AGICOS: GINESTRA: STATO ABBANDONI IMMOBILISMO

GINESTRA "STATO ABBANDONI IMMOBILISMO"

Per il presidente di Assosnai, dalla crisi dell'ippica agli operatori non autorizzati lo Stato “deve rimediare ai danni che ha causato per anni"

Lo Stato si riempie la bocca di belle parole e di tanti progetti, ma poi se ne lava le mani nascondendosi dietro la mancanza di risorse economiche. Vanno attuate le giuste misure in maniera tempestiva, togliendo il terreno all’illegalità e garantendo gli incassi per lo Stato. Questo immobilismo rischia di far saltare migliaia di posti di lavoro”. È il monito di Francesco Ginestra, presidente di Assosnai – associazione che riunisce le imprese del settore delle scommesse – in un intervento a tutto tondo sull’attualità del settore concesso ad Agicos.

La situazione dell'ippica è drammatica” l’amara constatazione sulla crisi del settore. “Tra scioperi e chiusure di ippodromi, l’incasso del 2012 ha registrato un calo del 26% rispetto all’anno precedente. Vanno attuate le giuste misure in maniera tempestiva, togliendo il terreno all’illegalità e garantendo gli incassi per lo Stato. Questo immobilismo rischia di far saltare migliaia di posti di lavoro. Ci vuole un restyling totale, l’offerta al pubblico va riordinata e modernizzata, aumentando la restituzione in vincita e rendendo più ospitali gli ippodromi. La verità è che un progetto così importante è fermo perché si è concentrati sui prodotti che concedono di più all’erario”.

In questo senso, ampio consenso all’introduzione delle scommesse virtuali, i cui decreti attuativi sono stati da poco pubblicati dai Monopoli di Stato: “la loro introduzione può aiutare il comparto ad arginare in parte la crisi derivante dal declino delle scommesse ippiche. Purtroppo il via libera è arrivato in forte ritardo, visto che la ‘concorrenza’ priva di concessione ha già attivato questo tipo di offerta  da tempo”.

Una concorrenza alla quale recentemente anche Stanley, con il lancio del progetto ‘Cartago’, ha annunciato di voler dare battaglia: “Ovviamente sono d’accordo sulla necessità di debellare tutte le irregolarità nel settore – prosegue Ginestra – ma dubito fortemente che sia possibile farlo affianco a chi tutt’ora combatte lo Stato e la nostra attività, poiché è evidente che l’obiettivo principale dell’operatore è quello di eliminare la propria concorrenza, continuando però a raccogliere gioco in Italia senza sottostare alle nostre stesse regole, e ciò è inaccettabile. Lo dimostra ancor di più la strategia adottata da Stanley con il ricorso all’ultimo bando: un operatore che non ha mai avuto intenzione di partecipare ai bandi di gara, pur avendone avuto tutte le possibilità, mostra un’unica modalità d’azione, quella di impugnare i bandi e ostacolare per vie legali la nostra attività. Anche i nostri Associati hanno impugnato l’ultimo bando per denunciare la disparità tra gli operatori autorizzati del settore in termini di durata delle concessioni, requisiti di stabilità economica e di affidabilità, ma l’hanno fatto nel pieno rispetto delle leggi, presentando le offerte per partecipare”.

Lo Stato perciò “deve rimediare ai danni che ci ha causato per anni ed eliminare le discriminazioni, portando tutti gli operatori a lavorare alle stesse condizioni. La differenza sostanziale, oltre che formale, tra gli operatori AAMS e i soggetti esteri privi di concessione italiana – che al di là di operazioni e comunicati non pagano le tasse in Italia né si adeguano alle norme severissime a cui è sottoposto ogni nostro associato – è che i veri discriminati siamo noi: abbiamo un prelievo fiscale che non ci permette di offrire prodotti concorrenziali, un palinsesto rigido che limita alla base l’offerta e vediamo prosperare a fianco alle nostre agenzie soggetti che non si sa quale attività svolgano realmente, a che titolo e collegati a chissà chi”. 

 http://www.agicoscommessenews.it/dett-news.php?id_news=124780

Agicos: ASSOSNAI, RETE AAMS VITTIMA ERRORI STATO

ASSOSNAI, RETE AAMS VITTIMA ERRORI STATO

Assosnai parla della situazione della rete di agenzie in seguito alla sentenza della Cassazione e alla recente circolare dei Monopoli sul pagamento dell'Imposta Unica da parte dei CTD

"La recente circolare AAMS sul pagamento dell'Imposta Unica da parte dei CTD (Centri Trasmissione Dati collegati con operatori esteri), seguita dall'invio di formali richieste agli operatori privi di concessione, è un tentativo di ristabilire il corretto funzionamento del mercato delle scommesse, per il recupero di una situazione già da troppo tempo drammaticamente compromessa: finalmente saranno obbligati al pagamento dell'Imposta Unica e delle relative sanzioni anche i soggetti che esercitano la raccolta senza concessione AAMS. Al di la delle buone intenzioni però, riporta una nota Assosnai, adesso la norma deve essere applicata o, in caso contrario anche i concessionari AAMS devono smettere di versare l'Imposta Unica sui Giochi.

Perdura comunque una situazione di evidente confusione, confermata anche dalla recente sentenza della Cassazione che ha evidenziato gli errori compiuti dallo Stato italiano nella gestione del regime concessorio. Ciò ha portato al proliferare di un sistema "autogestito" che affianca da anni la rete AAMS: da un lato, i concessionari che nel rispetto delle leggi nazionali sostengono gli elevati costi di concessione e di imposte sui giochi e si sottopongono a un sistema di rigidi controlli per il mantenimento di adeguati livelli di servizio; dall'altro alcune imprese che, seguendo unicamente procedure private e senza avere l'obbligo di contribuire alle entrate erariali, hanno la possibilità di offrire condizioni più vantaggiose alla clientela, praticando una concorrenza sleale nei confronti della rete AAMS. Tutto ciò lascia il consumatore abbandonato a se stesso in prodotti di gioco dove, la salute pubblica deve essere tutelata e quindi controllata. 

La causa della sofferenza della rete AAMS – si legge ancora nella nota Assosnai – è da dunque da imputare agli errori ed alla mancata tutela da parte dello Stato: i bandi di gara emanati dal 2000 in poi sono stati puntualmente censurati dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea e ciò  ha creato ingenti danni principalmente alle società concessionarie italiane: a quelle del 2000, che si sono aggiudicate le gare pagando cospicue somme per acquistare una "esclusiva" sui Giochi che in realtà lo Stato non possedeva; a quelle del 2006 che, in più, sono state limitate nell'attività d'impresa dovendo sottostare a contingentamenti, distanze, limiti territoriali che in seguito sono stati disapplicati dalle Sentenze della Corte Europea.

Il modello di accettazione scommesse in Italia deve essere dunque completamente ridisegnato, stabilendo un modello unico e valido per tutti, considerando che lo Stato Italiano non può vendere un diritto di esclusiva che non ha di fatto e che risulta non avere mai avuto neppure di diritto.  Se ciò dovesse portare ad un regime autorizzativo, dovranno essere rimborsate le somme versate dalle imprese concessionarie per l'acquisto dei diritti e il pagamento dell'imposta unica, lasciando spazio all'iniziativa privata, prevedendo le regole mancanti nel nostro ordinamento a tutela dello scommettitore-consumatore. 

E' necessario che ciò avvenga prima dell'emanazione di una gara che porterà a nuovi contenziosi e inevitabili responsabilità dello Stato Italiano e dei dirigenti coinvolti".

Agicoscommesse: AAMS, IMPOSTA UNICA ANCHE PER CTD

07-06-2012 ore 17:36 – cg

AAMS, IMPOSTA UNICA ANCHE PER CTD

Pubblicate disposizioni interpretative relative all'imposta unica su scommesse e concorsi pronostici ex art. 1 comma 66 della legge 13 dicembre 2010 n°220. Si precisa in particolare che le agenzie di scommesse collegate a bookmaker esteri, anche se prive di concessione Aams,  sono tenute a versare il prelievo fiscale: "Non pare esservi dubbio che nell'ipotesi di operatori esteri che agiscono in italia – in possesso o meno di regolare concessione amministrativa – tramite locali aperti al pubblico dove il giocatore effettua la puntata e riceve la ricevuta di gioco, le scommesse siano da considerare accettate nel territorio italiano, annulla rilevando, come afferma la legge, che la raccolta sia effettuata per conto proprio o di terzi anche ubicati all'estero". I soggetti privi di concessione "possono agevolmente autoliquidare l'imposta sulla base delle scommesse accettate ed effettuare il versamento analogamente ai soggetti concessionari mediante il modello F24 Accise". Secondo le stime, la rete parallela è composta da almeno mille agenzie che generano un volume d'affari tra gli 1 e i 2 miliardi di euro l'anno, mentre la raccolta dei concessionari scommesse nel 2011 è stata di 3,8 miliardi di euro.

 Il documento completo è consultabile a questo link

Agicoscommesse: ASSOSNAI, RETE PARALLELA SOTTRAE RISORSE

30-05-2012 ore 17:34 – mr

ASSOSNAI, RETE PARALLELA SOTTRAE RISORSE

Mercato legale subisce un'ulteriore batosta da "Scommessopoli", nonostante le giocate incriminate non siano passate sui circuiti autorizzati

"La mancata tutela da parte del Parlamento e di AAMS nei confronti della rete di Stato di raccolta scommesse sta portando i disastrosi effetti che temevamo. Il mercato legale del betting adesso subisce un'ulteriore batosta da "Scommessopoli", le cui numerose puntate "sporche" però – si legge in una nota di Assosnai – sono transitate quasi totalmente su siti web di bookmaker esteri non autorizzati in Italia e che, pertanto, sfuggono ai controlli di noi operatori sul territorio e a quello di Sogei/AAMS". Questa è la principale preoccupazione di Francesco Ginestra, Presidente di Assosnai, associazione rappresentativa degli interessi di centinaia di concessionari e gestori di locali scommesse. Da quando le scommesse sono legali in Italia questa è la prima volta che viene sospettata una così fitta rete di combine e di coinvolgimento di sportivi e dirigenti delle società di calcio: una con-causa è il dilagare di centri non autorizzati da AAMS per la raccolta delle scommesse, che operano senza concessione, sfuggono ad ogni controllo ed offrono quote più allettanti rispetto alla rete AAMS, poiché non devono sottostare all'elevata imposizione fiscale italiana sul gioco raccolto che grava sulle imprese. Questi soggetti, in virtù del diritto comunitario, scavalcano la normativa nazionale e operano in Italia sottraendo risorse alle nostre imprese ed all'erario, senza fornire le stesse garanzie che offre lo Stato allo scommettitore. "I numeri lo dimostrano. Il settore delle scommesse legali, che muove un mercato da circa 4 miliardi di euro l'anno – prosegue Ginestra – sta inesorabilmente collassando: le agenzie certificate dai Monopoli sono sopraffatte dalla sleale concorrenza dei soggetti non autorizzati e sono destinate a chiudere con la conseguente perdita di numerosi posti di lavoro". E ancora, prosegue la nota, "Scommessopoli è solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso e si sta facendo sentire pesantemente anche nel mercato italiano del betting: nei primi quattro mesi del 2012 la rete AAMS ha avuto un crollo del 9,42% rispetto allo stesso periodo del 2011. Se poi a ciò aggiungiamo quanto riportato in questi giorni da numerosi organi di informazione, ovvero che solo il 30% delle scommesse sportive viene raccolto nei nostri locali, allora i presunti ulteriori 8 miliardi di movimento di gioco navigano sul circuito parallelo, portando allo sbando le nostre imprese e la tutela dello Stato. Tutto ciò non fa che alimentare uno scenario ben poco confortante che deve portare lo Stato a prendere una decisione, perché rimanere in costante bilico tra normativa nazionale ed europea crea solo confusione e spalanca le porte a chi opera senza seguire le nostre stesse regole, imposte dallo Stato; se la strada è quella di doversi adeguare alla normativa europea, come ormai ciclicamente ci viene quasi "imposto" dalla Corte di Giustizia UE, allora che ci si adegui, ma in tutto e per tutto. Se non si rivede l'intero modello di gestione del comparto, ristabilendo gli equilibri tra autorizzati e non – conclude Ginestra – c'è poca speranza di salvare il settore dal completo sfacelo e lo Stato perderà più volte: dalle mancate entrate erariali, al dilagare della ludopatia con i conseguenti costi sociali, alle richieste di danni degli operatori costretti a fallire per la mancata tutela del settore".

News: Lanci stampa dichiarazioni Presidente Assosnai

ANSA – GIOCHI: ASSOSNAI, SISTEMA CONCESSIONI NON E' IN DISCUSSIONE

 

(ANSA) – ROMA, 16 FEB – ''Come prevedibile la Corte di Giustizia ha espresso un giudizio negativo sulla normativa disciplinante le gare Bersani, peraltro in parte gia' abrogate, per le quali la Corte di Cassazione aveva sollevato dubbi di conformita' ai principi dell'Unione Europea. La sentenza non ha quindi assolutamente sancito che i CTD, di qualsiasi operatore, siano legittimati a raccogliere scommesse senza concessione Aams''. Francesco Ginestra, Presidente di Assosnai, commenta cosi' il giudizio della Corte pronunciato questa mattina. ''Il sistema delle concessioni non viene messo in discussione. Dalla sentenza si ha la conferma che diventa debole ed attaccabile quando le singole prescrizioni che lo disciplinano risultano restrittive dei principi dell'Unione Europea senza una adeguata motivazione''. Nessuna preoccupazione, dunque, da parte di Assosnai per i possibili effetti della sentenza della Corte di Giustizia Ue sul sistema italiano delle scommesse. Dal punto di vista pratico non pone in discussione la legittimita' della posizione dei concessionari Aams, pur riconoscendo a soggetti legati ad un operatore penalizzato dalle specifiche norme dichiarate incompatibili la possibilita' di far valere tale incompatibilita', al fine di evitare, nel caso specifico, le relative sanzioni penali. ''Occorrera', pertanto, attendere il pronunciamento della Corte Cassazione e dei giudici nazionali per verificare i riflessi della sentenza sui giudizi in corso. Auspichiamo che il legislatore, per il futuro si conformi alle prescrizioni della Corte laddove precisa che le condizioni e le modalita' di una gara devono essere formulate in modo chiaro, preciso e univoco'', conclude Ginestra. (ANSA). COM-VN 16-FEB-12 15:31 NNNN


ADNKRONOS – SCOMMESSE: GINESTRA (ASSOSNAI), SISTEMA CONCESSIONI NON E' IN DISCUSSIONE
Roma, 16 feb. – (Adnkronos) – "Come prevedibile la Corte di Giustizia ha espresso un giudizio negativo sulla normativa disciplinante le gare Bersani, peraltro in parte gia' abrogate, per le quali la Corte di Cassazione aveva sollevato dubbi di conformita' ai principi dell'Unione Europea. La sentenza non ha quindi assolutamente sancito che i CTD, di qualsiasi operatore, siano legittimati a raccogliere scommesse senza concessione Aams". Francesco Ginestra, Presidente di Assosnai, commenta cosi' l'atteso giudizio della Corte pronunciato questa mattina. "Il sistema delle concessioni non viene messo in discussione. Dalla sentenza si ha la conferma che diventa debole ed attaccabile quando le singole prescrizioni che lo disciplinano risultano restrittive dei principi dell'Unione Europea senza una adeguata motivazione". Nessuna preoccupazione, dunque, da parte di Assosnai per i possibili effetti della sentenza della Corte di Giustizia Ue sul sistema italiano delle scommesse. Dal punto di vista pratico non pone in discussione la legittimita' della posizione dei concessionari Aams, pur riconoscendo a soggetti legati ad un operatore penalizzato dalle specifiche norme dichiarate incompatibili la possibilita' di far valere tale incompatibilita', al fine di evitare, nel caso specifico, le relative sanzioni penali. "Occorrera', pertanto, attendere il pronunciamento della Corte Cassazione e dei giudici nazionali per verificare i riflessi della sentenza sui giudizi in corso. Auspichiamo che il legislatore, per il futuro si conformi alle prescrizioni della Corte laddove precisa che le condizioni e le modalita' di una gara devono essere formulate in modo chiaro, preciso e univoco", conclude Ginestra. (Red/Ct/Adnkronos) 16-FEB-12 17:11 NNN

AGIPRONEWS – 16 febbraio 2012 Sentenza Corte di Giustizia, Ginestra (Assosnai): "Il sistema delle concessioni non è in discussione"
 ROMA – “Come prevedibile la Corte di Giustizia ha espresso un giudizio negativo sulla normativa disciplinante le gare Bersani, peraltro in parte già abrogate, per le quali la Corte di Cassazione aveva sollevato dubbi di conformità ai principi dell’Unione Europea. La sentenza non ha quindi assolutamente sancito che i CTD, di qualsiasi operatore, siano legittimati a raccogliere scommesse senza concessione Aams". Francesco Ginestra, Presidente di Assosnai, commenta così l’atteso giudizio della Corte pronunciato questa mattina. “Il sistema delle concessioni non viene messo in discussione. Dalla sentenza si ha la conferma che diventa debole ed attaccabile quando le singole prescrizioni che lo disciplinano risultano restrittive dei principi dell’Unione Europea senza una adeguata motivazione”. 
Nessuna preoccupazione, dunque, da parte di Assosnai per i possibili effetti della sentenza della Corte di Giustizia Ue sul sistema italiano delle scommesse. Dal punto di vista pratico non pone in discussione la legittimità della posizione dei concessionari Aams, pur riconoscendo a soggetti legati ad un operatore penalizzato dalle specifiche norme dichiarate incompatibili la possibilità di far valere tale incompatibilità, al fine di evitare, nel caso specifico, le relative sanzioni penali. “Occorrerà, pertanto, attendere il pronunciamento della Corte Cassazione e dei giudici nazionali per verificare i riflessi della sentenza sui giudizi in corso. Auspichiamo che il legislatore, per il futuro si conformi alle prescrizioni della Corte laddove precisa che le condizioni e le modalità di una gara devono essere formulate in modo chiaro, preciso e univoco”, conclude Ginestra.

GIOCONEWS – 16 febbraio 2012 Ginestra (Pres. Assosnai): “Il sistema delle concessioni non è in discussione"
“Il sistema delle concessioni non viene messo in discussione. Dalla sentenza si ha la conferma che diventa debole ed attaccabile quando le singole prescrizioni che lo disciplinano risultano restrittive dei principi dell'Unione Europea senza una adeguata motivazione”. A prendere le difese del sistema concessorio nazionale è il leader di Assosnai Francesco Ginestra che spiega: "Come prevedibile la Corte di Giustizia ha espresso un giudizio negativo sulla normativa disciplinante le gare Bersani, peraltro in parte già abrogate, per le quali la Corte di Cassazione aveva sollevato dubbi di conformità ai principi dell'Unione Europea. La sentenza non ha quindi assolutamente sancito che i Ctd, di qualsiasi operatore, siano legittimati a raccogliere scommesse senza concessione Aams". Nessuna preoccupazione, dunque, da parte di Assosnai per i possibili effetti della sentenza della Corte di Giustizia Ue sul sistema italiano delle scommesse.

AGICOSCOMMESSE – ASSOSNAI, SENTENZA NON LEGITTIMA I CTD
Nessuna preoccupazione da parte di Assosnai per i possibili effetti della sentenza della Corte di Giustizia Ue. Ginestra: "Occorrerà attendere il pronunciamento della Corte Cassazione e dei giudici nazionali per verificare i riflessi della sentenza sui giudizi in corso"
"Come prevedibile la Corte di Giustizia ha espresso un giudizio negativo sulla normativa disciplinante le gare Bersani, peraltro in parte già abrogate, per le quali la Corte di Cassazione aveva sollevato dubbi di conformità ai principi dell'Unione Europea. La sentenza non ha quindi assolutamente sancito che i CTD, di qualsiasi operatore, siano legittimati a raccogliere scommesse senza concessione Aams". Francesco Ginestra, Presidente di Assosnai, commenta così il giudizio della Corte pronunciato questa mattina. "Il sistema delle concessioni non viene messo in discussione. Dalla sentenza si ha la conferma che diventa debole ed attaccabile quando le singole prescrizioni che lo disciplinano risultano restrittive dei principi dell'Unione Europea senza una adeguata motivazione". Nessuna preoccupazione, dunque, da parte di Assosnai per i possibili effetti della sentenza della Corte di Giustizia Ue sul sistema italiano delle scommesse. Dal punto di vista pratico  – si legge in una nota – non pone in discussione la legittimità della posizione dei concessionari AAMS, pur riconoscendo a soggetti legati ad un operatore penalizzato dalle specifiche norme dichiarate incompatibili la possibilità di far valere tale incompatibilità, al fine di evitare, nel caso specifico, le relative sanzioni penali. "Occorrerà, pertanto, attendere il pronunciamento della Corte Cassazione e dei giudici nazionali per verificare i riflessi della sentenza sui giudizi in corso. Auspichiamo che il legislatore, per il futuro si conformi alle prescrizioni della Corte laddove precisa che le condizioni e le modalità di una gara devono essere formulate in modo chiaro, preciso e univoco", conclude Ginestra.
 

Agicoscommesse: ASSOSNAI, ILLEGITTIME RICHIESTE AAMS

12-01-2012 ore 16:50 – pa

ASSOSNAI, ILLEGITTIME RICHIESTE AAMS 

Assosnai torna sulla questione dei minimi garantiti delle scommesse ippiche. Per l'associazione è "a rischio il futuro delle imprese"

Assosnai "ritiene inesigibili e illegittime le nuove richieste dei Monopoli di Stato relative al pagamento dei minimi garantiti sull'ippica per il periodo 2006-2010", come già ripetutamente e sistematicamente sentenziato da parte dei giudici amministrativi. L'associazione, rappresentativa degli interessi di centinaia di concessionari, ha inviato una lettera rivolta ai Monopoli, all'Assi e ai Ministeri delle Politiche Agricole e dell'Economia, in cui si invita a ritirare le intimazioni di versamento o almeno a sospenderne l'efficacia per avviare un confronto istituzionale che consenta di assestare in maniera definitiva e soddisfacente il nodo delle "modalità di salvaguardia", tanto più urgente di fronte alle attuali criticità del settore. "Una richiesta  – si legge in una nota dell'associazione – non solo illegittima, quanto irresponsabile nei confronti dei concessionari che hanno letteralmente creato il mercato della scommessa ippica e che oggi si trovano ormai stremati dalla sua crisi sistemica: non si può pretendere il pagamento – illegittimo – di svariate decine (e spesso centinaia) di migliaia di euro senza effetti negativi per aziende da cui traggono sostentamento centinaia di lavoratori insieme alle loro famiglie. In ogni caso Assosnai chiede all'Amministrazione di astenersi dall'adottare qualsiasi provvedimento sanzionatorio per i concessionari, in caso di mancato adempimento entro il termine di 30 giorni. Assosnai ha inviato ai propri associati una circolare in cui si invita a diffidare i Monopoli di Stato sulle richieste di pagamento e sulle possibili sanzioni. I giudici amministrativi hanno ripetutamente sottolineato, con sentenze favorevoli ai concessionari, come le "modalità di salvaguardia" intese dal legislatore dovessero condurre al radicale superamento dei criteri di calcolo dei minimi garantiti, ormai divenuti inattuali e insostenibili nel mutato assetto ordinamentale, conseguente al Bando Bersani del 2006. L'Amministrazione, ignorando quanto stabilito dai giudici, si è limitata a sostituire l'inerzia di un quinquennio nel trovare una soluzione, con la diretta quanto inammissibile affermazione di non poter adottare alcunché, passando, quindi, a pretendere nuovamente il versamento dei medesimi importi dei minimi garantiti arretrati – tra l'altro calcolati in maniera errata – nell'esatta misura già espressamente e inequivocabilmente censurata dai Giudici. Un'azione – si legge ancora – che presenta, inoltre, effetti autolesionistici: un aggravio fiscale anziché incrementare il prelievo porterebbe al fallimento delle aziende. Ugualmente irresponsabile è stato il mancato confronto preliminare su quelle determinazioni di salvaguardia che proprio questo Sindacato aveva specificamente sollecitato fin dal 2007, anche per trovare la soluzione – chiesta dai giudici – che ora l'Amministrazione intende eludere con chiara posizione di rifiuto". 

Agicoscommesse: ASSOSNAI INCONTRA I MONOPOLI DI STATO

 

22-12-2011 ore 14:14 – ms
ASSOSNAI INCONTRA I MONOPOLI DI STATO

Tavolo tecnico con Assi per il rilancio dell'ippica

Un tavolo di lavoro con Monopoli di Stato e Assi: è l’impegno che i vertici di Aams hanno assunto con Assosnai – rappresentata dal presidente Francesco Ginestra e dal consigliere Maurizio Ughi – nel corso di un incontro che si è svolto ieri e durante il quale è emersa la totale disponibilità a trovare quanto prima le soluzioni adeguate ai problemi che attanagliano l’ippica italiana.  Il momento che sta attraversando l’ippica è drammatico e Assosnai denuncia i tagli mortali inferti al settore, che potrebbero provocarne la morte.

“La chiusura dell’ippica vorrebbe dire cancellare 50mila posti di lavoro e chiudere 700 aziende” dichiara Francesco Ginestra. E se le istituzioni non interverranno subito per risolvere la situazione in cui versa il settore, “l’Italia perderà un pezzo di storia, di cultura e di tradizione che ha dato per anni prestigio al Paese. Non si può pensare di vivere solo di online, di tecnologia e di palline virtuali, non si può perdere il contatto con il territorio e si deve tutelare un’intera rete di raccolta”.

“Per far questo – prosegue Ginestra – la politica deve scendere in campo per fare qualcosa: mi appello in particolare a Ministero delle Finanze e Ministero dell’Agricoltura, affinché intervengano a salvaguardia del settore”.

Preoccupato anche dalla partenza dei virtual games, il Presidente Ginestra aggiunge che  “Le corse virtuali possono servire da riempimento nei momenti di vuoto ma non possono certo sostituire le corse reali”.

Soddisfazione è stata espressa da parte di Assosnai per la situazione del Bingo visto che sembrerebbe certo l’inserimento da parte del Governo – nel decreto Milleproroghe – delle misure di agevolazione fiscale per il comparto. 

Agicoscommesse: GINESTRA, CONCLUSIONI AG UNA CONFERMA

GINESTRA, CONCLUSIONI AG UNA CONFERMA

Per il Presidente di AssoSnai, le conclusioni dell'Avvocato Generale presso la Corte di Giusitizia "confermano l'impianto del sistema italiano"

Francesco Ginestra, presidente di AssoSnai, si dice pienamente soddisfatto delle conclusioni dell'Avvocato Generale presso la Corte di Giustizia Pedro Cruz Villalón, presentate ieri nella causa Costa-Cifone: "Viene confermato l'impianto del sistema italiano di regolamentazione della raccolta dei Giochi Pubblici" spiega in una nota. "L'Avvocato Generale ha difatti affermato la consolidata giurisprudenza della Corte UE, che da tempo attribuisce agli Stati membri un ampio margine di manovra quanto a obiettivi e livello di protezione perseguiti nel settore del gioco, e che ha confermato ancora una volta che l'impianto generale del modello concessorio italiano è giustificato ai sensi del diritto UE. Occorrerà comunque attendere la Sentenza e, qualora alcuni dei rilievi sollevati dall'Avvocato Generale dovessero trovare conferma, saranno i giudizi nazionali a dover emettere il giudizio finale sul sistema. Siamo fiduciosi che si saprà esaminare con attenzione la normativa nazionale e cogliere gli obiettivi che essa persegue alla luce dei principi vincolanti affermati dalla Corte di Giustizia Ue, confidando che emerga in maniera inequivocabile l'inconciliabilità tra il modus operandi di alcuni operatori tramite i propri Centri Trasmissione Dati e l'attuale sistema concessorio italiano, la cui legittimità è stata più volte affermata dalla Corte Ue, modus operandi che si traduce in sostanza in un vero e proprio aggiramento di tutte le regole del nostro ordinamento, inclusa quella che vieta l'intermediazione, la cui compatibilità con i principi UE non è mai stata messa in discussione. Auspichiamo, infine una ferma presa di posizione da parte di AAMS, in ordine a misure di tutela ed intervento, al fine di scongiurare lo svuotamento dei diritti concessori e il conseguente contenzioso che si aprirebbe con gli operatori che hanno effettuato ingenti investimenti nel settore, nella certezza del diritto nazionale. 


http://www.agicoscommesse.it/dett-news.php?id_news=108850

Agicoscommesse: MATALONI “RETE LEGALE RISCHIA CHIUSURA”

MATALONI "RETE LEGALE RISCHIA CHIUSURA"

 

"Una follia le nuove norme a tutto vantaggio degli operatori illegali"

“La rete legale rischia la chiusura. E gli unici a beneficiare degli effetti della legge di Stabilità saranno gli operatori illegali, che continuano ad operare nell’impunità”. Marco Mataloni, titolare di una grande agenzia di scommesse Snai attiva in Emilia Romagna, si aggiunge al coro degli scontenti in vista dei nuovi oneri previsti dal pacchetto di norme (Stabilità, Manovra 2011, legge Antiriciclaggio) emanate a partire dal prossimo anno. “Mi sembra di sognare” ha detto ad Agicos Mataloni. “Quello che si sta facendo è una follia assoluta. Si vanno a colpire i migliori investimenti in Italia, e se si distruggono quelli, crolla l’intero sistema. È un danno enorme non solo per le piccole, ma anche per le grandi aziende. In questo modo si va verso il collasso della rete legale, questo sarebbe il meraviglioso risultato di questi provvedimenti. Il tutto a vantaggio degli operatori illegali che continuano e continueranno ad operare indisturbati. Sì – ha concluso Mataloni – paradossalmente sono proprio loro gli unici a trarre vantaggio da questa situazione”.

http://www.agicoscommesse.it/dett-news.php?id_news=108845

Agicoscommesse: VICENZA SCOMMESSE: STOP DIETRO L’ANGOLO

 

VICENZA SCOMMESSE: STOP DIETRO L'ANGOLO

L'amministratore unico di Vicenza Scommesse prospetta un futuro nero per le agenzie di scommesse

L'amministratore unico di Vicenza Scommesse, Mirko Dalla Valle, invita lo Stato a riflettere sulle nuove norme emanate già a partire dallo scorso anno e che nel loro insieme implicano un innalzamento dei costi di gestione delle aziende nel settore di giochi e scommesse. In merito all’insieme di oneri, quantificabili in circa 160.000 euro l'anno in più, che gli attuali operatori sono chiamati a sostenere, Dalla Valle afferma: "Di fronte a simili cifre non sappiamo come agire: 160.000 euro è una cifra talmente elevata da far rischiare la chiusura delle nostre aziende o il passaggio ad altri operatori". In merito alle possibili strategie da adottare per far fronte a questi costi, l'amministratore unico afferma che: "Attualmente non abbiamo ancora studiato nessuna strategia ed oggi l'unica soluzione è la chiusura. Aspettiamo il bando per capire come agire". "L'unica speranza – riferisce Dalla Valle ad Agicos – è che lo Stato possa riflettere su queste leggi che ogni anno mettono sempre più a rischio il settore di giochi e scommesse, un settore che ormai non dà più guadagno". "Questa nuova norma – continua l'amministratore di Vicenza Scommesse, da 12 anni operante nel settore – favorisce solo le grandi aziende ma oggigiorno sono le piccole società che dovrebbero essere tutelate perché hanno la capacità di seguire fisicamente le aziende e quindi di muoversi meglio sul mercato mentre le grandi aziende non hanno gli affiliati che portano guadagno".

http://www.agicoscommesse.it/dett-news.php?id_news=108846


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