RASSEGNA STAMPA – RACCOLTA DICHIARAZIONI SU FINANZIARIA 2015

RASSEGNA STAMPA – RACCOLTA DICHIARAZIONI SU FINANZIARIA 2015

AGIMEG – 16 ottobre 2014 – 14:22 – Scommesse, John Whittaker (ceo Stanleybet) “La legge di Stabilità rafforza i ctd perché contiene plateali ingiustizie che non reggeranno in tribunale”

Plateali ingiustizie contenute nella Legge di Stabilità. Con queste parole, John Whittaker, ceo di Stanleybet, definisce la manovra varata ieri sera dal Consiglio dei Ministri che contiene norme contro i Ctd. Dalle controversie con Aams all’iniziativa di Ughi “Obiettivo 2016″, passando per Confindustria, Whittaker traccia un panorama preciso del futuro dei Ctd nell’intervista rilasciata ad Agimeg.

Tassazione dei Ctd, censimento degli stessi, allineamento delle reti con e senza concessione: la politica e gli operatori italiani hanno lanciato l’attacco ai centri trasmissione dati. La politica non c’entra. Sono gli operatori italiani che, non riuscendo a capire il fenomeno, fomentano i politici alla approvazione di nuove norme punitive che saranno poi disapplicate dai tribunali. Naturalmente sia negli operatori italiani che nei politici da loro controllati c’è una sana dose di incompetenza. E’ un assalto alla diligenza in cui nessuno fa piu’ gli interessi dello Stato.

E’ una sorte di giro di vite sui CTD quello inserito nella manovra economica varata dal Governo. Come giudica la manovra? E’ la solita manovra in cui il legislatore non si è chiesto se riuscirà mai a incassare quelle cifre. Gli basta fare tabelle, basate su ricostruzioni numeriche completamente sbagliate per poi ottenere una previsione di gettito che diventa piu’ un sogno o una speranza che effettiva realtà. Il fenomeno dei CTD va prima di tutto capito se si vuole trovare la via per risolverlo. E dal 1998 che ogni legge di stabilità introduce qualcosa di nuovo, di tipo restrittivo contro i CTD. Risultato? I CTD aumentano anziché’ diminuire. Bisognerebbe che il Ministero dell’Economia capisse che per risolvere il problema dei CTD deve parlare con Stanley, non con Sisal, Lottomatica o – peggio – gli attuali rappresentanti di Confindustria nei giochi.

Come valuta Stanley l’applicazione di una imposta unica pari al triplo della media della raccolta effettuata nella provincia dove è ubicato l’esercizio di gioco? Grossolanamente discriminatoria e punitiva.

I ctd dovranno applicare la legge Antiriciclaggio, farsi riconoscere dalle Autorità di Pubblica Sicurezza ed avere un palinsesto uguale agli operatori con concessione. Stanley si adeguerà a queste richieste? I CTD Stanley gia’ applicano la normativa antiriciclaggio e sono tutti gia’ conosciuti dalle autorità di Pubblica Sicurezza. Per il palinsesto siamo lieti che la nuova legge, se questa è la forma in cui verrà approvata, darà la possibilita’ alla Stanley di dimostrare che il palinsesto controllato dallo Stato è una forma di discriminazione tra i diversi operatori perché’ mortifica la professionalità dei piu’ bravi. E veramente interesse dello Stato livellare i Concessionari al livello dei piu’ mediocri? Dimostreremo di no.

Maurizio Ughi, amministratore Unico della Snai Servizi oggi denominata “Obiettivo 2016” ha chiesto al Governo di arrivare alla definizione di una rete unica, senza privilegi per chi opera senza concessione. Pensa si possa arrivare a questo obiettivo e cosa pensa dell’iniziativa? L’iniziativa è buona nella forma e completamente sbagliata nella sua applicazione. In realtà Mr. Ughi, simpaticissimo, è un vero nemico dei CTD. Ma mentre li attacca in tutti i modi mostra un volto amichevole e vorrebbe organizzare riunioni con i CTD con l’obiettivo – evidente – di strumentalizzarli. Il mio consiglio è di stare alla larga. Il diavolo carezza e poi bastona, mai il viceversa.

In passato Stanley ed Aams sono stati vicini ad una soluzione delle controversia tra operatori con concessioni e quelli privi della stessa. Pensa siano maturi i tempi per risolvere l’annosa questione o è ancora tutto in alto mare? I vertici di AAMS sono colpevoli di atti ostili verso Stanley. La Stanley ha reagito e sta reagendo su vari fronti. Il nuovo procedimento penale contro Stanley per evasione fiscale, infondato, che ha avuto origine proprio in AAMS, in associazione con un funzionario infedele Stanley avrà gravi conseguenze. La Stanley non si limiterà a difendersi ma si servirà di tutti gli strumenti forniti dall’ordinamento per contrattaccare. Il procedimento diventerà con il tempo un procedimento contro il sistema stesso ed alcuni dei suoi attori. Il loro destino non è piu’ di poter essere parte della soluzione ma saranno sempre piu’ parte del problema.

C’è una forte spaccatura tra gli operatori privi di concessione italiana. Non sarebbe meglio adottare una linea di condotta comune nei confronti del mercato italiano? Si, in teoria. Ma in pratica si tratta di realtà molto diverse, con difficoltà quindi di trovare punti in comune.

Che succede nel 2016? Nulla. I CTD, oggi ancora non compresi dalle Autorità, continueranno a combattere per la loro sopravvivenza, ma continueranno ad espandersi. Il nuovo pacchetto fiscale, che sembra creare nuovi problemi, in realtà complessivamente rafforza i CTD, perché’ contiene plateali ingiustizie che non reggeranno in tribunale. E i concessionari storici continueranno a lamentarsi per la loro presenza. Oggi c’è però una novità: Stanley ha veramente perso la pazienza e con la sua straordinaria competenza attaccherà, anche proattivamente, chiunque avvierà atti ostili contro di lei o i suoi CTD. Chiedendo giustizia nei Tribunali e avviando poi aggressive e fondate richieste di risarcimento. Se non interviene il Ministro dell’Economia con un atto di saggezza, si prepara per tutti noi, Stanley, CTD, Concessionari e AAMS, un desolante scenario di guerra. ff/AGIMEG

 

AGIMEG – 16/10/14 – 17.12 – Legge di Stabilità, Giorgetti (Fi): “Norme sui giochi disastrose per l’Erario. Il miliardo alla fine andrà al settore illegale”

“Buona parte degli interventi sulla materia dei giochi contenuti nella legge di stabilità sono disastrosi. Il taglio dei premi e il conseguente aumento del Preu su slot e Vlt sono un favore all’illegalità. Lo stato non recupererà mai il miliardo di euro che spera di incassare con questo aumento di tassazione, anzi porterà il mercato legale in condizioni insostenibili, aprendo la strada al gioco illegale, abbattendo in questo modo le entrate erariali. Quel denaro finirà al settore illegale”.

E’ l’analisi “catastrofica” di Alberto Giorgetti (Fi), che a margine della Commissione Finanze ha commentato così ad Agimeg la legge di stabilità varata ieri sera dal Governo. “A cosa serve destinare 50 milioni di euro al contrasto alla ludopatia – prosegue Giorgetti – se poi si abbandonano i giocatori ad un mercato senza regole e senza sistemi di controllo. Perché se davvero dovesse essere messa in atto una norma simile, la rete pubblica sarà strangolata da un mercato che la vede assolutamente non competitiva rispetto a quella illegale”.
Non è tutto da buttare però secondo Giorgetti.  “E’ giusto puntare a recuperare gettito anche dai centri trasmissione dati collegati a operatori esteri che raccolgono scommesse senza una concessione rilasciata dallo Stato italiano. Un passo che come sottosegretario con delega ai giochi avevo già suggerito”. cz/AGIMEG

AGIMEG – 17/10/14 – 11.13 – Legge di Stabilità, Allara (Paddy Power): “Il Governo sta dando uno schiaffo al mercato legale”

 “Il Governo avrebbe deciso l’aumento del PREU, ovvero una misura che interviene drasticamente sul già bistrattato mercato delle slot. Sapete qual è il problema? Che la misura intaccherebbe il payout di queste macchine: in sostanza, meno soldi per i clienti. L’assioma per il quale il cliente stupido non se ne accorge vale ancora per questo mercato? Con la diabolica infiltrazione di totem collegati a siti .com che emulano in tutto e per tutto le slot “legali”, che diventano purtroppo illegali per molte amministrazioni pubbliche alle quali dovremmo somministrare più diottrie per riconoscere che esiste un problema di proliferazione del mercato illegale, la risposta è no”.

E’ l’accusa di Alessandro Allara, Direttore Comunicazione italiana, presso Paddy Power, che attraverso il suo blog personale ha commentato il possibile aumento del Preu del 4% per slot e vlt.

“Il cliente si accorgerà presto che queste macchine demoniache saranno diventate meno generose ed inizierà a guardarsi intorno. E, intorno, c’è grigio ovunque. Nonostante le mille parole spese a riguardo, siamo ancora il Paese in cui spuntano come funghi i movimenti #NoSlot, dove si diffondono le mode (politiche e giornalistiche) di aggressività contro il comparto. Siamo il Paese in cui, addirittura, chi conduce un business grigio sciopera e scende in piazza… e dove non si è mai vista una mobilitazione del popolo della “legalità” contro il business non regolato. Una macchina che sottrae gettito e risorse alla filiera legale. In fondo, nonostante ci sia un mercato regolato, controllato ed imitato a livello internazionale, è più facile attaccarlo e sognarne l’epilogo piuttosto che pensare, con un minimo di lungimiranza, che la domanda è forte e sarà assecondata, ad ogni costo. In assenza di prodotto legale, sarà il prodotto illegale a trionfare. E torneremo agli anni ’80″.

Allara prosegue nel suo attacco al governo. “Non posso che evidenziare come questa situazione sia lo specchio di una cultura politico economica che tende inesorabilmente al collettivismo… o per dirla alla nordica, tende al Socialismo Reale. Molti di voi ne saranno orgogliosi, ma la storia vi darà torto. Liberali? Dove sono? Mostratemene uno. Sento leader politici in piazza o in tv sbandierare l’esigenza di PIU’ STATO come se lo Stato potesse rispondere a tutto. Questa risposta è la chimera, il virus che si propaga offuscando il ragionamento di troppe persone. Questo Stato, che certo siamo noi (ma noi chi?), è in grado di riportare equilibrio laddove c’è caos, è in grado di riportare ricchezza laddove c’è miseria, è in grado di riportare relazione laddove c’è ostilità. Vero? Ma di cosa stiamo parlando? Non è forse il mercato a fare tutto ciò? Mercato R E G O L A T O ovviamente. Ma sempre mercato.

Purtroppo chi frequenta questo ambiente da tre lustri sa che lo Stato ha più volte tentato di infierire e poi è dovuto tornare sui suoi passi, aprendo al cambiamento. Il motivo è semplice: il cambiamento era la sola via per proteggere il gettito che sembra essere, in ultima analisi, l’unico aspetto di interesse “pubblico”. E non mi si venga a dire che interessa in primis il consumatore in quanto tale, perché se davvero volessimo intervenire sul tema del gioco responsabile è proprio nel mercato grigio che dovremmo andare a rovistare, cercando gli angoli bui in cui si annidano i giocatori problematici. Caro Governo, pur sapendo che sei in difficoltà e che i soldi non bastano mai, stai dimostrando che non c’è approccio liberale nelle tue scelte. E stai dimostrando che l’ipotesi di racimolare qualche milione in più di tasse ti ha condizionato a tal punto da accettare che questo mercato grigio, che già vale più di quello legale, si espanda ancora. Alla faccia della sicurezza, della legalità, della misura”. cz/AGIMEG

AGIMEG – 16/10/14 – 18.29 – Newslot e Vlt, Ruta (Pres. Gmatica): “La Legge di Stabilità ha destabilizzato gli operatori esteri”

 “Quello che succede in Italia, per quanto riguarda il settore del gioco, è troppo spesso poco comprensibile per gli investitori esteri – ha dichiarato ad Agimeg Massimo Ruta presidente di GMatica – l’ultima Legge di Stabilità ad esempio cambia di nuovo le carte in tavola, soprattutto per il mercato che ci vede maggiormente coinvolti quindi quello delle newslot e delle vlt e questo disorienta chi dall’estero ci guarda come possibile mercato sul quale investire.  Di questo passo l’Italia perderà appeal, investitori e quindi il mercato subirà una recessione”. lp/AGIMEG

AGIMEG – 17/10/14 – 13.17 – Agisco: “Finanziaria 2015 e Ctd, così si legittima per legge la doppia rete di raccolta”

Equiparare i CTD solo ad alcuni degli obblighi operativi che ha la rete legale non può “assicurare parità di condizioni competitive” fra la rete di Stato e quella dei CTD. Anche perché molte di queste norme sono state già previste da precedenti Leggi e, a quanto noto, non applicate o bloccate da contenziosi. Lo Stato italiano pensa davvero di risolvere così la sleale concorrenza che subiamo? Le misure normative introdotte si traducono tecnicamente in un riconoscimento della posizione giuridica dei CTD agevolando e rafforzando la tesi difensiva di questi ultimi – che trae spunto dalle sentenze della Corte di Giustizia Europea -sulla legittimità del servizio transfrontaliero nella raccolta di gioco in Italia. Si delinea così una legittimazione a livello nazionale di un doppio canale di raccolta: quello dei Concessionari dello Stato – che se non rispettano le regole incorrono in sanzioni gravi immediatamente efficaci – e quello dei CTD che se non rispettano le regole vanno incontro ad un contenzioso nazionale anche tributario dall’esito incerto per l’influenza inevitabile dei principi affermati dalla Corte di Giustizia Ue. Attendiamo di vedere se la norma sarà davvero emanata in questi termini e, soprattutto, se si riuscirà a metterla in pratica davvero. Vogliamo infine capire cosa farà il Governo con i decreti attuativi della Legge Delega, che devono mettere una parola definitiva all’esistenza di due reti parallele che operano in maniera estremamente squilibrata a favore dei soggetti fuori dal sistema concessori. mdc/AGIMEG

AGIPRONEWS – 16/10/2014 – 147.35  Legge di Stabilità, Ughi (Obiettivo 2016): "Interventi di comodo, ma per la rete scommesse i problemi restano"

ROMA – I provvedimenti inseriti nella prima bozza della legge di stabilità rappresentano un punto di passaggio, misure che di sicuro "fanno comodo" allo Stato ma non "rimuovono il problema della presenza di una doppia rete per le scommesse”. E’ quanto spiega ad Agipronews Maurizio Ughi, amministratore unico di “Obiettivo 2016”, già Snai Servizi Srl. “Il nostro motto rimane una scommessa uguale per tutti. Mi auguro che le nuove sanzioni servano ad accelerare il percorso per arrivare a un'unica rete per il betting in Italia – dice ancora Ughi – L'inserimento della norma che prevede un'imposta anche per i Ctd dimostra che lo Stato ha capito che deve risolvere un problema, ma si tratta di un provvedimento solo a vantaggio dell'erario”.

Il rischio è che le multe per chi raccoglie scommesse senza autorizzazione – una stangata che porterebbe a sanzioni da decine di migliaia di euro a punto – si trasformino in “un boomerang per lo Stato, che potrebbe veder sparire il sistema concessorio passando a quello autorizzativo". Anche la misura, contenuta nella manovra del Governo, che vieta la raccolta di scommesse extra palinsesto è "molto condivisibile", aggiunge Ughi, ma bisogna capire "chi controlla e applica le sanzioni. Se i controlli spettano alle Forze dell'ordine va bene, mentre sarebbe più complicato se il compito venisse affidato ai Monopoli, che da tempo sono sotto organico”.

In merito, infine, all'aumento delle tasse su slot e videolotteries, Ughi ritiene che le possibili novità avranno un impatto diverso sui due prodotti: “Gli apparecchi da 'bar' hanno una rete più estesa e una platea di giocatori occasionali, dunque gli effetti negativi saranno più contenuti, mentre la ricaduta per le Vlt sarà più pesante: basti pensare ai concessionari che hanno speso 15 mila euro per acquistare una macchina a determinate condizioni e in corso d'opera le vedono cambiate. Tagliare la percentuale destinata alle vincite farà perdere appeal alle macchine e avrà un impatto sul fatturato totale”. SA/Agipro

AGIPRONEWS – 16/10/2014 – 16.06 – Legge di Stabilità, Marino (Amm. Mag Consulenti): "Operatori slot e vlt, ricavi in calo tra il 15 e il 25% nel 2015"

ROMA – “Un calo degli incassi del 18% nel 2015 e una contrazione dei ricavi per la filiera dei giochi – dai concessionari ai gestori per finire con gli esercenti – valutabile tra il 15 e il 25 per cento”. E’ la stima di Guido Marino, amministratore di Mag Consulenti associati, sugli effetti delle misure annunciate ieri dal Governo e contenute nella prima bozza del disegno di legge di Stabilità. Se l’aumento del prelievo delle slot machine dovessero essere confermate, secondo Marino, “è prevedibile l’uscita dal mercato di diverse aziende di distribuzione di apparecchi e la chiusura di molte sale. Avranno problemi soprattutto i concessionari che hanno acquistato direttamente società di gestione e grandi sale da gioco: gli effetti recessivi della manovra potrebbero quindi vanificare l’aumento del gettito”. In prospettiva, conclude Marino, “il continuo cambiamento delle regole del settore, a tutto svantaggio di aziende che hanno investito negli ultimi anni oltre un miliardo di euro, allontanerà la possibilità di attirare investimenti esteri in Italia”. NT/Agipro 

AGIPRONEWS – 17/10/14 – 08.46 – Camera: Pd chiede al Governo maggiore impegno contro gioco non autorizzato e terminali irregolari

ROMA – Il Governo si impegni "a rafforzare gli interventi repressivi nei confronti dell'illegalità" legata alla diffusione dei "cosiddetti 'totem', terminali irregolari ed illegali che offrono giochi d’azzardo online collegati ad alcune 'punto com'", che comportano anche il trasferimento all’estero del denaro delle giocate e comportano un’evidente evasione fiscale". E' quanto chiedono alcuni deputati del Pd tra cui Lorenzo Basso e Mario Tullo, con un'ordine del giorno presentato in Aula alla Camera nel corso dell'esame della proposta di legge sulle disposizioni in materia di emersione e rientro di capitali detenuti all'estero nonché per il potenziamento della lotta all'evasione fiscale, e disposizioni in materia di antiriciclaggio. I deputati sollecitano, inoltre, il Governo, a "emanare nei tempi più rapidi possibili i decreti attuativi dell’articolo 14 della Delega Fiscale che prescrive il 'riordino e integrazione del vigente sistema sanzionatorio, penale e amministrativo, al fine di aumentarne l’efficacia dissuasiva e l’effettività, prevedendo sanzioni aggravate per le violazioni concernenti il gioco on-line'". SA/Agipro

AGIPRONEWS – 16/10/14 – 15.34 – Camera: Pd chiede al Governo maggiore impegno contro gioco non autorizzato e terminali irregolari.

ROMA – Il Governo si impegni "a rafforzare gli interventi repressivi nei confronti dell'illegalità" legata alla diffusione dei "cosiddetti 'totem', terminali irregolari ed illegali che offrono giochi d’azzardo online collegati ad alcune 'punto com'", che comportano anche il trasferimento all’estero del denaro delle giocate e comportano un’evidente evasione fiscale". E' quanto chiedono alcuni deputati del Pd tra cui Lorenzo Basso e Mario Tullo, con un ordine del giorno presentato in Aula alla Camera nel corso dell'esame della proposta di legge sulle disposizioni in materia di emersione e rientro di capitali detenuti all'estero nonché per il potenziamento della lotta all'evasione fiscale, e disposizioni in materia di antiriciclaggio. I deputati sollecitano, inoltre, il Governo, a "emanare nei tempi più rapidi possibili i decreti attuativi dell’articolo 14 della Delega Fiscale che prescrive il 'riordino e integrazione del vigente sistema sanzionatorio, penale e amministrativo, al fine di aumentarne l’efficacia dissuasiva e l’effettività, prevedendo sanzioni aggravate per le violazioni concernenti il gioco on-line'". SA/Agipro

COMUNICATO STAMPA – AGISCO: FINANZIARIA 2015 E CTD: FILM GIA’ VISTO, COSI’ SI LEGITTIMA PER LEGGE LA DOPPIA RETE DI RACCOLTA

COMUNICATO STAMPA – AGISCO: FINANZIARIA 2015 E CTD: FILM GIA’ VISTO, COSI’ SI LEGITTIMA PER LEGGE LA DOPPIA RETE DI RACCOLTA

AGISCO: FINANZIARIA 2015 E CTD: FILM GIA’ VISTO, COSI’ SI LEGITTIMA PER LEGGE LA DOPPIA RETE DI RACCOLTA

Francesco Ginestra, Presidente AGISCO Associazione Giochi e Scommesse

Equiparare i CTD solo ad alcuni degli obblighi operativi che ha la rete legale non può “assicurare parità di condizioni competitive” fra la rete di Stato e quella dei CTD. Anche perché molte di queste norme sono state già previste da precedenti Leggi e, a quanto noto, non applicate o bloccate da contenziosi. Lo Stato italiano pensa davvero di risolvere così la sleale concorrenza che subiamo?

Le misure normative introdotte si traducono tecnicamente in un riconoscimento della posizione giuridica dei CTD agevolando e rafforzando la tesi difensiva di questi ultimi – che trae spunto dalle sentenze della Corte di Giustizia Europea – sulla legittimità del servizio transfrontaliero nella raccolta di gioco in Italia. Si delinea così una legittimazione a livello nazionale di un doppio canale di raccolta: quello dei Concessionari dello Stato – che se non rispettano le regole incorrono in sanzioni gravi immediatamente efficaci  – e quello dei CTD che se non rispettano le regole vanno incontro ad un contenzioso nazionale anche tributario dall'esito incerto per l'influenza inevitabile dei principi affermati dalla Corte di Giustizia Ue.

Attendiamo di vedere se la norma sarà davvero emanata in questi termini e, soprattutto, se si riuscirà a metterla in pratica davvero. Vogliamo infine capire cosa farà il Governo con i decreti attuativi della Legge Delega, che devono mettere una parola definitiva all’esistenza di due reti parallele che operano in maniera estremamente squilibrata a favore dei soggetti fuori dal sistema concessorio.

COMUNICATO AGLI ASSOCIATI – INCONTRO MERCOLEDĂŒ 15 OTTOBRE 2014

COMUNICATO AGLI ASSOCIATI – INCONTRO MERCOLEDĂŒ 15 OTTOBRE 2014

Gentile Associato,

Mercoledì 15 ottobre alle ore 15.00 presso la sede di Confcommercio (Piazza G.G. Belli, 2 00153 Roma Trastevere) ho organizzato un incontro per confrontarci sulle problematiche riferite alla raccolta delle scommesse, di interesse delle nostre imprese che operano nel settore.

Molti colleghi saranno già a Roma per l’Assemblea SNAI Servizi e per Enada, per cui confido che saremo in tanti all’incontro per costruire insieme il nostro futuro.

In attesa di vederci il 15, Ti invio un cordiale saluto.

Francesco Ginestra

RASSEGNA STAMPA – LANCI STAMPA COMUNICATO AGISCO

RASSEGNA STAMPA – LANCI STAMPA COMUNICATO AGISCO

AGIPRONEWS

Scommesse: blackout Sogei, gli operatori pronti alla class action

ROMA – Una class action contro l`Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. E` quanto annuncia Agisco, l`Associazione Giochi Scommesse, dopo il blackout della raccolta delle scommesse sportive di domenica 5 ottobre. Una situazione che ha causato “problemi di ordine pubblico e operatori minacciati da clienti esasperati“ si legge in una nota dell`associazione. “L`Agenzia dovrà risarcire il mancato introito e i danni di immagine. Oltre a consentire l`esistenza e la permanenza sul territorio italiano di una rete parallela  – prosegue Agisco – l`Agenzia regala il fatturato di una domenica calcistica e non fornisce alcuna comunicazione ai suoi concessionari e relativi scommettitori“. Per questo “se l`ADM non procederà; autonomamente a risarcire i danni provocati l`associazione promuoverà una `class action` per chiedere il risarcimento“. RED/Agipro

AGIMEG

Giochi: “Adm rimborsi i danni causasti dal blocco delle giocate”

Il blocco della raccolta delle scommesse sportive di domenica 5 ottobre dalle 14.00 in poi è un’ulteriore conferma di come Adm tiene in considerazione il lavoro dei concessionari di scommesse. Oltre a consentire l’esistenza e la permanenza sul territorio italiano di una rete parallela ormai più€ radicata di quella della Stato Italiano gli regala il fatturato di una domenica calcistica e non si degna di alcuna comunicazione ai suoi concessionari e relativi scommettitori. Una vergogna. Se Adm non procederà autonomamente a risarcire i danni provocati l’associazione promuoverà̀€ una “class action” per chiedere il risarcimento”.    cz/AGIMEG

GIOCONEWS

AgiSco: “Blocco raccolta scommesse di domenica, risarcimento o promuoveremo class action

Lo afferma in una nota AgiSco, Associazione giochi e scommesse, secondo la quale “oltre a consentire l’esistenza e la permanenza sul territorio italiano di una rete parallela ormai più radicata di quella dello Stato italiano, gli regala il fatturato di una domenica calcistica e non si degna di alcuna comunicazione ai suoi concessionari e relativi scommettitori. Una vergogna”. La nota si conclude annunciando che “se Adm non procederà autonomamente a risarcire i danni provocati l’associazione promuoverà una class action per chiedere il risarcimento”. Il blocco della raccolta delle scommesse sportive di domenica 5 ottobre dalle 14 in poi è un’ulteriore conferma di come Adm tiene in considerazione il lavoro dei concessionari di scommesse.

BLOCCO RACCOLTA SCOMMESSE SPORT DEL 5 OTTOBRE – COMUNICATO AGISCO E LANCI AGIPRONEWS

BLOCCO RACCOLTA SCOMMESSE SPORT DEL 5 OTTOBRE – COMUNICATO AGISCO E LANCI AGIPRONEWS

Comunicato Stampa AGISCO

AGISCO: DA ADM ALTRO REGALO AI CTD – IN TILT IL CERVELLONE DI AAMS SCOMMESSE SPORTIVE – PROBLEMI DI ORDINE PUBBLICO NEI PUNTI DI GIOCO – CONCESSIONARI MINACCIATI DA CLIENTI ESASPERATI – ADM DOVRÀ RISARCIRE IL MANCATO INTROITO E I DANNI DI IMMAGINE. 

Il blocco della raccolta delle scommesse sportive di domenica 5 ottobre dalle 14.00 in poi è un'ulteriore conferma di come ADM tiene in considerazione il lavoro dei concessionari di scommesse.

Oltre a consentire l'esistenza e la permanenza sul territorio italiano di una rete parallela ormai più radicata di quella della Stato Italiano gli regala il fatturato di una domenica calcistica e non si degna di alcuna comunicazione ai suoi concessionari e relativi scommettitori. Una vergogna.

Se ADM non procederà autonomamente a risarcire i danni provocati l'associazione promuoverà una "class action" per chiedere il risarcimento. 

 

Lanci di Agenzia

06/10/2014 Ore 10:01 – Scommesse sportive: domenica di black-out per il sistema Sogei, rete legale in difficoltà

ROMA – Una domenica di black-out per i gestori delle agenzie di scommesse e dei siti di betting-exchange. Secondo quanto riferiscono ad Agipronews fonti del settore, il sistema Sogei che gestisce le transazioni sullo sport è stato bloccato dal primo pomeriggio alla tarda serata di ieri. I concessionari non hanno così potuto offrire il consueto servizio – sia online che nei punti vendita – ai propri clienti: il danno medio è calcolabile attorno ai 2-3 mila euro per un`agenzia media dislocata in città, con conseguente, indubbio vantaggio commerciale per la rete di accettazione collegata ai bookmaker esteri privi di concessione.   NT/Agipro

www.agipronews.it | agipro@agipro.it

06/10/2014 Ore 14:09 – â€‹Scommesse sportive: black-out sistema Sogei, impennata degli incassi per i bookmaker senza concessione (+15-20%)

ROMA – Un incremento degli incassi valutabile attorno al 15-20% per chi opera in Italia senza autorizzazioni. E` questo l`effetto più evidente del “black-out“ del sistema Sogei, bloccato per tutto il pomeriggio e la serata di ieri, secondo quanto apprende Agipronews da alcuni bookmaker esteri privi di concessione. Il pomeriggio di domenica – spiegano i concessionari – è stato caratterizzato da lunghe file agli sportelli degli oltre 5mila punti vendita non autorizzati aperti in tutta Italia. Il mancato incasso per la rete legale, secondo stime del settore, può essere quantificato in circa 20 milioni di euro.  NT/Agipro

www.agipronews.it | agipro@agipro.it

06/10/2014 Ore 15:10 – Scommesse, black out Sogei: per la rete legale un buco da 15 milioni di euro

ROMA – Il black out alla rete delle scommesse made in Italy, gestita da Sogei, potrebbe aver causato un buco nella raccolta da circa 15 milioni di euro: è la stima di alcuni operatori interpellati da Agipronews, che ritengono il blocco delle giocate un danno diretto anche per le casse dello Stato, con le giocate tassate mediamente al 4% si traduce in circa 600 mila euro che mancano all`appello, tutto a vantaggio, invece, della rete non autorizzata, online e nei centri collegati con l`estero.

Domenica scorsa la raccolta totale è stata di circa 22 milioni di euro: ieri, con il big match Juve-Roma e altri incontri internazionali di cartello (come Chelsea-Arsenal in Premier League) gli incassi sono stati invece di molto inferiori al previsto.

Lo svantaggio ha colpito in particolare gli operatori dell`online e in negozi di gioco, meno accentuato – apprende Agipronews – il danno derivante dal blocco per i “corner“, i punti scommessa piazzati in bar ed altri esercizi pubblici, che solitamente nel pomeriggio di domenica sono chiusi.  PG/Agipro

www.agipronews.it | agipro@agipro.it

06/10/2014 Ore 15:20 – Scommesse, Allara (Paddy Power): “Black out Sogei: incalcolabili i danni d`immagine“

ROMA – “Non si tratta solo di un danno diretto al business degli operatori e alle entrate statali: il black out di Sogei ha causato danni di immagine incalcolabili agli operatori che domenica pomeriggio pubblicizzavano la propria offerta di gioco live“. E` il parere di Alessandro Allara, Direttore della Comunicazione di Paddy Power Italia, che ritiene il blocco delle giocate “un favore enorme a operatori illegali e non autorizzati. Credo che per il solo settore online la perdita complessiva di gioco sia stimabile sui 5 milioni di euro, per il settore scommesse nel complesso si può arrivare anche a tre volte tanto. Ma per chi in quel momento stava facendo pubblicità per il gioco live – e invece aveva il sito in “down“ – il danno d`immagine è incalcolabile“. PG/Agipro

www.agipronews.it | agipro@agipro.it

 

RASSEGNA STAMPA – TOTOGUIDA SCOMMESSE – Ctd, Agisco risponde a Stanleybet. Il Governo agirĂ  nella Delega Fiscale

RASSEGNA STAMPA – TOTOGUIDA SCOMMESSE – Ctd, Agisco risponde a Stanleybet. Il Governo agirĂ  nella Delega Fiscale

Articolo in pdf qui.

Ctd, Agisco risponde a Stanleybet. Il Governo agirà nella Delega Fiscale

Dura la replica di Agisco all’invito di Stanley al dialogo. Per  Ginestra il contrasto non è stato efficace

Un tema che non smette di sorprendere e che non riesce ad assicurare soluzioni: quella delle controverse vicende dei Ctd è una storia iniziata ormai 15 anni fa e, nonostante le promesse di intervento, le assicurazioni di un esito certo e le speranze di un happy  end, continua ad animare il mondo dei giochi made in Italy. E lo fa con una serie di vicende culminata in un’interrogazione  al ministro dell’Economia e delle Finanze dal parte del leghista Guido Guidesi, a pochissimi giorni da uno scambio di battute tra Stanleybet e Agisco. L’interrogazione ha ricevuto la sua risposta da parte del sottosegretario Zanetti con l’assicurazione che nei decreti attuativi della Legge Delega la questione dei Ctd esteri sarà sviscerata.

Intanto l’azienda anglomaltese, pioniere del contrasto al sistema concessorio nazionale giudicato discriminatorio, e vincente ben quattro volte in Corte di Giustizia Europea grazie a queste tesi, aveva proposto una tregua ad Agisco, ex Assosnai, associazione che tutela la rete concessoria delle scommesse talvolta con durezza di toni nei confronti dei Monopoli di Stato, rei di un mancato intervento risolutivo. Un appello fatto attraverso una lettera aperta a cui l’associazione guidata da Francesco Ginestra ha risposto aspramente: «Stanleybet pretende di sostituirsi alla Corte di Giustizia Europea, alla Cassazione, al Consiglio di Stato, al Tar Lazio e, in ultimo, anche ad Adm – si legge in una nota Agisco – annunciando sentenze, decisioni e provvedimenti che dovranno essere presi da questi organi». «Attendo – ha dichiarato Ginestra – di vedere se le loro affermazioni saranno confermate dai fatti. La “lettera aperta” dimostra che la rete dei Ctd è cresciuta in maniera esponenziale anche grazie alla pressoché totale assenza di contrasto nelle aule di giustizia nei procedimenti che sono terminati in senso a loro favorevole. In questi procedimenti si è costituita Adm a difesa dell’applicazione della normativa in materia? Si sono costituiti i ministeri interessati? Si sono costituiti i maggiori operatori di gioco che raccolgono scommesse sportive? Si sono costituite le altre associazioni di categoria? No, o in parte minima ed irrilevante. Forse Stanleybet ha beneficiato di una battaglia facile su un terreno scivoloso e di difficile comprensione per i non addetti ai lavori? È auspicabile che la risposta arrivi dalla magistratura che dovrà giudicare la condotta dell’amministrazione concedente».

Agisco ha spinto quindi sull’acceleratore nella replica sottolineando come, nonostante gli investimenti di Stanleybet nell’assistenza legale alla propria rete non autorizzata, «l’operatore non sia riuscito a ottenere un orientamento uniforme e definitivo a sé favorevole». L’affondo di Agisco si conclude con un tema particolarmente delicato, centrale nell’interrogazione di Guidesi al Mef: quello dei procedimenti avviati da Stanley nei confronti di esponenti delle Fiamme Gialle e dei Monopoli di Stato. «Stanleybet persiste – continua Ginestra – nella sua caratterizzante strategia della minaccia che rivolge ai cittadini, agli operatori e alle istituzioni. Aspettiamo di conoscere come termineranno i procedimenti penali avviati nei confronti dei rappresentanti della società, su indicazione del Comando Generale della Guardia di Finanza».

A tale proposito Stanleybet ha risposto respingendo l’affermazione di aver mai chiamato in giudizio funzionari di polizia giudiziaria o dipendenti dei Monopoli di Stato che eseguivano gli  ordini delle Procure. In una nota di risposta all’interrogazione di Guidesi il book maker anglomaltese ha sottolineato che l’azione  di citazione in giudizio per il risarcimento del danno derivante dalla reiterazione dei sequestri ad iniziativa degli agenti di polizia giudiziaria (Guardia di Finanza, Polizia di Stato, ecc.) non riguarda quei funzionari mandati dai pubblici ministeri: «Ciò non è mai accaduto né potrebbe accadere – si legge in un comunicato. – È però vero che Stanleybet ha chiamato in giudizio per il risarcimento del danno funzionari che, di propria iniziativa, senza alcun ordine della Magistratura, hanno violato consapevolmente, e quindi con colpa grave, il giudicato della Corte di Giustizia e della Corte di Cassazione, andando a sequestrare Ctd Stanleybet che erano già stati chiusi e riaperti dalla Magistratura, che aveva già verificato la regolarità e la legittimità dell’attività». L’avvocato difensore dei centri Stanley Daniela Agnello, su questo tema, ha  dichiarato a TS: «In tema di citazioni a giudizio degli agenti di polizia giudiziaria per reiterazione dei sequestri a seguito di giudicati cautelari o altro, segnalo che l’autorità giudiziaria si è già pronunciata in proposito accogliendo la domanda di Stanleybet e dichiarando testualmente “la sussistenza di colpa grave nella condotta degli agenti nel sequestro penale operato ai danni di un Ctd Stanleybet”. Si tratta della prima sentenza emessa dai giudici italiani e in particolare dal Tribunale di Roma, sezione distaccata di Ostia. Gli agenti in quel procedimento erano costituiti in giudizio a mezzo di un difensore privato. Negli ultimi anni si è assistito a numerosi episodi in cui Ctd Stanleybet sono stati sottoposti a 3, 4 o 5 sequestri consecutivi per le medesime circostanze e sugli stessi presupposti, violando i giudicati cautelari e i provvedimenti dell’autorità giudiziaria».

Passaggi delicati che prescindono da un invito al confronto e alla collaborazione, da parte di Stanleybet, che comunque resta valido. Nel dibattito con Agisco è intervenuta anche un’altra associazione di categoria, Acogi, nata nel 2009 da un gruppo di titolari di centri di trasmissione dati collegati ad operatori esteri di raccolta di gioco, e che ha sempre sostenuto la necessità di una regolamentazione in materia di scommesse più chiara e precisa in linea con i principi del Trattato in modo da risultare non soggetta a interpretazioni varie e discordanti. L’associazione, guidata da Ugo Cifone (da cui prende il nome la sentenza della Corte di Giustizia Costa-Cifone che ha confermato le tesi di Stanley in merito alle discriminazioni subite con i bandi Bersani), ha espresso il proprio favore rispetto a quanto proposto dai vertici di Stanleybet al presidente e al vicepresidente dell’associazione Agisco, ossia l’idea di fare fronte comune per permettere al betting italiano di superare storture e squilibri che incombono come un “peccato originale”. Non solo, è arrivata una proposta concreta: sarebbe il caso, si legge nella nota di Acogi, che «il Legislatore italiano, aderendo alle pronunce ed ai principi espressi dalla Corte di Giustizia Europea, intervenisse con delle norme transitorie che legittimino l’operatività dei Ctd legati a bookmaker esteri che hanno subito discriminazioni dal sistema concessorio- autorizzatorio». «Sulla questione – ha dichiarato il presidente Cifone – sarebbe auspicabile che il Bando del 2016 venisse preventivamente sottoposto al vaglio della Corte di Giustizia in modo da evitare errori e con l’obiettivo di costruire un assetto normativo chiaro ed inequivocabile. L’obiettivo comune è quello di rendere inattaccabile il settore delle scommesse italiane».

RASSEGNA STAMPA – AGIPRONEWS – Scommesse ippiche: minimi garantiti e lodi arbitrali, sì del Mipaaf alla transazione con i concessionari

15/09/2014 Ore 12:49

Scommesse ippiche: minimi garantiti e lodi arbitrali, sì del Mipaaf alla transazione con i concessionari

ROMA – La partita infinita che vede di fronte concessionari di scommesse ippiche e ministeri competenti potrebbe essere vicina ad una soluzione. In una riunione istituzionale che si è svolta venerdì, a cui hanno partecipato anche rappresentanti del ministero dell`Economia e della Ragioneria generale dello Stato, il ministero delle Politiche Agricole ha dato il suo benestare all`ipotesi di una transazione in grado di chiudere il lunghissimo contenzioso – avviato nel 2000 – tra operatori e amministrazione, in particolare su minimi garantiti e applicazione dei lodi arbitrali ippici.

Lo apprende Agipronews da fonti istituzionali, che confermano come ormai sia stata imboccata la strada giusta per arrivare – nel giro di qualche settimana – alla compensazione delle somme (nell`ordine di alcune decine di milioni di euro tra crediti e debiti) che si sono accumulate negli ultimi 14 anni. L`accelerazione si spiega soprattutto con la scadenza della delega fiscale: prima del varo di nuove norme per il rilancio dell`ippica e in vista delle gare del 2016, è ormai considerato necessario da Mef e Mipaaf trovare un punto di equilibrio tra la partita dei minimi garantiti – cioè le somme indicate in gara dai concessionari per ottenere le licenze e oggetto negli anni di interventi normativi, rinvii, spalmature e contenziosi di ogni genere – e l`applicazione dei lodi arbitrali vinti dagli operatori, avviati dopo che, oltre dieci anni fa, i concessionari constatarono che l`amministrazione era inadempiente su alcuni punti previsti dalle convenzioni: i controlli contro il gioco clandestino, l`attivazione di canali di gioco come le scommesse telefoniche e telematiche, il lancio di multiple a riferimento e scommesse a quota fissa.

I lodi Di Majo e Scotti – peraltro ancora in attesa di un esito definitivo – hanno riconosciuto le ragioni dei concessionari, in buona parte rappresentati dall`associazione Agisco, che è stata la prima ad attivarsi per trovare una soluzione condivisa ed è ora è in pole position per far valere le ragioni dei propri associati nel caso in cui si arrivi ad una transazione tra debiti e crediti. Ora, dopo un lungo stallo, la macchina è ripartita e, secondo quanto si apprende, si vuole fare in fretta: il piano di lavoro prevede al primo punto un`istruttoria approfondita – anche attraverso i dati Sogei -per ricostruire la situazione contabile di ciascun concessionario, resa complicata dal fatto che nel corso degli anni sono stati cambiati più volte i codici concessione delle singole agenzie. In un secondo momento, si procederà con una proposta di accordo ai diversi gruppi di concessionari che hanno partecipato ai tanti lodi contro l`amministrazione (Di Maio e Scotti sono solo i più noti ma si contano decine di iniziative legali dello stesso genere), ciascuno dei quali si è concluso con la decisione dei collegi arbitrali di riconoscere agli operatori la compensazione di una parte variabile (tra l`8 e il 18 per cento) delle quote di prelievo da versare all`amministrazione. 

Al termine dei calcoli, che dovranno confermare chi tra ministeri e concessionari vanti un credito nei confronti della controparte, occorrerà passare alla fase delle liquidazione delle somme, per la quale si potrebbe utilizzare il decreto del governo Renzi sui debiti della Pubblica Amministrazione. Nel caso in cui la transazione abbia un esito favorevole a Mef e Mipaf, invece, si ipotizza la spalmatura nei prossimi anni di concessione delle somme dovute dagli  operatori. NT/Agipro

www.agipronews.it | agipro@agipro.it

 

RASSEGNA STAMPA – LANCI COMUNICATO AGISCO

RASSEGNA STAMPA – LANCI COMUNICATO AGISCO

GIOCO NEWS

Agisco: "Scommesse senza concessione, aspettiamo decisioni organi giustizia"

"Stanleybet pretende di sostituirsi alla Corte di Giustizia Europea, alla Cassazione, al Consiglio di Stato, al Tar Lazio e, in ultimo, anche ad Adm, annunciando sentenze, decisioni e provvedimenti che dovranno essere presi da questi organi. Attendo di vedere se le loro affermazioni saranno confermate dai fatti".

Questa la risposta di Francesco Ginestra, presidente di Agiscoin merito alla lettera inviata nei giorni scorsi da John Whittaker, Ceo di Stanleybet, dove l’azienda britannica annunciava che sosterrà l’azione legale Snai Servizi al Tar Lazio.

Secondo Agisco la lettera conferma come “la rete dei Ctd sia cresciuta in maniera esponenziale anche grazie alla pressoché totale assenza di contrasto nelle aule di giustizia nei procedimenti che sono terminati in senso a loro favorevole". "Forse Stanleybet ha beneficiato di una battaglia facile su un terreno scivoloso e di difficile comprensione per i non addetti ai lavori? È auspicabile che la risposta arrivi dalla magistratura che dovrà giudicare la condotta dell’amministrazione concedente".

Stanleybet – ricorda ancora Ginestra – "non è riuscito ad ottenere un orientamento uniforme e definitivo a sé favorevole. L’azione informativa e legale dell’Associazione e di alcuni operatori autorizzati Adm ha favorito e contribuito all’affermazione di un orientamento, seppur minoritario, che ritiene applicabile la normativa e sanzionabile l’attività dei Ctd. Comprendo che Stanleybet – prosegue  – non gradisca i richiami alla giurisprudenza definitiva del Consiglio di Stato che ha chiarito che la modalità operativa tramite Ctd non è compatibile con l’art.88 del Tulps. Stanleybet pensa forse che il legislatore nazionale potrà rinunciare per il futuro alla licenza di polizia? Vuole ignorare che la Corte Europea ha affermato che la ratio del nostro sistema è la prevenzione della degenerazione criminale?".

"Stanleybet – conclude Ginestra – persiste nella sua caratterizzante strategia della minaccia che rivolge ai cittadini, agli operatori e alle istituzioni. Aspettiamo di conoscere come termineranno i procedimenti penali avviati nei confronti dei rappresentati della società. Nel frattempo Agisco proseguirà sia la propria attività d’informazione che la battaglia in difesa dei legittimi diritti e degli interessi dei Concessionari e Gestori Adm, continuando a pretendere che nel mercato delle scommesse tutti seguano le stesse regole e ottemperanze".

 

AGIPRONEWS

11/09/2014 Ore 14:36

Scommesse senza concessione, Ginestra (Agisco) risponde a Stanleybet: “Attendiamo giudizio della magistratura“

ROMA – “Stanleybet pretende di sostituirsi alla Corte di Giustizia Europea, alla Cassazione, al Consiglio di stato, al Tar Lazio e, in ultimo, anche ad ADM, annunciando sentenze, decisioni e provvedimenti che dovranno essere presi da questi organi. Attendo di vedere se le loro affermazioni saranno confermate dai fatti“.  Questa la risposta di Francesco Ginestra, presidente di Agisco, in merito alla lettera inviata nei giorni scorsi da John Whittaker, Ceo di Stanleybet, dove l`azienda britannica annunciava che sosterrà l`azione legale Snai Servizi al Tar Lazio. 

Una lettera – spiegano da Agisco – che conferma coma “la rete dei CTD sia cresciuta in maniera esponenziale anche grazie alla pressoché totale assenza di contrasto nelle aule di giustizia nei procedimenti che sono terminati in senso a loro favorevole“. “Forse Stanleybet ha beneficiato di una battaglia facile su un terreno scivoloso e di difficile comprensione per i non addetti ai lavori? – si legge ancora nella nota – E` auspicabile che la risposta arrivi dalla magistratura che dovrà giudicare la condotta dell`amministrazione concedente“.

Stanleybet – ricorda ancora Ginestra – “non è riuscito ad ottenere un orientamento uniforme e definitivo a sé favorevole. L`azione informativa e legale dell`Associazione e di alcuni operatori autorizzati ADM ha favorito e contribuito all`affermazione di un orientamento, seppur minoritario, che ritiene applicabile la normativa e sanzionabile l`attività dei CTD. Comprendo che Stanleybet – prosegue  – non gradisca i richiami alla giurisprudenza definitiva del Consiglio di Stato che ha chiarito che la modalità operativa tramite CTD non è compatibile con l`art.88 del TULPS. Stanleybet pensa forse che il legislatore nazionale potrà rinunciare per il futuro alla licenza di polizia? Vuole ignorare che la Corte Europea ha affermato che la ratio del nostro sistema è la prevenzione della degenerazione criminale?“. 

 “Stanleybet – conclude Ginestra – persiste nella sua caratterizzante strategia della minaccia che rivolge ai cittadini, agli operatori e alle istituzioni. Aspettiamo di conoscere come termineranno i procedimenti penali avviati nei confronti dei rappresentati della società. Nel frattempo Agisco proseguirà sia la propria attività d`informazione che la battaglia in difesa dei legittimi diritti e degli interessi dei Concessionari e Gestori ADM, continuando a pretendere che nel mercato delle scommesse tutti seguano le stesse regole e ottemperanze“. RED/Agipro

www.agipronews.it | agipro@agipro.it

COMUNICATO STAMPA AGISCO SU LETTERA APERTA STANLEYBET

COMUNICATO STAMPA AGISCO SU LETTERA APERTA STANLEYBET

Comunicato stampa

Francesco Ginestra, Presidente AGISCO

Stanleybet pretende di sostituirsi alla Corte di Giustizia Europea, alla Cassazione, al Consiglio di stato, al Tar Lazio e, in ultimo, anche ad ADM, annunciando sentenze, decisioni e provvedimenti che dovranno essere presi da questi organi. Attendo di vedere se le loro affermazioni saranno confermate dai fatti.

La “lettera aperta” conferma che la rete dei CTD è cresciuta in maniera esponenziale anche grazie alla pressoché totale assenza di contrasto nelle aule di giustizia nei procedimenti che sono terminati in senso a loro favorevole. In questi procedimenti si è costituita ADM a difesa dell'applicazione della normativa in materia? Si sono costituiti i Ministeri interessati? Si sono costituiti i maggiori operatori di gioco che raccolgono scommesse sportive? Si sono costituite le altre associazioni di categoria? No, o in parte minima ed irrilevante. Forse Stanleybet ha beneficiato di una battaglia facile su un terreno scivoloso e di difficile comprensione per i non addetti ai lavori?

E' auspicabile che la risposta arrivi dalla magistratura che dovrà giudicare la condotta dell'amministrazione concedente.

Nonostante gli investimenti di Stanleybet nell'assistenza legale alla propria rete non autorizzata dallo Stato italiano, l’operatore di CTD non è riuscito ad ottenere un orientamento uniforme e definitivo a sé favorevole. L’azione informativa e legale dell’Associazione e di alcuni operatori autorizzati ADM ha favorito e contribuito all’affermazione di un orientamento, seppur minoritario, che ritiene applicabile la normativa e sanzionabile l'attività dei CTD. L'attività mediatica e di comunicazione della Stanleybet e delle altre società che operano tramite CTD, non impedisce che alcuni gestori di CTD, dopo i provvedimenti delle Questure, decidano di recedere dai contratti di raccolta.

Comprendo che Stanleybet non gradisca i richiami alla giurisprudenza definitiva del Consiglio di Stato che ha chiarito che la modalità operativa tramite CTD non è compatibile con l'art. 88 del TULPS, poiché contrasta con le esigenze di adeguato controllo e spezzetta il sistema di raccolta delle scommesse. Stanleybet pensa forse che il legislatore nazionale potrà rinunciare per il futuro alla licenza di polizia? Vuole ignorare che la Corte Europea ha affermato che la ratio del nostro sistema è la prevenzione della degenerazione criminale?

Vogliamo interrogare sul punto la Direzione Nazionale Antimafia?

Stanleybet persiste nella sua caratterizzante strategia della minaccia che rivolge ai cittadini, agli operatori e alle istituzioni. Aspettiamo di conoscere come termineranno i procedimenti penali avviati nei confronti dei rappresentati della società, su indicazione del Comando Generale della Guardia di Finanza. Nel frattempo Agisco proseguirà sia la propria attività d’informazione che la battaglia in difesa dei legittimi diritti e degli interessi dei Concessionari e Gestori ADM, continuando a pretendere che nel mercato delle scommesse tutti seguano le stesse regole e ottemperanze.  

Approfondimenti:

2014.09.09 – LETTERA APERTA STANLEYBET

2014.09.11 – COMUNICATO STAMPA AGISCO SU LETTERA APERTA STANLEYBET

RASSEGNA STAMPA – AGIPRONEWS – Scommesse senza concessione: Stanleybet sosterrĂ  azione legale Snai Servizi al Tar Lazio

RASSEGNA STAMPA – AGIPRONEWS – Scommesse senza concessione: Stanleybet sosterrĂ  azione legale Snai Servizi al Tar Lazio

09/09/2014 Ore 11:17

Scommesse senza concessione: Stanleybet sosterrà azione legale Snai Servizi al Tar Lazio

ROMA – Stanleybet sarà al Tar Lazio a sostenere l`azione di Snai Servizi sulla richiesta avanzata ai Monopoli di Stato di poter raccogliere scommesse senza concessione. E` quanto si legge in una lettera aperta inviata da John Whittaker, Ceo di Stanleybet, a Maurizio Ughi, presidente di Snai Servizi, e Francesco Ginestra, presidente di Agisco.

"Ci saremo anche noi, ad adiuvandum non della vostra singola proposta, ma del fatto che non vi abbiano risposto. Perché almeno una risposta, negativa, ve la meritavate" si legge nella lettera di Whittaker, che ritiene "surreale che mentre noi avremmo voluto e vorremmo, se ci fosse stato e ci fosse oggi consentito, essere concessionari, sembra che Voi, invece, vorreste, se Vi fosse consentito, diventare CTD".

Se il Governo italiano dovesse puntare su nuove norme ancora più restrittive nei confronti dei centri collegati a operatori a Stanleybet, queste saranno "censurate dai Giudici europei e disapplicate dai tribunali italiani. E i CTD si rafforzeranno come fenomeno indipendente, anzicché divenire parte del sistema". Secondo Whittaker "è necessario che le Autorità italiane mantengano lucidità e chiarezza nel perseguimento dell`obiettivo di salvare il sistema concessorio, non di farlo fallire definitivamente". Un obiettivo che non può essere raggiunto condividendo gli obiettivi "con i rappresentati dei Concessionari, con Stanleybet e con altri legittimi rappresentanti dei CTD per trovare una soluzione condivisa, nell`interesse della collettività, non di Maurizio Ughi e Francesco Ginestra".

RED/Agipro

www.agipronews.it | agipro@agipro.it

Qui il testo integrale della Lettera Aperta: 2014.09.09 – LETTERA APERTA STANLEYBET


1 2 3 4 5 6