AGIMEG: Agisco: “Nuovo rinvio del bando alla Corte di Giustizia, un “lasciapassare” che può dare il colpo di grazia alla rete di Stato”

Agisco: “Nuovo rinvio del bando alla Corte di Giustizia, un “lasciapassare” che può dare il colpo di grazia alla rete di Stato”

Agisco: “Nuovo rinvio del bando alla Corte di Giustizia, un “lasciapassare” che può dare il colpo di grazia alla rete di Stato”

In: In EvidenzaScommesse Sportive

20 maggio 2014 – 11:25

 

Agisco

Desta forte preoccupazione apprendere che la Corte di Cassazione Penale, dopo il Consiglio di Stato, ha formulato nuovi quesiti alla Corte di Giustizia Europea relativamente alla normativa di gara Monti prefigurando una grave incertezza della quale stanno già approfittando numerosi operatori esteri che raccolgono scommesse nel nostro paese senza i titoli richiesti.
Alla luce della situazione di emergenza che caratterizza il settore dei Giochi Pubblici nel nostro Paese, era ed è auspicabile un atteggiamento di massima attenzione e rigore interpretativo da parte della magistratura al fine di scongiurare disapplicazioni generalizzate della normativa che sanziona chi opera senza le autorizzazioni necessarie in spregio alle esigenze primarie di tutela dei consumatori e di prevenzione della degenerazione criminale.
La magistratura penale si sta assumendo la grande responsabilità di fornire un vero e proprio “lasciapassare” per tutti gli operatori che intendono sottrarsi alle regole vigenti nel nostro ordinamento a tutela degli utenti e per prevenire i fenomeni della ludopatia; sembra che i magistrati penali non prendano in alcun modo atto di quanto anche recentemente affermato dal Consiglio di Stato, in merito alla indubbia incompatibilità della modalità operativa tramite CTD (Centri Trasmissione Dati)  o CED (Centri Elaborazione Dati)  con le esigenze primarie poste a fondamento dell’art. 88 del TULPS, senza considerare che è il giudice nazionale – e non il giudice europeo – a doversi esprimere in merito, pur nel rispetto dei principi guida affermati nelle sentenze interpretative.
Inoltre si deve constatare – ancora una volta – l’inerzia, o l’inefficacia dell’azione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), ente regolatore del comparto dei Giochi Pubblici, nel diffondere presso le autorità giudiziarie locali i fondamenti e le ragioni giustificatrici della normativa vigente, mediante il più volte sollecitato coinvolgimento delle Direzioni territoriali e delle sezioni distaccate dell’Agenzia .
E’ l’intero apparato dello Stato che ha competenza sui Giochi – a partire da ADM che ha messo a bando delle concessioni che, di fatto, sono prive di valore, ai Ministeri delle Finanze, dell’Agricoltura e dell’Interno, con la mancanza di attività di tutela della propria rete di raccolta – ad essere colpevole della crisi che sta costringendo i piccoli e medi operatori Associati ad AGISCO, ma anche i grandi gruppi operanti nel settore, a tirare i remi in barca lasciando a casa migliaia di lavoratori e perdendo gli ingenti investimenti effettuati negli anni; la rete di raccolta dello Stato, costantemente e fortemente controllata dalle forze dell’ordine per tutelare – giustamente – la fede e la salute pubblica subisce la doppia pressione: da un lato dover adempiere e decine di regole e procedure che incrementano fortemente i costi aziendali, dall’altro dover subire la sottrazione di movimento di gioco, raccolto da reti che operano senza dover sottostare alle stesse regole e procedure.
La “Legge Delega” in vigore da marzo prevede il riordino delle norme sui Giochi e prevede la necessità di garantire regole trasparenti ed uniformi per operare nel settore: è l’occasione definitiva per lo Stato per mettere finalmente in ordine un settore di vitale importanza per la salute pubblica e per le entrate erariali; se anche questa occasione dovesse essere sprecata, i diretti responsabili saranno chiamati a rispondere personalmente dei danni procurati agli operatori.  cz/AGIMEG

Rassegna Stampa: GINESTRA: «È ORA DI DIRE BASTA. SIAMO ALLO STREMO» – Intervista su Il Sole 24 ore

Al linck che segue è consultabile l'intervista pubblicata oggi su Il Sole 24 ore al Presidente AGìSCO dott.Francesco Ginestra

http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2014-02-26/ginestra-e-ora-dire-basta-siamo-stremo-085932.shtml?uuid=ABquLGz&fromSearch

di seguito copia del testo
Ginestra: «È ora di dire basta. Siamo allo stremo»

Tremila negozi e 25mila posti di lavoro in meno. Questi i rischi provocati dalla crisi che colpisce le piccole e medie imprese del gioco legale, ovvero la rete capillare di agenzie, dotate di regolare licenza, che si occupano di scommesse in Italia. La denuncia arriva da Agisco (Associazione giochi e scommesse), il nuovo nome della rappresentanza di questi operatori, prima nota come Assosnai. E nel mirino del presidente Francesco Ginestra, già vicepresidente di Snai (e attualmente presidente anche di Snai Servizi), ci sono, in particolar modo, gli operatori esteri che – spiega Ginestra – versando imposte in altri Paesi (con regimi fiscali più vantaggiosi) riescono a pagare premi migliori, pur non avendo una licenza italiana per raccogliere scommesse.

«La normativa esiste, ci vuole la volontà di applicare le regole per fermare la concorrenza sleale: chi gioca 10 euro da noi ne vince 18, da loro 22 per la differente imposizione fiscale», spiega, sottolineando come gli obblighi cui devono sottostare le agenzie italiane (oltre all'ottenimento della licenza ci sono le imposte sull'ammontare delle giocate e il rispetto della normativa antiriciclaggio, con l'identificazione della clientela e l'inoltro delle segnalazioni sospette) non permettono di competere ad armi pari. Con il rischio di veder soccombere un presidio contro l'illegalità. 

I dati di Agisco parlano di 3mila negozi di scommesse autorizzati in Italia con concessioni dello Stato e oltre 4.500 negozi di scommesse collegati a operatori esteri privi di concessione italiana che però raccolgono ugualmente scommesse sul territorio italiano. A questi si aggiungono poco più di trenta concessionari autorizzati per raccogliere gioco via internet e centinaia di siti ".com" collegati a operatori senza concessione. «Noi, in prima linea, rischiamo di perdere, e in molti casi abbiamo perso, la possibilità di svolgere onestamente il nostro lavoro. In seconda linea, l'opportunità di contribuire alla soluzione della crisi attraverso il nostro dovere di cittadini prima e imprenditori poi: il pagamento delle tasse. In terza linea, chi ha costruito una rete legale affinché vi fosse un contributo erariale importante, se non imponente, rischia di vedere vanificato lo sforzo di decenni e l'implosione di una cassaforte certa per le casse del nostro Paese», afferma il presidente di Agisco spiegando che «punti non autorizzati valgono almeno 100 milioni di euro in meno per l'erario».

La rilevanza del fenomeno sembra emergere – almeno in parte – anche dai controlli della Guardia di Finanza. Nel 2013, le Fiamme Gialle hanno passato al setaccio 2.035 centri di trasmissione dati (un 30% in più rispetto al 2012), collegati a bookmaker che non hanno una concessione in Italia; e le rilevazioni parlano di 6,6 milioni di imposta unica evasa, con una crescita del 240% rispetto al 2012. Ma non ci sono solo gli operatori senza licenza. In agguato, dietro la rete delle Pmi del gioco legale, c'è tutto il business dell'illegalità che è fortissimo e minaccia di acquistare forza man mano che le agenzie con regolare concessione presenti sul territorio si indeboliscono.

Stretta in questa morsa Agisco vuol far sentire la propria voce. La rete di Pmi del gioco legale si è spinta fino a dichiarare illegittime le somme pretese da Adm (l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli) a titolo di imposta unica sui giochi e ne rivendica l'immediata restituzione. Una mossa estrema che nasconde la speranza di forzare la mano, per arrivare a un'azione davvero incisiva almeno contro il proliferare degli operatori esteri privi di licenza: «Sono 13 anni che questo fenomeno è presente in Italia e si allarga sempre di più – conclude Ginestra – ma oggi che siamo anche stati superati come numero, dobbiamo dire basta. Siamo allo stremo».

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COMUNICATO AGLI ASSOCIATI: AGISCO SCRIVE A ADM PER CONTRATTO DI GESTIONE SNAI SPA

Con nota prot. 2082/2014 del 28 gennaio 2014, AGìSCO ha inviato all'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ed al Ministero dell'Economia e Finanze la seguente comunicazione:


Spettabile

MINISTERO ECONOMIA E FINANZE

Via XX Settembre 97 00187 – Roma

c.a.: Sottosegretario di Stato con delega ai Giochi – On. Alberto Giorgetti

Spettabile

AGENZIA DOGANE E MONOPOLI

DIREZIONE CENTRALE AGENZIA

Via Mario Carucci, 71 00143 – Roma

c.a.: Direttore dott. Giuseppe Peleggi

AREA MONOPOLI

Piazza Mastai 11 00153 – Roma

c.a.: Vice Direttore dott. Luigi Magistro

c.a.: Direttore Centrale Normativa cons. Italo Volpe

c.a.: Direttore Giochi dott. Roberto Fanelli

c.a.: Dirigente Ufficio Scommesse dott. Renzo Maccaroni

Raccomandata A/R anticipata via PEC/MAIL

Prot. 2082/2014

Roma, martedì 28 gennaio 2014

Oggetto: Commercializzazione di Giochi Pubblici e scommesse su eventi virtuali, gestione del gioco lecito e la diffusione e promozione dei Giochi Pubblici a distanza.

La scrivente Associazione, nell’interesse dei propri Associati che operano con l’incarico di Gestore per conto di Concessionari Giochi Pubblici, ha condotto nel 2013 una trattativa con SNAI S.p.A. (“Società”) , conclusa ad agosto 2013 con la definizione di un articolato pacchetto contrattuale riferito alla “commercializzazione di Giochi Pubblici e scommesse su eventi virtuali, gestione del gioco lecito e la diffusione e promozione dei Giochi Pubblici a distanza”.

Costatato il grave stato di crisi in cui versano le imprese dei Gestori, la trattativa con la Società ha avuto l’obiettivo condiviso di conferire liquidità certa e immediata alla rete di raccolta, di dotare la rete di vendita di un nuovo contratto migliorativo e di assecondare la volontà di SNAI S.p.A. di rendere partecipe il Gestore alla gestione del rischio derivante dall’accettazione delle scommesse.

Il pacchetto contrattuale definito, prontamente diffuso da AGìSCO con invito alla rapida sottoscrizione, non viene correttamente eseguito da parte di SNAI S.p.A., in particolar modo per ciò che riguarda la provvista finanziaria e inoltre la Società non ha ancora restituito gli accordi sottoscritti dai Gestori ed ha in più occasioni proposto testi differenti a quelli concordati con l’Associazione, costringendo AGìSCO a ripetuti inviti al rispetto dei patti  e all’invio di formali contestazioni che non hanno a tutt’oggi portato ad alcun risultato utile a sbloccare la situazione d’inadempimento contrattuale rilevato.

Ciò premesso AGìSCO chiede alle SS.VV. una pronta convocazione presso i Vostri uffici insieme al concessionario SNAI S.p.A. al fine di dirimere la controversia in essere al fine da scongiurare l’instaurazione di un contenzioso nei confronti di SNAI S.p.A., nella consapevolezza che, stante la lunghezza dei tempi giudiziari e dell’impossibilità della rete di raccolta di continuare ad operare senza le necessarie provviste finanziarie, ove non si giunga ad una definizione in tempi brevi, l’Associazione dovrà necessariamente consigliare ai propri Associati opportune forme di protesta sindacale nei confronti della Società che porteranno a disservizi nella raccolta dei Giochi Pubblici e, conseguentemente, nella raccolta erariale, per i quali, fin d’ora, desideriamo informare le SS.VV. di chiederne conto a SNAI S.p.A..

Distinti saluti.

Dott. Francesco Ginestra

AGIPRONEWS: Scommesse virtuali, Agisco: piccoli e medi concessionari esclusi, necessario intervento dei Monopoli

08/01/2014 Ore 15:30

ROMA – L`immediata attivazione dei punti vendita dei piccoli e medi concessionari che si avvalgono di una piattaforma per gli eventi virtuali che abbia già passato il collaudo da parte di ADM: questa la richiesta di Agisco (Associazione Giochi Scommesse) all`Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. I grandi network dei concessionari – si legge in una nota dell`Associazione – stanno accettando scommesse su eventi simulati dalla metà di dicembre, mentre i piccoli e medi operatori sono ancora in attesa di poter partire, subendo un`ulteriore discriminazione nei confronti della stessa rete ADM e verso la rete dei CTD che offre da anni questo prodotto.

“È grave – ha dichiarato Francesco Ginestra, Presidente Agisco – che l`amministrazione non si sia preoccupata della propria rete di piccoli e medi concessionari scommesse privilegiando la partenza solo dei grandi operatori, incurante della crisi che sta decimando i punti vendita a causa della oramai inesistente raccolta di scommesse ippiche, dal continuo calo delle scommesse sportive e, adesso, anche dalla concorrenza da parte dei grandi concessionari che sono già partiti da un mese con la raccolta delle scommesse virtuali“. RED/Agipro

 

 

 

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