Comunicato stampa: AGISCO: IL DIRETTORE MINENNA DEVE DARE ATTENTO ASCOLTO ALLA RETE DI STATO DI RACCOLTA GIOCHI E FARSI PORTAVOCE DELLA DRAMMATICA SITUAZIONE CON IL GOVERNO

Comunicato stampa: AGISCO: IL DIRETTORE MINENNA DEVE DARE ATTENTO ASCOLTO ALLA RETE DI STATO DI RACCOLTA GIOCHI E FARSI PORTAVOCE DELLA DRAMMATICA SITUAZIONE CON IL GOVERNO

AGISCO: IL DIRETTORE MINENNA DEVE DARE ATTENTO ASCOLTO ALLA RETE DI STATO DI RACCOLTA GIOCHI E FARSI PORTAVOCE DELLA DRAMMATICA SITUAZIONE CON IL GOVERNO

Il Direttore Generale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), Marcello Minenna non ha ancora risposto alle richieste di incontro inviate per assicurare la sopravvivenza dalle migliaia di punti vendita dei Giochi Pubblici che danno lavoro a decine di migliaia di persone. Dalla stampa apprendiamo che ha incontrato solo i “grandi” concessionari, che hanno problematiche affini ma differenti da chi ogni giorno deve alzare la saracinesca per raccogliere il gioco lecito per conto dello Stato.

Francesco Ginestra, Presidente AGISCO – Associazione Giochi e Scommesse, rappresentativa delle piccole e medie imprese (autorizzate e iscritte nei ruoli di ADM) che raccolgono Giochi Pubblici per conto dello Stato prevalentemente nei “Negozi di Gioco”:

Dal 3 aprile abbiamo scritto tre differenti note chiedendo di essere ascoltati per definire tempi e modi per garantire una rapida ripresa dell’attività dotandoci di tutti gli strumenti atti a garantire la salute pubblica. Abbiamo chiesto l’incontro a tutti i referenti interessati e attendevamo un segnale principalmente dal Direttore Minenna, stante il ruolo di controllo sul comparto dei Giochi Pubblici esercitato dall’Agenzia.

Nessuna replica è mai giunta, abbiamo solo appreso a mezzo stampa che il Direttore Minenna ha incontrato i “grandi” concessionari, che hanno problematiche affini ma differenti da chi, come noi,  ogni giorno deve alzare la saracinesca per raccogliere il gioco lecito per conto dello Stato.

Abbiamo evidenziato la necessità di strumenti specifici di sostegno delle piccole e medie imprese che costituiscono la rete ADM, che a causa di “regolamenti etici” sono escluse dall’accesso al credito bancario, pur lavorando per conto dello Stato italiano.

È evidente che il Governo, impegnato in un fronte d’azione intenso e ampio, abbia bisogno che ADM fornisca le adeguate informazioni e gli opportuni stimoliper incidere a sostegno del comparto, ma ciò non accade, stante l’indifferenza del Direttore Minenna nei confronti delle richiesta di dialogo per assicurare la continuità aziendale delle imprese e delle decine di migliaia di persone che lavorano in questo settore.

Anche sulla nuova “tassa” a favore del “fondo di rilancio del sistema sportivo nazionale” ipotizzata in queste ore, è assordante il silenzio di ADM: è una norma che, se approvata, darà il colpo ferale alla crisi dei piccoli e medi operatori, incidendo sulle imprese che tirano su la saracinesca dei punti di gioco, che dall’inizio della sospensione dell’attività hanno avuto mediamente un danno di 36.000 euro a negozio di gioco. Queste perdite possono essere state solo in parte mitigate dalla Cassa Integrazione prevista per i dipendenti (laddove sia stata effettivamente erogata), poiché le imprese hanno dovuto comunque far fronte alla copertura di tutti i costi aziendali, anche se dilazionati nel tempo.

È evidente che ADM deve farsi carico di rappresentare questa situazione al Governo, promuovendo qualsiasi iniziativa che possa dare risorse e liquidità alla rete, partendo per prima cosa dal corrispondere qualsiasi somma sia dovuta agli operatori, come quanto determinato dai lodi arbitrali non ancora corrisposti, sospendendo i versamenti dei canoni di concessione e la seconda rata di quanto dovuto a seguito della proroga onerosa delle concessioni. Provvedimenti di fondamentale importanza per assicurare la sopravvivenza dei piccoli e medi operatori.

Rinnoviamo pertanto la richiesta di essere immediatamente ascoltati dal Direttore ADM Minenna.

Agisco al MEF e ADM: necessari provvedimenti urgenti e specifici di sostegno al settore

Agisco al MEF e ADM: necessari provvedimenti urgenti e specifici di sostegno al settore

Illustre Signor Ministro dell’Economia e Finanza Prof. Roberto Gualtieri

Illustre Signor Sottosegretario di Stato Dott. Pier Paolo Baretta

Illustre Signor Direttore Agenzia Dogane Monopoli Dott. Marcello Minenna

faccio seguito alla precedente nota del 3 aprile con la quale la scrivente Associazione,  rappresentativa delle piccole e medie imprese autorizzate e iscritte nei ruoli dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) per la raccolta dei Giochi Pubblici per conto dello Stato, ha chiesto di avere una interlocuzione per apportare un contributo alla definizione delle opportune linee guida sanitarie che consentano la rapida riapertura dei locali di gioco, con la necessaria protezione per i clienti e con i conseguenti aiuti alle imprese affinché possano attuarle.

Ribadendo la disponibilità ad un confronto, la presente per indicare alcuni provvedimenti urgenti e specifici di sostegno alla nostra realtà, nella considerazione che la gran parte della rete rischia di non poter riprendere l’attività quando terminerà il periodo di emergenza decretata dallo Stato per i condivisi motivi sanitari.


Canone concessione e contributo proroga

I Concessionari hanno versato il canone di concessione del primo semestre 2020 (entro il 16 gennaio 2020) e il 50% della “proroga onerosa” disposta dal comma 1 dell’art. 24 del decreto-legge 26 ottobre 2019 n. 124 (entro il 31 dicembre 2020), oltre ad aver dovuto adeguare le garanzie previste dalle convenzioni di concessione. Detti versamenti saranno integrati con il canone di concessione del secondo semestre 2020 (entro il 16 luglio 2020) e con il rimanente 50% della proroga onerosa delle concessioni (entro il 30 giugno 2020).

Considerando che:

  • l’attività di raccolta scommesse è sospesa sin dal 08/03/20 ai sensi dell’art. 2, punto 1 lettera c) del DPCM del 08/03/20; 
  • non è dato ancora sapere quando sarà possibile ricominciare l’attività di raccolta;
  • alla ripresa dell’attività la raccolta non tornerà al livello precedente a causa della sospensione degli eventi sportivi sui quali scommettere, delle misure di contingentamento sociale che ridurranno gli afflussi nei locali di gioco e della crisi economica che ha ridotto sensibilmente la disponibilità dei giocatori;
  • le imprese concessionarie, così come le imprese di gestione che operano per loro conto, si stanno indebitando per  far fronte alla sospensione dell’attività ed ancor di più si indebiteranno per poter adempiere a quanto sarà necessario fare per poter riprendere l’attività in sicurezza,

un primo provvedimento concreto potrebbe essere quello di annullare le scadenze di pagamento di giugno e luglio di canone di concessione e del contributo per la proroga delle concessioni e di disporre che gli importi già versati siano considerati validi fino al 31 dicembre 2021, garantendo così un orizzonte temporale di 18 mesi per far fronte agli impegni assunti e da assumere.


Imposta Unica sulle Scommesse e Prelievo Unico Erariale (PREU) sugli Apparecchi da Divertimento e Intrattenimento (ADI)

I vari provvedimenti sinora emanati non hanno disposto la sospensione né la proroga dei versamenti dell’Imposta Unica sulle scommesse. Per il PREU è stata invece unicamente disposta la sospensione del calcolo forfettario previsto in caso di mancata lettura degli ADI, resosi necessario in seguito dello spegnimento dell’intero parco degli Apparecchi sul territorio nazionale.

Riteniamo sia opportuno prevedere la sospensione  (o perlomeno una congrua rimodulazione) delle aliquote dell’IU e del PREU per l’anno 2020, al fine, anche in questo caso, di dotare della necessaria liquidità le imprese per far fronte alla crisi.


Armonizzazione normativa orari attività raccolta

Considerando che alla ripresa dell’attività di raccolta sarà necessario contingentare gli ingressi nei locali di gioco, è necessario che sia garantita la maggiore operatività possibile, superando i limiti definiti in maniera estemporanea e disomogenea da provvedimenti degli Enti Locali (ad esempio a Roma e Milano l’attività è consentita solo per otto ore al giorno).

È dunque necessaria l’emanazione di una norma nazionale che autorizzi l’attività per lo meno di 16 ore al giorno sull’intero territorio nazionale.


Accesso al credito per le Imprese operanti nel comparto dei Giochi Pubblici

Da tempo gli istituti di credito rifiutano finanziamenti alle imprese che operano nel comparto facendo leva su specifici “codici etici” adottati, pur in presenza di rapporti bancari in essere e della sussistenza dei requisiti finanziari e patrimoniali delle imprese.

È dunque necessaria l’emanazione di una norma nazionale che imponga al sistema bancario di concedere credito alle nostre imprese, ovviamente a fronte delle necessarie ed adeguate verifiche, ma senza una preclusione di natura “etica”.


Restando in attesa di un cortese riscontro, l’occasione è gradita per porgere Distinti saluti.

Francesco Ginestra

Presidente A.GI.SCO. Associazione Giochi Scommesse

TERMINATO STATO AGITAZIONE PUGLIA: ACCOLTE LE MODIFICHE RICHIESTE ALLA LEGGE REGIONALE

TERMINATO STATO AGITAZIONE PUGLIA: ACCOLTE LE MODIFICHE RICHIESTE ALLA LEGGE REGIONALE

La manifestazione in Puglia è terminata, con approvazione delle modifiche auspicate.

Pertanto lo stato di agitazione è concluso.

Segue comunicato stampa AGISCO ed alcuni lanci di Agenzia stampa sull’argomento.

 

AGISCO – GINESTRA: IN PUGLIA HA PREVALSO IL BUONSENSO E LA CONSAPEVOLEZZA CHE IL DISTANZIOMETRO NON E’ LA SOLUZIONE PER LA LUDOPATIA. AUSPICO CHE LA DECISIONE DELLA PUGLIA SIA DA ESEMPIO ALLE ALTRE REGIONI E CHE STIMOLI IL GOVERNO A VARARE SUBITO UNA NORMA NAZIONALE EQUA E SENSATA

Le correzioni approvate oggi alla Legge Regionale della Puglia sono la dimostrazione che se la politica ascolta con attenzione i propri cittadini può modificare norme inique che, se non modificate, portano alla mancata tutela della salute pubblica, alla distruzione di imprese economiche, alla messa in strada di migliaia di famiglie. Quanto deciso oggi in Puglia è quanto diciamo da anni: le imprese esistenti vanno tutelate, le distanze vanno diminuite, i luoghi sensibili vanno individuati con cura, l’apertura di attività “sensibili” in luoghi dove ci sono locali di gioco non possono comportare la chiusura degli esercizi già attivi. Auspico che anche altre Regioni seguano l’esempio della Puglia, nella consapevolezza che solo la rete legale dei Concessionari e dei Gestori affidati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli può garantire la salute dei cittadini , grazie alla professionalità ed esperienza dei propri lavoratori. Spero infine che il Governo prenda spunto da questa decisione per varare un testo unico sui Giochi che aspettiamo da anni.

+++ Giochi in Puglia, Consiglio Regionale approva distanziometro a 250 metri +++

ROMA – Il distanziometro in Puglia si riduce a 250 metri. Bocciato dal Consiglio regionale il subemendamento Colonna, che intendeva mantenere le distanze minime a 500 metri, come indicato dalla legge n. 43 del 2013

Giochi in Puglia, Consiglio regionale: nuovo luogo sensibile non potrà "sfrattare" un'attività esistente

ROMA – Il Consiglio Regionale della Puglia ha votato una modifica della legge che salvaguarda le attività di gioco, qualora – successivamente – sorga nel raggio delle distanze minime previste un luogo sensibile. In sostanza, un punto di gioco non dovrà trasferirsi se nelle sue vicinanze siano ubicati in un momento successivo una scuola, un luogo di culto o un a struttura ospedaliera. MF/Agipro

Svolta antiproibizionista in Puglia: distanziometro a 250 metri, salvi gli esercizi esistenti

ROMA – Il Consiglio Regionale della Puglia boccia la legge anti gioco. L’impianto base delle modifiche alla normativa regionale sui giochi del 2013 è uscito indenne dalla seduta odierna, con 37 voti favorevoli su 43. Ridotto il distanziometro da 500 a 250 metri, salvaguardati gli esercizi già esistenti che sorgono entro le distanze minime, per i quali non è più previsto alcun termine di decadenza. MF/Agipro

COMUNICATO STAMPA – AUTORITA’ GARANTE DEL MERCATO: ANCHE I GESTORI POSSONO PARTECIPARE ALLA PROSSIMA GARA SCOMMESSE

COMUNICATO STAMPA – AUTORITA’ GARANTE DEL MERCATO: ANCHE I GESTORI POSSONO PARTECIPARE ALLA PROSSIMA GARA SCOMMESSE

AUTORITA’ GARANTE DEL MERCATO: ANCHE I GESTORI POSSONO PARTECIPARE ALLA PROSSIMA GARA SCOMMESSE

In merito alla segnalazione di A.GI.SCO., l’Autorità Garante ha invitato ADM a far rimuovere tutti i vincoli contrattuali che impediscono la libera partecipazione degli attuali Gestori al futuro Bando di Gara. A.GI.SCO. Obbligo di ADM verificare.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), a seguito della segnalazione di settembre 2014 dell’Associazione Giochi e Scommesse (A.GI.SCO.), ha invitato l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) ad intervenire, in virtù dei propri poteri di vigilanza e controllo del comparto, per rimuovere le criticità delle clausole contrattuali in materia di durata e rinnovo del Contratto dei Concessionari scommesse con i propri Gestori.

In particolare l’Autorità Garante ha evidenziato che devono essere rimosse le clausole contrattuali ove “estendendo la durata del rapporto contrattuale tra concessionario e gestore oltre il periodo di vigenza dell'attuale concessione, rischiano sia di impedire la partecipazione alla futura procedura concorsuale di un elevato numero di gestori in grado potenzialmente di esercitare, al margine, una concorrenza anche sensibile in sede di gara, sia di ostacolare la mobilità dei gestori a valle della gara.”

ADM, recependo il parere ricevuto, ha inviato una propria nota a tutti i Concessionari scommesse, invitandoli a “non stipulare, con i propri gestori dei negozi, contratti la cui durata sia superiore a quella delle concessioni” e ad “attenersi alle disposizioni convenzionali in materia al fine di garantire il rispetto dei principi fondamentali che inspirano l’attività di raccolta dei giochi pubblici”.

Francesco Ginestra, Presidente A.GI.SCO.:

Finalmente dopo tre anni di mancate risposte alle richieste inviate a ADM di verificare che i contratti di Gestione dei Concessionari fossero rispondenti all’art. 15 della Convenzione (“Rapporti con i Gestori dei Negozi”) vediamo riconosciute dall’Autorità Garante le nostre ragioni, con l’obbligo di ADM di intervenire su tutte le clausole che limitano la libertà di concorrenza.

ADM deve intervenire affinché i contratti di gestione non proseguano automaticamente dopo la data di scadenza della concessione e non abbiano il rinnovo automatico, poiché queste clausole limitano sia l’eventuale partecipazione al futuro Bando Scommesse sia la possibilità di valutare le offerte di gestione di tutti i Concessionari.

 Abbiamo scritto a ADM di verificare i contratti e di far rimuovere le clausole che limitano la partecipazione dei Gestori, evidenziando che tali clausole possono rappresentare motivi di discriminazione dei Gestori e ciò potrebbe portare all’annullamento del Bando”.

COMUNICATO STAMPA – A.GI.SCO.: LA SOFFERENZA DELLA RETE DI RACCOLTA E’ CAUSATA DAL CROLLO DELLE QUOTE DI MERCATO DI SNAI.

COMUNICATO STAMPA – A.GI.SCO.: LA SOFFERENZA DELLA RETE DI RACCOLTA E’ CAUSATA DAL CROLLO DELLE QUOTE DI MERCATO DI SNAI.

Comunicato stampa

A.GI.SCO.: LA SOFFERENZA DELLA RETE DI RACCOLTA E’ CAUSATA DAL CROLLO DELLE QUOTE DI MERCATO DI SNAI.

Stupiscono le odierne dichiarazioni del Presidente SNAI pubblicate dalla stampa.

Le imprese dei Gestori dei “Punto Snai” non rivendicano un contratto migliore, ma urgenti misure da parte di SNAI per rilanciare il marchio e arginare la fuga della clientela verso altri punti vendita di gioco lecito, dove l’offerta è strutturata per soddisfare davvero le richieste del pubblico; ciò per bloccare il crollo degli incassi che ha portato le imprese dei gestori al dissesto economico e finanziario.

E’ da tempo che chiediamo di incontrare i vertici della Società per dire la nostra al fine di invertire la tendenza all’abbandono dei nostri Negozi e far comprendere le motivazioni del crollo della quota di mercato di SNAI. Il nostro patrimonio è il cliente scommettitore, un “bene” da conservare che non può essere visto come un “usa e getta” e questa SNAI deve tornare a capire e a gestire le differenze che esistono tra una schedina al totalizzatore e una scommessa contro il banco.

La fuga della clientela è il vero problema che ci sta portando alla rovina e lo possono testimoniare tutti i Gestori SNAI – non solo quelli Associati Agisco – che ci inviano lettere di richiesta di aiuto: a tal fine invitiamo la stampa ad intervistare direttamente i Gestori SNAI per rendersi conto di persona della drammatica situazione.

L’annunciata decisione di recedere dai contratti è una soluzione estrema, ma che risponde a una logica: se il giocatore non sceglie più un Punto SNAI, SNAI può anche raddoppiare la remunerazione ma il problema non si risolve e i nostri Negozi di gioco soffrono sempre più, al punto che dall’inizio dell’anno decine di Gestori hanno chiuso i battenti e stanno cercando partner con i quali continuare l’attività e poter onorare i debiti con SNAI, debiti che restando sotto contratto con SNAI non potevano altro che aumentare.

Per tutti questi motivi Agisco auspica un fermo intervento dell’autorità Garante della Concorrenza e del Mercato al fine di censurare l’uso (o l’abuso) della posizione di supremazia contrattuale di SNAI nei confronti di piccole società alle quali non riconosce una franca ed equilibrata interlocuzione tramite le Associazioni di categoria.

Siamo comunque sempre pronti a un dibattito pubblico – anche se i numeri di SNAI e le relative quote di mercato si commentano da soli – auspicando però che serva finalmente a fornire soluzioni, non giustificazioni.

COMUNICATO STAMPA – AGISCO: CGE BANDO MONTI, SENTENZA CHIARA E POSITIVA, NUOVAMENTE CONFERMATA VALIDITA’ DEL REGIME CONCESSORIO. ADESSO CHI NON ADERISCE ALLA “SANATORIA” DEVE ESSERE CHIUSO.

COMUNICATO STAMPA – AGISCO: CGE BANDO MONTI, SENTENZA CHIARA E POSITIVA, NUOVAMENTE CONFERMATA VALIDITA’ DEL REGIME CONCESSORIO. ADESSO CHI NON ADERISCE ALLA “SANATORIA” DEVE ESSERE CHIUSO.

Comunicato Stampa AGISCO

Roma, 22 gennaio 2015

AGISCO: CGE BANDO MONTI, SENTENZA CHIARA E POSITIVA, NUOVAMENTE CONFERMATA VALIDITA’ DEL REGIME CONCESSORIO. ADESSO CHI NON ADERISCE ALLA “SANATORIA” DEVE ESSERE CHIUSO.

Da una prima lettura della Sentenza è evidente che il sistema concessorio ne esce ulteriormente rafforzato e che la Corte ha riconosciuto che la normativa italiana che disciplina le concessioni si è adeguata ai dettami europei rispettando, con la Gara “Monti”, i principi di parità di trattamento, effettività e non discriminazione.

Questa sentenza deve essere valorizzata da ADM e recepita dai giudici nazionali al fine di evitare la disapplicazione della normativa penale ed amministrativa finalizzata alla interruzione dell'attività dei centri privi di titoli. Lo Stato è chiamato a mettere in campo tutte le sue forze per svolgere l'attività repressiva per garantire l'efficacia ed effettività delle sanzioni e per garantire la certezza del diritto.  

La Legge Delega è la grande occasione da sfruttare per chiudere definitivamente ogni possibilità di agire al di fuori delle regole nazionali.


Di seguito il comunicato stampa odierno di Stanleybet di risposta:

SCOMMESSE: STANLEYBET, CLAMOROSO VOLTAFACCIA CONFLITTUALE DI AGISCO

Annunciato l’avvio di azioni legali multiple contro il Sindacato che raggruppa i concessionari storici.

Liverpool, 23/01/2015 – Secondo Agisco, il sistema concessorio risulterebbe rafforzato dalla sentenza pronunziata ieri dalla Corte di Giustizia.

Ricordiamo che Agisco è il sindacato che raccoglie prevalentemente i concessionari storici della gara del 2000, cioè i primi clamorosi beneficiari di una serie di normative considerate discriminatorie e in contrasto con i principi comunitari dalle 3 precedenti sentenze della Corte di Giustizia (sentenze Gambelli, Placanica e Costa-Cifone).

Agisco si augura che l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e lo Stato mettano in campo tutte le loro forze ‘per svolgere attivita’ repressive” contro i CTD e, dato che la sentenza della Corte Europea sorge da un appello della Stanley contro la gara del 2012 in sede di Consiglio di Stato, è chiaro che i CTD a cui Agisco si riferisce sono proprio i CTD Stanley.

La Stanley annuncia che chiamerà in giudizio il Sindacato Agisco per i profili diffamatori di tali dichiarazioni, suscettibili di suggestionare e ingenerare nei lettori una visione distorta della realtà, con conseguenti danni e pregiudizi per la Stanley, i suoi CTD e, paradossalmente, per l’intero sistema concessorio.

Detto questo, entriamo nel merito.

Agisco non si rende conto che la sentenza non dice affatto che Stanley avrebbe dovuto partecipare alla gara, ma solo ed esclusivamente che la gara poteva avere una durata limitata.

Agisco non si accorge che la Corte risponde solo al secondo quesito posto dal Consiglio di Stato che, per come formulato, non può che avere una banale conseguenza: lo Stato, se vuole, può anche fare una gara di soli 3 mesi!

Il primo quesito posto dal Consiglio di Stato era ben diverso: chiedeva alla Corte di Giustizia se una gara di breve durata era in grado di rimediare alla condizione di un operatore che, come ammette la stessa Corte di Giustizia, era stato discriminato da 15 anni di normative discriminatorie. La Corte in realtà non affronta il problema e non risponde affatto a tale quesito.

Infatti, tralascia la problematica principale posta dallo stesso giudice amministrativo italiano al primo quesito: la gara con ridotta durata è uno strumento per rimediare alle pregresse normative e ai CTD che durante questi 15 anni hanno subito circa 2000 procedimenti penali a loro carico.

Agisco non si sofferma su tale preminente problematica e non si accorge o … non si vuole accorgere che i CTD Stanley non possono essere considerati operatori in grado di competere in condizioni di parità con gli altri.

E ancora. La sentenza si pone al di fuori della realtà normativa e fattuale italiana quando parla del futuro dell’Italia.

La pronunzia arriva ad affermare che una gara di breve durata finalizzata ad allineare tutte le concessioni potrebbe essere funzionale all’intenzione dello Stato di ridurre in futuro il numero di concessioni e le occasioni di gioco o di rendere più incisivi i controlli di ordine pubblico.

La Corte sembra ignorare, con specifico riferimento all’ordine pubblico e al contenimento del gioco, che la nuova legge di stabilità prevede l’entrata di 7000 nuovi operatori, per di più senza alcun preventivo controllo di ordine pubblico.

E’ qui irrilevante il fatto che, per un pasticcio incredibile, la nuova legge non consente in realtà di raggiungere il suo obiettivo, dato che la licenza di polizia, per legge, non può essere rilasciata ai titolari dei CTD e, quindi, ogni soggetto che si propone di aderire alla legge di stabilità , si vedrà poi non accolto o revocato il presunto beneficio di “condono fiscale” in un momento successivo.

Ma anche su tale profilo, Agisco dimostra di non conoscere o di non aver approfondito la materia.

A questo punto, le contraddizioni che rilevano sono gravi: 1) la Corte di Giustizia giustifica una durata breve della gara del 2012 con l’esigenza di una potenziale politica di contenimento del gioco e di riduzione dei titoli abilitativi oppure con l’esigenza di esercitare controlli più approfonditi. Di contro il governo Italiano opera in maniera opposta: a) attua una forte e incisiva politica espansiva con 7000 nuovi entranti e b) si disinteressa completamente delle esigenze di ordine pubblico che nascono dal consentire a 7000 nuovi operatori di iniziare l’attività senza alcun preventivo controllo. La legge, infatti, prevede solo in un secondo momento l’intervento della Questura per valutare la concessione o meno della licenza di polizia.

Ora, è mai possibile che professionisti con comprovata esperienza del settore come gli illustri componenti di Agisco si permettano di consigliare allo Stato e alle autorità di mandare allo sbaraglio i propri funzionari pubblici contro un operatore come Stanley, che ha mostrato e dimostrato una eccezionale capacità di interpretare gli eventi del settore e che in passato ha sempre smascherato il reale obiettivo del legislatore?

E’ veramente possibile che Agisco possa pensare che, a seguito della chiusura di un proprio CTD, la Stanley non sia in grado di determinarne la quasi immediata riapertura semplicemente mostrando all’Autorità Giudiziaria il reale contesto in cui questa sentenza è maturata, la sua irragionevolezza, contraddittorietà, lacunosità e tanto tanto altro?

E’ possibile che Agisco non si renda conto di questo?

Pare di sì.

John Whittaker CEO di Stanley ha dichiarato, “Dopo 15 anni di inesorabili battaglie giudiziarie affrontate con serena rassegnazione, la nostra pazienza è stata logorata ed è finita da tempo. Rispettiamo le autorità italiane, le decisioni e le iniziative delle istituzioni, le leggi e le sentenze le impugniamo nelle sedi giudiziarie, ma sia chiaro che avvieremo reazioni giudiziarie contro tutti coloro che tentano e/o in qualsiasi modo promuovono la chiusura di CTD Stanley e la nostra reazione legale sarà determinata, risoluta e completa”.

Purtroppo, la presa di posizione di Agisco, che sottintende l’apertura di nuovi conflitti con la Stanley, mortifica e getta nel ridicolo l’iniziativa “Obiettivo 2016”, che, nelle intenzioni dei promotori, avrebbe dovuto incoraggiare e sviluppare l’accordo tra le forze in campo per arrivare a un canale legale unico delle scommesse.

Ma, mentre con la mano sinistra l’associazione tendeva la mano ai CTD per coinvolgerli in incontri e discussioni su questo tema, la comunicazione strategica di Agisco continua a insistere che i CTD vanno chiusi.

Stanley, quindi, ha smascherato la reale natura di Agisco.

La Stanley continua il percorso del dialogo, della prudenza e si augura che le Autorità Italiane ed AAMS in particolare, una volta contenute e risolte le attuali difficoltà e incongruenze della legge di stabilità, assumano un atteggiamento costruttivo per iniziare colloqui con la Stanley medesima e con le associazioni dei concessionari, inclusi quelli raccolti sotto l’egida di Confindustria, per arrivare ad una soluzione condivisa che sfoci in un unico canale legale per il settore, con specifico riferimento alle scommesse.

Il Gruppo Stanleybet in Europa

Stanleybet nasce originariamente come ramo internazionale di Stanley Leisure plc, Compagnia di scommesse sportive costituita a Belfast, nell'Irlanda del Nord, nel 1958.

Nel 1963 Stanley Leisure plc si afferma come bookmaker autorizzato ai sensi del Betting, Gaming and Lotteries Act e, dopo aver acquisito una posizione di rilievo in Inghilterra con i suoi casinò e betting shop, intraprende uno straordinario percorso di crescita nel mercato europeo delle scommesse sportive.

Grazie a un innovativo modello di business la cui compatibilità con la Legge Europea è stata dimostrata in tre sentenze della Corte di Giustizia Europea, Gambelli (2003), Placanica (2007) e Costa-Cifone (2012), il gruppo Stanleybet è attualmente presente in Belgio, Cipro, Croazia, Danimarca, Germania, Italia, Lituania, Regno Unito e Romania con oltre 2000 sportelli e 3000 dipendenti.

Il Gruppo Stanleybet vanta una tradizione ben consolidata di Compagnia privata di scommesse sportive corretta e responsabile, e continua a sostenere il suo diritto a offrire servizi all'avanguardia di scommesse sportive nell'Unione Europea in modo responsabile, trasparente e in linea con le disposizioni comunitarie.

Stanleyebet è impegnata in prima fila nella protezione dei suoi clienti, applicando gli standard più alti di disciplina interna in piena conformità con il proprio principio di trasparenza in tutte le operazioni aziendali e garantendo loro il diritto di scegliere i prodotti più innovativi d'intrattenimento nel mercato delle scommesse sportive.

Stanleybet, dall’inizio dell’estate del 2011, è anche impegnata, in prima linea, in attività culturali e nell’organizzazione di convegni internazionali per sensibilizzare i sistemi giuridici nazionali, e quello italiano in particolare, in tema di norme vincolanti sulla responsabilità diretta del funzionario pubblico che commette, nell’esercizio delle sue funzioni, violazioni del diritto comunitario in Paesi membri dell’Unione.

AGISCO: GIOVEDI’ 18 DICEMBRE ASSEMBLEA AGISCO (ore 10.30) E INCONTRO PUBBLICO (ore 13.00) SU NORME GIOCHI IN LEGGE STABILITA’

AGISCO: GIOVEDI’ 18 DICEMBRE ASSEMBLEA AGISCO (ore 10.30)  E INCONTRO PUBBLICO (ore 13.00) SU NORME GIOCHI IN LEGGE STABILITA’

A margine dell'Assemblea AGISCO, in programma per giovedì 18 dicembre 2014 alle ore 10.30 presso la sala Orlando di Confcommercio (Piazza Belli, 2 Roma), A.GI.SCO. ha organizzato un incontro pubblico con gli operatori di gioco per discutere sulle norme introdotte dal Governo nella Legge di Stabilità per il 2015. Di seguito il Comunicato Stampa diffuso.


PREMIER RENZI, LE NORME SUI GIOCHI NELLA LEGGE DI STABILITA’ METTONO A RISCHIO IL DELICATO RUOLO SOCIALE CHE I CONCESSIONARI DI STATO SVOLGONO NELL’INTERESSE DEI CONSUMATORI.

Dal 2000 la rete di raccolta dei Giochi Pubblici ha distribuito vincite per 500 miliardi di euro, ha versato alla collettività 140 miliardi di euro fra Prelievo Erariale e tasse, ha permesso l’attività di migliaia di piccole e medie imprese, l’occupazione di centomila lavoratori, svolto un ruolo sociale a tutela dei consumatori garantendo il rispetto dei regolamenti e delle leggi dello Stato. Ogni giorno entrano nelle casse dello stato 25 milioni di euro dai Giochi. Tutto ciò è messo in discussione dal Governo, che con le norme inserite nella Legge di Stabilità, mina alle fondamenta un comparto faticosamente costruito in 14 anni proprio per garantire i consumatori.

La mancanza di competenza dimostrata dal Governo, con le specifiche norme sui Giochi inserite nella Legge di Stabilità, lascia allibiti per la superficialità con la quale sono state ispirate, mettendo a rischio il comparto che ha costruito per lo Stato un mercato dei Giochi trasparente e sicuro e che svolge un delicato ruolo sociale  tramite operatori selezionati dallo Stato stesso per garantire trasparenza, legalità e ordine pubblico.

Le norme volute dal Premier Renzi sembrano dettate dal disprezzo per questo settore, malgrado ogni giorno porti nelle casse dello Stato 25 milioni di euro di entrate erariali e assicuri lavoro a migliaia di imprese con oltre centomila lavoratori.

Cambiare i contratti in corso d’opera, con atti unilaterali del Governo, mette a rischio gli investimenti effettuati dalle imprese e gli impegni già assunti con i componenti della filiera della raccolta dei Giochi Pubblici mettendo a serio rischio la continuità di esercizio della rete Statale.

Per un confronto pubblico sugli effetti delle misure volute dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi e per decidere le opportune azioni da intraprendere, A.GI.SCO. ha invitato le maggiori sigle rappresentative dei punti di raccolta di gioco e i principali Concessionari di Stato domani giovedì 18 dicembre alle ore 13.00 presso la sala Orlando di Confcommercio a Roma, con l’obiettivo  di sensibilizzare il Governo affinché posticipi ogni intervento sui Giochi Pubblici alla “Legge Delega”, il cui art. 14 prevede specifici punti riferiti ai Giochi, procedendo a un preventivo e doveroso confronto con gli operatori di gioco.

Ufficio Stampa: Telefono 06.68395053 – Mail: ufficio.stampa@assoagisco.it

COMUNICATO STAMPA – AGISCO: FINANZIARIA 2015 E CTD: FILM GIA’ VISTO, COSI’ SI LEGITTIMA PER LEGGE LA DOPPIA RETE DI RACCOLTA

COMUNICATO STAMPA – AGISCO: FINANZIARIA 2015 E CTD: FILM GIA’ VISTO, COSI’ SI LEGITTIMA PER LEGGE LA DOPPIA RETE DI RACCOLTA

AGISCO: FINANZIARIA 2015 E CTD: FILM GIA’ VISTO, COSI’ SI LEGITTIMA PER LEGGE LA DOPPIA RETE DI RACCOLTA

Francesco Ginestra, Presidente AGISCO Associazione Giochi e Scommesse

Equiparare i CTD solo ad alcuni degli obblighi operativi che ha la rete legale non può “assicurare parità di condizioni competitive” fra la rete di Stato e quella dei CTD. Anche perché molte di queste norme sono state già previste da precedenti Leggi e, a quanto noto, non applicate o bloccate da contenziosi. Lo Stato italiano pensa davvero di risolvere così la sleale concorrenza che subiamo?

Le misure normative introdotte si traducono tecnicamente in un riconoscimento della posizione giuridica dei CTD agevolando e rafforzando la tesi difensiva di questi ultimi – che trae spunto dalle sentenze della Corte di Giustizia Europea – sulla legittimità del servizio transfrontaliero nella raccolta di gioco in Italia. Si delinea così una legittimazione a livello nazionale di un doppio canale di raccolta: quello dei Concessionari dello Stato – che se non rispettano le regole incorrono in sanzioni gravi immediatamente efficaci  – e quello dei CTD che se non rispettano le regole vanno incontro ad un contenzioso nazionale anche tributario dall'esito incerto per l'influenza inevitabile dei principi affermati dalla Corte di Giustizia Ue.

Attendiamo di vedere se la norma sarà davvero emanata in questi termini e, soprattutto, se si riuscirà a metterla in pratica davvero. Vogliamo infine capire cosa farà il Governo con i decreti attuativi della Legge Delega, che devono mettere una parola definitiva all’esistenza di due reti parallele che operano in maniera estremamente squilibrata a favore dei soggetti fuori dal sistema concessorio.

BLOCCO RACCOLTA SCOMMESSE SPORT DEL 5 OTTOBRE – COMUNICATO AGISCO E LANCI AGIPRONEWS

BLOCCO RACCOLTA SCOMMESSE SPORT DEL 5 OTTOBRE – COMUNICATO AGISCO E LANCI AGIPRONEWS

Comunicato Stampa AGISCO

AGISCO: DA ADM ALTRO REGALO AI CTD – IN TILT IL CERVELLONE DI AAMS SCOMMESSE SPORTIVE – PROBLEMI DI ORDINE PUBBLICO NEI PUNTI DI GIOCO – CONCESSIONARI MINACCIATI DA CLIENTI ESASPERATI – ADM DOVRÀ RISARCIRE IL MANCATO INTROITO E I DANNI DI IMMAGINE. 

Il blocco della raccolta delle scommesse sportive di domenica 5 ottobre dalle 14.00 in poi è un'ulteriore conferma di come ADM tiene in considerazione il lavoro dei concessionari di scommesse.

Oltre a consentire l'esistenza e la permanenza sul territorio italiano di una rete parallela ormai più radicata di quella della Stato Italiano gli regala il fatturato di una domenica calcistica e non si degna di alcuna comunicazione ai suoi concessionari e relativi scommettitori. Una vergogna.

Se ADM non procederà autonomamente a risarcire i danni provocati l'associazione promuoverà una "class action" per chiedere il risarcimento. 

 

Lanci di Agenzia

06/10/2014 Ore 10:01 – Scommesse sportive: domenica di black-out per il sistema Sogei, rete legale in difficoltà

ROMA – Una domenica di black-out per i gestori delle agenzie di scommesse e dei siti di betting-exchange. Secondo quanto riferiscono ad Agipronews fonti del settore, il sistema Sogei che gestisce le transazioni sullo sport è stato bloccato dal primo pomeriggio alla tarda serata di ieri. I concessionari non hanno così potuto offrire il consueto servizio – sia online che nei punti vendita – ai propri clienti: il danno medio è calcolabile attorno ai 2-3 mila euro per un`agenzia media dislocata in città, con conseguente, indubbio vantaggio commerciale per la rete di accettazione collegata ai bookmaker esteri privi di concessione.   NT/Agipro

www.agipronews.it | agipro@agipro.it

06/10/2014 Ore 14:09 – ​Scommesse sportive: black-out sistema Sogei, impennata degli incassi per i bookmaker senza concessione (+15-20%)

ROMA – Un incremento degli incassi valutabile attorno al 15-20% per chi opera in Italia senza autorizzazioni. E` questo l`effetto più evidente del “black-out“ del sistema Sogei, bloccato per tutto il pomeriggio e la serata di ieri, secondo quanto apprende Agipronews da alcuni bookmaker esteri privi di concessione. Il pomeriggio di domenica – spiegano i concessionari – è stato caratterizzato da lunghe file agli sportelli degli oltre 5mila punti vendita non autorizzati aperti in tutta Italia. Il mancato incasso per la rete legale, secondo stime del settore, può essere quantificato in circa 20 milioni di euro.  NT/Agipro

www.agipronews.it | agipro@agipro.it

06/10/2014 Ore 15:10 – Scommesse, black out Sogei: per la rete legale un buco da 15 milioni di euro

ROMA – Il black out alla rete delle scommesse made in Italy, gestita da Sogei, potrebbe aver causato un buco nella raccolta da circa 15 milioni di euro: è la stima di alcuni operatori interpellati da Agipronews, che ritengono il blocco delle giocate un danno diretto anche per le casse dello Stato, con le giocate tassate mediamente al 4% si traduce in circa 600 mila euro che mancano all`appello, tutto a vantaggio, invece, della rete non autorizzata, online e nei centri collegati con l`estero.

Domenica scorsa la raccolta totale è stata di circa 22 milioni di euro: ieri, con il big match Juve-Roma e altri incontri internazionali di cartello (come Chelsea-Arsenal in Premier League) gli incassi sono stati invece di molto inferiori al previsto.

Lo svantaggio ha colpito in particolare gli operatori dell`online e in negozi di gioco, meno accentuato – apprende Agipronews – il danno derivante dal blocco per i “corner“, i punti scommessa piazzati in bar ed altri esercizi pubblici, che solitamente nel pomeriggio di domenica sono chiusi.  PG/Agipro

www.agipronews.it | agipro@agipro.it

06/10/2014 Ore 15:20 – Scommesse, Allara (Paddy Power): “Black out Sogei: incalcolabili i danni d`immagine“

ROMA – “Non si tratta solo di un danno diretto al business degli operatori e alle entrate statali: il black out di Sogei ha causato danni di immagine incalcolabili agli operatori che domenica pomeriggio pubblicizzavano la propria offerta di gioco live“. E` il parere di Alessandro Allara, Direttore della Comunicazione di Paddy Power Italia, che ritiene il blocco delle giocate “un favore enorme a operatori illegali e non autorizzati. Credo che per il solo settore online la perdita complessiva di gioco sia stimabile sui 5 milioni di euro, per il settore scommesse nel complesso si può arrivare anche a tre volte tanto. Ma per chi in quel momento stava facendo pubblicità per il gioco live – e invece aveva il sito in “down“ – il danno d`immagine è incalcolabile“. PG/Agipro

www.agipronews.it | agipro@agipro.it

 

COMUNICATO STAMPA AGISCO SU LETTERA APERTA STANLEYBET

COMUNICATO STAMPA AGISCO SU LETTERA APERTA STANLEYBET

Comunicato stampa

Francesco Ginestra, Presidente AGISCO

Stanleybet pretende di sostituirsi alla Corte di Giustizia Europea, alla Cassazione, al Consiglio di stato, al Tar Lazio e, in ultimo, anche ad ADM, annunciando sentenze, decisioni e provvedimenti che dovranno essere presi da questi organi. Attendo di vedere se le loro affermazioni saranno confermate dai fatti.

La “lettera aperta” conferma che la rete dei CTD è cresciuta in maniera esponenziale anche grazie alla pressoché totale assenza di contrasto nelle aule di giustizia nei procedimenti che sono terminati in senso a loro favorevole. In questi procedimenti si è costituita ADM a difesa dell'applicazione della normativa in materia? Si sono costituiti i Ministeri interessati? Si sono costituiti i maggiori operatori di gioco che raccolgono scommesse sportive? Si sono costituite le altre associazioni di categoria? No, o in parte minima ed irrilevante. Forse Stanleybet ha beneficiato di una battaglia facile su un terreno scivoloso e di difficile comprensione per i non addetti ai lavori?

E' auspicabile che la risposta arrivi dalla magistratura che dovrà giudicare la condotta dell'amministrazione concedente.

Nonostante gli investimenti di Stanleybet nell'assistenza legale alla propria rete non autorizzata dallo Stato italiano, l’operatore di CTD non è riuscito ad ottenere un orientamento uniforme e definitivo a sé favorevole. L’azione informativa e legale dell’Associazione e di alcuni operatori autorizzati ADM ha favorito e contribuito all’affermazione di un orientamento, seppur minoritario, che ritiene applicabile la normativa e sanzionabile l'attività dei CTD. L'attività mediatica e di comunicazione della Stanleybet e delle altre società che operano tramite CTD, non impedisce che alcuni gestori di CTD, dopo i provvedimenti delle Questure, decidano di recedere dai contratti di raccolta.

Comprendo che Stanleybet non gradisca i richiami alla giurisprudenza definitiva del Consiglio di Stato che ha chiarito che la modalità operativa tramite CTD non è compatibile con l'art. 88 del TULPS, poiché contrasta con le esigenze di adeguato controllo e spezzetta il sistema di raccolta delle scommesse. Stanleybet pensa forse che il legislatore nazionale potrà rinunciare per il futuro alla licenza di polizia? Vuole ignorare che la Corte Europea ha affermato che la ratio del nostro sistema è la prevenzione della degenerazione criminale?

Vogliamo interrogare sul punto la Direzione Nazionale Antimafia?

Stanleybet persiste nella sua caratterizzante strategia della minaccia che rivolge ai cittadini, agli operatori e alle istituzioni. Aspettiamo di conoscere come termineranno i procedimenti penali avviati nei confronti dei rappresentati della società, su indicazione del Comando Generale della Guardia di Finanza. Nel frattempo Agisco proseguirà sia la propria attività d’informazione che la battaglia in difesa dei legittimi diritti e degli interessi dei Concessionari e Gestori ADM, continuando a pretendere che nel mercato delle scommesse tutti seguano le stesse regole e ottemperanze.  

Approfondimenti:

2014.09.09 – LETTERA APERTA STANLEYBET

2014.09.11 – COMUNICATO STAMPA AGISCO SU LETTERA APERTA STANLEYBET


1 2 3 4