RASSEGNA STAMPA: Scommesse, Ughi (amm.unico Obiettivo 2016): “Ecco le prove della rabbia e delusione che provano i concessionari autorizzati di fronte alle contraddizioni del sistema italiano del betting che sta portando al collasso la rete autorizzata”

RASSEGNA STAMPA: Scommesse, Ughi (amm.unico Obiettivo 2016): “Ecco le prove della rabbia e delusione che provano i concessionari autorizzati di fronte alle contraddizioni del sistema italiano del betting che sta portando al collasso la rete autorizzata”

Scommesse, Ughi (amm.unico Obiettivo 2016): “Ecco le prove della rabbia e delusione che provano i concessionari autorizzati di fronte alle contraddizioni del sistema italiano del betting che sta portando al collasso la rete autorizzata”

“Quella che abbiamo ricevuto e che riportiamo integralmente è una manifestazione di delusione mista a rabbia, che riceviamo da un operatore in possesso di regolare concessione” – sottolinea Maurizio Ughi, amministratore unico di “Obiettivo 2016”, associazione in prima linea per il contrasto al gioco illegale e per la “battaglia” che vede da una parte gli operatori privi di concessione italiana e la rete autorizzata – “si tratta di una lettera aperta molto dettagliata e che riassume tutte le contraddizioni di un sistema che da anni danneggia e sta portando al collasso il sistema degli operatori autorizzati. L’unico passaggio che non condividiamo è quello dove si sostiene che avremmo dovuto andare all’estero e aprire così in Italia CTD. Riteniamo infatti utile denunciare combattere e mai aggirare. Quindi continueremo a combattere e prima o poi la spunteremo”.

Ecco il testo integrale della lettera:

“Cari colleghi del mondo del Gioco Regolamentato, leggo con grande attenzione l’intervista di Agimeg al Ceo di Stanleybet, Whittaker e non posso più astenermi dal commentare. Chiedo scusa sin d’ora per l’anonimato ma conosciamo sin troppo bene i meccanismi di questo “strano” Paese dove tutti sanno ma nessuno denuncia, dove alle lamentele generalizzate non seguono mai azioni comuni e dove “mors tua” non è “vita mea” da oramai troppi anni, almeno non la vita dei concessionari italiani.

Sappiamo come in questi duri anni di onesto e “regolamentato” lavoro, le poche voci fuori dal coro siano stranamente scomparse dalla scena e, in fondo, nessuno di noi si spiega come mai non sia mai stato realmente tutelato il settore del gioco telematico regolamentato: ognuno di noi ha commentato con soluzioni così banali e così facilmente applicabili che questi 8 anni di assoluta impotenza appiano più che inspiegabili, al limite, addirittura, sospetti. Il meccanismo dell’invecchiamento ha strani effetti: ti rendi conto di essere più vecchio solo quando metti a confronto due foto scattate a distanza di lungo tempo. Allo stesso modo, ci rendiamo conto di come il nostro mercato si sia deteriorato solo quando mettiamo a confronti la situazione di oggi con quella di partenza. In questo senso è quindi utile ripetersi un po’ la storia per comprendere come siamo deperiti pian piano letteralmente schiacciati da un sistema sclerotico che con la mano destra prende e con quella sinistra distrugge.

Nel 2006 decine di PMI costituite e costituende per l’occasione, hanno partecipato al cosiddetto “Bando Bersani” assumendo impegni economico/finanziari importanti e predisponendo piani industriali e business plan basati su un presupposto fondamentale: che il mercato del gioco telematico venisse regolamentato da AAMS con regole certe, univoche, tempi certi e parità di trattamento e, soprattutto, che il numero di punti fosse quello indicato. Principi fondamentali per un Bando di Gara Pubblico. Gruppi e singoli imprenditori hanno pianificato ed esposto le proprie aziende, i propri beni e infine la propria reputazione per rispondere alla chiamata dello Stato: scegliere di essere nel pieno rispetto delle regole. Nel caso dei Diritti Sportivi, ieri e oggi diretti e svantaggiati concorrenti della RETE PARALLELA, fu proprio AAMS a studiare la compatibilità dei punti rispetto alla popolazione attiva dei Comuni e a predisporre un Bando per collocazione territoriale. Ciò presupponeva che in quello specifico comune, spesso di poche anime, talvolta abbarbicato sul cucuzzolo di una montagna, potesse esserci soltanto un punto ovvero, come nel caso delle grandi città, che ce ne potessero essere non più di 150. Questo significava che, per avere un ritorno degli investimenti adeguato all’asta del Bando, bisognasse fare i conti con la presenza di un numero preciso e localizzato di punti sul territorio nazionale. Impegni, piani e investimenti furono presi su quella base.

Ebbene, non fu così: per ben 6 anni abbiamo cercato di aprire quei diritti sportivi spesso accontentandoci di riuscire semplicemente a non farceli “revocare” proprio da chi ci aveva tratto in inganno: abbiamo dovuto cercare esercenti disposti a prenderli e a scendere, nel migliore dei casi, ad allocazioni di subottimo quando non abbiamo semplicemente dovuto rinunciare. Nel mentre, chi aveva redatto il Bando e stimato il suo impatto, invece di far rispettare il sistema concessorio, si preoccupava di inviare ispettori a controllare che nei punti sportivi l’area mediamente utilizzata per il gioco fosse realmente il 25% e a irrorare multe e sanzioni sproporzionate per ritardi nei pagamenti delle imposte spesso di pochi giorni: abbiamo preso multe e sanzioni che definirei comiche se non fosse che l’epilogo, per i più, è stato tragico. Ad operare, lo stesso Ente che continuava a chiedere Canoni di Concessione come se avere una Concessione fosse il presupposto imprescindibile per aprire un punto sportivo. Siamo rimasti in trepida attesa di poter offrire altri prodotti e abbiamo ottenuto il minimo col massimo sforzo affrontando un mercato pieno di concorrenti che hanno venduto il nostro medesimo prodotto con una tassazione inferiore di 5-10 volte e con una ricchezza di offerta non paragonabile. Infine, abbiamo giustamente osservato tutte le norme accessorie sull’antiriciclaggio e sulla trasmissione dei dati nel mentre, nel locale a fianco, si accettavano scommesse superiori ai nostri limiti o si continuavano a pagare vincite per migliaia di euro. Personalmente, non ho mai affermato che i cosiddetti CTD fossero illegali perché illegale è qualcosa che, una volta scoperto, viene cessato con tutto quel corollario di sanzioni e condanne sia di tipo civile che penale. Invece, questo non è avvenuto e credo quindi che il tema non sia porre una critica a chi ha esercitato un’attività che lo stesso Stato Italiano, attraverso sentenze, ricorsi, Tar e Consigli di Stato ha di fatto legittimato.

Credo che il tema reale sia quello di CHIEDERE allo Stato Italiano perché non ammetta di aver indetto un Bando nullo e di aver causato centinaia di milioni di euro di danni ai partecipanti. Perché i concessionari italiani pagano ancora i canoni di concessione ? Per quale concessione ? Perché non abbiamo tutti aperto CTD e preso licenze nei Paesi della Comunità ? In questo Paese non puoi limitarti a rispettare le regole perché questo rappresenta il primo passo per la rovina. In questo Paese se il mio vicino realizza una veranda abusiva ed io non lo faccio, dieci anni dopo la vedrà sanata e il risultato finale sarà che lui avrà 50mq in più e un valore più alto del suo immobile ed io, che ho voluto rispettare le regole, avrò un danno. Sappiamo tutti di operatori che vendevano Poker quando in Italia il poker era vietato e li abbiamo visti acquistare concessioni telematiche per 300.000€ e spendere decine di milioni di euro in advertising mangiando l’intero mercato: parte di quei soldi li avevano guadagnati qui, mentre noi attendevano di poter proporre quel gioco ai nostri clienti. Oggi il mercato del Poker è caratterizzato da Monopolio e non mi riferisco a quello di Piazza Mastai.

Si parla di “sanatorie”, di Bandi nel 2016 ma pongo a tutti i colleghi, quelli che come me non hanno mai fatto .com, aperto CTD (e non sto dicendo che sia illegale, ma solo che non lo abbiamo fatto): quando mai si dovesse partecipare ad un altro Bando o investire per crescere, quale sarà la proporzione di forze in campo tra chi ha guadagnato cifre folli con i CTD e chi, come noi, ha pagato milioni di tasse e ora è in gravissima difficoltà ? Come verremo accolti da potenziali investitori se proprio noi abbiamo dimostrato di non aver compreso come girano le cose in questo Paese ? Oggi abbiamo un nuovo grande player sul mercato, un altro che fino a ieri accoglieva clienti italiani su piattaforme e licenze estere, prive di concessione italiana (non illegali, ma prive di concessione italiana)… et voilà… decine di milioni di raccolta, investimenti copiosi in personale, mezzi, advertising. Qualche briciola di quel denaro verrà pure dalla raccolta operata prima della licenza in Italia e carpita dal mercato italiano regolamentato ? Non so, domando a chi siede sereno a Piazza Mastai. E’ costato “solo” 300.000€ sanare quella situazione! Oramai il GAP è incolmabile, il danno è fatto: ha vinto chi ha costruito la veranda abusiva che oggi è pienamente legale.

Non si offendano i concessionari con i CTD: in fondo la veranda abusiva non lo è mai stata visto che nessuno, pur vedendola, l’ha realmente rimossa. Il problema è che noi abbiamo pagato perché quella veranda non doveva esserci. AAMS ha continuato ad operare nel rispetto del Bando e delle regole come se tutto quanto detto sinora non fosse mai esistito: con la sua burocrazia, le sue lentezze, un sistema di comunicazione centralizzato, limiti e vincoli all’espansione dell’offerta DETERMINANDO, DI FATTO, ESSA STESSA LA CONCORRENZA SLEALE, sleale da parte nostra che ci siamo auto inflitti la punizione e non dei concessionari esteri che altro non hanno fatto che ignorare quel Bando, contestandolo, impugnandolo e, infine, RENDENDOLO NULLO.

Se quel Bando è nullo non è forse corretto che almeno lo Stato ci restituisca i canoni di concessione e i costi del Bando ? Per non parlare degli investimenti buttati al vento e al danno di immagine: centinaia di milioni di euro se estesi e tutti gli operatori. E infine, se noi andremo a casa e loro rimarranno lì, chi dormirà in veranda domani sera?”.

lp/AGIMEG

CONVOCAZIONE ASSEMBLEA ASSOCIATI A.GI.SCO.

CONVOCAZIONE ASSEMBLEA ASSOCIATI A.GI.SCO.

Nell'area riservata del sito www.assoagisco.it, sezione Politiche e Comunicazioni, è stata pubblicata la circolare 2010714 del 05/12/2014 avente ad oggetto "Convocazione Assemblea Associati", che si riproduce di seguito.


Il Consiglio Nazionale A.GI.SCO., nella seduta del 26 novembre 2014 ha deliberato la convocazione dell’Assemblea degli Associati, che, ai sensi dell’art. 10, comma 4 dello Statuto, è fissata in prima convocazione il giorno mercoledì 17 dicembre 2014 alle ore 10.00 in (00186) Roma Largo Arenula, 34 presso la sede dell’Associazione ed, occorrendo, in seconda convocazione il giorno

GIOVEDI’ 18 DICEMBRE 2014 ALLE ORE 10.30

Piazza Giuseppe Gioacchino Belli, 2 (00153) ROMA

presso la Sala Orlando di Confcommercio,

per discutere e deliberare, dopo la relazione del Presidente, sul seguente

O R D I N E  D E L   G I O R N O

  1. Piano strategico dell’Associazione per il 2015;
  2. Operazione Lodi e Minimi: aggiornamento trattative con Agenzia Dogane e Monopoli;
  3. Rendiconto economico e finanziario anno 2013: proposta di approvazione;
  4. Budget preventivo anno 2015;
  5. Elezione organi Associativi: elezione di un membro del Consiglio Nazionale.

Stante la quantità e l’importanza degli argomenti trattati s’invitano tutti gli Associati ad essere presenti in Assemblea; ove non possibile la presenza diretta si  rammenta  che  è  possibile  la  presenza  in  Assemblea anche mediante conferimento di delega ad altro Associato, che sia allega in traccia alla presente.

Si prega la massima puntualità.

A.GI.SCO.

Il Presidente

Dott. Francesco Ginestra

La presente convocazione è resa disponibile a tutti gli Associati sul sito web associativo www.assoagisco.it ed è inviata a mezzo posta elettronica agli Associati che hanno fornito gli indirizzi mail alla Segreteria mediante la  compilazione dell’Anagrafica Associativa.

CIRCOLARE – 2009914 – 2014.11.07 – Comunicazione – Palinsesti Complementari SNAI SPA aggiornamento 3

CIRCOLARE – 2009914 – 2014.11.07 – Comunicazione – Palinsesti Complementari SNAI SPA aggiornamento 3

2009914 – 2014.11.07 – Comunicazione – Allegato

COMUNICAZIONE DI INTERESSE DEI SOLI CONCESSIONARI

SERVIZIO SNAI PALINSESTI COMPLEMENTARI

TERZO AGGIORNAMENTO

ATTENDERE INDICAZIONI DI AGISCO PRIMA DI FIRMARE

EVENTUALI MODIFICHE O INTEGRAZIONI DEL CONTRATTO  1.20%

 

Gentile Associato Concessionario,

La presente per informare che SNAI non si è ancora resa disponibile a un confronto con AGISCO sulla questione dei “Palinsesti Complementari”, limitandosi a definire nella nota che s’invia in allegato, le nostre legittime richieste come un “incomprensibile e sinceramente inaccettabile atteggiamento di contrapposizione frontale”.

Il confronto richiesto nell’interesse degli Associati Concessionari è necessario per comprendere le ragioni della richiesta di SNAI di ottenere una remunerazione aggiuntiva per la fornitura del servizio “Complementari Plus”, poiché il contratto già prevede la remunerazione sulla base del movimento raccolto dai clienti.

Il fatto, inoltre, che SNAI abbia asseverato come “Complementari” avvenimenti già presenti nel Palinsesto Ordinario di ADM fa temere che SNAI possa trasferire parte o tutto il gioco dal Palinsesto Ordinario a quello Complementare, utilizzando ciò per proprio vantaggio al fine di raggiungere il proprio massimo profitto a scapito delle esigenze dei Concessionari propri clienti.

Ciò premesso si rinnova l’invito ad attendere la verifica da parte di AGISCO degli eventuali accordi commerciali sottoposti da SNAI.

Va inoltre evidenziato quanto segue:

ASSEVERAMENTO DEI PALINSESTI COMPLEMENTARI

  • SNAI ha reso disponibile solo dal 4 novembre la documentazione indispensabile ai Concessionari per la obbligatoria procedura di preventiva autorizzazione da parte di ADM alla raccolta di gioco sui “Complementari” (cosiddetto “Asseveramento”), dopo una serie di invii errati da parte di SNAI dei documenti;
  • La richiesta di alcuni Concessionari di delegare a SNAI questa pratica non è stata accolta, anzi SNAI ha più volte ribadito che l’Asseveramento debba essere fatto solo dai Concessionari; a tal fine si evidenzia che altri Provider, previa autorizzazione dei Concessionari, effettuano agevolmente e gratuitamente questa procedura;

GESTIONE DEI PALINSESTI COMPLEMENTARI SULLA CONSOLLE SNAI “MYWEB”

  • SNAI ha abilitato il “MyWeb” alla gestione dei “Complementari” dal 20 ottobre in modalità manuale e solo dal 3 novembre in maniera automatica, con il servizio denominato “Complementari Plus”, che nelle intenzioni di SNAI dovrebbe divenire a pagamento dopo il 24 novembre, secondo condizioni economiche non annunciate da SNAI.

Tutto ciò comporta che i Concessionari clienti di SNAI continuano a subire ingenti danni economici e di immagine, per i quali la Società dovrà prendere una posizione chiara.

Seguirà aggiornamento.

Un cordiale saluto.

La Segreteria Agisco

 

RASSEGNA STAMPA – AGIPRONEWS – Legge di stabilità, ‘Obiettivo 2016’ e nuovo bando: tre domande a John Whittaker (Stanleybet) e Paolo Tavarelli (Sks365)

RASSEGNA STAMPA – AGIPRONEWS – Legge di stabilità, ‘Obiettivo 2016’ e nuovo bando: tre domande a John Whittaker (Stanleybet) e Paolo Tavarelli (Sks365)

Legge di stabilità, ‘Obiettivo 2016’e nuovo bando: tre domande a John Whittaker (Stanleybet) e Paolo Tavarelli (Sks365)

Abbiamo posto a tre storici operatori internazionali – Stanleybet, Sks365, Goldbet – che, non è una novità, operano in Italia privi di concessione statale, tre domande ‘secche’ su quanto sta accadendo attorno e all’interno del mondo del gioco in Italia.

Dalle misure contenute nella legge di stabilità – che prevedono per i centri trasmissione dati un’imposta dell’8 per cento sul triplo della raccolta media realizzata dai concessionari – alla rivoluzionaria proposta di ‘Obiettivo 2016’, che auspica una sola rete di scommesse per i marchi autorizzati e non, fino alle strategie per l’atteso riordino del gaming italiano previsto per il 2016.

Il Ceo di Stanleybet John Whittaker e il chairman Paolo Tavarelli di Sks365 hanno deciso di esprimere la propria opinione, i vertici di Goldbet hanno invece preferito, almeno in questa fase, non commentare.

Qual è la sua opinione sulle misure contenute nella legge di stabilità 2015?

John Whittaker (Ceo Stanleybet): “E’ l’inizio di una nuova guerra, ma questa volta non sarà a senso unico. Le norme coercitive contro i Ctd sono norme discriminatorie, punitive, non proporzionali e saranno tutte disapplicate dai tribunali. Notificheremo ad Aams ed ad altri enti il nostro punto di vista. Ognuno dovrà, come sempre, fare il suo dovere, ma anche, da adesso in poi, assumersene le responsabilità conseguenti. Il tempo del funzionario pubblico che procura danni e la fa franca è cessato, in Italia, quantomeno nel settore del gioco”.

Paolo Tavarelli (presidente di SKS365 Group): “Riteniamo che tutti gli attori si siano espressi, in un senso o nell’altro, evidenziando i pericoli presenti in questa legge. Il Governo del cambiamento ha voluto rivedere la materia dei giochi sottoponendola a una revisione più che altro fiscale. Ma è indubbio come le limitazioni alla vincita, le considerazioni stesse sui Ctd, il palinsesto imposto, siano tutti segnali inviati in un’unica direzione che merita ulteriori e importanti approfondimenti. Ma è evidente come per questa legge sia possibile intravedere un futuro presso la Corte di Giustizia Europea”.

Maurizio Ughi, con l’iniziativa “Obiettivo 2016”, chiede al Governo che si arrivi ad una sola rete, senza i due attuali canali di raccolta e con regole e norme uguali per tutti. Cosa ne pensa?

Whittaker: “Lodevole intento ma intanto, mentre Ughi convoca riunioni, Ginestra si scaglia contro i Ctd. L’obiettivo di una sola rete è condivisibile, ma ci si arriva solo riconoscendo le discriminazioni subite dai Ctd, non tendendo la mano sinistra e attaccandoli con la mano destra. Altrimenti è solo propaganda”.

Tavarelli: “Abbiamo cercato più volte il confronto, proponendo e studiando oggettivamente il sistema senza mai ottenere una risposta reale dagli interlocutori istituzionali. E più volte abbiamo voluto porre l’accento sul ruolo fondamentale dei gestori dei Ctd. Ci auguriamo ora che la proposta portata avanti da Ughi, che conosciamo solo a livello superficiale per quanto riportato dai media, possa rappresentare un punto di incontro tra tutti gli attori. Ma non scordiamo che proprio da Snai sono partiti negli anni pesanti attacchi nei confronti dei Ctd commercialmente collegati a Sks365 tramite il brand PlanetWin365. Ad ogni modo è sicuro che il 2016 dovrà rappresentare uno spartiacque, una svolta tra una politica di chiusura e l’apertura al concetto stesso di iniziativa privata. Le variabili per raggiungere un punto di incontro tra le parti sono numerose, dal controllo tecnico alla definizione del palinsesto, dalla tassazione alla presenza dei Ctd. Lo scontro di questi anni ha portato, oggettivamente, a un indebolimento strutturale, morale e giuridico della rete italiana. Proseguire così, senza trovare un accordo con le volontà dei consumatori avrebbe soltanto ulteriori ripercussioni sul sistema. A chi conviene?”.

Nelle attuali condizioni di mercato, la sua società parteciperà al riordino del 2016?

Whittaker: “Occorrono due requisiti: il primo è che tutti i dirigenti Stanley siano, in tempo utile, privi di qualsiasi squalificazione soggettiva, e – in secondo luogo – che siano previste clausole di salvaguardia, riservate ai Ctd, che abbiano carattere riparatorio per le discriminazioni subite in quindici anni di sistema concessorio illegale nelle sue modalità di realizzazione”.

Tavarelli: “Al momento, e tenendo presente le indicazioni presenti nella legge di stabilità, è difficile prevedere un avvicinamento tra le parti utili a consentire l’ingresso di importanti operatori sul mercato. SKS365 ha acquistato un diritto fisico per il brand PlanetWin365, proprio per testare direttamente il mercato, valutando tutte le sue componenti. Dal consumatore al prodotto all’interfaccia tecnica. Stiamo verificando tutti gli ingranaggi del sistema proprio per meglio comprenderne il funzionamento. La volontà quindi esiste, ma è indubbio come debbano essere poi i numeri a giustificare eventuali scelte commerciali. Al momento è quindi prematuro esprimerci sul 2016. Ma se le discriminazioni proseguiranno, se si continuerà a confondere l’operatore europeo con l’operatore illegale, se si continuerà a bloccare il mercato, sarà difficile trovare una soluzione che cambi lo scenario. L’attuale sistema protegge, infatti, posizioni storicamente acquisite a danno del consumatore”.  NT/Agipro

www.agipronews.it | agipro@agipro.it

CIRCOLARE: 2009714 – 2014.10.31 – Comunicazione – Palinsesti Complemetari SNAI SPA aggiornamento 2

CIRCOLARE: 2009714 – 2014.10.31 – Comunicazione – Palinsesti Complemetari SNAI SPA aggiornamento 2

COMUNICAZIONE DI INTERESSE DEI SOLI CONCESSIONARI

SERVIZIO SNAI PALINSESTI COMPLEMENTARI

SECONDO AGGIORNAMENTO

ATTENDERE INDICAZIONI DI AGISCO PRIMA DI FIRMARE

EVENTUALI MODIFICHE DEL CONTRATTO

Gentile Associato Concessionario,

Ad integrazione della precedente nota A.GI.SCO. n. 2009614 inviata poco fa, La presente per informare che nel frattempo è giunta ai Concessionari Associati una nuova comunicazione da parte di SNAI (n. 1016114 del 31/10/14) con la quale la Società informa che il servizio denominato “Complementari Plus” sarà attivo dal 3 novembre e fino al 24 novembre in maniera gratuita, per poi diventare a pagamento a fronte di una offerta commerciale ancora non nota.

Nel rinnovare comunque il suggerimento di non sottoscrivere alcun accordo commerciale per questo servizio prima che SNAI l’abbia discusso con l’Associazione, evidenziamo che resta in essere la problematica dell’”asseveramento” dei palinsesti complementari nell’area riservata del sito ADM.

Nella comunicazione odierna SNAI ribadisce che la procedura di “asseveramento” resta ad esclusivo carico del concessionario, senza però fornire il dettaglio degli avvenimenti e delle scommesse già asseverate da SNAI; la mancanza di questa informazione e la mancata fornitura di tutta la documentazione necessaria (riferita ad ogni singolo avvenimento degli sport da “asseverare”) rende impossibile al Concessionario di poter adempiere a questa pratica.

E’ pertanto necessario che ogni Concessionario indipendente che usa SNAI come provider interessato ad asseverare i palinsesti complementari invii – dalla propria PEC aziendale alla PEC SNAI snaispa@onpec.it – la richiesta di ricevere con urgenza tutta la documentazione riferita all’intero palinsesto complementare già asseverato da SNAI, richiedendo anche l’invio delle istruzioni precise e dettagliate per espletare questa operazione, evidenziando che la mancanza di detta documentazione rende impossibile di usufruire di questo importante prodotto di gioco, con conseguenti danni economici e di immagine che saranno reclamati a SNAI.

Seguirà aggiornamento. 

Un cordiale saluto.

La Segreteria Agisco

CIRCOLARE: 2009614 – 2014.10.31 – Comunicazione – Palinsesti Complemetari SNAI SPA – Aggiornamento

CIRCOLARE: 2009614 – 2014.10.31 – Comunicazione – Palinsesti Complemetari SNAI SPA – Aggiornamento

COMUNICAZIONE DI INTERESSE DEI SOLI CONCESSIONARI

SERVIZIO SNAI PALINSESTI COMPLEMENTARI

AGGIORNAMENTO

ATTENDERE INDICAZIONI DI AGISCO PRIMA DI FIRMARE

EVENTUALI MODIFICHE DEL CONTRATTO

 

Gentile Associato Concessionario,

La presente per informare che SNAI S.p.A. non ha ancora reso noto i dettagli dell'offerta denominata "complementari plus" né fornito indicazioni in merito all'eventuale costo aggiuntivo da sostenere per fornire il servizio.

Di contro SNAI ha ribadito che le procedure necessarie per l'approvazione dei palinsesti complementari sul sito ADM (cd. "Asseverazione") devono essere effettuate dai singoli concessionari ma la Società non sta agevolando l'espletamento della pratica, né fornisce il dettaglio degli avvenimenti e delle scommesse già asseverate.

Di fatto perdura a tutt'oggi l'impossibilità per i clienti SNAI di usufruire di questo importante prodotto di gioco. 

Come indicato nella precedente circolare sull'argomento, rinnoviamo il suggerimento di

NON PROCEDERE ALLA SOTTOSCRIZIONE DI ALCUN ACCORDO PRIMA CHE SNAI ABBIA DISCUSSO CON L'ASSOCIAZIONE L'OFFERTA, I COSTI E LE PROCEDURE.

Seguirà aggiornamento. 

Un cordiale saluto.

La Segreteria Agisco

 

CIRCOLARE: 2009514 – 2014.10.28 – Comunicazione – Palinsesti Complemetari SNAI SPA

CIRCOLARE: 2009514 – 2014.10.28 – Comunicazione – Palinsesti Complemetari SNAI SPA

COMUNICAZIONE DI INTERESSE DEI SOLI CONCESSIONARI

SERVIZIO SNAI PALINSESTI COMPLEMENTARI

ATTENDERE INDICAZIONI DI AGISCO PRIMA DI FIRMARE EVENTUALI MODIFICHE DEL CONTRATTO

 

Gentile Associato Concessionario,

come noto SNAI S.p.A. non sta fornendo ai propri Clienti Concessionari , il servizio necessario all’accettazione del gioco sui cd. “Palinsesti Complementari” , recando un grave danno economico e di immagine ai Punti SNAI che si avvalgono di SNAI S.p.A.  come Service provider.

Solo dallo scorso 20 ottobre, infatti, la consolle di gioco denominata “My.Web” è stata abilitata alla gestione dei suddetti palinsesti, ma in una formulazione che rende – di fatto – impossibile l’attivazione del servizio, stante la certosina abilità e la lunghezza dei tempi necessari ad effettuare la procedura.

In questi giorni la Società ha diffuso l’informazione che dal prossimo 3 novembre sarà disponibile un nuovo servizio per rendere automatizzata la procedura, annunciando che questo servizio sarà a pagamento, senza però specificare i costi da sostenere.

Poiché numerosi Associati Concessionari hanno chiesto all’Associazione di trattare con SNAI il contenuto dell’eventuale nuovo accordo, abbiamo inviato a SNAI due formali comunicazioni (che si allegano alla presente), chiedendo un incontro urgente.

SI SUGGERISCE PERTANTO DI NON SOTTOSCRIVERE ALCUN NUOVO ACCORDO DI NATURA ECONOMICA NE’ EVENTUALI MODIFICHE/ INTEGRAZIONI DELL’ATTUALE CONTRATTO

fintanto SNAI non fornirà all’Associazione i chiarimenti richiesti per le vie brevi e con le formali comunicazioni inviate il 23 ed il 28 ottobre 2014.

Seguirà aggiornamento.

Un cordiale saluto.

La Segreteria Agisco

2009514 – 2014.10.28 – Comunicazione – Palinsesti Complemetari SNAI SPA

2009514 – 2014.10.28 – Comunicazione – All. 1 – Nota Agisco prot. 2111_2014

2009514 – 2014.10.28 – Comunicazione – All. 2 – Nota Agisco prot. 2113_2014

 

RASSEGNA STAMPA – AGIPRONEWS – RACCOLTA LANCI SU BANDO 2000 CONCESSIONI ALLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA – AGGIORNATO

RASSEGNA STAMPA – AGIPRONEWS – RACCOLTA LANCI SU BANDO 2000 CONCESSIONI ALLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA – AGGIORNATO

21/10/2014 Ore 20:24 – Bando 2000 agenzie in Corte Ue, previsti gli interventi di Stanleybet, Commissione Ue, Italia, Belgio e di tre parti private

LUSSEMBURGO – Sono otto gli interventi previsti nell`udienza che si terra` domani presso la Corte di Giustizia Europea a seguito del ricorso di Stanleybet contro il bando di gara per le 2000 agenzie di scommesse. Parleranno I rappresentanti di Stanleybet International (Agnello), Stanleybet Malta (Jacchia), Commissione Europea, Governo italiano, Governo belga e di tre parti private. Non si tratta, in ogni caso, di bookmaker comunitari che hanno impugnato il bando di gara dei Monopoli di Stato.NT/Agipro

 22/10/2014 Ore 09:15 – Corte Ue: si decide su bando scommesse da 70 milioni di euro

ROMA – Oltre 70 milioni di euro, rispetto ai 22 previsti dal Governo: è quanto ha portato nelle casse dello Stato il bando per 2000 punti scommesse, su cui oggi la Corte di Giustizia Europea è chiamata a esprimere un giudizio. I punti di gioco del bando sono stati assegnati dall`Agenzia delle Dogane e dei Monopoli a maggio del 2013, ma da subito sono partiti i ricorsi per bloccarlo: proprio da uno di questi – presentato da Stanleybet in Consiglio di Stato – è arrivato il rinvio in Corte di Giustizia. Rinvii simili sono poi arrivati da altri tribunali – da quelli amministrativi, fino alla Cassazione – relativi anche ai ricorsi di altri operatori. Il rinvio non ha bloccato il bando, ma la Corte Ue dovrà valutare se il termine per le concessioni fissato al giugno del 2016 sia rispettoso della sentenza della Corte di Giustizia Costa-Cifone del febbraio 2012 e se sia legittima una durata delle licenze inferiore a quella stabilita dal ministero dell`Economia nelle gare svolte in precedenza. Si tratta della sesta volta che il sistema delle scommesse italiano finisce sotto esame in Corte di Giustizia: oggi è l`ennesima tappa della lunga battaglia legale fra lo Stato italiano e gli operatori che operano in Italia senza la concessione del Ministero delle Finanze. Secondo un recente censimento, in Italia sono circa 7 mila i punti collegati con operatori esteri non autorizzati. Nella recente legge di stabilità del Governo Renzi, è contenuta una stretta decisa sui punti collegati a operatori non autorizzati: fra le misure antievasione il Governo ha previsto che i titolari dei punti paghino un conto salato, pari all`aliquota massima prevista per i punti regolari (l`8%) calcolata sul triplo della raccolta media provinciale. In sostanza aprire un ctd a Milano costerebbe 100 mila euro all`anno, secondo proiezioni Agipronews su dati dei Monopoli di Stato relativi al 2013, mentre Roma la spesa per ciascun punto sarebbe di 88 mila euro, a Napoli il “conto“ sarebbe pari a 90 mila euro.  PG/Agipro

22/10/2014 Ore 09:52 – Bando 2000 alla Corte Ue: iniziata l`udienza davanti ai giudici comunitari, anche Italo Volpe (Adm) in aula

LUSSEMBURGO – E` iniziata da pochi minuti l`udienza pubblica presso la Corte di Giustizia del Lussemburgo, nella quale si discuterà il tema della conformità al diritto comunitario della gara dei Monopoli di Stato per il rilascio di 2000 concessioni – della durata ridotta di 40 mesi – ad altrettante agenzie di scommesse. E` presente in aula, accanto all`avvocato dello Stato, anche il direttore dell`ufficio normativa dell`Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Italo Volpe. Secondo quanto si apprende, è stato invertito l`ordine degli interventi dei legali Stanleybet: aprirà Roberto Jacchia, che prenderà la parola prima di Daniela Agnello.  NT/Agipro

 22/10/2014 Ore 09:58 – Bando 2000 agenzie alla Cge, Jacchia (avv. Stanleybet Malta): “Concessioni allineate al 2016 per motivi economici in contrasto con giurisprudenza Ue“

LUSSEMBURGO – “L`esigenza dell`allineamento della scadenza di tutte le concessioni all`anno 2016 ha natura meramente economica e organizzativa, e perciò non risponde, secondo la giurisprudenza della Corte di Giustizia, ad un motivo imperativo di interesse generale. Tale esigenza non è, di conseguenza, idonea a giustificare la discriminazione dei nuovi aggiudicatari e potenziali aggiudicatari delle concessioni del 2012 nei confronti di quelli preesistenti, che l`asimmetria di durata inevitabilmente comporta. La restrizione sarà ancor meno giustificata, se a subirla sono dei soggetti già discriminati da precedenti violazioni del diritto dell`Unione, già accertate da precedenti sentenze della Corte“. Lo ha affermato Roberto Jacchia, legale di Stanleybet Malta, nel corso dell`udienza pubblica presso la Corte di Giustizia in corso a Lussemburgo e che affronta il tema della conformità al diritto comunitario della gara dei Monopoli di Stato per il rilascio di 2000 concessioni – della durata ridotta di 40 mesi – ad altrettante agenzie di scommesse. Jacchia ha anche risposto alle osservazioni del Governo italiano, sottolineando che la finalità di riallineare la scadenza delle concessioni delle scommesse presenta natura economica, in quanto “è destinata a consentire di rimettere a gara contemporaneamente, e perciò più efficacemente, la totalità delle concessioni dopo il 2016 ed ha evitato l`onere degli indennizzi dovuti ai vecchi concessionari se si fosse seguita la strada di porre anticipatamente fine alle vecchie concessioni, rinnovarle e riallineare la loro nuova durata con quella delle nuove concessioni del 2012 per un uguale congruo termine“. In ogni caso, conclude Jacchia, è chiaro “l`obiettivo organizzativo di evitare aggravi amministrativi e di agevolare la gestione delle concessioni. Siamo, dunque, di fronte a ragioni che, secondo la giurisprudenza della Corte di Giustizia, non ricadono nei motivi imperativi di interesse generale“. NT/Agipro

 22/10/2014 Ore 10:18 – Bando 2000 agenzie in Corte Ue, Agnello (avv. Stanleybet): “Gara ha rafforzato privilegi dei concessionari storici“

LUSSEMBURGO – L`allineamento delle concessioni non può giustificare restrizioni alle libertà fondamentali perché viola il principio di parità di trattamento tra gli operatori, impedisce di rimediare alle discriminazioni subite negli ultimi 15 anni e rafforza I privilegi concorrenziali ottenuti dai concessionari nazionali. E` quanto ha affermato l`avvocato Daniela Agnello, legale di Stanleybet International, nel corso dell`udienza pubblica presso la Corte di Giustizia in corso a Lussemburgo e che affronta il tema della conformità al diritto comunitario della gara dei Monopoli di Stato per il rilascio di 2000 concessioni – della durata ridotta di 40 mesi – ad altrettante agenzie di scommesse. “Dietro l`allineamento delle licenze si nasconde in realtà la protezione dei concessionari storici“, ha affermato ancora la Agnello, che hanno “ottenuto il diritto ad operare con la gara Coni del 1999, dichiarata contraria al diritto Ue dalle sentenze Gambelli e Placanica, e ulteriori indebiti vantaggi con la gara Bersani del 2006“. Tutto cio` incide sulla qualita` dei servizi resi dai nuovi entranti, rendendo meno attraente la loro offerta: “Si crea così una sperequazione competitiva dei nuovi rispetto ai concessionari già presenti sul mercato, che hanno avuto 13 o 9 anni per realizzare I loro ammortamenti“. La nuova gara, ha aggiunto l`avvocato di Stanleybet International, non ha rimediato alle discriminazioni e non si è adeguata ai principi della sentenza Costa-Cifone, come era stato dichiarato dal legislatore italiano: “In particolare la nuova procedura ha mantenuto le ipotesi di decadenza e incameramento della cauzione già censurate dalla Corte Ue anche sotto il profilo dell`incertezza del diritto“. Secondo Stanleybet, infine, il disegno di legge di Stabilità del 2015 prevede ulteriori misure sul piano fiscale e introduce “nuove misure discriminatorie“ destinate ad aprire una nuova stagione di contenzioso comunitario e nazionale. NT/Agipro

 22/10/2014 Ore 10:57 – Bando 2000 agenzie in Corte Ue, Governo italiano: “Finora solo vantaggi per Stanleybet, gara aperta con numerosi partecipanti esteri“

LUSSEMBURGO – Il gruppo Stanley ha potuto godere – per effetto della lamentata discriminazione – di condizioni concorrenziali vantaggiose, che ha potuto sfruttare offrendo migliori condizioni ai propri clienti. Il fatto che la limitata durata delle concessioni non renderebbe remunerativo l`investimento per garantire il servizio appare smentito dalla partecipazione alla gara da parte di numerosi gruppi anche non italiani. Il Governo italiano  – attraverso le parole dell`avvocato dello Stato, Sergio Fiorentino –  difende la gara dei Monopoli di Stato per il rilascio di 2000 concessioni – della durata ridotta di 40 mesi – ad altrettante agenzie di scommesse, nel corso dell`udienza pubblica presso la Corte di Giustizia in corso a Lussemburgo. “Gli investimenti iniziali sono tutt`altro che proibitivi e comunque tali da essere remunerati nel`arco di un quadriennio. Poi, non è chiaro quale possa essere il vantaggio accordato ai precedenti concessionari, anzi Stanleybet opera già sul mercato italiano e dispone di esercizi affiliati dotati di mezzi telematici, di schermi televisivi, e di schermi per il virtual gaming: chi dispone di questa rete potrebbe utilizzarla nell`attività oggetto di concessione avendo già ammortizzato gli asset in questione“. NT/Agipro

22/10/2014 Ore 10:59 – Bando 2000 agenzie in Corte Ue, Governo italiano: “Allineamento concessioni consente collocazione di tutti I diritti nel 2016“

LUSSEMBURGO – Per quanto concerne la durata della concessione, il Governo sostiene – attraverso le parole dell`avvocato dello Stato, Sergio Fiorentino – che sia più agevole ed economico gestire licenze che scadono contemporanemente (il 30 giugno 2016, ndr): sarà così possibile ricollocare contemporaneamente tutti I diritti messi a gara, garantendo una più corretta concorrenza tra gli offerenti. Inoltre conclude, “gli oneri a carico dei concessionari sono stati ridotti notevolmente, consentendo una larghissima partecipazione alla gara Monti“. NT/Agipro 

***

22/10/2014 Ore 11:35 – Bando 2000 agenzie in Corte Ue, Comm. Europea: “Limite eccessivo a durata della concessione rende impossibile accesso al mercato“ (1)

LUSSEMBURGO – “Un limite di durata che escluda in partenza la possibilità di recupero degli investimenti necessari costituisce un deterrente all`ingresso dei nuovi operatori tale da rendere impossibile o eccessivamente difficile l`esercizio della libertà di stabilimento e di prestazione di servizi: esso priva gli esclusi di uno strumento indispensabile per entrare nel mercato delle scommesse“. E` quanto ha sostenuto Elisabetta Montaguti, in rappresentanza della Commissione Europea, nel corso dell`udienza pubblica presso la Corte di Giustizia in corso a Lussemburgo e che affronta il tema della conformità al diritto comunitario della gara dei Monopoli di Stato per il rilascio di 2000 concessioni – della durata ridotta di 40 mesi – ad altrettante agenzie di scommesse. Le gare devono offrire, secondo il Governo dell`Europa, una possibilità reale di accesso ed esercizio dell`attività economica agli operatori “illegalmente esclusi, così come nella gara precedente ne è stata offerta una agli operatori che hanno potuto partecipare“.  (SEGUE)

22/10/2014 Ore 11:37 – Bando 2000 agenzie in Corte Ue, Comm. Europea: “Limite eccessivo a durata della concessione rende impossibile accesso al mercato“ (2)

LUSSEMBURGO – D`altro canto, “nell`ambito delle concessioni non vi è obbligo di garantire la copertura di costi e investimenti sostenuti: al concessionario si trasferisce anche il rischio economico dell`attività“, a patto che si consenta di “ammortizzare gli investimenti necessari e di ottenere un profitto ragionevole“. A proposito del riordino del settore, previsto nel 2016, la Commissione Europea considera che quest`ultimo – ove si dovesse intendere come strumento di convenienza organizzativa delle amministrazioni competenti – non potrebbe costituire una valida giustificazione di misure restrittive di libertà attribuite dal Trattato e conclude che il nuovo regime “deve perseguire obiettivi legittimi di interesse generale e garantire nel suo complesso il rispetto dei principi di equivalenza e effettività“, lasciando giudice nazionale le relative valutazioni sull`applicazione concreta. NT/Agipro

22/10/2014 Ore 14:40 – Bando 2000 agenzie in Corte Ue, Whittaker (Ceo Stanleybet):“Corte indichi modo per inserirci nel mercato regolato italiano“

LUSSEMBURGO – “C`è un interesse comune a risolvere i problemi: spero che la Corte emetta una sentenza di alto profilo, che indichi la via per l`inserimento di Stanleybet nel mercato regolato italiano“ E` il commento a margine dell`udienza alla Corte di Giustizia Ue di John Whittaker, Ceo di Stanleybet. “L`impressione è che ci sia la volontà di Stanleybet e degli altri concessionari storici di esprimere un forte grido di dolore per le conseguenze della violazione della normativa comunitaria, che ha un`influenza non solo su stanleybet ma anche sui concessionari“, ha spiegato. NT/Agipro

22/10/2014 Ore 15:34 – Bando 2000, Fratini (avv. Snai spa): “Legittima gara con concessioni più brevi“

LUSSEMBURGO – La durata più limitata delle concessioni scommesse messe a gara nel 2013 “rientra a pieno titolo nella discrezionalità riconosciuta agli Stati membri nella sentenza Placanica“. E` quanto spiega ad Agipronews Alessandra Fratini, legale che nell`udienza alla Corte di Giustizia Ue ha rappresentato Snai spa. “La gara aveva criteri noti in anticipo ed era aperta a tutti, anche a condizioni meno onerose di quelle precedenti – ha aggiunto Fratini – Stanleybet non è un nuovo operatore, è in Italia da almeno 15 anni senza rispettare le norme di esercizio delle concessioni“. La gara, inoltre, è stata fatta per una precisa scelta del Governo “non di carattere organizzativo, ma di riordino del sistema: una scadenza differenziata dei diversi gruppi di concessioni avrebbe reso difficile la gestione del comparto e un eventuale cambio di strategia sul gioco pubblico“.  Allo scadere delle attuali concessioni “le stesse saranno rimesse sul mercato garantendo piena concorrenza a tutti – conclude Fratini – l`esigenza di riordino e riallineamento delle concessioni risponde a un motivo imperativo di interesse generale“. NT/Agipro

22/10/2014 Ore 15:43 – Bando 2000, Fraccastoro (avv. Lottomatica): “Concessionari dello Stato i veri discriminati“

LUSSEMBURGO – La vera discriminazione nel settore scommesse in Italia “è per i concessionari autorizzati dallo Stato“. E` quanto dice Giorgio Fraccastoro, legale che nell`udienza alla Corte di Giustizia Ue ha rappresentato il gruppo Lottomatica Gtech. “Stanleybet sembra godere di un bonus illimitato rispetto ai concessionari storici – aggiunge Fraccastoro – non versa imposte, non dichiara redditi in Italia, non presenta certificazioni antimafia, non è tenuta a rispettare le norme antiriciclaggio, non ha obbligo di rispetto del palinsesto. Inoltre non è soggetta alla scure dello Stato sul match fixing, oltre a non dover affrontare le fortissime limitazioni alle attività imposte dagli enti locali agli operatori“. “Alla gara del 2013 hanno partecipato 119 operatori che hanno presentato 2900 offerte, a testimonianza della bontà della procedura – dice ancora il legale – nella nuova Direttiva Concessioni 23/2014 l`Europa dice che la durata è a discrezione degli Stati Membri e che sono le concessioni troppo lunghe a limitare la concorrenza, non quelle troppo corte. Stanleybet ha operato per 15 anni in Italia con il privilegio che i Ctd sono stati sottratti ai controlli di ordine pubblico. Stanleybet non ha alcuno svantaggio competitivo, piuttosto sono i concessionari a essere discriminati“. Fraccastoro ha sottolineato come le condizioni per la gara del 2013 fossero assai più favorevoli “con una base d`asta ridotta, nessun limite di concentrazione, cauzioni più basse e requisiti tecnici dei punti meno stringenti, oltre a consentire la gestione del virtual betting“. NT/Agipro

22/10/2014 Ore 17:16 – Bando 2000, Lauteri (avv. Sisal): “Riallineamento concessioni garantirà concorrenza“

ROMA – Il riallineamento delle concessioni scommesse garantirà un mercato concorrenziale e uniforme. E` quanto ritiene Annalisa Lauteri, legale che ha rappresentato Sisal nel corso dell`udienza di oggi in Corte di Giustizia Europea. Negli anni “il quadro regolatorio è cambiato per adeguarsi alla normativa comunitaria e al perseguimento di esigenze di interessi generali, come l`efficienza nel contrasto al gioco illegale, la tutela dell`ordine pubblico, la lotta alla ludopatia e alle infiltrazioni della criminalità organizzata“.  Obiettivi raggiunti “attraverso l`approvazione dell`articolo 14 della legge che delega al Governo il riordino la materia dei giochi, in questo contesto viene confermata l`opportunità del riallineamento delle scadenza delle concessioni. La nuova direttiva Ue punta proprio all`apertura dei mercati alla concorrenza e alla certezza giuridica attraverso l`uniformità delle concessioni“ dice ancora l`avvocato Lauteri, mentre la durata più breve “non restringe la libertà, visto che è prevista sulla base delle esigenze interne di uno Stato membro. La diffusione dei ctd – conclude il legale – dimostra che la ricorrente (Stanleybet, ndr) vuole proseguire la propria attività in questa inammissibile situazione, all`interno di un mercato parallelo e fuori dal controllo statale“. NT/Agipro

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RASSEGNA STAMPA – RACCOLTA DICHIARAZIONI SU FINANZIARIA 2015

RASSEGNA STAMPA – RACCOLTA DICHIARAZIONI SU FINANZIARIA 2015

AGIMEG – 16 ottobre 2014 – 14:22 – Scommesse, John Whittaker (ceo Stanleybet) “La legge di Stabilità rafforza i ctd perché contiene plateali ingiustizie che non reggeranno in tribunale”

Plateali ingiustizie contenute nella Legge di Stabilità. Con queste parole, John Whittaker, ceo di Stanleybet, definisce la manovra varata ieri sera dal Consiglio dei Ministri che contiene norme contro i Ctd. Dalle controversie con Aams all’iniziativa di Ughi “Obiettivo 2016″, passando per Confindustria, Whittaker traccia un panorama preciso del futuro dei Ctd nell’intervista rilasciata ad Agimeg.

Tassazione dei Ctd, censimento degli stessi, allineamento delle reti con e senza concessione: la politica e gli operatori italiani hanno lanciato l’attacco ai centri trasmissione dati. La politica non c’entra. Sono gli operatori italiani che, non riuscendo a capire il fenomeno, fomentano i politici alla approvazione di nuove norme punitive che saranno poi disapplicate dai tribunali. Naturalmente sia negli operatori italiani che nei politici da loro controllati c’è una sana dose di incompetenza. E’ un assalto alla diligenza in cui nessuno fa piu’ gli interessi dello Stato.

E’ una sorte di giro di vite sui CTD quello inserito nella manovra economica varata dal Governo. Come giudica la manovra? E’ la solita manovra in cui il legislatore non si è chiesto se riuscirà mai a incassare quelle cifre. Gli basta fare tabelle, basate su ricostruzioni numeriche completamente sbagliate per poi ottenere una previsione di gettito che diventa piu’ un sogno o una speranza che effettiva realtà. Il fenomeno dei CTD va prima di tutto capito se si vuole trovare la via per risolverlo. E dal 1998 che ogni legge di stabilità introduce qualcosa di nuovo, di tipo restrittivo contro i CTD. Risultato? I CTD aumentano anziché’ diminuire. Bisognerebbe che il Ministero dell’Economia capisse che per risolvere il problema dei CTD deve parlare con Stanley, non con Sisal, Lottomatica o – peggio – gli attuali rappresentanti di Confindustria nei giochi.

Come valuta Stanley l’applicazione di una imposta unica pari al triplo della media della raccolta effettuata nella provincia dove è ubicato l’esercizio di gioco? Grossolanamente discriminatoria e punitiva.

I ctd dovranno applicare la legge Antiriciclaggio, farsi riconoscere dalle Autorità di Pubblica Sicurezza ed avere un palinsesto uguale agli operatori con concessione. Stanley si adeguerà a queste richieste? I CTD Stanley gia’ applicano la normativa antiriciclaggio e sono tutti gia’ conosciuti dalle autorità di Pubblica Sicurezza. Per il palinsesto siamo lieti che la nuova legge, se questa è la forma in cui verrà approvata, darà la possibilita’ alla Stanley di dimostrare che il palinsesto controllato dallo Stato è una forma di discriminazione tra i diversi operatori perché’ mortifica la professionalità dei piu’ bravi. E veramente interesse dello Stato livellare i Concessionari al livello dei piu’ mediocri? Dimostreremo di no.

Maurizio Ughi, amministratore Unico della Snai Servizi oggi denominata “Obiettivo 2016” ha chiesto al Governo di arrivare alla definizione di una rete unica, senza privilegi per chi opera senza concessione. Pensa si possa arrivare a questo obiettivo e cosa pensa dell’iniziativa? L’iniziativa è buona nella forma e completamente sbagliata nella sua applicazione. In realtà Mr. Ughi, simpaticissimo, è un vero nemico dei CTD. Ma mentre li attacca in tutti i modi mostra un volto amichevole e vorrebbe organizzare riunioni con i CTD con l’obiettivo – evidente – di strumentalizzarli. Il mio consiglio è di stare alla larga. Il diavolo carezza e poi bastona, mai il viceversa.

In passato Stanley ed Aams sono stati vicini ad una soluzione delle controversia tra operatori con concessioni e quelli privi della stessa. Pensa siano maturi i tempi per risolvere l’annosa questione o è ancora tutto in alto mare? I vertici di AAMS sono colpevoli di atti ostili verso Stanley. La Stanley ha reagito e sta reagendo su vari fronti. Il nuovo procedimento penale contro Stanley per evasione fiscale, infondato, che ha avuto origine proprio in AAMS, in associazione con un funzionario infedele Stanley avrà gravi conseguenze. La Stanley non si limiterà a difendersi ma si servirà di tutti gli strumenti forniti dall’ordinamento per contrattaccare. Il procedimento diventerà con il tempo un procedimento contro il sistema stesso ed alcuni dei suoi attori. Il loro destino non è piu’ di poter essere parte della soluzione ma saranno sempre piu’ parte del problema.

C’è una forte spaccatura tra gli operatori privi di concessione italiana. Non sarebbe meglio adottare una linea di condotta comune nei confronti del mercato italiano? Si, in teoria. Ma in pratica si tratta di realtà molto diverse, con difficoltà quindi di trovare punti in comune.

Che succede nel 2016? Nulla. I CTD, oggi ancora non compresi dalle Autorità, continueranno a combattere per la loro sopravvivenza, ma continueranno ad espandersi. Il nuovo pacchetto fiscale, che sembra creare nuovi problemi, in realtà complessivamente rafforza i CTD, perché’ contiene plateali ingiustizie che non reggeranno in tribunale. E i concessionari storici continueranno a lamentarsi per la loro presenza. Oggi c’è però una novità: Stanley ha veramente perso la pazienza e con la sua straordinaria competenza attaccherà, anche proattivamente, chiunque avvierà atti ostili contro di lei o i suoi CTD. Chiedendo giustizia nei Tribunali e avviando poi aggressive e fondate richieste di risarcimento. Se non interviene il Ministro dell’Economia con un atto di saggezza, si prepara per tutti noi, Stanley, CTD, Concessionari e AAMS, un desolante scenario di guerra. ff/AGIMEG

 

AGIMEG – 16/10/14 – 17.12 – Legge di Stabilità, Giorgetti (Fi): “Norme sui giochi disastrose per l’Erario. Il miliardo alla fine andrà al settore illegale”

“Buona parte degli interventi sulla materia dei giochi contenuti nella legge di stabilità sono disastrosi. Il taglio dei premi e il conseguente aumento del Preu su slot e Vlt sono un favore all’illegalità. Lo stato non recupererà mai il miliardo di euro che spera di incassare con questo aumento di tassazione, anzi porterà il mercato legale in condizioni insostenibili, aprendo la strada al gioco illegale, abbattendo in questo modo le entrate erariali. Quel denaro finirà al settore illegale”.

E’ l’analisi “catastrofica” di Alberto Giorgetti (Fi), che a margine della Commissione Finanze ha commentato così ad Agimeg la legge di stabilità varata ieri sera dal Governo. “A cosa serve destinare 50 milioni di euro al contrasto alla ludopatia – prosegue Giorgetti – se poi si abbandonano i giocatori ad un mercato senza regole e senza sistemi di controllo. Perché se davvero dovesse essere messa in atto una norma simile, la rete pubblica sarà strangolata da un mercato che la vede assolutamente non competitiva rispetto a quella illegale”.
Non è tutto da buttare però secondo Giorgetti.  “E’ giusto puntare a recuperare gettito anche dai centri trasmissione dati collegati a operatori esteri che raccolgono scommesse senza una concessione rilasciata dallo Stato italiano. Un passo che come sottosegretario con delega ai giochi avevo già suggerito”. cz/AGIMEG

AGIMEG – 17/10/14 – 11.13 – Legge di Stabilità, Allara (Paddy Power): “Il Governo sta dando uno schiaffo al mercato legale”

 “Il Governo avrebbe deciso l’aumento del PREU, ovvero una misura che interviene drasticamente sul già bistrattato mercato delle slot. Sapete qual è il problema? Che la misura intaccherebbe il payout di queste macchine: in sostanza, meno soldi per i clienti. L’assioma per il quale il cliente stupido non se ne accorge vale ancora per questo mercato? Con la diabolica infiltrazione di totem collegati a siti .com che emulano in tutto e per tutto le slot “legali”, che diventano purtroppo illegali per molte amministrazioni pubbliche alle quali dovremmo somministrare più diottrie per riconoscere che esiste un problema di proliferazione del mercato illegale, la risposta è no”.

E’ l’accusa di Alessandro Allara, Direttore Comunicazione italiana, presso Paddy Power, che attraverso il suo blog personale ha commentato il possibile aumento del Preu del 4% per slot e vlt.

“Il cliente si accorgerà presto che queste macchine demoniache saranno diventate meno generose ed inizierà a guardarsi intorno. E, intorno, c’è grigio ovunque. Nonostante le mille parole spese a riguardo, siamo ancora il Paese in cui spuntano come funghi i movimenti #NoSlot, dove si diffondono le mode (politiche e giornalistiche) di aggressività contro il comparto. Siamo il Paese in cui, addirittura, chi conduce un business grigio sciopera e scende in piazza… e dove non si è mai vista una mobilitazione del popolo della “legalità” contro il business non regolato. Una macchina che sottrae gettito e risorse alla filiera legale. In fondo, nonostante ci sia un mercato regolato, controllato ed imitato a livello internazionale, è più facile attaccarlo e sognarne l’epilogo piuttosto che pensare, con un minimo di lungimiranza, che la domanda è forte e sarà assecondata, ad ogni costo. In assenza di prodotto legale, sarà il prodotto illegale a trionfare. E torneremo agli anni ’80″.

Allara prosegue nel suo attacco al governo. “Non posso che evidenziare come questa situazione sia lo specchio di una cultura politico economica che tende inesorabilmente al collettivismo… o per dirla alla nordica, tende al Socialismo Reale. Molti di voi ne saranno orgogliosi, ma la storia vi darà torto. Liberali? Dove sono? Mostratemene uno. Sento leader politici in piazza o in tv sbandierare l’esigenza di PIU’ STATO come se lo Stato potesse rispondere a tutto. Questa risposta è la chimera, il virus che si propaga offuscando il ragionamento di troppe persone. Questo Stato, che certo siamo noi (ma noi chi?), è in grado di riportare equilibrio laddove c’è caos, è in grado di riportare ricchezza laddove c’è miseria, è in grado di riportare relazione laddove c’è ostilità. Vero? Ma di cosa stiamo parlando? Non è forse il mercato a fare tutto ciò? Mercato R E G O L A T O ovviamente. Ma sempre mercato.

Purtroppo chi frequenta questo ambiente da tre lustri sa che lo Stato ha più volte tentato di infierire e poi è dovuto tornare sui suoi passi, aprendo al cambiamento. Il motivo è semplice: il cambiamento era la sola via per proteggere il gettito che sembra essere, in ultima analisi, l’unico aspetto di interesse “pubblico”. E non mi si venga a dire che interessa in primis il consumatore in quanto tale, perché se davvero volessimo intervenire sul tema del gioco responsabile è proprio nel mercato grigio che dovremmo andare a rovistare, cercando gli angoli bui in cui si annidano i giocatori problematici. Caro Governo, pur sapendo che sei in difficoltà e che i soldi non bastano mai, stai dimostrando che non c’è approccio liberale nelle tue scelte. E stai dimostrando che l’ipotesi di racimolare qualche milione in più di tasse ti ha condizionato a tal punto da accettare che questo mercato grigio, che già vale più di quello legale, si espanda ancora. Alla faccia della sicurezza, della legalità, della misura”. cz/AGIMEG

AGIMEG – 16/10/14 – 18.29 – Newslot e Vlt, Ruta (Pres. Gmatica): “La Legge di Stabilità ha destabilizzato gli operatori esteri”

 “Quello che succede in Italia, per quanto riguarda il settore del gioco, è troppo spesso poco comprensibile per gli investitori esteri – ha dichiarato ad Agimeg Massimo Ruta presidente di GMatica – l’ultima Legge di Stabilità ad esempio cambia di nuovo le carte in tavola, soprattutto per il mercato che ci vede maggiormente coinvolti quindi quello delle newslot e delle vlt e questo disorienta chi dall’estero ci guarda come possibile mercato sul quale investire.  Di questo passo l’Italia perderà appeal, investitori e quindi il mercato subirà una recessione”. lp/AGIMEG

AGIMEG – 17/10/14 – 13.17 – Agisco: “Finanziaria 2015 e Ctd, così si legittima per legge la doppia rete di raccolta”

Equiparare i CTD solo ad alcuni degli obblighi operativi che ha la rete legale non può “assicurare parità di condizioni competitive” fra la rete di Stato e quella dei CTD. Anche perché molte di queste norme sono state già previste da precedenti Leggi e, a quanto noto, non applicate o bloccate da contenziosi. Lo Stato italiano pensa davvero di risolvere così la sleale concorrenza che subiamo? Le misure normative introdotte si traducono tecnicamente in un riconoscimento della posizione giuridica dei CTD agevolando e rafforzando la tesi difensiva di questi ultimi – che trae spunto dalle sentenze della Corte di Giustizia Europea -sulla legittimità del servizio transfrontaliero nella raccolta di gioco in Italia. Si delinea così una legittimazione a livello nazionale di un doppio canale di raccolta: quello dei Concessionari dello Stato – che se non rispettano le regole incorrono in sanzioni gravi immediatamente efficaci – e quello dei CTD che se non rispettano le regole vanno incontro ad un contenzioso nazionale anche tributario dall’esito incerto per l’influenza inevitabile dei principi affermati dalla Corte di Giustizia Ue. Attendiamo di vedere se la norma sarà davvero emanata in questi termini e, soprattutto, se si riuscirà a metterla in pratica davvero. Vogliamo infine capire cosa farà il Governo con i decreti attuativi della Legge Delega, che devono mettere una parola definitiva all’esistenza di due reti parallele che operano in maniera estremamente squilibrata a favore dei soggetti fuori dal sistema concessori. mdc/AGIMEG

AGIPRONEWS – 16/10/2014 – 147.35  Legge di Stabilità, Ughi (Obiettivo 2016): "Interventi di comodo, ma per la rete scommesse i problemi restano"

ROMA – I provvedimenti inseriti nella prima bozza della legge di stabilità rappresentano un punto di passaggio, misure che di sicuro "fanno comodo" allo Stato ma non "rimuovono il problema della presenza di una doppia rete per le scommesse”. E’ quanto spiega ad Agipronews Maurizio Ughi, amministratore unico di “Obiettivo 2016”, già Snai Servizi Srl. “Il nostro motto rimane una scommessa uguale per tutti. Mi auguro che le nuove sanzioni servano ad accelerare il percorso per arrivare a un'unica rete per il betting in Italia – dice ancora Ughi – L'inserimento della norma che prevede un'imposta anche per i Ctd dimostra che lo Stato ha capito che deve risolvere un problema, ma si tratta di un provvedimento solo a vantaggio dell'erario”.

Il rischio è che le multe per chi raccoglie scommesse senza autorizzazione – una stangata che porterebbe a sanzioni da decine di migliaia di euro a punto – si trasformino in “un boomerang per lo Stato, che potrebbe veder sparire il sistema concessorio passando a quello autorizzativo". Anche la misura, contenuta nella manovra del Governo, che vieta la raccolta di scommesse extra palinsesto è "molto condivisibile", aggiunge Ughi, ma bisogna capire "chi controlla e applica le sanzioni. Se i controlli spettano alle Forze dell'ordine va bene, mentre sarebbe più complicato se il compito venisse affidato ai Monopoli, che da tempo sono sotto organico”.

In merito, infine, all'aumento delle tasse su slot e videolotteries, Ughi ritiene che le possibili novità avranno un impatto diverso sui due prodotti: “Gli apparecchi da 'bar' hanno una rete più estesa e una platea di giocatori occasionali, dunque gli effetti negativi saranno più contenuti, mentre la ricaduta per le Vlt sarà più pesante: basti pensare ai concessionari che hanno speso 15 mila euro per acquistare una macchina a determinate condizioni e in corso d'opera le vedono cambiate. Tagliare la percentuale destinata alle vincite farà perdere appeal alle macchine e avrà un impatto sul fatturato totale”. SA/Agipro

AGIPRONEWS – 16/10/2014 – 16.06 – Legge di Stabilità, Marino (Amm. Mag Consulenti): "Operatori slot e vlt, ricavi in calo tra il 15 e il 25% nel 2015"

ROMA – “Un calo degli incassi del 18% nel 2015 e una contrazione dei ricavi per la filiera dei giochi – dai concessionari ai gestori per finire con gli esercenti – valutabile tra il 15 e il 25 per cento”. E’ la stima di Guido Marino, amministratore di Mag Consulenti associati, sugli effetti delle misure annunciate ieri dal Governo e contenute nella prima bozza del disegno di legge di Stabilità. Se l’aumento del prelievo delle slot machine dovessero essere confermate, secondo Marino, “è prevedibile l’uscita dal mercato di diverse aziende di distribuzione di apparecchi e la chiusura di molte sale. Avranno problemi soprattutto i concessionari che hanno acquistato direttamente società di gestione e grandi sale da gioco: gli effetti recessivi della manovra potrebbero quindi vanificare l’aumento del gettito”. In prospettiva, conclude Marino, “il continuo cambiamento delle regole del settore, a tutto svantaggio di aziende che hanno investito negli ultimi anni oltre un miliardo di euro, allontanerà la possibilità di attirare investimenti esteri in Italia”. NT/Agipro 

AGIPRONEWS – 17/10/14 – 08.46 – Camera: Pd chiede al Governo maggiore impegno contro gioco non autorizzato e terminali irregolari

ROMA – Il Governo si impegni "a rafforzare gli interventi repressivi nei confronti dell'illegalità" legata alla diffusione dei "cosiddetti 'totem', terminali irregolari ed illegali che offrono giochi d’azzardo online collegati ad alcune 'punto com'", che comportano anche il trasferimento all’estero del denaro delle giocate e comportano un’evidente evasione fiscale". E' quanto chiedono alcuni deputati del Pd tra cui Lorenzo Basso e Mario Tullo, con un'ordine del giorno presentato in Aula alla Camera nel corso dell'esame della proposta di legge sulle disposizioni in materia di emersione e rientro di capitali detenuti all'estero nonché per il potenziamento della lotta all'evasione fiscale, e disposizioni in materia di antiriciclaggio. I deputati sollecitano, inoltre, il Governo, a "emanare nei tempi più rapidi possibili i decreti attuativi dell’articolo 14 della Delega Fiscale che prescrive il 'riordino e integrazione del vigente sistema sanzionatorio, penale e amministrativo, al fine di aumentarne l’efficacia dissuasiva e l’effettività, prevedendo sanzioni aggravate per le violazioni concernenti il gioco on-line'". SA/Agipro

AGIPRONEWS – 16/10/14 – 15.34 – Camera: Pd chiede al Governo maggiore impegno contro gioco non autorizzato e terminali irregolari.

ROMA – Il Governo si impegni "a rafforzare gli interventi repressivi nei confronti dell'illegalità" legata alla diffusione dei "cosiddetti 'totem', terminali irregolari ed illegali che offrono giochi d’azzardo online collegati ad alcune 'punto com'", che comportano anche il trasferimento all’estero del denaro delle giocate e comportano un’evidente evasione fiscale". E' quanto chiedono alcuni deputati del Pd tra cui Lorenzo Basso e Mario Tullo, con un ordine del giorno presentato in Aula alla Camera nel corso dell'esame della proposta di legge sulle disposizioni in materia di emersione e rientro di capitali detenuti all'estero nonché per il potenziamento della lotta all'evasione fiscale, e disposizioni in materia di antiriciclaggio. I deputati sollecitano, inoltre, il Governo, a "emanare nei tempi più rapidi possibili i decreti attuativi dell’articolo 14 della Delega Fiscale che prescrive il 'riordino e integrazione del vigente sistema sanzionatorio, penale e amministrativo, al fine di aumentarne l’efficacia dissuasiva e l’effettività, prevedendo sanzioni aggravate per le violazioni concernenti il gioco on-line'". SA/Agipro

COMUNICATO STAMPA – AGISCO: FINANZIARIA 2015 E CTD: FILM GIA’ VISTO, COSI’ SI LEGITTIMA PER LEGGE LA DOPPIA RETE DI RACCOLTA

COMUNICATO STAMPA – AGISCO: FINANZIARIA 2015 E CTD: FILM GIA’ VISTO, COSI’ SI LEGITTIMA PER LEGGE LA DOPPIA RETE DI RACCOLTA

AGISCO: FINANZIARIA 2015 E CTD: FILM GIA’ VISTO, COSI’ SI LEGITTIMA PER LEGGE LA DOPPIA RETE DI RACCOLTA

Francesco Ginestra, Presidente AGISCO Associazione Giochi e Scommesse

Equiparare i CTD solo ad alcuni degli obblighi operativi che ha la rete legale non può “assicurare parità di condizioni competitive” fra la rete di Stato e quella dei CTD. Anche perché molte di queste norme sono state già previste da precedenti Leggi e, a quanto noto, non applicate o bloccate da contenziosi. Lo Stato italiano pensa davvero di risolvere così la sleale concorrenza che subiamo?

Le misure normative introdotte si traducono tecnicamente in un riconoscimento della posizione giuridica dei CTD agevolando e rafforzando la tesi difensiva di questi ultimi – che trae spunto dalle sentenze della Corte di Giustizia Europea – sulla legittimità del servizio transfrontaliero nella raccolta di gioco in Italia. Si delinea così una legittimazione a livello nazionale di un doppio canale di raccolta: quello dei Concessionari dello Stato – che se non rispettano le regole incorrono in sanzioni gravi immediatamente efficaci  – e quello dei CTD che se non rispettano le regole vanno incontro ad un contenzioso nazionale anche tributario dall'esito incerto per l'influenza inevitabile dei principi affermati dalla Corte di Giustizia Ue.

Attendiamo di vedere se la norma sarà davvero emanata in questi termini e, soprattutto, se si riuscirà a metterla in pratica davvero. Vogliamo infine capire cosa farà il Governo con i decreti attuativi della Legge Delega, che devono mettere una parola definitiva all’esistenza di due reti parallele che operano in maniera estremamente squilibrata a favore dei soggetti fuori dal sistema concessorio.