RASSEGNA STAMPA – AGIPRONEWS Giochi, Consiglio di Stato: imposte, ritardi non ammessi nei pagamenti ai Monopoli

20140731-101926-37166239.jpg30/07/2014 Ore 17:34

Giochi, Consiglio di Stato: imposte, ritardi non ammessi nei pagamenti ai Monopoli

ROMA – I contratti sottoscritti dagli operatori di gioco con l`Agenzia delle Dogane e dei Monopoli prevedono versamenti di imposte da effettuare in tempi e modalità precise, in caso contrario sono legittimi i provvedimenti di escussione avviati dall`Amministrazione. E` quanto ribadisce il Consiglio di Stato, confermando l`ordinanza del Tar Lazio che aveva respinto il ricorso presentato dalle società Cosenza Scommesse. L`Agenzia aveva comunicato all`azienda l`escussione della cauzione, per non aver pagato le sanzioni relative ai tardivi versamenti dell`imposta unica dal 2006 al 2010 e per aver omesso il versamento del canone di concessione per il secondo semestre 2013. 

FP/Agipro

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RASSEGNA STAMPA – AGIPRONEWS Caso Poker 2, Avv. Sambaldi: “Norma penale applicabile alla luce dei principi Ue e dell`esigenza di prevenire la degenerazione criminale”

RASSEGNA STAMPA – AGIPRONEWS Caso Poker 2, Avv. Sambaldi: “Norma penale applicabile alla luce dei principi Ue e dell`esigenza di prevenire la degenerazione criminale”

31/07/2014 Ore 10:10

Caso Poker 2, Avv. Sambaldi: "Norma penale applicabile alla luce dei principi Ue e dell`esigenza di prevenire la degenerazione criminale"

ROMA – E` fissata per il 26 novembre l`udienza per i 27 rinviati a giudizio per associazione a delinquere finalizzata alla raccolta abusiva di scommesse, nell`ambito dell`inchiesta denominata "Poker 2", che riguarda un giro di scommesse non autorizzate da centinaia di milioni di euro e che si svolgeva in tutto il territorio nazionale attraverso il collegamento tra il quartier generale del bookmaker Goldbet – in Austria – e oltre 500 agenzie. La notizia, già apparsa nei giorni scorsi sui quotidiani locali, è confermata dall`avvocato Chiara Sambaldi, difensore delle parti civili Snai Spa e Agìsco (già Assosnai).

Gli imputati sono accusati di "essersi associati tra loro al fine di commettere il delitto di esercizio abusivo di attività di gioco e scommesse raccolte in via telematica sul territorio nazionale attraverso una rete di agenzie affiliate al bookmaker estero Goldbet", sprovvisto dell`apposita autorizzazione rilasciata dai Monopoli, "fornendo ai titolari delle agenzie consulenza giuridica, assistenza tecnica per l`effettuazione del gioco ed assistenza informatica per aggirare i tentativi operati dalla stessa Amministrazione di impedire l`accesso al sito che funge da interfaccia grafica della piattaforma informatica utilizzata per la raccolta e la gestione delle scommesse effettuate sul territorio nazionale", si legge nell`ordinanza del 14 luglio. 

"Emerge il dato significativo del coinvolgimento, nella struttura organizzativa della società austriaca che accetta le scommesse e nella gestione di numerosi centri dislocati in diverse parti del territorio nazionale, di persone legate alla criminalità organizzata e della funzione strumentale svolta dai centri stessi relativamente al reato di riciclaggio di denaro di provenienza illecita", spiega l`avvocato Sambaldi.

"Relativamente agli esiti del processo, occorrerà vedere se l`impianto accusatorio incentrato sulle intercettazioni telefoniche troverà conferma e quale sarà l`impatto della questione di compatibilità della normativa nazionale con i principi Ue sulla applicazione della norma penale che sanziona la raccolta abusiva di scommesse", continua, mentre, "relativamente agli scenari futuri, non risultano precedenti di condanne definitive per associazione a delinquere finalizzata alla raccolta abusiva di scommesse a carico dei fondatori e co-fondatori di società estere per lo più di proprietà italiana operanti tramite centri intermediari (CTD o CED), ma vi è notizia di altro procedimento penale pendente nella fase delle indagini preliminari presso la Procura di Roma nei confronti dei vertici della società anglomaltese Stanleybet, indagati per il reato associativo", aggiunge l`avvocato.

"Per il futuro non si possono, pertanto, escludere ulteriori contestazioni in tal senso (vista anche la moltitudine di operatori in particolare maltesi attivi e strutturati oggi sul mercato), fino a quando la legittimità del sistema concessorio-autorizzatorio continuerà ad essere confermata dalla Corte di Giustizia Ue e la norma penale riuscirà` pur a fatica a trovare applicazione, non configurandosi violazione dei principi Ue da parte della normativa nazionale disciplinante la procedura di gara per l`assegnazione delle concessioni". RED/Agipro

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RASSEGNA STAMPA – LA REPUBBLICA: Colpo all’impero delle scommesse online – indagati i vertici di Stanleybet

Articolo pubblicato oggi su La Repubblica a pagina 20.
In chiusura dell'articolo dichiarazione di Maurizio Ughi, Amministratore di SNAI SERVIZI.

Colpo all’impero delle scommesse online
Roma, indagati i vertici di Stanleybet: “Attività illegale: non hanno concessione dei Monopoli, evadono il Fisco” Ma sono decine le maxi-agenzie straniere (con oltre 5 mila punti vendita) nel mirino delle procure italiane

FABIO TONACCI FRANCESCO VIVIANO
ROMA .
C’è un’indagine a Roma che fa tremare la rete “parallela” dei bookmaker stranieri. Giovanni Garrisi, il 66enne proprietario del colosso privato Stanley-Bet, è indagato con altri undici manager della società per associazione per delinquere. L’accusa è di «esercitare (in Italia) l’attività illegale di giochi e scommesse, in assenza di qualsiasi titolo concessorio e in totale evasione di imposta», avvalendosi di una «stabile organizzazione occulta di persone e mezzi», articolata sul territorio con gli ormai famosi Ctd, i Centri di trasmissione dati che raccolgono le puntate e le piazzano online.
A fine giugno la Guardia di Finanza è andata a sequestrare quintali di carte e materiale informatico in alcune sedi della StanleyBet, tra cui Milano, Montecatini, Potenza, Giugliano, Roma. La casa “madre”, la Stanley International Betting Limited che fa capo a Garrisi, ha sede a Liverpool, ma conta duemila agenzie scommesse sparse per l’Europa e almeno un centinaio in Italia. Il punto è proprio questo. «I Ctd — scrivono nel decreto di sequestro i due pm che seguono l’inchiesta, Margherita Pinto e Valentina Margio — sono formalmente dipendenti da un’altra società, la StanleyBet Malta Limited », con sede appunto a Malta. Qui c’è un signore, Vondy James Edward, che ne è il legale rappresentante, ma, al tempo stesso, è uomo «riconducibile con un rapporto di dipendenza funzionale al gruppo di Garrisi». Il meccanismo messo in piedi da Stanleybet per evadere le tasse italiane sul gioco — sostiene la procura — si baserebbe dunque su questa doppia “paternità” dei Ctd.
Che il procedimento in corso sia di una certa importanza, lo si capisce perché nelle stesse condizioni di StanleyBet ci sono decine di operatori stranieri che negli anni hanno aperto punti di raccolta scommesse pur senza avere la concessione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Secondo un’elaborazione di Agipronews su dati di Confindustria, in Italia la rete “parallela” ha raggiunto quota 4.904 punti vendita, contro i 7.389 di quelli autorizzati. Ci sono regioni, come la Calabria, dove i primi (380) hanno superato i secondi (286). Addirittura in Sardegna il rapporto è di 3 a 1, 183 agenzie senza concessione dei Monopoli contro 60.
La materia è scivolosa, divide i da anni i maggiori giuristi d’Europa e, va detto, una qualche ragione i bookmaker esteri sembrano averla. Dalla loro parte hanno infatti ben tre sentenze della Corte di Giustizia Europea, l’ultima denominata “Costa-Cifone” del 2012, secondo la disciplina italiana in materia di scommesse, basata sulle concessioni, è “incompatibile” con il principio della libera circolazione e prestazione di servizi da parte di cittadini comunitari. Sentenze alla mano, i legali di StanleyBet hanno messo in atto una strategia di difesa “aggressiva”: contrasto ai Monopoli, querele ai giornali e pure ai finanzieri che, eseguendo gli ordini delle procure, vanno a prelevare documenti o a chiudere i punti vendita (quasi sempre riaperti dal Tar dopo pochi giorni).
Per dire quanto sia fumosa la questione, due settimane fa il Gip di Lecce ha disposto il rinvio a giudizio per 27 persone, compresi Paolo Tavarelli e Ivana Ivanovich, amministratori di Goldbet Sportwetten, altro bookmaker straniero con sede a Innsbruck. L’accusa? La solita: «Esercizio abusivo dell’attività di scommesse raccolte in via telematica sul territorio». Eppure uno stralcio di questa stessa inchiesta, trasmesso a Palermo, era stato archiviato nel 2012 proprio in seguito alla “Costa Cifone”.
La conseguenza di questa storia, al momento, la paga l’Erario: negli ultimi due anni non ha incassato 530 milioni di euro di imposta della rete “parallela”. C’è chi, come Maurizio Ughi, ad di Snai Servizi, ha lanciato un appello al premier Renzi comprando delle pagine su alcuni quotidiani. «Non voglio entrare nel merito su chi ha ragione o meno, ma chiedo chiarezza una volta per tutte: o lo Stato italiano ammette di non essere in grado di controllare il territorio e dunque decide di liberalizzare il mercato, oppure tutti devono rispettare le leggi italiane, sia quelle del Fisco, sia quelle che impongono distanze minime delle agenzie da luoghi sensibili tipo scuole e chiese. Cosa che i Ctd non fanno».

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RASSEGNA STAMPA – AGIPRONEWS Ippica, Comitato Lega Ippica Italiana critica il modello dell`IHRA

AGIPRO2

 

 

 

25/07/2014 Ore 18:35

Ippica, Comitato Lega Ippica Italiana critica il modello dell`IHRA

ROMA – Accuse dal Comitato della Lega Ippica Italiana nei confronti dell`Italian Horse Racing Association, struttura creata da diverse associazioni di settore – e presentata ieri – che si candida a gestire la Lega Ippica Italiana, prevista dalla Delega Fiscale nell`ambito di riforma del settore. Secondo quanto si legge in una nota del Comitato, l`IHRA «ha presentato il nostro stesso progetto di riforma del settore ippico e si candida a gestire quel modello che noi proponiamo da oltre due anni e che le associazioni fino a pochi giorni fa avevano disprezzato e rifiutato». Messo in discussione anche il modello di governance proposto dall`IHRA, che secondo il Comitato «prevede un consiglio già predeterminato dalle associazioni». Si legge ancora nella nota che invece nel progetto del Comitato sono «i singoli individui (Allevatori, Proprietari e Società di Corse)» a «eleggere democraticamente il proprio Consiglio». RED/Agipro

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RASSEGNA STAMPA – AGIMEG – Scommesse: Sul Tg5 servizio sulla questione rete legale e rete parallela

RASSEGNA STAMPA – AGIMEG –  Scommesse: Sul Tg5 servizio sulla questione rete legale e rete parallela

Scommesse: Sul Tg5 servizio sulla questione rete legale e rete parallela

25 luglio 2014 – 13:48

La lettera aperta che l’amministratore di Snai Servizi Maurizio Ughi ha inviato – pubblicandola sui maggiori quotidiani nazionali – al Premier Matteo Renzi per sollecitare un intervento contro la rete parallela delle scommesse ha attratto l’attenzione del TG5. Nell’edizione di questa mattina delle 8.00 è stato trasmesso un servizio, con due interviste allo stesso Maurizio Ughi, e al presidente dell’associazione AGISCO, Francesco Ginestra. “Lo Stato ha perso il controllo del territorio sui negozi di gioco. Questo crea una pericolosa discriminazione nei confronti del consumatore finale che non è tutelato” ha spiegato Ughi, ricordando di aver chiesto più volte l’intervento delle Istituzioni. “Gli operatori autorizzati dallo Stato devono avere una concessione e rispondere a dei requisiti pubblici, e devono ottemperare a dei regolamenti studiati per proteggere il consumatore finale, quelli senza concessione non hanno di fatto nessun obbligo” ha spiegato ancora. Per Ginestra invece, “C’è il rischio che oltre 100mila posti di lavoro vadano via, che tante aziende chiudano. La rete pubblica non è difesa dall’ADM che dovrebbe intervenire in maniera energica per impedire il danno che essa stessa ha riconosciuto, ovvero la perdita di un gettito erariale per 500 milioni di euro l’anno”. lp/AGIMEG

http://www.agimeg.it/?p=44864

RASSEGNA STAMPA – LANCI AGENZIA SU COMUNICATO STAMPA AGISCO

JAMMA.IT

Ginestra (Pres. Agisco) : “Le parole spese al vento di Giorgio Sandi”

(Jamma) L’Amministratore Delegato di SNAI S.p.A. dott. Giorgio Sandi ha dichiarato, riferendosi alle mie dichiarazioni “vedere questa cosa sui giornali è stata una stupidaggine”. Di stupidaggini, nella mia vita e nella mia attività posso averne anche fatte, ma mai ho detto o scritto delle falsità.

Trovo incredibile che il dott. Sandi affermi, oggi, di non conoscere l’Associazione che presiedo, in quanto non solo la conosce da sempre – da quando si chiamava S.N.A.I (Sindacato Nazionale Agenzie Ippiche) poi Assosnai ora AGISCO – ma con essa, Egli e la Sua struttura ci dialogano costantemente. Egli era addirittura presente all’Assemblea dell’Associazione del 10 dicembre 2013 presso la sede di Confcommercio, quando l’allora Assosnai – alla presenza di ADM, delle Istituzioni e della Stampa – ha semplicemente mutato la propria denominazione in AGISCO – Associazione Giochi Scommesse.

Voglio comunque ribadire che l’obiettivo di AGISCO è far si che SNAI possa guardare con serenità al futuro – a maggior ragione fintanto questo futuro coinvolgerà anche i Gestori che AGISCO rappresenta – e quindi, come sempre, AGISCO è pronta a un dialogo costruttivo basato però su fatti concreti e proposte quantificabili e misurabili, non su parole spese al vento.

Guarda caso AGISCO è divenuta una “associazione sconosciuta” nel momento in cui, dopo numerosi tentativi formali e documentati, ha deciso di rendere pubblica l’azione di rivendicazione dei diritti dei propri Associati.

Per ultimo, in merito alle affermazioni del dott. Sandi sulla conduzione di SNAI da parte della “vecchia gestione”, invito chiunque ne abbia voglia a consultare i dati di bilancio pubblici – presenti anche sul sito SNAI – del 2010 (ultimo bilancio approvato dalla “vecchia gestione”) e quelli del 2013: i dati parlano chiaro e non hanno bisogno di ulteriori commenti.

GIOCO NEWS

Ginestra (Agisco): “Rivendicazione legittima dei nostri diritti, aperti a dialogo con Snai”

Non si placano le polemiche tra il sindacato degli operatori di scommesse Agisco e il concessionario Snai, dopo il botta e risposta tra il presidente dell'organismo, Francesco Ginestra, e l'amministratore delegato della società Giorgio Sandi. E dopo le ultime parole di qeust'ultima, ora è Ginestra a voler chiarire la posizione, ribadendo la legittimità della propria azione sindacale: “Voglio ribadire che l’obiettivo di Agisco è far si che Snai possa guardare con serenità al futuro – a maggior ragione fintanto questo futuro coinvolgerà anche i gestori che Agisco rappresenta – e quindi, come sempre, siamo pronti a un dialogo costruttivo basato però su fatti concreti e proposte quantificabili e misurabili, non su parole spese al vento”.

Agisco, aggiunge Ginestra, “E' divenuta una 'associazione sconosciuta' agli occhi di Sandi (riferendosi alle richeiste di Sandi di approfondire la conoscenza dell'organismo, Ndr) nel momento in cui, dopo numerosi tentativi formali e documentati, ha deciso di rendere pubblica l’azione di rivendicazione dei diritti dei propri Associati”.

E ancora: “Per ultimo, in merito alle affermazioni del dottor Sandi sulla conduzione di Snai da parte della 'vecchia gestione', invito chiunque ne abbia voglia a consultare i dati di bilancio pubblici – presenti anche sul sito Snai – del 2010 (ultimo bilancio approvato dalla 'vecchia gestione') e quelli del 2013: i dati parlano chiaro e non hanno bisogno di ulteriori commenti”.

http://www.gioconews.it/cronache/70-generale20/41081-ginestra-agisco-rivendicazione-legittima-dei-nostri-diritti-aperti-a-dialogo-con-snai

AGIPRONEWS

Giochi, Ginestra (Pres. Agisco): "Agisco pronta a a dialogo costruttivo con Snai"

ROMA – “L’obiettivo di Agisco (Associazione Giochi e Scommesse) è far si che Snai possa guardare con serenità al futuro – a maggior ragione fintanto questo futuro coinvolgerà anche i Gestori che Agisco rappresenta – e quindi, come sempre, Agisco è pronta a un dialogo costruttivo basato su fatti concreti e proposte quantificabili e misurabili”. Così Francesco Ginestra, Presidente di Agisco, risponde al presidente di Snai, Giorgio Sandi, che ha affermato di non conoscere l'Associazione.

“Trovo incredibile – ha proseguito Ginestra – che Sandi affermi, oggi, di non conoscere l’Associazione che presiedo, in quanto non solo la conosce da sempre – da quando si chiamava S.N.A.I (Sindacato Nazionale Agenzie Ippiche) poi Assosnai ora Agisco – ma con essa dialogano costantemente. Lo stesso Sandi era addirittura presente all’Assemblea dell’Associazione del 10 dicembre 2013 presso la sede di Confcommercio, quando l’allora Assosnai – alla presenza di ADM, delle Istituzioni e della Stampa – ha semplicemente mutato la propria denominazione in AGISCO – Associazione Giochi Scommesse. Guarda caso Agisco è divenuta una 'associazione sconosciuta' nel momento in cui, dopo numerosi tentativi formali e documentati, ha deciso di rendere pubblica l’azione di rivendicazione dei diritti dei propri Associati”.

Sulla conduzione di Snai da parte della vecchia gestione, Ginestra dice: “Invito chiunque ne abbia voglia a consultare i dati di bilancio pubblici Snai del 2010 (ultimo bilancio approvato dalla “vecchia gestione”) e quelli del 2013: i dati parlano chiaro e non hanno bisogno di ulteriori commenti”.

CR/Agipro

http://agipronews.it/notizia-24_07_2014-Giochi-Giochi%2C+Ginestra+%28Pres.+Agisco%29%3A+%22Agisco+pronta+a+a+dialogo+costruttivo+con+Snai%22-112283.html