguire la raccolta dei giochi a distanza – in particolare delle scommesse – di dotarsi di titolo idoneo e, dall’altro, l’ingresso ai soggetti che volessero accedere alla rete legale", si legge nella relazione illustrativa. 

MODALITA’ TECNICHE DEI GIOCHI – Data la natura strategica delle decisioni sulle modalità tecniche dei giochi, la Legge di Stabilità prevede che “tali modalità vengano stabilite con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze su proposta del Direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli”. La legge del 2001 sul rilancio dell’economia, invece, prevedeva che le modalità tecniche fossero stabilite con decreto dirigenziale. 

CESSIONE RETE – Il Governo ha deciso di abrogare la norma che prevede la cessione gratuita della rete di gestione e raccolta del gioco all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, al termine del periodo di concessione. Tale norma – che era stata introdotta per evitare una “carenza” di servizio di raccolta e di “presidio” di ordine pubblico e sicurezza – potrebbe costituire un ostacolo alla partecipazione alle prossime gare per le scommesse, bingo e gioco a distanza, si legge nella relazione illustrativa del Governo alla manovra. MSC/Agipro  

LEGGE STABILITA’ – ULTIMA VERSIONE ART. 48 GIOCHI

LEGGE STABILITA’ – ULTIMA VERSIONE ART. 48 GIOCHI

Art. 48 (Disposizioni in materia di giochi)

  1. La misura del prelievo erariale unico sugli apparecchi di cui all'articolo 110, comma 6, lettera a), del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, è fissata in misura pari al 15 per cento dell'ammontare delle somme giocate, a decorrere dal 1 gennaio 2016.
  2. La misura del prelievo erariale unico sugli apparecchi di cui all'articolo 110, comma 6, lettera b), del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, è fissata in misura pari al 5,5 per cento dell'ammontare delle somme giocate, a decorrere dal 1 gennaio 2016.
  3. Ai soggetti previsti dall’articolo 1, comma 643, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, che non hanno aderito entro il 31 gennaio 2015 alla procedura di regolarizzazione di cui al medesimo comma, nonché a quelli attivi successivamente alla data del 30 ottobre 2014, che comunque offrono scommesse con vincite in denaro in Italia, per conto proprio ovvero di soggetti terzi, anche esteri, senza essere collegati al totalizzatore nazionale dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, fermo in ogni caso il fatto che, in tale caso, il giocatore è l’offerente e che il contratto di gioco è pertanto perfezionato in Italia e conseguentemente regolato secondo la legislazione nazionale, è consentito regolarizzare la propria posizione alle condizioni di cui ai commi 643, 644 e 645, nei quali, a tale fine, sono apportate le seguenti modificazioni:
  1. nelle lettere a) e b) del comma 643, le parole: “31 gennaio 2015” e “5 gennaio 2015” sono sostituite, rispettivamente, dalle seguenti: “31 gennaio 2016” e “5 gennaio 2016”;
  2. nella lettera c) del comma 643, le parole: “28 febbraio 2015” sono sostituite dalle seguenti: “29 febbraio 2016”;
  3. nelle lettere e) e i) del comma 643, la parola: “2015”, dovunque compaia, è sostituita dalla seguente: “2016” e le parole: “30 giugno” sono sostituite dalle seguenti: “31 marzo”;
  4. nella lettera g) del comma 644, le parole: “1° gennaio 2015” sono sostituite dalle seguenti: “1° gennaio 2016”.
  1. Qualora un soggetto residente svolga, per conto di soggetti esteri non residenti o comunque sulla base di contratti di ricevitoria o intermediazione con i soggetti terzi, le attività tipiche del gestore, anche sotto forma di centro trasmissione dati, quali, ad esempio, raccolta scommesse, raccolta delle somme puntate, pagamento dei premi, e metta a disposizione dei fruitori finali del  servizio strumenti per effettuare la giocata, quali le apparecchiature telematiche e i locali presso cui scommettere, e allorché i flussi finanziari, relativi alle suddette attività ed intercorsi tra il gestore e il soggetto non residente, superino, nell’arco di sei mesi, cinquecentomila euro, l’Agenzia delle Entrate, rilevati i suddetti presupposti dall’informativa dell’intermediario finanziario e degli altri soggetti esercenti attività finanziaria indicati nell’articolo 11, commi 1 e 2, del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, da effettuarsi secondo i criteri stabiliti dal Ministero dell’economia e delle finanze, entro 60 giorni dalla medesima informativa convoca in contraddittorio il gestore e il soggetto estero, i quali possono fornire prova contraria circa la presenza in Italia di una stabile organizzazione, ai sensi dell’articolo 162, del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917.
  2. Laddove, all’esito del predetto procedimento in contraddittorio, da concludersi entro 90 giorni, sia accertata in Italia la stabile organizzazione del soggetto estero, l’Agenzia delle Entrate emette motivato accertamento, liquidando la maggiore imposta e le sanzioni dovute.
  3. A seguito di segnalazione dell’ Agenzia delle Entrate dei contribuenti nei confronti dei quali sia stata accertata la stabile organizzazione, gli intermediari finanziari e gli altri soggetti esercenti attività finanziaria indicati nell’articolo 11, commi 1 e 2, del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231 ai fini della disciplina dell’antiriciclaggio, sono tenuti ad applicare una ritenuta a titolo d’acconto nella misura del 25 per cento sugli importi delle transazioni verso il beneficiario non residente, con versamento del prelievo entro il sedicesimo giorno del mese successivo a quello di effettuazione del pagamento.
  4. Il contribuente può comunque presentare, entro 60 giorni dall’inizio di ciascun periodo di imposta, specifica istanza di interpello disapplicativo, ai sensi dell’articolo 11, comma 2, della legge 27 luglio 2000, n. 212, con la quale dimostri il venir meno dei presupposti di cui ai commi precedenti.
  5. In vista della scadenza delle concessioni vigenti, per garantire la tutela degli interessi pubblici nelle attività di raccolta delle scommesse su eventi sportivi, anche ippici, e non sportivi, l'Agenzia delle dogane e dei monopoli, nel rispetto dei principi e delle regole europee e nazionali, attribuisce con gara da indire dal 1° maggio, mediante procedura aperta, competitiva e non discriminatoria, tutte le concessioni per la raccolta delle predette scommesse nel rispetto dei seguenti criteri:

a) durata della concessione di nove anni, non rinnovabile, per la raccolta, esclusivamente in rete fisica, di scommesse su eventi sportivi, anche ippici, e non sportivi, ivi inclusi le scommesse su eventi simulati ed i concorsi pronostici su base sportiva ed ippica, presso punti di vendita aventi come attività prevalente la commercializzazione di prodotti di gioco pubblici, fino a un numero massimo di 10.000 diritti e presso punti di vendita avente come attività accessoria la commercializzazione dei prodotti di gioco pubblici, fino ad un massimo di 5.000 diritti, di cui fino a un massimo di 1.000 diritti negli esercizi in cui si effettua quale attività principale la somministrazione di alimenti e bevande;

b) base d’asta non inferiore ad euro 32.000 per ogni punto di vendita avente come attività principale la commercializzazione dei prodotti di gioco pubblici e ad euro 18.000 per ogni punto di vendita avente come attività accessoria la commercializzazione dei prodotti di gioco pubblici;

c) in caso di aggiudicazione, versamento della somma offerta entro la data di sottoscrizione della concessione;

d) possibilità di partecipazione per i soggetti che già esercitano attività di raccolta di gioco in uno degli Stati dello Spazio economico europeo, avendovi la sede legale ovvero operativa, sulla base di valido ed efficace titolo abilitativo rilasciato secondo le disposizioni vigenti nell'ordinamento di tale Stato.

  1. All’articolo 12, comma 2, della legge 18 ottobre 2001, n. 383, il quarto periodo è sostituito dal seguente: “Le modalità tecniche dei giochi, delle scommesse e dei concorsi a premi sono stabilite con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze su proposta del Direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli”.
  2. All’articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147, sono apportate le seguenti modificazioni:
  1. al comma 636:
  1. nella alinea, le parole:  “anni 2013 e  2014” e “2014”  sono sostituite  rispettivamente dalle seguenti: “anni dal 2013 al 2016” e “2016, a una gara per l’attribuzione di 210 concessioni per il predetto gioco”; inoltre, le parole “alla riattribuzione delle medesime concessioni” sono soppresse;
  2. nella lettera a) le parole euro 200.000” sono sostituite dalle seguenti: “euro 350.000”;
  3. nella lettera b) le parole “sei anni” sono sostituite dalle seguenti: “nove anni, non rinnovabile”;
  4. nella lettera c), le parole: “euro 2.800” e “euro 1.400” sono sostituite, rispettivamente, dalle seguenti: “euro 5.000” e “euro 2.500”; inoltre, dopo le parole: “concessione riattribuita” sono aggiunte le seguenti: “, fermi in ogni caso la sottoscrizione dell’atto integrativo previsto dall’articolo 1, comma 79, della legge 13 dicembre 2010, n. 220, e il divieto di trasferimento dei locali per tutto il periodo della proroga”;
  5. la lettera d) è sostituita dalla seguente: “d) all’atto dell’aggiudicazione, versamento della somma offerta ai sensi della lettera a) entro la data di sottoscrizione della concessione”;
  6. dopo la lettera d) è inserita la seguente: “d-bis) possibilità di partecipazione per i soggetti che già esercitano attività di raccolta di gioco in uno degli Stati dello Spazio economico europeo, avendovi la sede legale ovvero operativa, sulla base di valido ed efficace titolo abilitativo rilasciato secondo le disposizioni vigenti nell'ordinamento di tale Stato”;
  1. al comma 637 le parole “, da adottare entro la fine del mese di maggio 2014,” sono soppresse.
  1. In considerazione dell’approssimarsi della scadenza di un gruppo di concessioni relative alla raccolta a distanza dei giochi di cui all’articolo 24, comma 11, lettera da a) ad f) della legge 7 luglio 2009, n. 88 e successive modificazioni ed integrazioni, al fine di garantire la continuità delle entrate erariali, nonché la tutela dei giocatori e della fede pubblica attraverso azioni che consentano il contrasto al gioco illegale, ed un allineamento temporale, al 31 dicembre 2022, di tutte le concessioni aventi ad oggetto la commercializzazione dei giochi a distanza di cui al citato articolo 24, comma 11, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli bandisce entro il 31 luglio 2016 una gara per la selezione, mediante procedura aperta, competitiva e non discriminatoria, di 120 concessioni per la commercializzazione dei suddetti giochi a distanza nel rispetto dei criteri previsti dall’articolo 24, comma 15, lettere da a) a e) e g), della citata legge n. 88 del 2009 e previo versamento di un corrispettivo una tantum, per la durata della concessione pari ad euro 200.000.
  2. Il numero 26 della lettera b) del comma 78 dell’articolo 1 della legge 13 dicembre 2010 n. 220 è soppresso.

RASSEGNA STAMPA – AGIPRONEWS – LEGGE STABILITA’ 2016 SUI GIOCHI PUBBLICI

RASSEGNA STAMPA – AGIPRONEWS – LEGGE STABILITA’ 2016 SUI GIOCHI PUBBLICI

Stabilità 2016, Giochi: bozza Governo, aumento tassa su slot (+1,4%) e vlt (+0,5%), entrate per 460 milioni

Aumentano i prelievi su slot e videolotteries, si riaprono i termini per il condono delle agenzie estere senza concessione, apertura di un contenzioso fiscale con le società straniere che raccolgono gioco in Italia a cui potrà essere contestata la stabile organizzazione in Italia, una gara per le concessioni di scommesse da svolgere tra il primo maggio e il 31 luglio 2016 per 22mila punti. Sono le misure contenute nella bozza della legge di Stabilità 2016, che Agipronews ha potuto visionare.  

PRELIEVI SLOT – Il Prelievo sulle slot machine sale al 15 per cento, con un aumento di 1,4 punti, mentre sulle Vlt si passa dal 5 al 5,5 per cento. Le nuove entrate per lo Stato supereranno i 460 milioni di euro.

GARE SCOMMESSE, BINGO E ONLINE – L’Agenzia delle dogane e dei monopoli, nel rispetto dei principi e delle regole europee e nazionali, attribuisce con gara da espletare “dal 1° maggio al 31 luglio 2016”, mediante procedura aperta, competitiva e non discriminatoria, tutte le concessioni per la raccolta delle scommesse. La durata della concessione sarà di nove anni per un numero di 15.000 diritti presso punti di vendita avente come attività principale la commercializzazione dei prodotti di gioco pubblici, fino ad un massimo di 7.000 diritti per chi ha un’attività accessoria di gioco. In caso di aggiudicazione, versamento della somma offerta entro la data di sottoscrizione della concessione. Le basi d’asta per le due tipologie di gioco sono 30mila e 15mila euro. Per il Bingo, la base d’asta sarà di 250mila euro, mentre per il gioco online sarà bandita una gara per 80 licenze a 200mila euro ciascuna. Dalle gare, il Governo prevede di incassare complessivamente mezzo miliardo di euro.

SANATORIA AGENZIE ESTERE – Si riaprono i termini per il condono delle agenzie di scommesse collegate a bookmaker esteri non dotate di concessione, che non avevano approfittato dell’occasione fornita nella legge di Stabilità 2015. Le condizioni di accesso saranno le stesse, quindi un versamento una tantum di 10mila euro.  Quest’anno il condono a cui hanno aderito 2.200 agenzie ha portato nelle casse statali 40 milioni, oltre a un aumento della raccolta e della relativa imposta unica.

STABILE ORGANIZZAZIONE – L’Agenzia delle Entrate convocherà  in contraddittorio il gestore e il soggetto estero, che raccolgono giochi e scommesse in Italia, i quali possono fornire prova contraria circa la presenza in Italia di una stabile organizzazione, allorché i flussi finanziari, relativi alle suddette attività ed intercorsi tra il gestore e il soggetto non residente, “superino, nell’arco di un periodo non inferiore a sei mesi, un milione di euro”. Laddove, all’esito del predetto procedimento in contraddittorio, da concludersi entro 90 giorni, sia accertata in Italia la stabile organizzazione del soggetto estero, l’Agenzia delle Entrate emetterà motivato accertamento, liquidando la maggiore imposta e le sanzioni dovute.

NT/Agipro 

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RASSEGNA STAMPA – AGIPRONEWS – Scommesse, Obiettivo 2016 al Consiglio di Stato: “Libera iniziativa unica soluzione per risolvere ambiguità del mercato”

RASSEGNA STAMPA – AGIPRONEWS – Scommesse, Obiettivo 2016 al Consiglio di Stato: “Libera iniziativa unica soluzione per risolvere ambiguità del mercato”

05/10/2015 | 08:32

Scommesse, Obiettivo 2016 al Consiglio di Stato: "Libera iniziativa unica soluzione per risolvere ambiguità del mercato"

ROMA – L’autorizzazione ufficiale dei Monopoli alla libera iniziativa degli operatori è l’unica soluzione per risolvere l’ambiguità del mercato delle scommesse in Italia. E’ la provocatoria conclusione a cui giunge Obiettivo 2016 nel ricorso depositato in queste ore al Consiglio di Stato. La società si oppone alla sentenza del Tar Lazio dello scorso marzo, con la quale veniva respinta la richiesta di operare come bookmaker senza concessione statale. Un’idea formalmente impossibile da soddisfare ma utile per sottolineare lo scenario "sdoppiato" del mercato: da una parte gli operatori italiani, regolarmente muniti di concessione, dall’altra i bookmaker esteri, privi di autorizzazione statale e senza i vincoli imposti dalla concessione. "Nell’attuale contesto normativo – si legge nel ricorso – un ’assenso’ ufficiale di ADM all’iniziativa di qualsiasi operatore è l’unico modo per garantire piena applicazione non solo dei principi di libertà di circolazione e stabilimento ribaditi dalla Corte di Giustizia europea, ma anche e soprattutto dei principi di parità di trattamento e non discriminazione tra imprese, diverse solo per nazionalità, che intendono operare nello stesso settore".  Obiettivo 2016 sottolinea che, nel corso degli anni, si è affermato un quadro normativo chiaro: "Tutte le disposizioni del nostro ordinamento e le prassi che, recependo il diritto europeo, generano una paradossale disparità di trattamento a danno dei cittadini italiani non hanno ragion d’essere alcuna: devono essere disapplicate". Per questo, secondo la società, i Monopoli sarebbero tenuti a tenere in considerazione tale disposizione, soprattutto alla luce del condono per i centri non autorizzati previsto dalla legge di stabilità 2015: "Ciò che la ‘sanatoria’ sembra confermare è la inconsistenza della ragione addotta a motivo del diniego opposto all’istanza di Obiettivo 2016 e cioè che i titoli abilitativi reclamati dalla ricorrente non sarebbero contemplati dal quadro giuridico-istituzionale nel quale essa stessa opera, dato che invece il legislatore ha ben integrato il quadro giuridico-istituzionale dotando i CTD di un titolo abilitativo a sanatoria della loro operatività priva di concessione". Una palese violazione del principio di uguaglianza, secondo la società, che dunque oltre al consenso per operare senza concessione solleva al Consiglio di Stato anche la questione di legittimità costituzionale. LL/Agipro 

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05/10/2015 | 08:52

Obiettivo 2016 al Consiglio di Stato, Ughi: "Proroga concessioni senza gara significherebbe la fine del sistema"

ROMA – "Noi lottiamo perché non ci sia più lo sdoppiamento della rete e di conseguenza tutte le nostre azioni giuridiche vanno avanti. Dato che il Governo non prende decisioni, chiederemo ai giudici di esporsi". Così Maurizio Ughi, amministratore unico di Obiettivo 2016, commenta ad Agipronews la decisione di andare avanti in Consiglio di Stato. La società ha depositato in queste ore un ricorso a Palazzo Spada contro la sentenza del Tar Lazio dello scorso marzo, con la quale veniva respinta la richiesta di operare come bookmaker senza concessione statale. "Il Tar ha detto che tutto si sarebbe risolto con il riordino del settore previsto dalla delega fiscale – spiega Ughi – Di fatto, però, la delega è defunta e in questo modo lo Stato ci spinge a chiedere ancora attenzione su questo problema. Il Governo avrebbe potuto risolvere la questione con il codice dei giochi che avrebbe portato alla definizione di tutti i rapporti tra concessionari e Stato, senza lasciare aperto il discorso dello sdoppiamento della rete – prosegue Ughi – Se questo fosse avvenuto mi sarei sentito obbligato moralmente nei confronti del Governo a non riprendere in mano il ricorso". Una rete unica, questa la richiesta più volte ribadita dall’amministratore unico di Obiettivo 2016: "La mia linea rimane sempre la stessa e la porto avanti con sistemi di approccio diversi", aggiunge Ughi che in merito alla possibile proroga delle concessioni per le scommesse sportive e allo slittamento del bando inizialmente previsto per il 2016, chiarisce: "Le gare sono fatte apposta per permettere l’integrazione con nuovi soggetti a vantaggio degli operatori del settore e, di conseguenza, del consumatore finale. Sono necessarie per garantire la concorrenza come indicano anche le norme comunitarie". Un nuovo bando scommesse, dunque, è necessario perché "a giugno 2016 c’è la scadenza amministrativa di tutte le concessioni. – prosegue Ughi – Noi abbiamo sempre detto che fino alla nuova gara si dovevano studiare formule per arrivare a una rete unica. Il Governo dovrebbe garantire proprio questo e se non ci sarà una rete unica noi lotteremo e rivendicheremo che lo Stato, anche con la proroga, sta rinunciando e decretando la fine del sistema concessorio. Con la proroga lo Stato non solo non rispetta i termini che lui stesso aveva previsto ma ammette al regime concessorio operatori prima non ammessi e li ratifica, senza però consentire l’immissione di nuovi operatori nel mercato. Una situazione che porterà inevitabilmente alla fine del sistema concessorio". Il bando di gara per il 2016, dunque, ci deve essere, spiega ancora Ughi. "Non ammettiamo una proroga senza la definizione dei problemi esistenti. Perché lo Stato non vuole fare una nuova gara? Perché ha paura di cambiare il titolo abilitativo. Il decreto Balduzzi – spiega – ha previsto limiti nelle aree cosiddette ’sensibili’ ma ha lasciato l’autorizzazione ai punti già esistenti su territorio. Lo Stato, dunque, ha così affrontato il problema del gioco patologico e in parte lo ha risolto, ma rimangono sul territorio locali presidiati, come le sale scommesse, e locali non presidiati come ricevitorie e esercizi pubblici dove un minore può entrare comunque anche se poi il titolare non lo fa giocare. Lo Stato con il codice dei giochi avrebbe risolto anche questo tipo di problema per questo il Governo prima di pensare a nuova proroga dovrebbe prevedere il cambio di titolo abilitativo con un nuovo concessionario anche in caso di proroga. Se così non fosse lo Stato continuerebbe a rinunciare al sistema concessorio con da una parte gli operatori transfrontalieri, e dall’altra i Comuni che fanno le loro regole senza prendere in considerazione quelle dello Stato. Sono queste le due minacce per il sistema concessorio". "E’ inutile – conclude Ughi – che il Governo faccia finta di non capire. Bisogna affrontare il problema e prendere in considerazione la regolarità del sistema altrimenti sembrerà che lo Stato voglia soltanto fare cassa dai giochi e tutti noi saremmo costretti a ricorrere alla Corte di giustizia europea per rivendicare i nostri diritti". SA/Agipro 

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RASSEGNA STAMPA – AGIMEG – Scommesse, Stanleybet “Per far collassare la rete parallela non c’è bisogno di condoni ma solo di accettare la correttezza della nostra posizione”

RASSEGNA STAMPA – AGIMEG – Scommesse, Stanleybet “Per far collassare la rete parallela non c’è bisogno di condoni ma solo di accettare la correttezza della nostra posizione”

Scommesse, Stanleybet "Per far collassare la rete parallela non c'è bisogno di condoni ma solo di accettare la correttezza della nostra posizione"

"Obiettivo 2016, rappresentato da Maurizio Ughi, promotore del ricorso al TAR Lazio avverso il silenzio di ADM sulla richiesta di autorizzazione alla raccolta di scommesse pur in assenza di autorizzazione, impugna al Consiglio di Stato la sentenza del TAR Lazio. L’Amministrazione – si legge in una nota di Stanleybet – dopo un iniziale silenzio, aveva osservato che in base alla normative vigente, tale autorizzazione non poteva essere concessa. Posizione corretta, secondo Stanley. Il TAR Lazio, che da 15 anni non sembra comprendere il fenomeno dei CTD, poteva limitarsi a confermare la posizione dell’Amministrazione. E invece no. Il TAR se ne esce con un fragile argomento che suona più o meno così: dopo il bando Monti e la sentenza della Corte di Giustizia che, secondo il TAR, avrebbe riconosciuto la legittimità della gara, sarebbe stato raggiunto … "l’effetto di porre termine allo ius singulare degli operatori di altri Stati membri che costituisce il presupposto della reverse discrimination denunciata dalla società ricorrente". Un miscuglio di latino ed inglese che, perfino da Liverpool, appare senza alcun senso. Infatti: dice in sostanza il TAR che, dopo la sentenza della Corte di Giustizia, i CTD possono sparire e tu – Obiettivo 2016 – non hai più nulla di cui lamentarti. Il TAR non si accorge che la sentenza della Corte di Giustizia non ha risposto al quesito principale del Consiglio di Stato, che, su istanza di Stanley, era diretto ad accertare se il bando Monti era stato, oppure no, un bando “rimediale” delle discriminazioni subite da Stanley. In mancanza di questa risposta, non essendo provato che il bando Monti aveva rimediato alle discriminazioni subite, i CTD Stanley erano, sono, e continuano ad essere legittimi. Il TAR non si è accorto, inoltre, di altri 30 rinvii pregiudiziali sulla gara Monti – in maggioranza casi Stanley – che si stavano nel frattempo accumulando innanzi alla Corte di Giustizia, tra cui quello della Corte Suprema di Cassazione Italiana su altri quesiti e su diversi dubbi interpretativi. Infatti, il 17 Settembre si è tenuta a Lussemburgo l’udienza orale di uno di questi ricorsi, il caso Laezza, e non sembra proprio che la posizione dell’Amministrazione ne sia uscita rafforzata. Aspettiamo serenamente il giudizio della Corte. Nel frattempo: è noto che, lo Stato Italiano, un condono non lo nega mai a nessuno. E quindi alcune catene di CTD, partecipando ad un condono, si sono disciolte come neve al sole, dimostrando così che non avevano subito alcuna discriminazione. Stanley – continua la nota – che è l’unico operatore ad essere stato effettivamente discriminato, dato che opera in assoluta regolarità, anche fiscale, non ha necessità di partecipare a futuri condoni di qualsiasi tipo. Maurizio Ughi, la cui intelligenza strategica abbiamo sempre ammirato, sconta il peccato originale di essere stato lui stesso, nel 1998 – a quel tempo a capo di SNAI – il promotore e protagonista della normativa che ha dato avvio alle discriminazioni contro Stanley. È singolare che oggi, dopo avere beneficiato per oltre 15 anni di tale normativa – dichiarata piú volte illegittima dalla Corte di Giustizia – si riposizioni affermando di esserne stato discriminato. Geniale. E, tramite Obiettivo2016, propone ricorso al Consiglio di Stato con argomenti che appaiono tecnicamente del tutto infondati, ma che, dati i sorprendenti errori della sentenza di primo grado del TAR, potrebbero rilanciare la posizione dell’astuto ex leader di Snai. Lo Stato avrebbe dovuto farsi carico, secondo lui, dell’impossibile sussistenza di una rete parallela a quella dei concessionari, ma non riflette che è lo Stato stesso che, cedendo ai grandi operatori, tra cui proprio Snai, ha generato la rete parallela. Lo Stato ha sistematicamente escluso Stanley dal sistema in violazione del diritto dell’Unione, mentre avrebbe dovuto cercare il colloquio per concordare un rientro, che purtroppo ancora non c’è stato. Il mancato rientro di Stanley ha generato, come sottoprodotto, una rete parallela di operatori che non hanno subito alcuna discriminazione e che sono privi di qualsiasi legittimazione, ma che hanno purtroppo vittoriosamente sostenuto di essere state discriminati, facendosi schermo con le vittorie giuridiche che, a bene vedere, si riferivano solo a Stanley. Quindi in sintesi: lo Stato ha sbagliato 2 volte. La discriminazione di Stanley, primo errore. Ma poi, errore ancor più grave è stato non comprendere che, risolvendo la questione Stanley, tutte le reti parallele, senza l’ombrello Stanley, sarebbero collassate. Insomma, lo Stato ha sbagliato e, cosa ancor più grave, che non ha mai cercato, parlando con Stanley, di rimediare. Le cose stanno cambiando e indubbiamente la prossima legge di stabilità potrebbe essere lo strumento utile per riassorbire Stanley nel sistema concessorio italiano. Stanley, da parte sua, ha dichiarato la propria disponibilità.  Il previsto arrivo in primavera di una nuova sentenza della Corte di Giustizia, che potrebbe riaprire i giochi, non necessariamente rafforzando l’Amministrazione, dovrebbe consigliare alle parti l’immediata ricerca di una soluzione. Altrimenti – conclude la nota dell'operatore di Liverpool – il sistema collasserà, ad anno nuovo, proprio al momento dei difficili appuntamenti, previsti per legge, di scadenza delle concessioni, inclusa quella per il gioco del Lotto". lp/AGIMEG

RASSEGNA STAMPA: RACCOLTA NEWS SU LEGGE STABILITA’ E NUOVI BANDI

RASSEGNA STAMPA: RACCOLTA NEWS SU LEGGE STABILITA’ E NUOVI BANDI

28/09/2015 | 18:39 – Legge di stabilità, Baretta (Mef): "Misure sui giochi ancora da definire, nessuna stima su entrate" RPT

ROMA – «L’obiettivo principale è quello di mettere ordine in un sistema di tassazione introducendo un regime più trasparente». Il sottosegretario all’economia Pier Paolo Baretta, a margine di un convegno della Cisl sull’occupazione, ha commentato la notizia della stangata di 800 milioni di euro su slot machine e vlt che dovrebbe arrivare con la prossima Legge di Stabilità, sottolineando che «nessuno ha parlato di 800 milioni, noi non l’abbiamo mai detto e non ci sono stime del Mef», riporta l’Ansa. L’ipotesi circolata è quella di modificare le modalità di calcolo delle tasse sui giochi dall’attuale 13,6% sugli incassi al 60% sul margine lordo (giocate meno vincite). Si tratta però di «una modifica delle modalità di tassazione, tutto il resto è ancora in discussione – continua Pier Paolo Baretta – Non c’entra niente con una manovra eventuale, l’abbiamo proposto ma ancora non si sa se sarà messa nella Legge di Stabilità». Ha spiegato il sottosegretario del Mef, aggiungendo che questo eventuale cambiamento «rende trasparenti le entrate di tutta la filiera e dà certezza sia allo Stato che agli operatori». Questo l’obiettivo di fondo, «i cui effetti in termini di quantità non dipendono dalla tassazione ma dal volume di gioco, mentre i cambiamenti delle percentuali (dei prelievi ndr) sono un’altra cosa che può essere valutata e che valuteremo, ora non c’è niente di sicuro», ha concluso Baretta. PG/Agipro 

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AGIPRONEWS – Stabilità 2016, giochi: il governo studia la stangata sulle slot: 800 milioni di nuove tasse

ROMA – Una stangata da oltre 800 milioni di euro su slot machine e videolotteries. E’ la misura più rilevante – secondo quanto apprende Agipronews – tra quelle allo studio del ministero dell’Economia in vista della prossima Legge di stabilità 2016. La decisione di cambiare le modalità di calcolo delle tasse, dall’attuale 13,6 per cento sugli incassi al 60 per cento sul margine lordo (giocate meno vincite), porterebbe un sostanzioso incremento degli incassi per lo Stato e un appesantimento dei conti delle aziende. Le slot machine darebbero nel 2016 un contributo pari a 3900 milioni di euro, cioè il 60% di 6,5 miliardi, la base imponibile che si ottiene sottraendo le vincite (19 miliardi) dalla raccolta (25,5). Nel 2014, le entrate del fisco grazie alle slot machine sono state molto inferiori (3250 milioni circa) e lo stesso trend è previsto a chiusura 2015. La svolta verso la tassazione sul margine si chiuderebbe così con un saldo di nuove entrate per il Governo per circa 650 milioni di euro. Analogo calcolo i tecnici lo hanno ipotizzato sulle videolotteries, gli apparecchi che consentono vincite fino a 500mila euro. Su una base imponibile di 2,5 miliardi, allo Stato andrebbe il 50% – la metà esatta del ricavo lordo – vale a dire 1250 milioni, contro i 1070 del 2014 e i 1080 previsti quest’anno: in questo caso, l’ipotesi è di almeno 150 milioni di nuove imposte nel prossimo anno. Con queste misure, il Mef prevede una forte contrazione del numero di macchinette. Sul tavolo di via XX Settembre anche uno schema – per ora solo abbozzato – delle gare per Scommesse e Bingo, le cui concessioni sono in scadenza o già in regime di proroga di fatto. Nel caso del betting, però, sarebbe allo studio la possibilità di allungare per un tempo breve (un anno o due) le attuali licenze, riaprendo nei prossimi mesi i termini del condono per chi non ha le autorizzazioni statali e procedendo successivamente ad un riordino complessivo del settore. Se invece si procedesse a nuovi bandi di assegnazione, gli operatori di scommesse – per ottenere i 15mila punti da assegnare – dovrebbero prepararsi ad un esborso di diverse centinaia di milioni di euro. Ma questo ulteriore pacchetto di misure sarà deciso solo dopo un’analisi politica approfondita. NT/Agipro

AGIMEG – Giochi, nella Stabilità 2016 possibile riforma della tassazione per slot e Vlt. Il Mef valuta proroga concessioni delle scommesse e riapertura Sanatoria

Le slot machine e le Vlt di nuovo nel "mirino" della politica. Il Ministero dell'Economia sta infatti valutando l'inserimento nella Legge di Stabilità 2016 di una nuova modalità di calcolo della tassazione per il settore dell'intrattenimento. Per le Newslot si tratterebbe di cambiare dall'attuale prelievo del 13,6% sulla raccolta, al 60% sul margine lordo, vale a dire la raccolta meno le vincite. Per le Vlt la tassazione andrebbe al 50% sempre sul margine lordo. Praticamente, nel 2016 dalle slot andrebbero allo Stato 3,9 miliardi (contro i circa 3,3 del 2014 e del 2015), mentre dalle videolottery poco più di 1,3 miliardi (contro gli 1,1 miliardi del 2014 e di quest'anno). Possibili novità anche per gli operatori di scommesse. Il Mef sta infatti analizzando anche l'ipotesi di rimandare la gara per le concessioni del 2016, allungando di fatto quelle attuali per uno o due anni e prevedere la riapertura della Sanatoria per gli operatori senza concessione che non avevano aderito a quella prevista nella Stabilità 2015. Pronta anche una prima bozza per la gara del Bingo. rg/AGIMEG

AGIPRONEWS – Legge di stabilità 2016: concessioni scommesse, Mef valuta bando di gara e proroga onerosa

ROMA – Una proroga onerosa o un bando di gara per continuare a gestire corner e agenzie di scommesse. Sono le due ipotesi attualmente allo studio del Governo, a partire dall’allungamento delle concessioni. In un dossier che i Monopoli hanno inviato al ministero dell’Economia, secondo quanto riporta il sito de “Il Fatto Quotidiano”, l’eventuale estensione delle licenze viene considerata percorribile solo dopo un confronto con gli organi comunitari (il rischio di infrangersi contro i limiti fissati dall’Unione Europea in materia di gare e concessioni rimane alto) e comunque costerebbe agli operatori 3mila euro per ciascuno degli 8mila corner e 5mila euro per i seimila negozi di betting: l’incasso sarebbe pari a 54 milioni di euro. Ben più onerosa – per le casse dei bookmaker – sarebbe invece la partecipazione ad una gara per 15mila punti, da svolgersi nel corso del prossimo anno. Le basi d’asta per ciascun punto sarebbero in quel caso, secondo quanto risulta ad Agipronews, superiori ai 20mila euro per punto vendita. Una decisione è attesa nelle prossime settimane e non lascia tranquilli gli operatori, che rischiano di pagare salata la permanenza in un sistema che non li protegge – attualmente – né dalle leggi regionali né dalla concorrenza dei bookmaker non autorizzati. NT/Agipro

AGIMEG – Giochi, i dettagli del documento inviato dai Monopoli al Mef. Ecco quanto costerebbe agli operatori di scommesse la proroga delle concessioni, prevista al posto della gara del 2016

I Monopoli hanno inviato al Mef un documento ufficiale dal titolo “Misure in materia di giochi”. Si tratta di un dossier di 13 pagine, con tanto di tabelle, inviato direttamente a Padoan in vista della preparazione della prossima Legge di Stabilità. L’agenzia spiega nel documento che negoziare una riduzione dell’aggio, per il Lotto ed i giochi numerici, è troppo complicato e quindi meglio aspettare la gara prevista per il 2016. Nel documento si parla anche delle concessioni delle scommesse in scadenza a giugno del prossimo anno ed in questo caso i Monopoli suggeriscono un allungamento, anche se a titolo oneroso, delle concessioni stesse piuttosto che l’indizione di una gara. Nel capitolo intitolato “Riduzione degli aggi”, i Monopoli simulano con una serie di tabelle gli eventuali incassi aggiuntivi dello Stato derivanti da una limatura, ma contemporaneamente nel documento consigliano a Padoan di non procedere in tal senso, motivando nel dettaglio la scelta. I Monopoli infatti definiscono alto il rischio che comporterebbe un nuovo negoziato con i concessionari, con l’aggio ritoccato in modo unilaterale. Per quanto riguarda il Lotto dall’Agenzia viene evidenziata anche la non opportunità di procedere ad una limatura dell’aggio, visto che lo stesso dovrebbe scendere al 6% (contro l’attuale 6,3%) con la gara del prossimo anno. Per quanto riguarda le concessioni delle scommesse sportive, ippiche e non sportive, i Monopoli ricordano che nel corso dell’anno prossimo scadono le concessioni di migliaia di soggetti. E nel dossier preparato per il ministro simulano che cosa potrebbe succedere in termini di nuovi incassi in seguito all’indizione di gare. Anche se poi dedicano un intero capitolo alla “Proroga delle concessioni” da ottenere “previa interlocuzione con gli organi comunitari”. Per la proroga gli interessati dovrebbero pagare: 5mila euro ognuno dei 6mila negozi di scommesse, 3mila euro gli 8mila corner. In totale 54 milioni di euro. rg/AGIMEG

AGIPRONEWS – Legge di stabilità, Ughi (Obiettivo 2016): «Dallo Stato norme schizofreniche che non aiutano solidità del settore»

ROMA – «Se siamo arrivati a questo punto è a causa degli organi dello Stato che non si sono assunti le proprie responsabilità e che stanno distruggendo valore per le imprese nazionali di gioco, costrette ad aggregarsi e fondersi tra loro: i grandi player si riuniscono e fagocitano i più piccoli, perchè lo Stato italiano – con le sue norme non chiare e schizofreniche – non ha dato solidità alle imprese». E’ il commento di Maurizio Ughi, amministratore unico di Obiettivo 2016, in merito alle recenti indiscrezioni sulla prossima legge di stabilità. «Lo Stato ha dimostrato di non avere la forza di far chiudere le società transforntaliere e, nel sanare la loro posizione, ne ha incrementato il valore: è imbarazzante vedere che le imprese italiane invece hanno perso valore. Lo Stato deve fare ammenda, riconoscere le proprie colpe e non ’pestare i piedi’ ai propri contrattualizzati che finora hanno contribuito agli incassi dell’erario», ha spiegato Ughi ad Agipronews.  Per quanto riguarda una eventuale proroga delle concessioni delle gare delle scommesse sportive, «dal punto di vista della norma, è necessario che ci sia una nuova gara» anche perchè è facile pensare che «la proroga non sarà ammessa a livello comunitario, la Corte di giustizia UE risponderà in maniera diversa: più volte i giudici di Bruxelles hanno confermato che le gare ci devono essere». La proroga, ha aggiunto Ughi, «non darebbe la possibilità ai nuovi player di entrare nel mercato e tanti piccoli operatori sarebbero obbligati a continuare a lavorare con i contratti in essere, mentre invece «gli operatori dovrebbero poter scegliere il concessionario che gli dà più garanzie» e, in caso di estensione dei termini, potrebbero essere «costretti a ricorrere alla Corte di giustizia europea per rivendicare i propri diritti». MSC/Agipro

AGIMEG – Scommesse, Ughi (Obiettivo 2016) "Lo Stato ha distrutto valore per i concessionari e creato valore per i transfrontalieri. No alla proroga senza rinegoziazione dei contratti"

E’ una posizione dura ma condivisibile quella espressa da Maurizio Ughi, ex presidente di Snai ed attuale amministratore unico di Obiettivo 2016, in merito alla “discriminazione” che stanno subendo i concessionari italiani di scommesse. “E’ a dir poco strano che lo Stato, nei confronti dei concessionari autorizzati, abbia distrutto valore, mentre per gli operatori privi di concessione lo Stato abbia creato valore. L’opera dello Stato italiano nei confronti dei concessionari ha creato un grande clima di incertezza, nessuna stabilità, tanta confusione e l’impossibilità di fare piani economici seri. Inoltre, uno Stato che non rispetta gli impegni presi attraverso i contratti e modifica in corsa le regole, mina di fatto non solo la sua credibilità ma anche la fiducia di chi aveva scelto la via della legalità. Questo ha portato, ad esempio, alla necessità di avviare fusioni proprio perché gli operatori sono in grossa difficoltà. La cosa scandalosa – sottolinea ad Agimeg Ughi – è che per gli operatori transfrontalieri avviene l’esatto contrario. Lo Stato per loro ha infatti creato valore sottostando a sentenze della Cge che hanno messo in evidenza la debolezza dello Stato stesso nel difendere il suo operato e dando vita ad operazioni, come le sanatorie, che hanno permesso ad operatori privi di concessione di creare grande valore ed essere pronti a vendere, con un ovvio forte ritorno economico, le proprie aziende. Mi chiedo perché distruggere e combattere di fatto chi si è fidato dello Stato. Noi concessionari non siamo solo dei tappabuchi per i bilanci dello Stato, che con il suo fare schizofrenico e con l’unico pensiero di far cassa, ha distrutto valore per i concessionari creando valore per gli altri. Non è più auspicabile, ma necessario che lo Stato faccia ammenda, si assuma la colpa per le condizioni in cui vige l’attuale mercato delle concessioni, perché se continuerà a mettere “toppe” al proprio operato prima o poi la coperta si spezza”. Maurizio Ughi è anche intervenuto, nelle dichiarazioni rilasciate ad Agimeg, sul tema di attualità della possibile proroga delle concessioni di scommesse in scadenza a giugno 2016: “L’ipotesi di proroga delle concessioni merita un approfondimento. Una proroga, in quanto tale, sappiamo bene che non è ammessa a livello comunitario, anche se lo Stato potrebbe trovare il solito escamotage che però potrebbe reggere a livello politico ma non a quello giuridico. Basterebbe infatti che un solo operatore, in qualche modo danneggiato dalla proroga, facesse ricorso alla Corte di Giustizia Europea perché la proroga stessa venisse subito messa in discussione. Io sono contrario alla proroga, perché pensavo che da luglio 2016 si potesse vivere un nuovo mercato più ordinato e permettendo alle aziende di sistemare i conti messi in crisi proprio dall’opera dello Stato. Insomma la nuova gara, se fatta in maniera ineccepibile sia dal punto di vista statale, industriale e comunitario, darebbe la un nuovo slancio economico ed emotivo al settore. Se proprio ci dovesse essere la proroga, la stessa – conclude l’amministratore unico di Obiettivo 2016 – andrebbe fatta inserendo la possibilità per gli operatori di rinegoziare i contratti, altrimenti la Cge vivrà una nuova stagione di ricorsi”. es/AGIMEG

AGIPRONEWS – Legge di Stabilità, Curcio (Sapar): "Dialogo e confronto con le Istituzioni, al settore serve certezza"

ROMA – "Mi auguro che finalmente, cogliendo magari l’opportunità che il sottosegretario Baretta ci ha offerto tramite un tavolo di confronto con il governo, venga dato seguito alle nostre ragioni, per trovare una linea comune condivisa dall’intera filiera. Tra l’altro, è ipotizzabile che nella prossima legge di stabilità verranno inserite delle norme sul gioco. La Sapar proseguirà la propria battaglia per cercare un dialogo con le istituzioni prima che venga redatto il testo, al fine di avere qualche certezza in più nei prossimi decreti sul settore”. E’ quanto ha detto Raffaele Curcio, presidente di Sapar, nel corso dell’assemblea dei soci di Puglia e Basilicata. In merito all’addizionale sulle slot da 500 milioni Curcio ha sottolineato che l’associazione sta "cercando di riprendere una trattativa con le concessionarie, ma vedremo comunque come si esprimerà il Tar", mentre sul ddl Mirabelli "ho ribadito che a mio avviso il problema fondamentale è che probabilmente stiamo assistendo non ad un riordino del settore, quanto ad un taglio irresponsabile del settore gioco, perché se per riorganizzare un settore si intende solo ridurre l’offerta degli apparecchi nei bar e tabacchi, razionalizzando la presenza delle sale gioco nel territorio, si rischia di annullare parte della filiera". L’appello alle istituzioni per una maggiore solidità è arrivato anche da Domenico Distante, vicepresidente vicario di Sapar. "Nonostante le promesse del Governo che aveva garantito la formulazione di un decreto per una ripartizione equa della tassa dei 500 milioni – ha detto Distante – ancora ci ritroviamo nell’incertezza sulle modalità con le quali verranno versati i 300 milioni rimanenti; e ciò sta a testimoniare ancora una volta che questa è una legge che non possiamo accettare così come è stata elaborata: noi siamo disposti a pagare, però in maniera proporzionale e non in quota fissa". FP/Agipro

AGIMEG – Scommesse, Goldbet e Betaland interessati alla “Sanatoria bis” ma solo a condizioni diverse rispetto al primo condono

Tra le ipotesi al vaglio del ministro Padoan, in merito alla prossima Legge di Stabilità, c’è anche la proposta di riaprire la Sanatoria per i centri di scommesse non autorizzati. Ricordiamo che l’ultima Legge di Stabilità ha permesso di sanare circa 2.200 punti, per un introito allo Stato di circa 40 milioni di euro. E’ stato un risultato però inferiore alle attese, visto che le previsioni dello Stato puntavano sull’adesione di 3.500 punti sui circa 7.000 ctd presenti in Italia. Alla prima Sanatoria avevano aderito tre grandi operatori, Planetwin, Goldbet e Betaland. Questi ultimi due, secondo quanto appreso da Agimeg, potrebbero essere interessati ad una nuova Sanatoria e quindi all’inserimento nelle loro reti di punti di ex centri appartenenti ad altri operatori .com. Però sia Goldbet sia Betaland evidenziano come un eventuale riapertura dovrebbe avere parametri e condizioni diverse dalla prima Sanatoria, perché altrimenti non sarebbe possibile intraprendere un nuovo percorso di regolarizzazione. es/AGIMEG

AGIMEG – Bingo, Barbieri (Ascob): "Prima di indire la nuova gara, lo Stato dovrebbe risolvere i conflitti con Regioni e Comuni"

"Non siamo contrari alla gara per il rinnovo delle concessioni del Bingo, ma l'attuale quadro normativo non dà alcuna certezza sugli investimenti effettuati". Salvatore Barbieri, presidente di ASCOB, non nasconde le perplessità sul fatto che il Ministero dell'Economia potrebbe inserire il nuovo bando nella prossima legge di Stabilità. "Il primo passo" spiega a Agimeg, "dovrebbe essere quello di risolvere il conflitto con gli enti territoriali, altrimenti le sale che partecipano alla gara rischiano di non poter proseguire l'attività nei comuni in cui hanno sempre operato. Molte norme regionali o comunali considerano infatti il rinnovo della concessione una nuova attività, e scatta quindi la norma che vieta l'apertura di nuove sale. Cosa compra a quel punto chi partecipa alla gara?" ASCOB aveva anche formulato una proposta alternativa, in sostanza quella di concedere agli attuali operatori una sorta di proroga onerosa: "Ci eravamo detti disponibili a anticipare in qualche modo almeno una parte della quota di partecipazione alla gara, fino a quando lo Stato non avesse risolto i conflitti con gli enti locali. Oltretutto bisogna considerare che alcune delle vecchie concessioni scadranno nel 2.018, altre nel 2.020: la soluzione migliore sarebbe stata quella di allineare le scadenze temporali". Del resto, alcune sale già operano in regime di proroga – una proroga che oltretutto si sta protraendo più del previsto , dal momento che il Tar, circa un anno fa ha annullato il precedente bando – "e stanno pagando 2.800 euro al mese, come corrispettivo"puntualizza Barbieri. E sul contenuto della nuova gara: "L'augurio è che non ripropongano la vecchia gara, epurata delle clausole controverse. C'erano diversi punti controversi – come il numero delle concessioni, la fideiussione, che comunque alcuni concessionari stanno cercando di far valere in appello di fronte al Consiglio di Stato – il Tar si è pronunciato sulla sola clausola che imponeva di versare la metà dell'offerta economica al momento della partecipazione". Il giudice amministrativo ha ritenuto quella clausola sufficiente per annullare l'intero bando, e non ha esaminato alcune delle altre censure. Barbieri da un lato non nasconde la preoccupazione – "In base alle indiscrezioni che circolano, i Monopoli avrebbero deciso di inserire la gara del bingo nella Stabilità solo per fare cassa" – dall'altro spera in una maggiore oculatezza da parte delle Amministrazioni: "Se avessero voluto riproporre la stessa gara, avrebbero potuto farlo il giorno successivo alla sentenza del Tar Lazio. Invece, hanno aspettato tutto questo tempo prima". gr/AGIMEG

NECROLOGI: É MANCATO ANTONIO RETICO – corretta la data

NECROLOGI: É MANCATO ANTONIO RETICO – corretta la data

Oggi é mancato il nostro collega Antonio Retico, storico Agente Ippico.


 

Le esequie si svolgeranno  Roma lunedì 28 alle ore 10 alla chiesa di San Giuseppe in via Boccea 362.


 

Il Presidente, il Consiglio Nazionale e la Segreteria sono vicini a Valerio, nostro collega e Consigliere.


 

SOLE 24 ORE – Bwin e Obiettivo 2016 puntano al 15% del mercato italiano delle scommesse

SOLE 24 ORE – Bwin e Obiettivo 2016 puntano al 15% del mercato italiano delle scommesse

Bwin e Obiettivo 2016 puntano al 15% del mercato italiano delle scommesse

Il colosso delle scommesse on line “Bwin” sbarca sulla terra e sceglie l'Italia. E con il partener “Obiettivo 2016”, azienda fondata da professionisti delle scommesse in Italia, prova a “fare rete” per conquistare il 15% del mercato italiano fisico del betting. L'obiettivo del nuovo progetto presentato a Roma da “Obiettivo 2016” e “Bwin” è raccogliere una fetta importante di tutte le scommesse sportive, ippiche e virtuali effettuate in Italia: in particolare, il 10% di quanto si scommette nelle agenzie e dal 10 al 20% nei corner di gioco, anche attraverso accordi con catene di distribuzione con immagine e valori coerenti>>, ha spiegato Maurizio Ughi, amministratore unico di Obiettivo 2016.

Scommesse: incassi per 3,7 miliardi nei primi sei mesi 2015 

Nei primi sei mesi del 2015 scommesse sportive, ippiche e virtuali hanno totalizzato incassi – tra fisico e online – per 3,7 miliardi di euro. La proiezione per fine anno è dunque intorno ai 7,4 miliardi di euro: con una partnership già a regime il target di bwin-Obiettivo 2016 sarebbe un turnover da 1,1 miliardi di euro. Entro settembre o ottobre, ha poi aggiunto Ughi, «sarà presentato anche il suffisso marchio ed entro fine dell'anno arriveranno i punti sul territorio». La partnership con Obiettivo 2016 era un'opportunità da cogliere al volo «perché nella nostra storia non avevamo mai utilizzato il marchio per avvicinarci alla rete fisica», ha aggiunto Antonio Costanzo di Bwin che ha voluto comunque precisare che così la «società non tradisce le sue origini, ma utilizza un percorso complementare» con un partener qualificato.

Nel 2016 nuova assegnazione dei diritti di gioco sulle scommesse 

Il nuovo progetto nasce dunque anche in funzione della nuova assegnazione dei diritti di gioco sulle scommesse che i Monopoli dovranno mettere a gara nel 2016. E quel 15% di mercato che Bwin e Obiettivo 2016 si sono posti va tradotto in circa 400-500 negozi e circa 300 corner. «Da qui al 2025 ci aspettiamo un mercato sostanzialmente stabile nei volumi di spesa dei giocatori», ha evidenziato Guido Marino, amministratore unico Mag Consulenti Associati. Nei primi sei mesi del 2015 la spesa degli scommettitori – includendo le puntate sullo sport, quelle sull'ippica e quelle virtuali – è stata di oltre 614 milioni di euro, con oltre 138 milioni spesi online.

Il codice dei giochi resta una priorità 

Ma il successo di questi progetti e relativi investimenti non può più prescindere dalla certezza delle regole. «Il codice dei giochi resta una priorità, il riordino giochi è stato bloccato dall'opinione pubblica e lo Stato deve tornare a fare le regole», ha ricordato Ughi. Un riordino che dovrà seguire almeno due direttrice: prendere atto degli errori fatti nel passato e che hanno consentito a molti operatori transfrontalieri di vedersi riconoscere dai giudici comunitari il diritto al gioco anche in assenza di regolare concessione avviando di fatto una rete di gioco parallela a quella autorizzata da Aams (6.000 punti di trasmissione dati di cui solo 2.100 hanno aderito alla sanatoria prevista dall'ultima stabilità); riconoscere a comuni e regioni il loro diritto a “difendersi” sul settore del gioco senza che lo Stato rinunci alla riserva statale. Al contrario si potrebbe sfruttare la leva del “conflitto di interessi” da parte dei Comuni «prevedendo, ha spiegato Ughi, che il titolo abilitativo all'esercizio delle scommesse finisca direttamente nelle casse dei Comuni, i quali a questo punto avrebbero tutto l'interesse a controllare il territorio per tutelare i loro incassi, e lasciando allo Stato l'intera imposta unica pagata sul consumo».

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