RASSEGNA STAMPA – AGIPRONEWS – Giochi e fisco, Stanleybet su maxi sequestro da 56 milioni: “Regolamento di conti di Gdf e Aams contro la società”

RASSEGNA STAMPA – AGIPRONEWS – Giochi e fisco, Stanleybet su maxi sequestro da 56 milioni: “Regolamento di conti di Gdf e Aams contro la società”

08/10/2014 Ore 11:16

Giochi e fisco, Stanleybet su maxi sequestro da 56 milioni: “Regolamento di conti di Gdf e Aams contro la società”

ROMA –  “Un regolamento di conti di specifici ambienti del Nucleo Tributario della Guardia di Finanza e di AAMS contro la Stanley”. E’ quanto dichiara in una nota stampa Stanleybet, confermando di essere oggetto di un decreto di sequestro “per equivalente” per 56 milioni di euro, sul presupposto di aver evaso l`imposta sui redditi. Il provvedimento, emesso dal Tribunale di Roma, è “una misura punitiva a carico di un operatore dell`Unione Europea “colpevole” di aver perseguito per 15 anni la legalità e il suo diritto alla parità di trattamento. Tutto ciò all`interno di un Paese che, di contro, ha protetto un sistema concessorio caratterizzato da misure legislative discriminatorie e logorato da tre gare contrarie ai principi comunitari”. Il bookmaker riferisce di “suggestive ricostruzioni contabili-fiscali predisposte per la Procura della Repubblica dal Nucleo Tributario della Guardia di Finanza sono errate, parziali e prive di fondamento. E, considerato il livello di presunta competenza del Corpo, sorprendentemente fuorvianti”.

Il Gruppo Stanley – prosegue il comunicato – “non ha mai perpetrato comportamenti puniti dal codice penale o qualsivoglia omissione fiscale. Questo non è mai stato messo in dubbio da alcuna autorità dei paesi ove opera, a parte l`Italia, dove è stata oggetto in 15 anni di circa 5000 procedimenti penali contro i suoi CTD e i suoi dirigenti, tutti conclusisi a favore degli stessi”.  La Procura di Roma, è scritto, “non ha inteso procedere all`audizione dei dirigenti Stanley malgrado fosse stata espressamente richiesta, non ha approfondito i dati contabili, non ha sentito il bisogno di rivolgersi a periti esperti in materia fiscale: non ha accertato che la Stanleybet Malta Limited, pur essendo legalmente costituita a Malta, è residente fiscalmente nel Regno Unito secondo il principio di “place of effective management“ che è a Malta ai fini del rischio (trading) e nel Regno Unito ai fini della Gestione. Quindi è assoggettata nel Regno Unito, senza alcuna esenzione o benefici fiscali di altro tipo, ad imposizione sui redditi prodotti ai sensi dell`art. 4 della Convenzione contro le doppie imposizioni conclusa tra Regno Unito e Malta”. Nel Regno Unito, secondo la compagnia, le aliquote pagate dalla Stanleybet Malta sono state in alcuni anni più elevate di quelle italiane.

Secondo Stanleybet, “l`impianto accusatorio ha l`obbiettivo di impedire l`accesso al mercato nazionale da parte di Stanley e, quindi, il suo legittimo esercizio diretto delle libertà fondamentali. Lo Stato Italiano prospetta così una differente tipologia di reato, l`omessa dichiarazione delle imposte sui redditi, utilizzando allo scopo l`art. 5 del D.Lgs. 74/2000. In sostanza, le autorità italiane rimettono in discussione la legittimità del modus operandi di Stanley, pur ripetutamente riconosciuta da diverse sentenze della Corte di Giustizia”.

A parere della Stanley, l`ipotesi di reato impedirà di accedere al sistema concessorio Italiano nel 2016 e trovare una stabile sistemazione e organizzazione con la creazione di una Stanley Italia: “Non ci limiteremo a dimostrare l`estraneità al nuovo reato contestato, ma la difesa punterà anche alla risoluzione del grave problema della mancanza, di fatto, di rimedi risarcitori quando si subisce un procedimento penale ingiusto”.

John Whittaker, ceo della compagnia, ha confermato l`intenzione di proseguire le azioni legali in corso contro 71 funzionari dello Stato.  NT/Agipro

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RASSEGNA STAMPA – AGIPRONEWS – Giochi e fisco, “Il Messaggero”: sequestro di beni per bookmaker estero

RASSEGNA STAMPA – AGIPRONEWS – Giochi e fisco, “Il Messaggero”: sequestro di beni per bookmaker estero

08/10/2014 Ore 10:05

Giochi e fisco, “Il Messaggero“: sequestro di beni per bookmaker estero

ROMA – Maxi sequestro della Guardia di Finanza ai danni di Stanleybet. Secondo quanto riporta “Il Messaggero“ in edicola oggi, le Fiamme Gialle hanno posto sotto sequestro beni riconducibili ai titolari della società fino a un ammontare di 50 milioni di euro, su disposizione della Procura di Roma, in particolare del responsabile per i reati fiscali, Pierfilippo Laviani. Secondo l`accusa, la società inglese avrebbe ottenuto guadagni senza versare le imposte previste sull`attività italiana. La Stanleybet – dal canto suo – ha sempre contestato le norme italiane di accesso alle concessioni, sostenendo che a far fede devono essere i regimi fiscali (e le autorizzazioni al gioco) del paese in cui è basata la società madre. NT/Agipro

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RASSEGNA STAMPA – LANCI STAMPA COMUNICATO AGISCO

RASSEGNA STAMPA – LANCI STAMPA COMUNICATO AGISCO

AGIPRONEWS

Scommesse: blackout Sogei, gli operatori pronti alla class action

ROMA – Una class action contro l`Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. E` quanto annuncia Agisco, l`Associazione Giochi Scommesse, dopo il blackout della raccolta delle scommesse sportive di domenica 5 ottobre. Una situazione che ha causato “problemi di ordine pubblico e operatori minacciati da clienti esasperati“ si legge in una nota dell`associazione. “L`Agenzia dovrà risarcire il mancato introito e i danni di immagine. Oltre a consentire l`esistenza e la permanenza sul territorio italiano di una rete parallela  – prosegue Agisco – l`Agenzia regala il fatturato di una domenica calcistica e non fornisce alcuna comunicazione ai suoi concessionari e relativi scommettitori“. Per questo “se l`ADM non procederà; autonomamente a risarcire i danni provocati l`associazione promuoverà una `class action` per chiedere il risarcimento“. RED/Agipro

AGIMEG

Giochi: “Adm rimborsi i danni causasti dal blocco delle giocate”

Il blocco della raccolta delle scommesse sportive di domenica 5 ottobre dalle 14.00 in poi è un’ulteriore conferma di come Adm tiene in considerazione il lavoro dei concessionari di scommesse. Oltre a consentire l’esistenza e la permanenza sul territorio italiano di una rete parallela ormai più radicata di quella della Stato Italiano gli regala il fatturato di una domenica calcistica e non si degna di alcuna comunicazione ai suoi concessionari e relativi scommettitori. Una vergogna. Se Adm non procederà autonomamente a risarcire i danni provocati l’associazione promuoverà̀ una “class action” per chiedere il risarcimento”.    cz/AGIMEG

GIOCONEWS

AgiSco: “Blocco raccolta scommesse di domenica, risarcimento o promuoveremo class action

Lo afferma in una nota AgiSco, Associazione giochi e scommesse, secondo la quale “oltre a consentire l’esistenza e la permanenza sul territorio italiano di una rete parallela ormai più radicata di quella dello Stato italiano, gli regala il fatturato di una domenica calcistica e non si degna di alcuna comunicazione ai suoi concessionari e relativi scommettitori. Una vergogna”. La nota si conclude annunciando che “se Adm non procederà autonomamente a risarcire i danni provocati l’associazione promuoverà una class action per chiedere il risarcimento”. Il blocco della raccolta delle scommesse sportive di domenica 5 ottobre dalle 14 in poi è un’ulteriore conferma di come Adm tiene in considerazione il lavoro dei concessionari di scommesse.

BLOCCO RACCOLTA SCOMMESSE SPORT DEL 5 OTTOBRE – COMUNICATO AGISCO E LANCI AGIPRONEWS

BLOCCO RACCOLTA SCOMMESSE SPORT DEL 5 OTTOBRE – COMUNICATO AGISCO E LANCI AGIPRONEWS

Comunicato Stampa AGISCO

AGISCO: DA ADM ALTRO REGALO AI CTD – IN TILT IL CERVELLONE DI AAMS SCOMMESSE SPORTIVE – PROBLEMI DI ORDINE PUBBLICO NEI PUNTI DI GIOCO – CONCESSIONARI MINACCIATI DA CLIENTI ESASPERATI – ADM DOVRÀ RISARCIRE IL MANCATO INTROITO E I DANNI DI IMMAGINE. 

Il blocco della raccolta delle scommesse sportive di domenica 5 ottobre dalle 14.00 in poi è un'ulteriore conferma di come ADM tiene in considerazione il lavoro dei concessionari di scommesse.

Oltre a consentire l'esistenza e la permanenza sul territorio italiano di una rete parallela ormai più radicata di quella della Stato Italiano gli regala il fatturato di una domenica calcistica e non si degna di alcuna comunicazione ai suoi concessionari e relativi scommettitori. Una vergogna.

Se ADM non procederà autonomamente a risarcire i danni provocati l'associazione promuoverà una "class action" per chiedere il risarcimento. 

 

Lanci di Agenzia

06/10/2014 Ore 10:01 – Scommesse sportive: domenica di black-out per il sistema Sogei, rete legale in difficoltà

ROMA – Una domenica di black-out per i gestori delle agenzie di scommesse e dei siti di betting-exchange. Secondo quanto riferiscono ad Agipronews fonti del settore, il sistema Sogei che gestisce le transazioni sullo sport è stato bloccato dal primo pomeriggio alla tarda serata di ieri. I concessionari non hanno così potuto offrire il consueto servizio – sia online che nei punti vendita – ai propri clienti: il danno medio è calcolabile attorno ai 2-3 mila euro per un`agenzia media dislocata in città, con conseguente, indubbio vantaggio commerciale per la rete di accettazione collegata ai bookmaker esteri privi di concessione.   NT/Agipro

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06/10/2014 Ore 14:09 – ​Scommesse sportive: black-out sistema Sogei, impennata degli incassi per i bookmaker senza concessione (+15-20%)

ROMA – Un incremento degli incassi valutabile attorno al 15-20% per chi opera in Italia senza autorizzazioni. E` questo l`effetto più evidente del “black-out“ del sistema Sogei, bloccato per tutto il pomeriggio e la serata di ieri, secondo quanto apprende Agipronews da alcuni bookmaker esteri privi di concessione. Il pomeriggio di domenica – spiegano i concessionari – è stato caratterizzato da lunghe file agli sportelli degli oltre 5mila punti vendita non autorizzati aperti in tutta Italia. Il mancato incasso per la rete legale, secondo stime del settore, può essere quantificato in circa 20 milioni di euro.  NT/Agipro

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06/10/2014 Ore 15:10 – Scommesse, black out Sogei: per la rete legale un buco da 15 milioni di euro

ROMA – Il black out alla rete delle scommesse made in Italy, gestita da Sogei, potrebbe aver causato un buco nella raccolta da circa 15 milioni di euro: è la stima di alcuni operatori interpellati da Agipronews, che ritengono il blocco delle giocate un danno diretto anche per le casse dello Stato, con le giocate tassate mediamente al 4% si traduce in circa 600 mila euro che mancano all`appello, tutto a vantaggio, invece, della rete non autorizzata, online e nei centri collegati con l`estero.

Domenica scorsa la raccolta totale è stata di circa 22 milioni di euro: ieri, con il big match Juve-Roma e altri incontri internazionali di cartello (come Chelsea-Arsenal in Premier League) gli incassi sono stati invece di molto inferiori al previsto.

Lo svantaggio ha colpito in particolare gli operatori dell`online e in negozi di gioco, meno accentuato – apprende Agipronews – il danno derivante dal blocco per i “corner“, i punti scommessa piazzati in bar ed altri esercizi pubblici, che solitamente nel pomeriggio di domenica sono chiusi.  PG/Agipro

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06/10/2014 Ore 15:20 – Scommesse, Allara (Paddy Power): “Black out Sogei: incalcolabili i danni d`immagine“

ROMA – “Non si tratta solo di un danno diretto al business degli operatori e alle entrate statali: il black out di Sogei ha causato danni di immagine incalcolabili agli operatori che domenica pomeriggio pubblicizzavano la propria offerta di gioco live“. E` il parere di Alessandro Allara, Direttore della Comunicazione di Paddy Power Italia, che ritiene il blocco delle giocate “un favore enorme a operatori illegali e non autorizzati. Credo che per il solo settore online la perdita complessiva di gioco sia stimabile sui 5 milioni di euro, per il settore scommesse nel complesso si può arrivare anche a tre volte tanto. Ma per chi in quel momento stava facendo pubblicità per il gioco live – e invece aveva il sito in “down“ – il danno d`immagine è incalcolabile“. PG/Agipro

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RASSEGNA STAMPA – AGIPRONEWS – RECENTI NEWS

RASSEGNA STAMPA – AGIPRONEWS – RECENTI NEWS

Contrasto all`evasione fiscale: giocatori online e agenzie non autorizzate nel mirino di Padoan

ROMA – Anche i giocatori che utilizzano i siti non autorizzati finiscono nel mirino degli accertamenti del fisco. Grazie alle informazioni fornite dalle banche e dagli altri intermediari finanziari, sarà possibile individuare “i giocatori che utilizzano siti illegali“ mentre un nuovo provvedimento (in corso di emanazione) permetterà la segnalazione, sempre da banche e istituti di credito, “delle somme trasferite a società di gioco non autorizzate“. E` quanto si legge nel  “Rapporto sull`evasione fiscale“ presentato dal Ministro dell`Economia, Pier Carlo Padoan, al Consiglio dei Ministri e che presto verrà portato all`esame del Parlamento. Il Mef – è scritto nel documento – punta a intensificare i controlli per fare “emergere la ricchezza sommersa“, contrastando l`evasione e arginando “i tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata“ in un settore caratterizzato da “elevati flussi di liquidità“. Un numero di “potenziali soggetti abusivi indefinibile“ – è scritto nel report – opera nel settore  giochi a fronte di 2500 concessionari autorizzati: solo nel 2013 la Guardia di Finanza ha eseguito 9.471 operazioni di controllo, portando alla luce movimenti in nero e non tassati per oltre 123 milioni di euro, quasi tutti riferibili a imposta sulle scommesse non pagata (oltre 122 milioni), mentre il resto riguarda il mancato versamento del prelievo erariale sui giochi (circa 940 mila euro). L`obiettivo generale è riportare alla luce 91 miliardi di euro evasi al fisco: nel settore giochi, i punti chiave nel rapporto del Mef passano per controlli più serrati per scommesse e gioco online non autorizzati, oltre alla rete di slot e Vlt. Per il settore scommesse il Ministero punta a individuare l`imposta unica non pagata dai centri scommesse non autorizzati: oggi è possibile contestare ai titolari il mancato versamento delle tasse dovute, grazie a un calcolo induttivo basato sulle giocate effettuate o sulla raccolta media provinciale dei punti autorizzati. Per il gioco online, le misure previste vanno dall`oscuramento dei siti illegali (già 5 mila quelli inseriti nella “black list“ dell`Agenzia delle Dogane e dei Monopoli) all`individuazione dei giocatori e delle somme trasferite sui siti non autorizzati, sulla base delle informazioni fornite dalle banche e dagli altri intermediari finanziari. Anche slot e Videolotteries restano nel mirino dell`azione degli 007 del fisco: il rapporto indica che per recuperare somme in nero il Ministero intensificherà i controlli, in particolare verificando gli scostamenti nella raccolta dei singoli apparecchi collegati in rete. PG/Agipro

Milano, nuovo regolamento: punti gioco a 500 metri da luoghi sensibili, off limits il 99% del territorio

MILANO – Sale gioco e scommesse nel Comune di Milano non potranno aprire ad una distanza inferiore a 500 metri da scuole, chiese, parchi e ospedali, rendendo di fatto impossibile nuove aperture nel 99% del territorio comunale: è quanto prevede il nuovo regolamento, approvato ieri da Palazzo Marino, in materia di edilizia. Il testo ha ricevuto il via libera definitivo, con 26 voti favorevoli e 11 contrari. Le nuove norme, riferisce il Comune, sono state pensate anche “per contrastare la diffusione selvaggia di sale gioco e scommesse che non potranno aprire ad una distanza inferiore a 500 metri da scuole, chiese, parchi e ospedali. Grazie a queste, non sarà possibile aprire nuovi locali nel 99% del territorio urbano abitato“.  “Sono molto soddisfatta perché si conclude un percorso durato oltre un anno, caratterizzato dal confronto e dall`ascolto della città“ ha dichiarato il vicesindaco con delega all`Urbanistica Ada Lucia De Cesaris, sottolineando che “prima di questo ultimo passaggio in Consiglio comunale, infatti, abbiamo dialogato a lungo con ordini professionali, operatori, sindacati, associazioni ambientaliste e cittadine, cooperative. Non solo i due passaggi in Giunta e le tante sedute in Consiglio comunale, quindi, ma ricordo anche la collaborazione con la Asl e l`analisi puntuale delle 468 osservazioni presentate agli uffici che voglio ringraziare per il lavoro fatto, la capacità di ascolto e la professionalità“. RED/Agipro

Giochi, Lombardia: Commissione Attività produttive chiede norme più restrittive su accesso a sale slot

 ROMA – Incontro in Commissione Attività Produttive della Regione Lombardia sul tema del «Regolamento per l`accesso alle aree e ai locali per il gioco d`azzardo lecito» elaborato dalla Giunta in applicazione della legge regionale contro il gioco patologico. Questa mattina sono stati ascoltati rappresentanti di Confcommercio, Confesercenti e delle associazioni dei consumatori. La Commissione, che ha tempo fino al 31 ottobre per esprimere il suo parere sul regolamento, ha dunque chiesto – dopo aver ascoltato le proposte degli interlocutori – interventi più restrittivi in tema di accesso alle sale slot. RED/Agipro

 Scommesse, Commissione Tributaria Bari annulla accertamento su imposta unica per centro non autorizzato

 ROMA – Stop agli accertamenti fiscali sull`imposta unica e al relativo pagamento chiesto ad un centro scommesse di Bari, non autorizzato dal Ministero dell`Economia e collegato al bookmaker estero PlanetWin365. E` quanto ha deciso la Commissione Tributaria Provinciale di Bari, che con un`ordinanza dello scorso 22 settembre “ha sospeso gli effetti di un avviso di accertamento fiscale in materia di imposta unica per l`anno 2008, notificato  a un CTD“, si legge in una nota del bookmaker. La Commissione ha riconosciuto “i possibili gravi e irreparabili danni che l`atto avrebbe potuto causare all`attività del centro“, nel frattempo l`ordinanza cautelare “priva di effetti la pretesa fiscale avanzata da ADM, fino alla data della sentenza“. RED/Agipro

Ddl Semplificazioni, Senato: emendamento FI per finanziare allevatori ippici con entrate dai giochi

ROMA – Il senatore Francesco Scoma (FI) ha presentato un emendamento alla Commissione Agricoltura, impegnata nell`esame del disegno di legge recante “Disposizioni in materia di semplificazione, razionalizzazione e competitività agricole del settore agricolo, agroalimentare e della pesca“ che, all`articolo 7, contiene la delega al Governo per il riordino, la soppressione e la riduzione degli enti vigilati dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e per il riordino dell`assistenza tecnica agli allevatori. Il senatore propone che le associazioni di allevatori delle razze equine sportive utilizzino “le risorse presenti nei fondi europei destinati alla politica agricola comune (PAC) relativa al periodo 2014-2020, in particolare relative al programma operativo nazionale (PON) e dalle maggiori entrate provenienti da giochi e scommesse. La ripartizione di tali fondi tra le diverse associazioni di allevatori verrà stabilita con apposito decreto ministeriale“. L`esame del disegno di legge in Commissione è stato rinviato alla prossima seduta, in attesa del parere della Commissione Bilancio sugli emendamenti: l`eventuale parere contrario ai sensi dell`articolo 81 della Costituzione comporterà la dichiarazione di inammissibilità delle proposte di modifica. MSC/Agipro

 Giochi e politica, Causi (PD): “Bando Bingo: investimenti a rischio per norme locali, si attenda Delega Fiscale“

ROMA – Gli operatori che partecipano al bando per il Bingo potrebbero correre il rischio di “acquistare una concessione senza poter ricevere l`autorizzazione, demandata all`ambito territoriale, per aprire la sala di gioco“, un`incertezza che potrebbe essere risolta attendendo i decreti attuativi della delega fiscale. E` quanto si legge in un`interrogazione al Ministero delle Finanze presentata dai deputati Marco Causi e Federico Ginato del Pd. Nell`interrogazione si fa presente come “alcune associazioni di categoria hanno mostrato perplessità in merito alle nuove concessioni previste dal bando di gara, considerata l`indeterminazione normativa che non identifica regole chiare in merito agli spazi per l`apertura di nuove sale, in tal modo minando anche la certezza degli investimenti“. I due deputati chiedono se non si ritenga utile “riconsiderare l`assegnazione delle nuove concessioni previste dal bando di gara emanato dall`Agenzia delle dogane e dei monopoli, in attesa dei decreti attuativi della delega fiscale che garantirebbero l`applicazione di regole trasparenti ed uniformi sull`intero territorio nazionale in materia di titoli abilitativi all`esercizio dell`offerta di gioco“, in maniera da dare “certezza agli investimenti e conseguentemente assicurando all`erario un miglioramento del margine di entrate“. Nell`interrogazione si chiede inoltre “se sia in corso di emanazione il decreto dirigenziale dell`Agenzia delle dogane e dei monopoli con cui stabilire le eventuali disposizioni applicative occorrenti per assicurare, con cadenza biennale, l`avvio delle procedure di riattribuzione concorrenziale delle vigenti concessioni per la raccolta del gioco del bingo“.RED/Agipro

Poker live, Commissione tributaria Perugia: dopo le sanzioni, annullate anche le imposte sulle vincite all`estero

PERUGIA – Le richieste fatte dall`Agenzia delle Entrate per le vincite ottenute all`estero dai giocatori di poker italiani sono totalmente infondate: è quanto ha stabilito con sentenza la Commissione Tributaria Provinciale di Perugia, che ha accolto il ricorso presentato da Carlo Braccini, poker player di Gubbio che era tra i giocatori finiti nel mirino dell`Agenzia delle Entrate nell`operazione “All in“. La sentenza va oltre le precedenti decisioni dei giudici amministrativi perugini, che solo qualche mese fa avevano accolto un ricorso di Braccini, annullando però solo le sanzioni, non le imposte chieste dall`Agenzia delle Entrate. Secondo i giudici tributari la richiesta di pagare imposte e relative sanzioni sulle vincite estere – in questo caso ottenute in un torneo di poker organizzato in una sala da gioco slovena – non è “compatibile con i principi comunitari“. Richiamando alcune sentenze della Corte di Giustizia Europea, la Commissione di Perugia ha rilevato che è legittimo per uno Stato prevedere un ordinamento speciale, anche per tassare le vincite estere, ma questo deve essere fatto “necessariamente con legge per ragioni di certezza del diritto e non in sede amministrativa“ che tutelino ragioni di interesse pubblico “diverse dall`incremento della pretesa fiscale“. Una sentenza che conferma l`orientamento delle Commissioni Tributarie italiane e che potrebbe anticipare quanto deciderà, il prossimo 22 ottobre, la Corte di Giustizia Europea che ha fissato l`udienza sulla doppia imposizione fiscale delle vincite ottenute all`estero dai giocatori italiani. PG/Agipro

Scommesse, Bet1128: Tribunali di Cagliari e Bergamo rinviano atti a Corte Ue

ROMA – I Tribunali del Riesame di Cagliari e Bergamo hanno rinviato alla Corte di Giustizia Europea gli atti relativi ad un ricorso presentato dai titolari di centri scommesse collegati al bookmaker maltese Bet1128, riconoscendo «i profili di dubbia legittimità comunitaria» del bando per l`apertura di 2000 nuovi punti scommesse. Per i due Tribunali, «il profilo della minore durata della concessione rispetto a quelle precedenti, incidendo direttamente sull`ammortamento dei costi di investimento, ha creato sicuramente uno svantaggio nei confronti dell`operatore maltese». Bet1128 aveva già ottenuto un rinvio in Corte Ue dalla Cassazione per un centro di Bisceglie. RED/Agipro

 Scommesse, a Vibo Valentia dissequestro per un centro collegato a bookmaker estero

ROMA – Il Tribunale del Riesame di Vibo Valentia ha annullato il provvedimento di sequestro per un centro collegato al bookmaker maltese Betuniq. “L`indagato non ha potuto ottenere in Italia le necessarie concessioni e/o autorizzazioni a causa di illegittima esclusione dalle gare della società alla quale è collegato“, spiegano i giudici facendo riferimento alla sentenza della Corte di Giustizia Europea e a quella della Corte di Cassazione, secondo la quale “il Giudice nazionale è tenuto ad indagare circa le ragioni del diniego e sincerarsi che le stesse non abbiano determinato diversità di trattamento o posizioni di vantaggio fra i cittadini italiani e quelli stranieri, che siano emerse, nel corso di una procedura chiara e trasparente, e che siano giustificate dal perseguimento di scopi di interesse pubblico preminente“. L`operatore è stato escluso dalla gara per aver presentato una sola dichiarazione rilasciata da un unico istituto bancario per dimostrare la capacità finanziaria, ma secondo i giudici non è una causa di legittima esclusione. Il Tribunale del Riesame pertanto ha riconosciuto valide le ragioni della Betuniq disponendo il dissequestro annullando il provvedimento impugnato. RED/Agipro

Contrasto al match-fixing, Passamonti (Presidente Confindustria-Sgi): “Operatori autorizzati: massima collaborazione nella lotta all`illegalità“

MILANO – “Dalle buone intenzioni, ai fatti: il seminario di oggi segna un passo concreto e decisivo a livello internazionale rispetto a un questione delicata e di grande importanza come la lotta al match fixing“. E` quanto dice Massimo Passamonti, Presidente di Sistema Gioco Italia, intervenuto oggi al seminario organizzato dal Consiglio dei Ministri-Ufficio dello Sport “Contrasto al match-fixing: un fattore chiave per l`integrità dello sport“. Il presidente di Confindustria Giochi esprime soddisfazione per la Convenzione sulla manipolazione delle competizioni sportive del Consiglio d`Europa, firmata già da 15 Paesi, in cui viene citata espressamente “la necessità di contrastare offerta di gioco illegale, cioè quello offerto da operatori non autorizzati nella giurisdizione dove si trova il consumatore. In tal senso l`adozione di stringenti azioni di contrasto degli operatori che offrono attività di gioco in Italia senza il necessario titolo concessorio dell`Agenzia delle Dogane e Monopoli risponde ad una necessità rilevata a livello internazionale“. “Sistema Gioco Italia, da sempre attiva nelle azioni di prevenzione e contrasto alla frode sportiva, condivide appieno le premesse, i valori e gli obiettivi dettati dalla Convenzione illustrati dai relatori di oggi e si mette a disposizione per favorire una maggiore collaborazione e uno scambio di informazione tra autorità pubbliche, organizzazioni sportive e operatori di gioco legali in merito al tema del match fixing“. Tutti gli operatori di gioco legale in Italia, “in qualità di concessionari dell`Agenzia delle Dogane e Monopoli, sono soggetti ad adempimenti di prevenzione, controllo-monitoraggio di quote e segnalazione anomalie in stretta collaborazione con l`Autorità di regolazione. Una premessa, questa, che permette un`azione di controllo capillare“. Nel 2013, per la prima volta però, dopo 13 anni, tutti gli ambiti del settore del gioco – raccolta, spesa effettiva, introiti degli operatori e gettito erariale – hanno registrato una flessione.  Anche per la Guardia di Finanza questo è un segno del fatto che il mercato illegale stia tornando a espandersi. “E` in crescita infatti per la prima volta da quando le scommesse sono state legalizzate il gioco illegale, che vale da solo 23 miliardi. Rispetto agli 80 complessivi di raccolta lorda nel nostro Paese, stando ai dati della guardia di Finanza“ spiega Massimo Passamonti. “Il perché è presto detto – continua Passamonti – sono sempre di più le società di scommesse che operano nel nostro mercato prive di concessione, e che non sono sottoposte agli adempimenti di prevenzione, controllo e monitoraggio delle quote ovvero di restrizioni di prodotto rispetto ai concessionari. E qui entrano in scena i rischi legati al match fixing, perché con questo tipo di operatori è quasi impossibile intercettare i flussi anomali di giocate su singoli eventi“. RED/Agipro

Frodi sportive e gioco illegale: Commissione Ue prepara piattaforma europea e sanzioni per operatori non autorizzati

ROMA – Una piattaforma informatica unica per il monitoraggio delle scommesse a livello europeo. È` l`obiettivo del gruppo di esperti nazionali – che si è riunito ieri a Milano – nominato dalla Commissione Europea e incaricato di individuare gli strumenti più efficaci per l`applicazione della Convenzione internazionale contro le frodi nello sport. Lo apprende Agipronews a margine della Conferenza sul contrasto al match-fixing in corso a Milano.  Lavori in corso, dunque, su un network che faccia dialogare i diversi sistemi nazionali di raccolta delle scommesse a livello Ue ma anche sul contrasto al gioco illegale. Gli esperti dei 28 Stati – per l`Italia il delegato è Luca Turchi, dirigente dell`Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – hanno cominciato a lavorare anche sui princìpi che devono ispirare le leggi nazionali che combattono il business degli operatori privi di licenze. NT/Agipro

Delega Fiscale, Magistro (Adm): “Rapporto Stato-Enti locali e tassazione sul tavolo di lavoro“

MILANO – La conversione della Delega Fiscale sarà l`occasione per affrontare “non solo il tema dei centri scommesse collegati a operatori esteri non autorizzati, tutti i nodi del settore sono sul tavolo di lavoro“. E` quanto conferma ad Agipronews Luigi Magistro, vicedirettore dell`Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, a margine della conferenza sul contrasto al match-fixing, organizzata a Milano. Tante le questioni da affrontare “a partire dalla necessità di avere un quadro più chiaro nel rapporto tra Stato centrale ed enti locali – dice ancora Magistro – in seconda battuta di giungere ad una tassazione complessiva del comparto più coerente“. NT/Agipro

Scommesse e Ctd, Magistro (Adm): “Bando 2000 in Corte Ue: Italia ha posizione chiara“

MILANO – “La posizione dell`Italia sul rilascio delle concessioni e sulla legittimità del bando di gara per 2000 agenzie è ben chiara: non siamo preoccupati, confidiamo nella bontà della nostra tesi e attendiamo con fiducia l`esito della causa alla Corte di Giustizia Europea“. E` quanto dichiara ad Agipronews, in merito alla prossima udienza in Corte Ue fissata per il 22 ottobre Luigi Magistro, vicedirettore dell`Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, a margine della conferenza sul contrasto al match-fixing, organizzata a Milano.                   NT/Agipro

Dipartimento Politiche Antidroga: 6.804 soggetti sottoposti a trattamento per gioco patologico nel 2013 (+17,3%)

ROMA – «I soggetti sottoposti a trattamento per gioco patologico nel corso del 2013 sono stati 6.804 (83,2% maschi)», con un incremento del 17,3% rispetto all`anno precedente. E` quanto si legge nella relazione sui dati relativi allo stato delle tossicodipendenze in Italia nel 2013 e nel primo semestre 2014, presentata dal ministro per le Riforme costituzionali Maria Elena Boschi a Camera e Senato. Lombardia e Veneto sono le regioni con il maggior numero di soggetti trattati, ripettivamente con 1.889 (+27,9% rispetto al 2013) e 1.335 pazienti (+102%). Terzo posto per la Sicilia, con 1.049 soggetti (+76%), seguita dalla Campania (600 soggetti, +22%). Nel Lazio sono stati 308 i soggetti sottoposti a trattamento per gioco patologico nel 2013, mentre in Liguria sono 220 (+19,5%). MSC/Agipro

Corte Ue, Stanleybet contro il bando da 2000 agenzie: udienza fissata al 22 ottobre

ROMA – Il prossimo 22 ottobre il sistema italiano delle scommesse sarà esaminato per la sesta volta dalla Corte di Giustizia Europea: i giudici comunitari – come risulta dal calendario della Corte – hanno fissato la data per la trattazione orale del ricorso relativo al bando da 2000 agenzie lanciato a marzo dello scorso anno. La vicenda è arrivata fino in Corte Ue dopo il rinvio disposto dal Consiglio di Stato – seguito poi da diversi tribunali amministrativi e dalla Cassazione – del ricorso presentato dall`operatore Stanleybet: ad agosto dello scorso anno i giudici amministrativi italiani hanno chiesto l`intervento dei loro colleghi comunitari per verificare che alcune disposizioni della gara fossero in linea con i principi comunitari: in particoalre si chiede alla Corte Ue di verificare se il termine per le concessioni – fissato al giugno del 2016 – sia rispettoso delle recenti sentenze della Corte di Giustizia e se sia legittima una durata delle licenze inferiore a quella stabilita dal ministero dell`Economia nelle gare svolte in precedenza. Secondo quanto risulta ad Agipronews da fonti legali, non ci saranno le conclusioni dell`Avvocato Generale della Corte, ma dopo la trattazione orale della causa si deciderà direttamente con sentenza nel giro di qualche mese. All`udienza saranno sentiti gli operatori che hanno fatto ricorso contro il bando di gara – oltre a Stanleybet ci sono altri bookmaker comunitari – oltre ai rappresentanti legali dell`Italia e alla Commissione Europea. PG/Agipro

Tar Lombardia: accolta richiesta cautelare di un Ctd collegato a un bookmaker maltese

MILANO – Il Tar Lombardia ha accolto provvisoriamente la domanda cautelare di un Ctd collegato a un bookmaker maltese contro il provvedimento del Questore di Como che aveva disposto “il divieto di prosecuzione dell`attività di raccolta scommesse su eventi sportivi e di altro genere“ per l`assenza della concessione amministrativa e dell`autorizzazione di pubblica sicurezza. In attesa della trattazione del ricorso in Camera di Consiglio, prevista per il prossimo 8 ottobre, la richiesta di sospensione dell`efficacia del provvedimento da parte delle Società LBGroup Ltd, LBCasinò Ltd e LBPoker Ltd è stata accolta con una motivazione inusualmente dettagliata per un decreto cautelare. Secondo “la più recente giurisprudenza della Corte di Giustizia e del Consiglio di Stato il bookmaker residente all`estero e in possesso delle autorizzazioni previste nel suo Paese può operare sul territorio italiano senza doversi munire della concessione e della licenza previste dall`ordinamento nazionale in applicazione del principio generale di diritto comunitario dell`equivalenza“, si legge nel decreto del Tar Lombardia. Inoltre, secondo i giudici amministrativi, “non constano esistenti esigenze di ordine pubblico e di sicurezza, sul fondamento delle quali si giustificherebbe un intervento da parte della Questura“. SA/Agipro

RASSEGNA STAMPA – TOTOGUIDA SCOMMESSE – Ctd, Agisco risponde a Stanleybet. Il Governo agirà nella Delega Fiscale

RASSEGNA STAMPA – TOTOGUIDA SCOMMESSE – Ctd, Agisco risponde a Stanleybet. Il Governo agirà nella Delega Fiscale

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Ctd, Agisco risponde a Stanleybet. Il Governo agirà nella Delega Fiscale

Dura la replica di Agisco all’invito di Stanley al dialogo. Per  Ginestra il contrasto non è stato efficace

Un tema che non smette di sorprendere e che non riesce ad assicurare soluzioni: quella delle controverse vicende dei Ctd è una storia iniziata ormai 15 anni fa e, nonostante le promesse di intervento, le assicurazioni di un esito certo e le speranze di un happy  end, continua ad animare il mondo dei giochi made in Italy. E lo fa con una serie di vicende culminata in un’interrogazione  al ministro dell’Economia e delle Finanze dal parte del leghista Guido Guidesi, a pochissimi giorni da uno scambio di battute tra Stanleybet e Agisco. L’interrogazione ha ricevuto la sua risposta da parte del sottosegretario Zanetti con l’assicurazione che nei decreti attuativi della Legge Delega la questione dei Ctd esteri sarà sviscerata.

Intanto l’azienda anglomaltese, pioniere del contrasto al sistema concessorio nazionale giudicato discriminatorio, e vincente ben quattro volte in Corte di Giustizia Europea grazie a queste tesi, aveva proposto una tregua ad Agisco, ex Assosnai, associazione che tutela la rete concessoria delle scommesse talvolta con durezza di toni nei confronti dei Monopoli di Stato, rei di un mancato intervento risolutivo. Un appello fatto attraverso una lettera aperta a cui l’associazione guidata da Francesco Ginestra ha risposto aspramente: «Stanleybet pretende di sostituirsi alla Corte di Giustizia Europea, alla Cassazione, al Consiglio di Stato, al Tar Lazio e, in ultimo, anche ad Adm – si legge in una nota Agisco – annunciando sentenze, decisioni e provvedimenti che dovranno essere presi da questi organi». «Attendo – ha dichiarato Ginestra – di vedere se le loro affermazioni saranno confermate dai fatti. La “lettera aperta” dimostra che la rete dei Ctd è cresciuta in maniera esponenziale anche grazie alla pressoché totale assenza di contrasto nelle aule di giustizia nei procedimenti che sono terminati in senso a loro favorevole. In questi procedimenti si è costituita Adm a difesa dell’applicazione della normativa in materia? Si sono costituiti i ministeri interessati? Si sono costituiti i maggiori operatori di gioco che raccolgono scommesse sportive? Si sono costituite le altre associazioni di categoria? No, o in parte minima ed irrilevante. Forse Stanleybet ha beneficiato di una battaglia facile su un terreno scivoloso e di difficile comprensione per i non addetti ai lavori? È auspicabile che la risposta arrivi dalla magistratura che dovrà giudicare la condotta dell’amministrazione concedente».

Agisco ha spinto quindi sull’acceleratore nella replica sottolineando come, nonostante gli investimenti di Stanleybet nell’assistenza legale alla propria rete non autorizzata, «l’operatore non sia riuscito a ottenere un orientamento uniforme e definitivo a sé favorevole». L’affondo di Agisco si conclude con un tema particolarmente delicato, centrale nell’interrogazione di Guidesi al Mef: quello dei procedimenti avviati da Stanley nei confronti di esponenti delle Fiamme Gialle e dei Monopoli di Stato. «Stanleybet persiste – continua Ginestra – nella sua caratterizzante strategia della minaccia che rivolge ai cittadini, agli operatori e alle istituzioni. Aspettiamo di conoscere come termineranno i procedimenti penali avviati nei confronti dei rappresentanti della società, su indicazione del Comando Generale della Guardia di Finanza».

A tale proposito Stanleybet ha risposto respingendo l’affermazione di aver mai chiamato in giudizio funzionari di polizia giudiziaria o dipendenti dei Monopoli di Stato che eseguivano gli  ordini delle Procure. In una nota di risposta all’interrogazione di Guidesi il book maker anglomaltese ha sottolineato che l’azione  di citazione in giudizio per il risarcimento del danno derivante dalla reiterazione dei sequestri ad iniziativa degli agenti di polizia giudiziaria (Guardia di Finanza, Polizia di Stato, ecc.) non riguarda quei funzionari mandati dai pubblici ministeri: «Ciò non è mai accaduto né potrebbe accadere – si legge in un comunicato. – È però vero che Stanleybet ha chiamato in giudizio per il risarcimento del danno funzionari che, di propria iniziativa, senza alcun ordine della Magistratura, hanno violato consapevolmente, e quindi con colpa grave, il giudicato della Corte di Giustizia e della Corte di Cassazione, andando a sequestrare Ctd Stanleybet che erano già stati chiusi e riaperti dalla Magistratura, che aveva già verificato la regolarità e la legittimità dell’attività». L’avvocato difensore dei centri Stanley Daniela Agnello, su questo tema, ha  dichiarato a TS: «In tema di citazioni a giudizio degli agenti di polizia giudiziaria per reiterazione dei sequestri a seguito di giudicati cautelari o altro, segnalo che l’autorità giudiziaria si è già pronunciata in proposito accogliendo la domanda di Stanleybet e dichiarando testualmente “la sussistenza di colpa grave nella condotta degli agenti nel sequestro penale operato ai danni di un Ctd Stanleybet”. Si tratta della prima sentenza emessa dai giudici italiani e in particolare dal Tribunale di Roma, sezione distaccata di Ostia. Gli agenti in quel procedimento erano costituiti in giudizio a mezzo di un difensore privato. Negli ultimi anni si è assistito a numerosi episodi in cui Ctd Stanleybet sono stati sottoposti a 3, 4 o 5 sequestri consecutivi per le medesime circostanze e sugli stessi presupposti, violando i giudicati cautelari e i provvedimenti dell’autorità giudiziaria».

Passaggi delicati che prescindono da un invito al confronto e alla collaborazione, da parte di Stanleybet, che comunque resta valido. Nel dibattito con Agisco è intervenuta anche un’altra associazione di categoria, Acogi, nata nel 2009 da un gruppo di titolari di centri di trasmissione dati collegati ad operatori esteri di raccolta di gioco, e che ha sempre sostenuto la necessità di una regolamentazione in materia di scommesse più chiara e precisa in linea con i principi del Trattato in modo da risultare non soggetta a interpretazioni varie e discordanti. L’associazione, guidata da Ugo Cifone (da cui prende il nome la sentenza della Corte di Giustizia Costa-Cifone che ha confermato le tesi di Stanley in merito alle discriminazioni subite con i bandi Bersani), ha espresso il proprio favore rispetto a quanto proposto dai vertici di Stanleybet al presidente e al vicepresidente dell’associazione Agisco, ossia l’idea di fare fronte comune per permettere al betting italiano di superare storture e squilibri che incombono come un “peccato originale”. Non solo, è arrivata una proposta concreta: sarebbe il caso, si legge nella nota di Acogi, che «il Legislatore italiano, aderendo alle pronunce ed ai principi espressi dalla Corte di Giustizia Europea, intervenisse con delle norme transitorie che legittimino l’operatività dei Ctd legati a bookmaker esteri che hanno subito discriminazioni dal sistema concessorio- autorizzatorio». «Sulla questione – ha dichiarato il presidente Cifone – sarebbe auspicabile che il Bando del 2016 venisse preventivamente sottoposto al vaglio della Corte di Giustizia in modo da evitare errori e con l’obiettivo di costruire un assetto normativo chiaro ed inequivocabile. L’obiettivo comune è quello di rendere inattaccabile il settore delle scommesse italiane».

RASSEGNA STAMPA – AGIPRONEWS – Scommesse senza autorizzazione, Zanetti (sottoseg. Economia): “Avvocatura di Stato tutelerà funzionari Monopoli chiamati in giudizio dagli operatori“

RASSEGNA STAMPA – AGIPRONEWS – Scommesse senza autorizzazione, Zanetti (sottoseg. Economia): “Avvocatura di Stato tutelerà funzionari Monopoli chiamati in giudizio dagli operatori“

17/09/2014 Ore 19:25

Scommesse senza autorizzazione, Zanetti (sottoseg. Economia): “Avvocatura di Stato tutelerà funzionari Monopoli chiamati in giudizio dagli operatori“

ROMA – I funzionari dell`Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e i militari della Guardia di Finanza chiamati in giudizio da Stanleybet saranno tutelati dall`Avvocatura di Stato. E` quanto ha spiegato il sottosegretario all`Economia, Enrico Zanetti, in risposta all`interrogazione di Guido Guidesi (Lega Nord) di una settimana fa, in cui chiedeva al ministro dell`Economia le misure di tutela dei funzionari coinvolti nelle operazioni di sequestro e di chiusura dei punti vendita e poi diffidati dal bookmaker inglese. “I funzionari e i dirigenti, nel caso di ricezione di atti di diffida (o, eventualmente, di citazioni in giudizio), devono notiziare l`Avvocatura dello Stato che si assumerà l`onere di tutela legale ed, eventualmente, processuale“. Solo nel corso dell`anno 2014, ha ricordato Zanetti, “sono stati notificati oltre 60 atti di diffida nei confronti di altrettanti funzionari“. Il sottosegretario ha anche ribadito che il riordino del settore dei giochi è previsto all`articolo 14 della delega fiscale. FP/Agipro

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RASSEGNA STAMPA – AGIPRONEWS – Scommesse ippiche: minimi garantiti e lodi arbitrali, sì del Mipaaf alla transazione con i concessionari

15/09/2014 Ore 12:49

Scommesse ippiche: minimi garantiti e lodi arbitrali, sì del Mipaaf alla transazione con i concessionari

ROMA – La partita infinita che vede di fronte concessionari di scommesse ippiche e ministeri competenti potrebbe essere vicina ad una soluzione. In una riunione istituzionale che si è svolta venerdì, a cui hanno partecipato anche rappresentanti del ministero dell`Economia e della Ragioneria generale dello Stato, il ministero delle Politiche Agricole ha dato il suo benestare all`ipotesi di una transazione in grado di chiudere il lunghissimo contenzioso – avviato nel 2000 – tra operatori e amministrazione, in particolare su minimi garantiti e applicazione dei lodi arbitrali ippici.

Lo apprende Agipronews da fonti istituzionali, che confermano come ormai sia stata imboccata la strada giusta per arrivare – nel giro di qualche settimana – alla compensazione delle somme (nell`ordine di alcune decine di milioni di euro tra crediti e debiti) che si sono accumulate negli ultimi 14 anni. L`accelerazione si spiega soprattutto con la scadenza della delega fiscale: prima del varo di nuove norme per il rilancio dell`ippica e in vista delle gare del 2016, è ormai considerato necessario da Mef e Mipaaf trovare un punto di equilibrio tra la partita dei minimi garantiti – cioè le somme indicate in gara dai concessionari per ottenere le licenze e oggetto negli anni di interventi normativi, rinvii, spalmature e contenziosi di ogni genere – e l`applicazione dei lodi arbitrali vinti dagli operatori, avviati dopo che, oltre dieci anni fa, i concessionari constatarono che l`amministrazione era inadempiente su alcuni punti previsti dalle convenzioni: i controlli contro il gioco clandestino, l`attivazione di canali di gioco come le scommesse telefoniche e telematiche, il lancio di multiple a riferimento e scommesse a quota fissa.

I lodi Di Majo e Scotti – peraltro ancora in attesa di un esito definitivo – hanno riconosciuto le ragioni dei concessionari, in buona parte rappresentati dall`associazione Agisco, che è stata la prima ad attivarsi per trovare una soluzione condivisa ed è ora è in pole position per far valere le ragioni dei propri associati nel caso in cui si arrivi ad una transazione tra debiti e crediti. Ora, dopo un lungo stallo, la macchina è ripartita e, secondo quanto si apprende, si vuole fare in fretta: il piano di lavoro prevede al primo punto un`istruttoria approfondita – anche attraverso i dati Sogei -per ricostruire la situazione contabile di ciascun concessionario, resa complicata dal fatto che nel corso degli anni sono stati cambiati più volte i codici concessione delle singole agenzie. In un secondo momento, si procederà con una proposta di accordo ai diversi gruppi di concessionari che hanno partecipato ai tanti lodi contro l`amministrazione (Di Maio e Scotti sono solo i più noti ma si contano decine di iniziative legali dello stesso genere), ciascuno dei quali si è concluso con la decisione dei collegi arbitrali di riconoscere agli operatori la compensazione di una parte variabile (tra l`8 e il 18 per cento) delle quote di prelievo da versare all`amministrazione. 

Al termine dei calcoli, che dovranno confermare chi tra ministeri e concessionari vanti un credito nei confronti della controparte, occorrerà passare alla fase delle liquidazione delle somme, per la quale si potrebbe utilizzare il decreto del governo Renzi sui debiti della Pubblica Amministrazione. Nel caso in cui la transazione abbia un esito favorevole a Mef e Mipaf, invece, si ipotizza la spalmatura nei prossimi anni di concessione delle somme dovute dagli  operatori. NT/Agipro

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RASSEGNA STAMPA – LANCI COMUNICATO AGISCO

RASSEGNA STAMPA – LANCI COMUNICATO AGISCO

GIOCO NEWS

Agisco: "Scommesse senza concessione, aspettiamo decisioni organi giustizia"

"Stanleybet pretende di sostituirsi alla Corte di Giustizia Europea, alla Cassazione, al Consiglio di Stato, al Tar Lazio e, in ultimo, anche ad Adm, annunciando sentenze, decisioni e provvedimenti che dovranno essere presi da questi organi. Attendo di vedere se le loro affermazioni saranno confermate dai fatti".

Questa la risposta di Francesco Ginestra, presidente di Agiscoin merito alla lettera inviata nei giorni scorsi da John Whittaker, Ceo di Stanleybet, dove l’azienda britannica annunciava che sosterrà l’azione legale Snai Servizi al Tar Lazio.

Secondo Agisco la lettera conferma come “la rete dei Ctd sia cresciuta in maniera esponenziale anche grazie alla pressoché totale assenza di contrasto nelle aule di giustizia nei procedimenti che sono terminati in senso a loro favorevole". "Forse Stanleybet ha beneficiato di una battaglia facile su un terreno scivoloso e di difficile comprensione per i non addetti ai lavori? È auspicabile che la risposta arrivi dalla magistratura che dovrà giudicare la condotta dell’amministrazione concedente".

Stanleybet – ricorda ancora Ginestra – "non è riuscito ad ottenere un orientamento uniforme e definitivo a sé favorevole. L’azione informativa e legale dell’Associazione e di alcuni operatori autorizzati Adm ha favorito e contribuito all’affermazione di un orientamento, seppur minoritario, che ritiene applicabile la normativa e sanzionabile l’attività dei Ctd. Comprendo che Stanleybet – prosegue  – non gradisca i richiami alla giurisprudenza definitiva del Consiglio di Stato che ha chiarito che la modalità operativa tramite Ctd non è compatibile con l’art.88 del Tulps. Stanleybet pensa forse che il legislatore nazionale potrà rinunciare per il futuro alla licenza di polizia? Vuole ignorare che la Corte Europea ha affermato che la ratio del nostro sistema è la prevenzione della degenerazione criminale?".

"Stanleybet – conclude Ginestra – persiste nella sua caratterizzante strategia della minaccia che rivolge ai cittadini, agli operatori e alle istituzioni. Aspettiamo di conoscere come termineranno i procedimenti penali avviati nei confronti dei rappresentati della società. Nel frattempo Agisco proseguirà sia la propria attività d’informazione che la battaglia in difesa dei legittimi diritti e degli interessi dei Concessionari e Gestori Adm, continuando a pretendere che nel mercato delle scommesse tutti seguano le stesse regole e ottemperanze".

 

AGIPRONEWS

11/09/2014 Ore 14:36

Scommesse senza concessione, Ginestra (Agisco) risponde a Stanleybet: “Attendiamo giudizio della magistratura“

ROMA – “Stanleybet pretende di sostituirsi alla Corte di Giustizia Europea, alla Cassazione, al Consiglio di stato, al Tar Lazio e, in ultimo, anche ad ADM, annunciando sentenze, decisioni e provvedimenti che dovranno essere presi da questi organi. Attendo di vedere se le loro affermazioni saranno confermate dai fatti“.  Questa la risposta di Francesco Ginestra, presidente di Agisco, in merito alla lettera inviata nei giorni scorsi da John Whittaker, Ceo di Stanleybet, dove l`azienda britannica annunciava che sosterrà l`azione legale Snai Servizi al Tar Lazio. 

Una lettera – spiegano da Agisco – che conferma coma “la rete dei CTD sia cresciuta in maniera esponenziale anche grazie alla pressoché totale assenza di contrasto nelle aule di giustizia nei procedimenti che sono terminati in senso a loro favorevole“. “Forse Stanleybet ha beneficiato di una battaglia facile su un terreno scivoloso e di difficile comprensione per i non addetti ai lavori? – si legge ancora nella nota – E` auspicabile che la risposta arrivi dalla magistratura che dovrà giudicare la condotta dell`amministrazione concedente“.

Stanleybet – ricorda ancora Ginestra – “non è riuscito ad ottenere un orientamento uniforme e definitivo a sé favorevole. L`azione informativa e legale dell`Associazione e di alcuni operatori autorizzati ADM ha favorito e contribuito all`affermazione di un orientamento, seppur minoritario, che ritiene applicabile la normativa e sanzionabile l`attività dei CTD. Comprendo che Stanleybet – prosegue  – non gradisca i richiami alla giurisprudenza definitiva del Consiglio di Stato che ha chiarito che la modalità operativa tramite CTD non è compatibile con l`art.88 del TULPS. Stanleybet pensa forse che il legislatore nazionale potrà rinunciare per il futuro alla licenza di polizia? Vuole ignorare che la Corte Europea ha affermato che la ratio del nostro sistema è la prevenzione della degenerazione criminale?“. 

 “Stanleybet – conclude Ginestra – persiste nella sua caratterizzante strategia della minaccia che rivolge ai cittadini, agli operatori e alle istituzioni. Aspettiamo di conoscere come termineranno i procedimenti penali avviati nei confronti dei rappresentati della società. Nel frattempo Agisco proseguirà sia la propria attività d`informazione che la battaglia in difesa dei legittimi diritti e degli interessi dei Concessionari e Gestori ADM, continuando a pretendere che nel mercato delle scommesse tutti seguano le stesse regole e ottemperanze“. RED/Agipro

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COMUNICATO STAMPA AGISCO SU LETTERA APERTA STANLEYBET

COMUNICATO STAMPA AGISCO SU LETTERA APERTA STANLEYBET

Comunicato stampa

Francesco Ginestra, Presidente AGISCO

Stanleybet pretende di sostituirsi alla Corte di Giustizia Europea, alla Cassazione, al Consiglio di stato, al Tar Lazio e, in ultimo, anche ad ADM, annunciando sentenze, decisioni e provvedimenti che dovranno essere presi da questi organi. Attendo di vedere se le loro affermazioni saranno confermate dai fatti.

La “lettera aperta” conferma che la rete dei CTD è cresciuta in maniera esponenziale anche grazie alla pressoché totale assenza di contrasto nelle aule di giustizia nei procedimenti che sono terminati in senso a loro favorevole. In questi procedimenti si è costituita ADM a difesa dell'applicazione della normativa in materia? Si sono costituiti i Ministeri interessati? Si sono costituiti i maggiori operatori di gioco che raccolgono scommesse sportive? Si sono costituite le altre associazioni di categoria? No, o in parte minima ed irrilevante. Forse Stanleybet ha beneficiato di una battaglia facile su un terreno scivoloso e di difficile comprensione per i non addetti ai lavori?

E' auspicabile che la risposta arrivi dalla magistratura che dovrà giudicare la condotta dell'amministrazione concedente.

Nonostante gli investimenti di Stanleybet nell'assistenza legale alla propria rete non autorizzata dallo Stato italiano, l’operatore di CTD non è riuscito ad ottenere un orientamento uniforme e definitivo a sé favorevole. L’azione informativa e legale dell’Associazione e di alcuni operatori autorizzati ADM ha favorito e contribuito all’affermazione di un orientamento, seppur minoritario, che ritiene applicabile la normativa e sanzionabile l'attività dei CTD. L'attività mediatica e di comunicazione della Stanleybet e delle altre società che operano tramite CTD, non impedisce che alcuni gestori di CTD, dopo i provvedimenti delle Questure, decidano di recedere dai contratti di raccolta.

Comprendo che Stanleybet non gradisca i richiami alla giurisprudenza definitiva del Consiglio di Stato che ha chiarito che la modalità operativa tramite CTD non è compatibile con l'art. 88 del TULPS, poiché contrasta con le esigenze di adeguato controllo e spezzetta il sistema di raccolta delle scommesse. Stanleybet pensa forse che il legislatore nazionale potrà rinunciare per il futuro alla licenza di polizia? Vuole ignorare che la Corte Europea ha affermato che la ratio del nostro sistema è la prevenzione della degenerazione criminale?

Vogliamo interrogare sul punto la Direzione Nazionale Antimafia?

Stanleybet persiste nella sua caratterizzante strategia della minaccia che rivolge ai cittadini, agli operatori e alle istituzioni. Aspettiamo di conoscere come termineranno i procedimenti penali avviati nei confronti dei rappresentati della società, su indicazione del Comando Generale della Guardia di Finanza. Nel frattempo Agisco proseguirà sia la propria attività d’informazione che la battaglia in difesa dei legittimi diritti e degli interessi dei Concessionari e Gestori ADM, continuando a pretendere che nel mercato delle scommesse tutti seguano le stesse regole e ottemperanze.  

Approfondimenti:

2014.09.09 – LETTERA APERTA STANLEYBET

2014.09.11 – COMUNICATO STAMPA AGISCO SU LETTERA APERTA STANLEYBET