Giochi, Agisco: “Dal Governo solo demagogia, sosterremo protesta della Fit”

Giochi, Agisco: “Dal Governo solo demagogia, sosterremo protesta della Fit”

Giochi, Agisco: “Dal Governo solo demagogia, sosterremo protesta della Fit”


ROMA – «L’attuale Governo ha fatto della lotta al gioco il proprio cavallo di battaglia, ma è solo demagogia». E’ quanto dichiara Francesco Ginestra, Presidente dell’associazione Agisco, in una nota che annuncia il sostegno alla manifestazione convocata per domani dalla Federazione Italiana Tabaccai. «E’ grazie a questo atteggiamento che gli Enti Locali hanno introdotto norme che, pezzo a pezzo, stanno portando all’espulsione del gioco legale dal territorio nazionale, con l’introduzione di distanziometri scellerati e di fasce orarie disparate, provvedimenti che lungi dal curare la ludopatia stanno unicamente facendo spostare il gioco dalla rete legale a quella illegale – dice ancora Ginestra – E’ necessario che il Governo ascolti le voci dei propri operatori, delle piccole e medie imprese italiane che rappresentiamo e che sono quotidianamente a contatto con i cittadini, affinché si inizi un dialogo costruttivo: è triste veder mortificata una categoria che oltre a garantire la legalità porta ingenti risorse nelle casse dello Stato. E’ per tale ragione che la nostra Associazione si affianca alla FIT nella protesta di domani». 
RED/Agipro

La notizia è stata pubblicata sulle seguenti testate:

RASSEGNA STAMPA: AGIPRONEWS: Legge di bilancio 2017: dall’ippica all’aumento del preu, da domenica al voto gli emendamenti sui giochi

RASSEGNA STAMPA: AGIPRONEWS: Legge di bilancio 2017: dall’ippica all’aumento del preu, da domenica al voto gli emendamenti sui giochi

Legge di bilancio 2017: dall’ippica all’aumento del preu, da domenica al voto gli emendamenti sui giochi

ROMA – Tra le proposte di modifica alla manovra che hanno superato il vaglio dell’ammissibilità da parte della presidenza della Commissione Bilancio e che saranno votate a partire da domenica prossima, circa trenta riguardano il settore dei giochi.

RILANCIO DELL’IPPICA – La Commissione Agricoltura propone la tassazione sul margine per le scommesse ippiche al 33% (al 37% per il gioco a distanza), destinando il 75% del gettito così conseguito al montepremi, alla gestione degli impianti delle corse e alle provvidenze per l’allevamento dei cavalli. Il deputato di FI Paolo Russo propone – per garantire ulteriori risorse al settore – di consentire ai concessionari di "offrire palinsesti di scommesse complementari al palinsesto ufficiale delle scommesse ippiche". Per accelerare il rilancio del settore ippico, due emendamenti presentati dai deputati Giovanni Falcone (PD) e Giulio Cesare Sottanelli (SC) propongono la tassazione sul margine per le scommesse ippiche al 30% "relativamente alle corse da disputarsi sul territorio italiano organizzate dal Mipaaf" e del 20% con riferimento alle altre corse. Il Ministero "fornisce gratuitamente ai concessionari le immagini relative alle corse da disputarsi sul territorio italiano o incluse nel programma ufficiale" e "con decreto del direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli sono stabilite le modalità per il versamento dell’imposta unica da parte dei concessionari". Inoltre, "entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge", con un decreto dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli" vengano introdotte "espressamente le corse dei cavalli fra gli avvenimenti che possono essere oggetto di scommesse del programma complementare". Infine, il deputato del Movimento 5 Stelle Giuseppe L’Abbate chiede che sia alzata – da 32mila a 35mila euro – la base d’asta del bando scommesse previsto dalla legge di stabilità 2016 e che, "conseguentemente, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da emanarsi di concerto con il Ministro delle politiche agricole, siano definiti i criteri per l’assegnazione al settore ippico delle risorse derivanti dalla maggiorazione della base d’asta".

GARA DEL SUPERENALOTTO – La deputata Paola Binetti (AP) chiede di aggiungere che la gara del SuperEnalotto, prevista dalla legge di bilancio 2017, si svolga "nelle more dell’adozione della legge di riordino dei giochi pubblici che preveda una disciplina uniforme delle concessioni delle reti di gioco" e che la la concessione sia affidata "nel rispetto dei princìpi e delle regole europei e nazionali", ma anche rispettando "requisiti di onorabilità e trasparenza del contraente e di controllo dei capitali utilizzati". Il deputato Roberto Capelli (CD) propone di alzare la base d’asta da 100 a 200 milioni di euro. Il deputato Matteo Mantero (M5S) chiede "il divieto per il concessionario di qualsiasi forma, diretta o indiretta, di propaganda pubblicitaria, di ogni comunicazione commerciale, di sponsorizzazione o di promozione di marchi o prodotti".

STOP A NUOVI GIOCHI PER 5 ANNI – Mantero inoltre chiede che sia "vietata l’introduzione di nuovi apparecchi e piattaforme on line per il gioco d’azzardo a valere sulle concessioni già in essere e di nuove tipologie di giochi d’azzardo per un periodo di almeno cinque anni".

MODIFICA AL PAYOUT DEI GIOCHI – Il deputato del M5S Massimo Enrico Baroni chiede anche che "a decorrere dal 1° gennaio 2017, la percentuale minima di restituzione in vincite (pay out) della raccolta derivante da giochi sia trasformata in percentuale massima della raccolta derivante dai giochi ed è fissata nella misura del 72 per cento. Una quota pari a 200 milioni di euro delle maggiori entrate derivanti dall’attuazione" di questa norma "sarà poi destinata ad incrementare il Fondo per la prevenzione e cura del gioco d’azzardo patologico".

PROROGA SANATORIA – Il deputato Paolo Tancredi (AP) chiede un’ulteriore proroga dei termini (al 31 dicembre 2016) della procedura di regolarizzazione in materia di giochi per i bookmaker esteri senza autorizzazione, "con almeno 700 centri non autorizzati, che non hanno aderito entro il 31 gennaio 2016 alla procedura di regolarizzazione di cui al medesimo comma, nonché a quelli attivi successivamente alla data del 30 ottobre 2014, che comunque offrono scommesse con vincite in denaro in Italia, per conto proprio ovvero di soggetti terzi, anche esteri, senza essere collegati al totalizzatore nazionale dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli".

SCADENZA CONCESSIONI – Il deputato Filippo Piccone (AP) propone una modifica della durata dei contratti di servizio connessi alle concessione sui giochi, secondo cui, "alla scadenza delle concessioni cessano anche i contratti degli attuali concessionari con i loro gestori e con i fornitori di servizio di connettività e, i contratti, sono prorogati fino alla data di sottoscrizione delle nuove concessioni attribuite con la predetta procedura selettiva".

LOTTERIA DELLO SCONTRINO – Sergio Boccadutri (PD) ha presentato un emendamento alla norma sulla lotteria dello scontrino per "incentivare l’utilizzo di strumenti di pagamento elettronici da parte dei consumatori", aumentando del 20% "la probabilità di vittoria, rispetto alle transazioni effettuate mediante denaro contante, per le transazioni effettuate attraverso strumenti che consentano il pagamento con carta di debito e di credito".

MAGGIORI ENTRATE DAI GIOCHI – Sono una decina le proposte di modifica che riguardano l’aumento del prelievo erariale delle slot e delle VLT per finanziare diversi provvedimenti, mentre un emendamento di Vittorio Ferraresi (M5S) che chiede di alimentare l’istituzione di un fondo di solidarietà per l’indennizzo delle vittime dei reati intenzionali violenti con "gli introiti derivanti dalla specifica destinazione di un’aliquota delle ritenute erariali dei proventi dei giochi e scommesse determinata annualmente con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro della giustizia" e con "i premi vinti e mai incassati del fondo giochi e scommesse istituito presso il Ministero dell’economia e delle finanze".

NUOVE LOTTERIE – Infine l’emendamento di Lara Ricciatti (SI) propone l’indizione di lotterie nazionali per la valorizzazione dei carnevali storici italiani, come pure tutti gli emendamenti arrivati dai gruppi parlamentari di minoranza che chiedevano di modificare il prelievo delle slot e delle VLT.  MSC/Agipro 

RASSEGNA STAMPA – RIORDINO GIOCHI – RACCOLTA NEWS

RASSEGNA STAMPA – RIORDINO GIOCHI – RACCOLTA NEWS

AGIMEG – Giochi, esclusiva Agimeg: ecco tutte le griglie del documento condiviso tra Governo ed Enti Locali, con gli esercizi, divisi per tipologia di gioco, regione e provincia, che violano le distanze dai luoghi sensibili

È certamente l'argomento più caldo dell'estate per quanto riguarda il settore del gioco.

L'accordo tra Governo ed Enti locali è infatti atteso da tutti gli operatori per definire le nuove strategie che disegneranno il mercato del gioco in Italia nei prossimi anni.

Nel documento che il sottosegretario all'Economia con delega ai Giochi, Pier Paolo Baretta, ha illustrato agli enti locali durante il tavolo tecnico della scorsa settimana e che Agimeg ha potuto visionare in anteprima, ci sono anche una serie di griglie sull'indagine fatta sulla distribuzione di sale scommesse, sale bingo ed apparecchi sul territorio italiano.

La distribuzione riguarda le singole regioni e provincie e le violazioni, divise per tipologie di giochi, dai luoghi sensibili quali scuole, sanità, sport e luoghi di culto.

Nelle griglie sono evidenziate anche la distribuzione media degli apparecchi per numero di esercizi.

Ecco in anteprima tutte le tabelle del documento:

  • All. EserciziRegioni all. 1 – Media numero di apparecchi per esercizio diviso per provincia
  • All. EserciziRegioni all. 2 – Totale esercizi, per tipologie di gioco, che violano distanze da luoghi sensibili diviso per regione con percentuale di riduzione
  • All. EserciziRegioni all. 3 – Dettaglio esercizi per tipologia di gioco (scommesse, bingo, apparecchi) presenti vicino a luoghi di sport, scuole, sanità e luoghi di culto
  • All. EserciziRegioni all. 4 – Dettaglio esercizi per tipologia di gioco (scommesse, bingo, apparecchi) violano distanza 500 metri da luoghi di sport, scuole, sanità e luoghi di culto

AGIMEG – Giochi, le distanze minime dai luoghi sensibili possono mettere fuori legge fino al 97,5% delle agenzie di scommesse, il 100% delle sale bingo, e oltre il 94% dei punti slot

Le distanze minime dai luoghi sensibili possono mettere fuori legge fino al 97,5% delle agenzie di scommesse, il 100% delle sale bingo, e oltre il 94% dei punti slot.

Sono dieci le regioni che hanno adottato i distanziometri: Abruzzo, Liguria e Trentino Alto Adige impongono una distanza di almeno 300 metri dai luoghi sensibili; si passa a 500 metri in Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Puglia, Toscana, Umbria e Valle d'Aosta.

Nel caso delle agenzie di scommesse, la regione con la percentuale più alta di sale a norma è il Trentino Alto Adige (dove comunque il 69% dei punti non rispetta il distanziometro, e quindi 116 punti su 168 non sono a norma).

All'estremo opposto la Puglia, dove addirittura il 97,5% è troppo vicino a un luogo sensibile (1.204 su 1.235).

Nel caso dei bingo, in Abruzzo un terzo delle sale non rispetta le distanze (2 su 6); in Liguria (6 sale), Puglia (7), Trentino Alto Adige (2) e Umbria (2) tutte le sale sono fuorilegge.

Nel caso delle slot, le sale irregolari vanno dal 66,3% della Valle d'Aosta (114 su 172), al 94,2% della Puglia (4.378 su su 4.648). 

Rendere più flessibili le leggi regionali – tagliando l'elenco dei luoghi sensibili – potrebbe produrre effetti contenuti. Se si considerassero solo le scuole ad esempio, nel caso delle agenzie di scommesse si avrebbe una forbice che va dal 50,6% dei punti irregolari in Trentino (la cerchia dei punti irregolari scenderebbe da 116 a 85), al 96,2 della Puglia (ora si arriva al 97,5%, in pratica si passerebbe dalle attuali 1.204 agenzie irregolari, a 1.188).

Una maggiore flessibilità si avrebbe se come luoghi sensibili venissero scelti i soli impianti sportivi come campi da calcio da tennis. In questo caso in Abruzzo solo il 19,3% delle agenzie di scommesse sarebbe fuori norma, contro il 75,1% attuale (in pratica da 327 agenzie fuori norma, si passerebbe a 84). Più marcati gli effetti in Valle d'Aosta, dove il 55,5% delle agenzie violerebbe comunque il distanziometro (ora sono il 77,8%). Tre regioni poi sono comunque vicine al 50%: Liguria (46,1%), Toscana (47,7%) e Friuli Venezia Giulia (49,5%). gr/AGIMEG

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Rassegna stampa – Agipronews – Scommesse, Concessioni in scadenza: senza riordino operatori dovranno estendere fideiussioni e garantire partecipazione alla gara

Rassegna stampa – Agipronews – Scommesse, Concessioni in scadenza: senza riordino operatori dovranno estendere fideiussioni e garantire partecipazione alla gara

Scommesse, Concessioni in scadenza: senza riordino operatori dovranno estendere fideiussioni e garantire partecipazione alla gara
ROMA – Il riordino dei giochi non è arrivato entro il 30 aprile – il termine fissato dalla legge di Stabilità 2016 – e le concessioni per le scommesse ippiche e sportive sono ormai prossime alla scadenza, fissata al 30 giugno. Per evitare lo “stop” della raccolta tra qualche settimana, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli chiederà nei prossimi giorni agli operatori di estendere – per ulteriori sei o dodici mesi – le garanzie per versamenti delle imposte e vincite dei giocatori, oltre ad un impegno formale a partecipare alla gara per 15mila punti che sarà bandita dopo l’accordo Stato-regioni. Il “Libro blu” dei Monopoli di Stato quantifica la rete di vendita del betting in 4609 corner sportivi, 1326 negozi sportivi, 226 corner ippici e 3461 agenzie ippiche (quasi sempre negli stessi locali dei negozi sportivi, ndr). Secondo quanto apprende Agipronews da fonti del settore, analogo impegno (fideiussione più partecipazione al bando) sarà chiesto ai bookmaker esteri che hanno usufruito della sanatoria fiscale nel 2015, a cui fanno capo circa 2200 punti vendita. I tre operatori principali – Planetwin365, Goldbet e Betaland – dovranno però nel frattempo allacciare le proprie agenzie al totalizzatore Sogei. Attualmente, i gestori stanno ancora trasmettendo le giocate ad Aams in modalità “offline” e, proprio per questo motivo, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha già irrogato multe per 100 mila euro per il mese di marzo: le sanzioni, secondo quanto si apprende, continueranno anche per i mesi successivi di mancato collegamento. Il 30 giugno sarà per i centri sanati, in ogni caso, la “deadline” definitiva: in quei giorni gli uffici tecnici di Aams svolgeranno una ricognizione sulla rete e, in caso di risposta negativa da Sogei, avvieranno i relativi procedimenti di decadenza dal decreto disciplinare che regola l’attività dei centri esteri sanati, sospendendone di fatto l’attività. NT/Agipro 

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RASSEGNA STAMPA – AGIPRONEWS – Giochi, Snai: Del Torchio si dimette da presidente della società

RASSEGNA STAMPA – AGIPRONEWS – Giochi, Snai: Del Torchio si dimette da presidente della società

Giochi, Snai: Del Torchio si dimette da presidente della società

MILANO – Gabriele Del Torchio ha rassegnato, con efficacia dal 13 giugno 2016, le proprie dimissioni dalla carica di presidente esecutivo e consigliere di amministrazione di Snai. "Il gruppo Snai – afferma la società in una nota – ringrazia Del Torchio per il proficuo lavoro svolto a favore di Snai, anche nell’ambito dell’integrazione delle sue attività con quelle del gruppo Cogemat/Cogetech". Snai corrisponderà al manager "l’importo omnicomprensivo lordo definitivo di 400mila euro, a saldo e stralcio di ogni spettanza dovuta a Del Torchio in relazione alle cariche ricoperte da quest’ultimo nel gruppo Snai, pagato alla decorrenza delle dimissioni. Con la sottoscrizione del suddetto accordo non vi saranno più obbligazioni contrattuali, inclusi patti di non concorrenza, con Del Torchio”. La risoluzione del rapporto con Gabriele del Torchio è stata approvata dal Consiglio di Amministrazione in data odierna con il parere favorevole del Comitato per la Remunerazione, del Comitato per le Operazioni con Parti Correlate e del Collegio Sindacale. RED/Agipro 

Rassegna Stampa: Agipronews – Scommesse, Garrisi (Board Stanleybet): “Bando Monti grave errore, parteciperemo alle gare con un fondo americano. Riordino da rinviare senza una soluzione politica, decadenza per i funamboli delle sanatorie

Rassegna Stampa: Agipronews – Scommesse, Garrisi (Board Stanleybet): “Bando Monti grave errore, parteciperemo alle gare con un fondo americano. Riordino da rinviare senza una soluzione politica, decadenza per i funamboli delle sanatorie

Scommesse, Garrisi (Board Stanleybet): "Bando Monti grave errore, parteciperemo alle gare con un fondo americano. Riordino da rinviare senza una soluzione politica, decadenza per i funamboli delle sanatorie"

ROMA – Quadro legale dei centri esteri, imposta unica, future gare, assetto del mercato. È il contenuto del colloquio di Agipronews con Giovanni Garrisi, membro del board Stanleybet. 

Garrisi, la vicenda Laezza – dopo la sentenza della Corte di Giustizia – si è conclusa a Frosinone con una decisione favorevole a Stanleybet. Cosa cambia ora per i centri, dal punto di vista legale?

Nulla. Erano già legittimati. Il punto è un altro: nel 2012, subito dopo la sentenza Costa Cifone, il soggetto discriminato era solo uno, la Stanley. Fui ricevuto in Aams da diversi dirigenti: Tagliaferri (direttore centrale giochi dell’epoca, ndr), Lampone e Rodano. Spiegai che la gara Monti avrebbe discriminato di nuovo la Stanley e gravemente danneggiato i concessionari.  Parlai anche con Lottomatica, Sisal e Snai.  Dissi che se la gara Monti fosse andata avanti la rete parallela sarebbe esplosa. Non fui ascoltato. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: rete parallela moltiplicata, sanatorie fallite e aggravamento complessivo della posizione finanziaria netta del circuito dei concessionari. Il problema non è la Stanley.

In attesa delle novità normative attese nei prossimi mesi – come procederà nel frattempo il confronto tra Stanleybet e le Autorità Italiane? Proseguirà il contenzioso legale, anche nei confronti dei funzionari delle amministrazioni, oppure si andrà verso una progressiva normalizzazione dei rapporti?

È ciò che mi sento di auspicare. Ci sono però momenti in cui bisogna aver fiducia nella validità del nostro ordinamento e lasciare che i magistrati facciano il loro lavoro: loro ci daranno la soluzione. I funzionari delle Amministrazioni oggetto di contenzioso legale, ora o in futuro, parleranno con i loro avvocati, cosi come fanno i dirigenti di Stanley, me compreso, coinvolti in procedimenti per accuse gravissime di minacce o peggio ancora. Mi sento di dire che i tribunali italiani sono per tutti noi, compresi i funzionari delle Amministrazioni, il luogo ideale per ottenere il riconoscimento delle proprie ragioni. A tutti in generale vorrei dire di avere piena fiducia nello Stato e nei giudici, che sono garanti della Giustizia.  

La partecipazione a Enada 2016 ha segnato un netto cambiamento rispetto al passato. Conferma che Stanley ha interesse alla partecipazione alla gara? E nel caso, parteciperete da soli o con un partner?

Parteciperemo da soli, con l’assistenza finanziaria di un grande fondo americano. Non rifiutiamo ipotesi di partnership.  Senza l’accordo Stato ed enti locali, in particolare su distanze minime, orari e caratteristiche delle ricevitorie, sarà pressoché impossibile portare a termine le gare per l’assegnazione delle nuove concessioni.

Come risolverebbe il conflitto tra Mef, comuni e regioni?

Il Governo dovrebbe decidere, cercando di comporre l’insieme degli interessi, anche quelli politici, seppure variamente atteggiati. Credo sia meno difficile di quanto si voglia fare sembrare. Ma capisco che con gli appuntamenti della politica che sono in calendario nel corso di quest’anno è un percorso più facile a dirsi che a farsi. Ma, allora, tanto vale ammetterlo e trarne le conseguenze. Forse è utile che la procedura per nuove concessioni venga rinviata di 12 mesi. In attesa che un modello di sviluppo armonico tra Stato e Regioni venga propriamente definito. Ai soggetti che sono emersi e si sono collegati al totalizzatore dovrebbe essere concessa la stessa opportunità di rinnovo dei concessionari. I funamboli delle sanatorie apparenti, questi no: dovrebbe senza indugio essere avviata la procedura di decadenza. La Stanley non si oppone al rinvio della gara purché, nell’attesa, la compagnia venga inserita nel sistema. Naturalmente, non si pensi a sanatoria o rimedi del genere: Stanley sa che i suoi centri sono già legittimi e che l’imposta unica in Italia non è da loro dovuta. Quindi non parteciperebbe

Qual è la sua proposta allora? 

Lo Stato riconosce che l’attività dei centri Stanley è legittima. A questo punto, la società si stabilisce in Italia e paga le tasse, compresa l’imposta unica, allo Stato Italiano. Per i contenziosi di oggi e del passato, inclusi quelli sull’imposta unica, che se ne occupino i tribunali. Che siano loro a stabilire, caso per caso, chi ha sbagliato. E, caso più unico che raro in Italia, una volta tanto chi ha sbagliato pagherà. Il sistema italiano delle scommesse ha compiuto passi in avanti, grazie alla tassazione sul margine e al palinsesto complementare.

Cosa manca ancora per rendere il mercato più moderno e competitivo?

Si, è vero che ora si può offrire quello che si vuole, ma dalla settimana dopo tutti possono offrire la stessa cosa e quindi ne risulta mortificata l’innovazione e di conseguenza la competizione. È inutile farsi venire una buona idea se tutti la possono copiare senza fatica, anzi con la complicità dello stato. Il vero problema è che il regolatore dovrebbe fare il regolatore e basta, non anche quello che fa i referti. Ci sono voluti 15 anni per far capire che l’offerta non va imposta dall’esterno. Spero che questo ulteriore problema si risolva prima. Comunque sono d’accordo sul fatto che il sistema è molto migliorato.

NT/Agipro www.agipronews.it | agipro@agipro.it

RACCOLTA NEWS SU RACCOLTA GIOCHI 2015 E SU CONFERENZA UNIFICATA STATO REGIONI

RACCOLTA NEWS SU RACCOLTA GIOCHI 2015 E SU CONFERENZA UNIFICATA STATO REGIONI

Giochi, Baretta (sottosegr. Mef): "Entrate fiscali per il 2015 pari a 8,7 miliardi di euro, spesa complessiva pari a 17,5 miliardi"

"La differenza tra la raccolta complessiva 2015 risultante dalla tabella che precede e la raccolta 2015 suddivisa per regioni, dipende dalla raccolta effettuata mediante giochi a distanza, comprensivi delle scommesse sportive". E' quanto afferma in commissione Finanze alla Camera il sottosegretario all'Economia, Pier Paolo Baretta, rispondendo all'interrogazione presentata ieri dal gruppo Si-Sel sui dati della raccolta nel 2015. Baretta ricorda che "l’Agenzia fa presente che le entrate fiscali per il 2015 sono risultate pari a 8,7 miliardi di euro. Si sottolinea infine che per determinare la «spesa» nel settore del gioco, dalla raccolta registrata ogni anno deve essere sottratta la somma restituita in vincite. Per il 2015, il totale complessivo della spesa è risultato pari a 17,5 miliardi di euro, di cui circa il 50 per cento è affluito all’erario". Il sottosegretario specifica "come il fatto che il dato relativo al totale della raccolta complessiva del gioco d’azzardo con riferimento all’anno 2015, suddivisa per Regione, risulti inferiore al dato relativo al totale della raccolta complessiva distinta per tipologia di gioco, dipende dalla circostanza che la raccolta del gioco a distanza non può essere riferita a specifiche aree geografiche". dar/AGIMEG

Giochi 2015: a Lombardia, Lazio e Campania il 40% della raccolta (28,4 miliardi)

ROMA – La Lombardia è la regione nella quale si è puntato di più nel corso del 2015. Sono 14 i miliardi di euro raccolti nella regione dai giochi (+1,4% rispetto al 2014), circa il 20% del totale nazionale relativo alla sola rete fisica – il gioco online non è attribuibile a porzioni di territorio – che è pari a 71,2 miliardi (+1,7%). Nei dati illustrati dal sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta, alla Commissione Finanze della Camera, emerge che il secondo posto è occupato dal Lazio, a 7,6 miliardi (-0,5), seguito dalla Campania a 6,8 miliardi (+4,6%). Insieme, le tre regioni hanno totalizzato 28,4 miliardi, il 40% del totale. Dietro Lombardia, Lazio e Campania ci sono Emilia Romagna (5,9 miliardi) e Veneto (5,8 miliardi). LL/Agipro

 

Giochi, la Lombardia la regione dove si è giocato di più nel 2015. Sul podio anche Lazio e Campania. Ecco la raccolta divisa per regione

Quella che segue è la divisione della raccolta, derivante dal settore dei giochi, per l'anno 2015 per ognuna delle 20 regioni italiane.

REGIONE

Raccolta di giochi 2015

ABRUZZO

1.875

BASILICATA

486

CALABRIA

1.651

CAMPANIA

6.821

EMILIA ROMAGNA

5.994

FRIULI VENEZIA GIULIA

1.348

LAZIO

7.611

LIGURIA

1.880

LOMBARDIA

14.065

MARCHE

1.818

MOLISE

352

PIEMONTE

5.060

PUGLIA

4.074

SARDEGNA

1.542

SICILIA

3.890

TOSCANA

4.566

TRENTINO ALTO ADIGE

1.180

UMBRIA

1.029

VALLE D’AOSTA

132

VENETO

5.850

TOTALE (*)

71.225

(*) Dati in milioni di euro. Dal totale manca il gioco online che non è identificabile territorialmente

 

Giochi, nel 2015 il 55% della raccolta derivante da Newslot e Vlt. Ecco come hanno tentato la fortuna gli italiani nel 2015

Lo scorso anno la raccolta derivante dal mercato del gioco è stata di 88.249 milioni di euro, ma la spesa reale (cioè la differenza tra la raccolta e le vincite) è stata di 17,5 miliardi. Oltre la metà della raccolta deriva dal segmento dell’intrattenimento di cui fanno parte Newslot e Vlt. Ecco come gli italiani hanno tentato la fortuna, lo scorso anno, su ogni singolo gioco:

Gioco

Raccolta 2015

Newslot

25.963

VLT

22.198

Comma 7

230

Bingo

1.598

Gioco a base ippica

636

Gioco a base sportiva (scommesse, Totocalcio, etc.)

5.592

Giochi numerici a totalizzatore (SuperEnalotto, Winforlife, etc.)

1.055

Lotterie e Gratta e Vinci

9.063

Lotto

7.077

Giochi di abilità a distanza a torneo

727

Giochi di carte organizzata in forma diversa dal torneo

e giochi di sorte a quota fissa

12.502

Scommesse Virtuali

1.067

Betting Exchange

541

Totale

88.249

(*) Dati in milioni di euro

Giochi, nel 2015 raccolti 88 miliardi (+4,5%): boom per le scommesse e i casinò online

ROMA – Le scommesse sportive e i giochi da casinò online trainano in positivo la raccolta 2015 dei giochi made in Italy, chiusa sopra gli 88 miliardi di euro (+4,5%): i dati sono stati illustrati dal sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta, alla Commissione Finanze della Camera. Per le scommesse la raccolta ha superato i 5,5 miliardi (+31,6%), mentre i giochi online a quota fissa (che includono oltre ai giochi da casinò e le slot, anche il poker cash) superano i 12,5 miliardi (+7,9%). In crescita anche il Lotto (7 miliardi, 6,8%), mentre il trend è meno accentuato per slot e Vlt, che raccolgono rispettivamente 25,9 miliardi (+2,3%) e 22,2 miliardi (+3,8%), ma che insieme rappresentano oltre la metà, il 54,6%, dell’intera raccolta gioco. Tra i giochi in crescita anche il betting exchange, le scommesse in cui gli utenti possono sia puntare che fare da banco: la raccolta lorda è più che raddoppiata, toccando i 541 milioni di euro (+163,9%).   PG/Agipro

Giochi, entrate tributarie: 3,4 miliardi (+13,8%) nei primi tre mesi del 2016

ROMA – Le entrate totali fra gennaio e marzo 2016 relative ai giochi (che includono varie imposte classificate come entrate erariali sia dirette che indirette) sono pari a 3.397 milioni di euro  (+413  milioni  di  euro,  pari  a  +13,8% rispetto allo stesso periodo del 2015). E’ quanto si legge nel bollettino diffuso oggi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Considerando solo le imposte indirette, il gettito delle attività da gioco (lotto, lotterie e delle altre attività di gioco) è di 3.303 milioni di euro (+404 milioni di euro, pari a +13,9%). PG/Agipro

Conferenza Unificata: al vaglio del Mef certificazione delle sale e riduzione degli esercizi con slot machine

ROMA – Una certificazione delle sale specializzate per superare il vincolo delle distanze dai luoghi sensibili, riduzione delle slot (almeno il 30%) e “taglio” degli esercizi autorizzati a installarle, maggiori responsabilità a baristi e tabaccai che dovranno “filtrare” l’accesso al gioco e che saranno responsabili di eventuali abusi. Sono alcune delle ipotesi su cui sta lavorando il Ministero dell’Economia – secondo quanto apprende Agipronews da fonti vicine al dossier – alle prese con la difficile intesa con regioni e comuni per sciogliere – come prevede la legge di Stabilità 2016 – il nodo della distribuzione sul territorio dei punti vendita di giochi. In vista delle prossime convocazioni della Conferenza Unificata si discuterà anche degli orari di apertura: il Mef starebbe ragionando su un massimo di 10-12 ore ma sul punto la trattativa resta apertissima e rimane ampia la disponibilità a lasciare l’ultima parola agli enti locali. Si sta anche considerando – su esplicita richiesta degli enti locali – la possibilità di girare una parte della ricca torta di introiti fiscali a sindaci e governatori. Sul punto il Mef non cederà un euro, quindi eventuali risorse dovranno essere “aggiuntive” all’attuale gettito, che il Sottosegretario Baretta ha quantificato in 8,7 miliardi per il solo 2015. Tornando alla proposta del Mef le sale dedicate – scommesse, Bingo, locali con slot e Vlt – dovranno avere certe caratteristiche di sicurezza, in particolare presidio all’ingresso e formazione di preposti e gestori (che saranno chiamati a nuove responsabilità, anche penali, in caso di abusi o di mancati controlli), per poter continuare ad operare all’interno del perimetro di distanze – tra 300 e 500 metri da scuole, chiese, ospedali – disegnato dalle leggi locali: il “pacchetto” verrà valutato e certificato da istituzioni pubbliche, probabilmente con il coinvolgimento del ministero della Salute. Tutti gli altri esercizi specializzati che non dovessero ottenere il “bollino” pubblico, dovranno chiudere o emigrare a distanza di sicurezza dai luoghi sensibili. Novità in vista anche per le slot machine: secondo le ipotesi al vaglio in questi giorni, bar e tabaccherie potrebbero essere gli unici locali autorizzati all’installazione (accanto alle sale dedicate), anche se il limite scenderà dagli attuali otto apparecchi a 4 o 5. Niente più slot in lavanderia, dunque, o negli internet point.   NT/Agipro

Riordino giochi, conflitto normativo Stato-enti locali: gare scommesse e bingo a rischio in otto regioni

ROMA – Un buco da 500 milioni: è la conseguenza che potrebbe provocare il conflitto normativo sui giochi tra Stato ed enti locali. I prossimi bandi di gara per il rinnovo delle concessioni a 15mila punti scommesse e 210 sale Bingo rischiano di andare deserti in ben otto regioni – Toscana, Liguria, Puglia, Basilicata, Valle d’Aosta, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna  – e nella provincia autonoma di Bolzano, dove sono già effettive disposizioni che prevedono distanze (tra 300 e 500 metri, ndr) delle agenzie di scommesse da luoghi indicati sensibili, come scuole, ospedali, luoghi di culto, centri di aggregazione sociale, mentre in altre sei Regioni – Lombardia, Abruzzo, Friuli, Umbria, Calabria e provincia di Trento – il "distanziometro" è già in vigore anche per le slot machine. Lo rivela lo studio realizzato da Emmanuele Cangianelli per Mag Consulenti Associati che spiega: «il complessivo quadro normativo italiano determina per gli operatori l’assenza di condizioni minime per la partecipazione alla prossima gara per la raccolta delle scommesse: in tale contesto, diventa oggettivamente difficile per ogni operatore la quantificazione del numero di diritti ottimali (e di conseguenza anche l’offerta economia rispetto ai minimi previsti)». Dalle gare il Governo ha stimato entrate per 500 milioni: dai 15 mila diritti delle scommesse le relazioni tecniche del Servizio Bilancio di Camera e Senato hanno stimato «un gettito di 410 milioni di euro per il solo anno 2016», mentre per la gara del Bingo si prevede un gettito di «73,5 milioni di euro». A oggi sono soltanto quattro le regioni che non hanno ancora approvato una normativa per limitare il gioco sul territorio. Si tratta di Molise, Sardegna, Marche e Sicilia, le uniche, dunque, dove i bandi potrebbero svolgersi senza "ostacoli". Servirà, dunque, una soluzione politica per salvare gli introiti previsti dal Mef e contemporaneamente tutelare la salute dei cittadini: la palla passa alla Conferenza Unificata, che dovrà siglare l’intesa tra Governo ed enti locali sulla distribuzione delle sale sul territorio, come prevede la manovra 2016. Oltrepassato il termine del 30 aprile, che era stato indicato dalla legge di stabilità, il tema è oggi all’ordine del giorno della Conferenza che dovrebbe avviare il confronto. MSC/Agipro  

Giochi, fumata nera in Conferenza Unificata. Il governo non scopre le sue carte, le Regioni chiedono un tavolo tecnico

Sì è conclusa con un nulla di fatto la tanto attesa Conferenza Unificata tra Stato e Regioni che secondo la legge di Stabilità 2016 dovrebbe porre fine all'eterno conflitto normativo tra governo centrale ed enti locali. Le premesse del flop erano già emerse ieri, quando dalle Regioni era stato chiesto un ulteriore approfondimento della materia. La conferma è arrivata stamattina al termine della Conferenza delle Regioni, quando l'assessore al Bilancio della Regione Lombardia, Massimo Garavaglia, coordinatore della commissione Affari finanziari della Conferenza delle Regioni, incaricato di portare avanti la trattativa tra Stato ed enti locali, ha parlato di "un possibile rinvio della discussione. Siamo in attesa di un documento da parte dal governo che sintetizzi le varie posizioni. Non possiamo dare un parere sul nulla visto che non c'è ancora arrivato il documento di sintesi", ha ribadito Garavaglia lasciando intendere che avrebbe passato la palla al governo. Dal canto suo, il sottosegretario all'Economia con delega ai giochi, Pier Paolo Baretta, lasciando la sede della Conferenza Unificata ha ribadito che il governo non ha presentato alcun documento: "non c'era niente da depositare. Serve un documento condiviso da tutti". Baretta, che ha parlato dell'incontro odierno come dell'"avvio" di un confronto tra le parti, si è detto "fiducioso che si possa arrivare a un'intesa, spero il più presto possibile. Come governo abbiamo dichiarato la disponibilità a discutere a partire dalla tutela della salute pubblica, dalla lotta alla illegalità, dalle valutazione delle conseguenze sulla finanza pubblica". E poi è arrivato l'annuncio di un tavolo tecnico: "su richiesta degli enti locali si terrà a breve un tavolo tecnico dal quale, mi auguro, emerga un'intesa in tempi brevi". Insomma, al momento al tavolo di poker i giocatori non hanno scoperto le proprie carte, ognuno aspetta la mossa dell'altro per provare poi a rilanciare. E allora come si esce da questo impasse? La risposta l'ha fornita il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini: "oggi abbiamo chiesto un rinvio per continuare il lavoro ed arrivare alla migliore soluzione possibile. Abbiamo visto che il governo è molto sensibile su questo tema, il lavoro sta procedendo, confidiamo di arrivare a un accordo in tempi brevi". Le questioni più spinose su cui si sta cercando una quadra sono il problema delle distanze dei punti gioco dai luoghi considerati sensibili e le limitazioni orarie per il funzionamento degli apparecchi. Gli enti locali, si sa, hanno legiferato parecchio a riguardo, e ogni Regione in maniera autonoma. Il presidente Bonaccini ha infatti spiegato che tra le questioni su cui si sta sta lavorando c'è proprio "il tema della localizzazione delle sale. Le Regioni hanno leggi differenti in tema di gioco, noi abbiamo chiesto un'ulteriore verifica su questo punto, ci si sta lavorando in commissione". Baretta non si è sbilanciato sulla data del prossimo incontro, né sull'avvio di questo tavolo tecnico. Dal canto suo anche il governo ha pronto un pacchetto di proposte, a partire da un bollino per certificare che le sale dedicate al gioco abbiano alcune caratteristiche particolari, come il rispetto del distanziometro o il presidio all'ingresso del locale. Non solo, si studia anche una possibile riduzione del 30% degli apparecchi e conseguente taglio degli esercizi autorizzati ad installarle, niente più apparecchi in lavanderie o Internet point. Il 12 maggio, data anticipata ieri da Agimeg, sembra restare al momento la più probabile per la ripresa del confronto tra governo ed enti locali. Nella speranza che una delle due parti faccia la propria mossa. dar/AGIMEG

Riordino giochi, Ughi (Obiettivo 2016): “Enti locali: più risorse, ma facciano la loro parte per garantire il gioco legale”

ROMA – Maggiori controlli per il settore giochi, coinvolgendo anche gli enti locali per tutelare i soggetti deboli e per limitare l’offerta non autorizzata: per Maurizio Ughi, amministratore unico di Obiettivo 2016, le ipotesi al vaglio del Mef per il riordino del settore “sono quasi tutte condivisibili, a patto che si trovi un equilibrio. Ad esempio sul presidio all’ingresso dei locali, servirà una disciplina omogenea, anche perché oggi abbiamo delle agenzie con una proposta di gioco inferiore ai bar o alle tabaccherie. Dunque si può pensare a soluzioni come la tessera sanitaria o il codice fiscale, oppure a un controllo all’entrata, ma dovranno essere misure non discriminatorie”. Sul tema dei controlli il numero uno di Obiettivo 2016 lancia una proposta: “Si parla sempre di controlli, ma non si capisce bene chi dovrà farli: credo che anche i Comuni potrebbero fare la loro parte, la polizia municipale potrebbe setacciare il territorio e destinare gli importi delle sanzioni al bilancio comunale. La nuova gara per le scommesse, se verrà fatta nei tempi previsti, eliminerà ogni discriminazione, vera o presunta, a quel punto i vigili potrebbero svolgere il controllo sulla regolarità dei punti, accertando che le scommesse siano accettate da chi ha un contratto con lo Stato e usando il pugno duro contro reti parallele”. In quanto alla limitazione degli orari “si può anche fare purché, stabilito un massimo di ore di apertura, si lasci ai gestori e ai concessionari la possibilità di modulare l’offerta, utilizzando anche il sistema di Sogei – Adm, che potrebbe permettere le aperture “a tempo”, ma scelte in base alle esigenze del territorio e della clientela”. Gli enti locali potrebbero giocare un ruolo fondamentale “se si pensa anche a una forma di incentivo – conclude Ughi – lo Stato potrebbe fissare un tetto agli incassi dai giochi, magari i 9 miliardi per l’erario del 2015, dividendo poi l’extra gettito in base alla raccolta regionale. In questo modo ci sarebbe un incentivo sia al controllo che alla canalizzazione del gioco nel circuito autorizzato”.  PG/Agipro

Riordino giochi, Garavaglia (Conf. Regioni): “Probabile un rinvio in Conferenza Unificata, manca il documento del Governo”

ROMA – In Conferenza Unificata si va verso un rinvio del tema della redistribuzione del gioco sul territorio. Lo ha confermato Massimo Garavaglia, coordinatore della Commissione Affari finanziari delle Regioni, a margine della seduta di oggi. "Siamo ancora in attesa del documento di sintesi del Governo, quindi non abbiamo potuto dare il nostro parere. La scorsa settimana abbiamo incontrato il sottosegretario Baretta, oggi ascolteremo cosa ci dirà", ha spiegato Garavaglia. La Conferenza Unificata che, secondo quanto prevede l’ordine del giorno, si occuperà anche dell’intesa tra Governo ed enti locali sui giochi, è convocata per le 13. MSC/Agipro

Giochi, Costa (min. Affari regionali): "Questione va affrontata con attenzione. Mi impegno a calcolare numeri costi sociali"

"Mi impegno a calcolare i numeri dei costi sociali connessi al fenomeno del gioco". È quanto afferma il ministro per gli Affari regionali, Enrico Costa, a margine della Conferenza Unificata Stato-Regioni, spiegando che "la questione va affrontata con attenzione. C'è un'evidente contraddizione nello Stato che da una parte combatte l'azzardo e dall'altra introiti più di 8 miliardi di euro l'anno". dar-gr/AGIMEG 

Riordino giochi, Baretta (Mef): “Dialogo con enti locali avviato, tavolo tecnico e intesa in tempi brevi

ROMA – "Il dialogo tra governo ed enti locali sulla riorganizzazione del settore dei giochi si è formalmente avviato, come previsto dalla legge di stabilità. Come governo abbiamo dichiarato la disponibilità a discutere a partire dalla tutela della salute pubblica, dalla lotta alla illegalità, dalle valutazione delle conseguenze sulla finanza pubblica”. E’ quanto dichiara il sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta, in merito al riordino del settore affrontato oggi in Conferenza Unificata. “Su richiesta degli Enti Locali – ha aggiunto – si terrà a breve un tavolo tecnico dal quale, mi auguro, emerga una intesa in tempi brevi". PG/Agipro

Riordino giochi, Baretta (Mef): "Al via tavolo tecnico con enti locali, obiettivo è intesa in tempi brevi"

ROMA – "Iniziamo il confronto con gli enti locali sui giochi, partendo dai temi della tutela della salute pubblica, della lotta all’illegalità e delle conseguenze sulla finanza pubblica. Il Governo è disponibile a discutere le posizioni degli enti locali, che ci hanno chiesto un tavolo tecnico. L’obiettivo è raggiungere l’intesa più presto possibile". Lo ha detto il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta al termine della Conferenza Unificata di oggi, la prima in cui è stato affrontato il tema della redistribuzione del gioco sul territorio, come previsto dalla legge di stabilità 2016. "L’importante era incardinare il tema nella sede ufficiale. – ha aggiunto Baretta – Non abbiamo depositato nessun documento perché vogliamo arrivare a un testo di sintesi condiviso". MSC/Agipro

Riordino giochi, Bonaccini (Conf. Regioni): “Chiesta verifica su localizzazione delle sale”

ROMA – "Abbiamo chiesto un rinvio per ottenere il miglior risultato possibile e abbiamo chiesto una ulteriore verifica sulla localizzazione delle sale". Lo ha detto Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza delle Regioni, a margine della Conferenza Unificata. "Il Governo si è mostrato sensibile alla questione sociale, sanitaria e di ordine pubblico. Il lavoro procede e confidiamo di raggiungere l’accordo a breve". MSC/Agipro

Giochi, Baretta (Mef) "Rispetteremo il termine del 2016 per le gare di bingo e scommesse"

"Le gare delle scommesse e del bingo si faranno entro il 2016. Per l'inizio dell'estate le trattative con Regioini e Enti locali saranno ampiamente chiuse". E' quanto spiega il sottosegretario Pier Paolo Baretta – segnala Agimeg – al termine della Conferenza Unificata. E su come procederanno le trattative: "Gli enti locali devono dirci quali sono le loro richieste, e non lo hanno ancora fatto. Hanno chiesto una sede tecnica per discutere e li' ci diranno quali sono le loro posizioni. Le loro posizioni saranno il punto di partenza per le discussioni". Quindi ha aggiunto: "Forniremo la mappatura sulla distribuzione dei giochi chiesta dall'assessore Garavaglia ci lavoreremo" ha detto ancora Baretta. "Ma bisogna capire come influiscono le varie leggi regionali, alcune hanno preso come luoghi sensibili le scuole, altre anche palestre e cimiteri. In alcuni casi il gioco potrebbe essere completamente eliminato, e questo non e' possibile". Dar-gr/AGIMEG

Riordino giochi, Puppato (PD): «Conferenza Unificata definisca norme chiare per tutte le Regioni»

ROMA – «Auspico che la Conferenza unificata definisca con chiarezza per tutte e 20 le Regioni italiane le modalità con cui si intende procedere, al fine di permettere al Governo, e quindi alle Commissioni competenti, in tempi rapidissimi, di procedere ai decreti attuativi della norma» sulla distribuzione dell’offerta di gioco sul territorio. Lo ha detto la senatrice del Pd Laura Puppato, nel corso della discussione sulla Legge europea 2015 in Aula al Senato. «Il mio è un appello a fare presto e bene» e a «definire entro il mese di maggio la struttura delle agenzie di gioco», ha concluso. MSC/Agipro

Riordino giochi, Bianco (Anci): «Al lavoro su regolamentazione che consideri esperienze degli enti locali»

ROMA – «Molti Comuni hanno emanato regolamenti ad hoc sul gioco, in assenza di una normativa nazionale. Stiamo lavorando insieme a Regioni e Governo per arrivare ad una regolamentazione che tenga conto delle esperienze maturate dagli enti locali». Lo ha detto il presidente del Consiglio nazionale dell’Anci e sindaco di Catania, Enzo Bianco, al termine della Conferenza Unificata di oggi. RED/Agipro

RASSEGNA STAMPA – AGIPRONEWS – Scommesse, Whittaker (Ceo Stanleybet): “Presenti alle gare ma senza un accordo con lo Stato chiederemo intervento della magistratura”

RASSEGNA STAMPA – AGIPRONEWS – Scommesse, Whittaker (Ceo Stanleybet): “Presenti alle gare ma senza un accordo con lo Stato chiederemo intervento della magistratura”

25/01/2016 | 10:47

Scommesse, Whittaker (Ceo Stanleybet): "Presenti alle gare ma senza un accordo con lo Stato chiederemo intervento della magistratura" 

ROMA – "Stanley si presenterà alle gare previste per il riordino della rete scommesse con lo spirito non di chi partecipa, ma di chi ’impone’ la sua partecipazione. E senza un accordo preliminare, imporrà unilateralmente, rivolgendosi alla magistratura, anche profonde modifiche al sistema, al quale non sarà più consentito di discriminare o violare il diritto dell’Unione. Naturalmente imporrà anche la fine della rete parallela”. 

John Whittaker, Ceo di Stanleybet, presenta così la strategia del bookmaker di Liverpool per i bandi di primavera, nei quali si riassegneranno 15mila punti vendita per le scommesse. "Basterebbe avviare colloqui con Stanley – che ha già mostrato la propria disponibilità – per risolvere facilmente tutta la faccenda. E dovrebbe far riflettere il fatto che Maurizio Ughi, che in passato con la sua Snai è stato il nostro più coerente nemico, sia ora il più illuminato propugnatore della ricerca di un accordo. Quello che non risolverà un bel nulla è la pretesa di imporre nuove sanzioni o nuovi trucchi. L’obiettivo dovrebbe essere quello di passare ad una rete legale unica, in un nuovo sistema concessorio legale che sarà definito dalla prossima gara”. 

Il rischio, sia secondo Ughi che secondo Whittaker, è che senza un accordo definitivo la rete parallela possa continuare ad esistere per altri 9 anni: "Lo Stato – aggiunge – sembra essere assente. E allora il rischio è che debba essere la Stanley ad assumere il patrocinio del ripristino della legalità anche in favore dei concessionari. Peraltro, condividiamo le dichiarazioni di Maurizio Ughi, anche se Stanleybet ha già aderito alla sanatoria proposta dalla legge di stabilità 2015, utilizzando il comma 644 della norma (in cui è prevista l’autodenuncia da parte del titolare alla questura e il rispetto di una serie di prescrizioni, ndr). Secondo quanto previsto dai tribunali, i nostri centri possono restare aperti a patto che la società sia stato in passato discriminata, il che non viene messo più in dubbio. E la Stanley ha adempiuto a tutte le prescrizioni del 644, tranne quello sul pagamento dell’imposta unica, che riteniamo non dovuta”. 

Whittaker, Ceo della compagnia di Liverpool, risponde così anche a Maurizio Ughi, amministratore di Obiettivo 2016, secondo cui – dopo le recenti decisioni dei Tribunali di Bergamo e Sassari, che avevano dissequestrato Ctd Stanley regolarizzati secondo il comma 644 – lo Stato si è fatto prendere in giro un’altra volta. "Due – aveva detto Ughi ad Agipronews – sono le strade possibili: andare avanti all’infinito con il contenzioso o arrivare a una transazione per un accordo conciliativo, almeno con i soggetti che hanno dalla loro parte alcune sentenze". Secondo Whittaker, "i dubbi espressi dalla Commissione Tributaria Regionale della Lombardia e dalla Commissione Tributaria Provinciale di Rieti, che hanno mandato il caso dei centri Stanley rispettivamente alla Corte di Giustizia e alla Corte Costituzionale, indicano che l’imposta unica non è dovuta dai gestori. Il motivo è semplice: l’imposta si riferisce non alla loro attività ma, casomai, a quella del bookmaker e non è dovuta da quest’ultimo perché già pagata in un altro Stato. Stanley versa le tasse allo Stato in cui è autorizzata, mentre l’Italia ha fatto di tutto per impedirne l’entrata nel sistema concessorio”.

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RASSEGNA STAMPA – Scommesse, Ughi (Obiettivo 2016): “Stato alimenta l’ambiguità del mercato, serve un accordo conciliativo”

RASSEGNA STAMPA –  Scommesse, Ughi (Obiettivo 2016): “Stato alimenta l’ambiguità del mercato, serve un accordo conciliativo”

Scommesse, Ughi (Obiettivo 2016): "Stato alimenta l'ambiguità del mercato, serve un accordo conciliativo"

ROMA – Una situazione ambigua, con pesanti responsabilità dello Stato. E’ questo il quadro tracciato da Maurizio Ughi, amministratore unico di Obiettivo 2016, dopo le ordinanze a favore di due centri Stanleybet dissequestrati dai Tribunali di Sassari e Bergamo. Secondo i giudici, un’agenzia estera che non ha aderito alla sanatoria prevista dalla legge di stabilità può restare aperta, a patto che abbia adempiuto a una parte degli obblighi indicati della legge 2015 (l’autodenuncia dell’attività, come stabilisce il comma 644) e che faccia parte della rete di un bookmaker senza concessione discriminato. "Lo Stato si è fatto prendere in giro un’altra volta – spiega Ughi ad Agipronews – E’ come se lo facesse apposta, come se non volesse affrontare la situazione. Due sono le strade possibili: andare avanti all’infinito con il contenzioso – con conseguenti danni d’immagine e danni per i concessionari autorizzati – o arrivare a una transazione per un accordo conciliativo, almeno con i soggetti che hanno dalla loro parte alcune sentenze". L’impressione di Ughi è che "c’è la volontà di tenere in piedi due canali di giochi, uno contrattualizzato e  uno no. Con il buon senso si sarebbe già trovata una composizione, ma la confusione serve a fare cassa, con un mercato ordinato sarebbe più difficile. In questo modo si alimenta anche la cattiva reputazione del gioco nei confronti dell’opinione pubblica: da questa i concessionari non hanno modo di difendersi e saranno sempre considerati soggetti che lucrano alle spalle dei cittadini e che incentivano all’eccesso". LL/Agipro www.agipronews.it |agipro@agipro.it

RASSEGNA STAMPA – SELEZIONE NEWS DEL 21/01/2016

RASSEGNA STAMPA – SELEZIONE NEWS DEL 21/01/2016

Scommesse, Tribunale civile di Sassari: “Nessuna responsabilità per poliziotti che sequestrano agenzie senza concessione”

ROMA – Non c’è alcuna responsabilità civile per gli agenti delle forze dell’ordine incaricati di sequestrare i centri trasmissione dati scommesse collegati a bookmaker senza concessione. Lo ha stabilito la seconda sezione civile del Tribunale di Sassari, in due diverse sentenze, respingendo la domanda di Stanleybet, che aveva citato in giudizio sette militari autori delle azioni chiedendo allo stesso tempo per gli agenti la condanna ad un risarcimento per i danni, da stabilire in un altro giudizio. Secondo il bookmaker, andava accertata la responsabilità dei convenuti “per aver esercitato, in modo illegittimo e con colpa grave, un potere – quello di eseguire sequestri d’iniziativa – che l’ordinamento rimetteva alla loro piena discrezionalità”. Secondo i giudici civili, è obbligo della polizia giudiziaria “prendere notizia dei reati anche di propria iniziativa ed impedire che vengano portati a conseguenze ulteriori, e come per tale intervento non sia necessaria l’assoluta certezza dell’esistenza del reato. Inoltre, il titolare della ricevitoria nella quale è stato effettuato il sequestro era sprovvisto sia della concessione Aams sia della autorizzazione di pubblica sicurezza: i convenuti hanno agito in assoluta conformità ai loro doveri d’ufficio, con conseguente esclusione che nella loro attività potesse rinvenirsi un comportamento avente natura dolosa o colposa”. Non è poi fondato, sempre secondo il Tribunale di Sassari, l’appunto della Stanleybet in merito al fatto che i convenuti “abbiano violato i principi comunitari che consentivano la disapplicazione della normativa interna”. Il giudizio di disapplicazione di una norma interna in favore di una norma comunitaria “appartiene al Giudice e  pertanto l’attività interpretativa non può essere richiesta alle forze dell’ordine quando pongono in essere attività operative”, in particolare dopo una sentenza della Corte di Giustizia che – nel settembre 2013 – ha stabilito che un paese membro dell’UE possa subordinare al possesso di un’autorizzazione rilasciata dalle proprie autorità la possibilità, per un operatore, di “offrire servizi ai consumatori che si trovino nel suo territorio”.

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Scommesse, Whittaker (Ceo Stanleybet): “Chiari errori nella sentenza del Tribunale civile, ricorreremo in appello”

ROMA – “Il giudice autore della sentenza non ha letto le carte oppure era distratto. Infatti, scrive testualmente che Stanleybet è in possesso di un’autorizzazione rilasciata dallo Stato federale del Tirolo, in Austria. Dato che la Stanley non ha mai avuto niente a che vedere con l’Austria, tutti capiscono quanto ci sarà difficile prevalere in appello. Ritengo che chi ha fornito la sentenza alla stampa non capisca nulla del settore o non abbia letto con attenzione il provvedimento. Ricorreremo certamente in appello”. E’ quanto dichiara ad Agipronews John Whittaker, Ceo di Stanleybet, commentando le due decisioni, dal contenuto assai simile, del Tribunale civile di Sassari, che ha respinto la citazione in giudizio presentata contro sette poliziotti autori di sequestri ai danni delle agenzie collegate al bookmaker inglese. 

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Sanatoria scommesse: punti aderenti potranno trasferirsi dalla sede iniziale

ROMA – I punti scommesse non autorizzati che aderiranno alla prossima sanatoria scommesse, una volta completato il processo di regolarizzazione, potranno trasferire la propria sede di attività sul territorio nazionale. E’ quanto si legge nella serie di risposte fornite dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. I titolari di rete – dunque gli operatori che gestiscono più punti – che hanno aderito già alla sanatoria 2015, possono essere considerati come concessionari e dovranno sottoscrivere il nuovo “disciplinare” in caso di inclusione di nuovi punti. Il collegamento delle agenzie sanate al totalizzatore nazionale, si legge ancora, dovrà essere effettuato “entro i tempi tecnici strettamente necessari”.

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Scommesse, dissequestrati centri Stanleybet non condonati: “Aperti fino a scadenza concessioni”

ROMA – Un’agenzia estera non condonata può restare aperta, a patto che faccia parte della rete di un bookmaker senza concessione discriminato e che abbia adempiuto ad una parte degli obblighi indicati della legge di Stabilità 2015. Secondo alcune clamorose decisioni di tribunali italiani, soltanto la mancanza delle condizioni soggettive per il rilascio della licenza di PS al titolare del centro e l’omessa dichiarazione alla Questura – entro sette giorni dall’entrata in vigore della legge di Stabilità 2015 – di svolgere attività di scommesse possono determinare la chiusura di un’agenzia di scommesse collegata ad un bookmaker che ha subìto discriminazioni accertate dalla Corte di Giustizia UE. Se un centro Stanleybet, in altre parole, ha adempiuto alle prescrizioni previste per chi non ha aderito alla sanatoria e il titolare ha i requisiti previsti dall’articolo 88 del Tulps, non può essere chiuso, purché la società a cui fa riferimento sia considerata un soggetto discriminato dai bandi di gara. E’ quanto stabilito in due ordinanze – una del Tribunale del Riesame di Sassari e una del Tribunale del Riesame di Bergamo – nei confronti di centri Stanleybet, rappresentati dall’avvocato Daniela Agnello, sequestrati nei mesi scorsi dall’autorità giudiziaria. I giudici hanno ricordato come la società inglese, con la sentenza Costa-Cifone della Corte di Giustizia Europea, "è stata considerata un soggetto discriminato dai banda di gara indetti nel nostro paese". La stessa Corte, un anno fa, ha poi confermato la legittimità dell’ultima gara del 2012 (Bando Monti), ma in un successivo parere ha ribadito "che il giudice nazionale è tenuto a disapplicare la norma nazionale" nel caso in cui ritenga discriminatoria nei confronti di Stanleybet la clausola di cessione della rete prevista dal bando 2012 al termine della concessione. I titolari dei centri sequestrati avevano presentato l’autodenuncia della propria attività, come stabilisce il comma 644 della legge di Stabilità 2015: non c’è quindi, secondo i giudici di Bergamo, “alcun comportamento illecito che si traduca nella consumazione del reato”. Dunque, sottolinea il Tribunale di Sassari, è possibile operare "quantomeno fino alla scadenza delle concessioni vigenti per la raccolta delle scommesse".

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Scommesse, Agnello (avv. Stanleybet): “Centri esteri regolarizzati e discriminati possono continuare attività sino a nuove gare”

ROMA – Due centri Stanleybet  che hanno regolarizzato la propria posizione, aderendo alla sanatoria del 2015 attraverso il comma 644 della legge di Stabilità (che prevede la comunicazione alla Questura della propria attività e il rispetto di una serie di prescrizioni) e non utilizzando il comma 643 che prevedeva anche l’esborso delle tasse arretrate, sono stati dissequestrati dai Tribunali di Sassari e Bergamo. Decisioni inattese per gli addetti ai lavori, non per l’avvocato Agnello, che difende il bookmaker e i centri affiliati: “Innumerevoli tribunali italiani hanno escluso il reato di raccolta abusiva di scommesse sul presupposto che l’indagato aveva presentato la comunicazione, non vi erano elementi soggettivi squalificanti e, pertanto, la raccolta di scommesse era lecita e regolare sino alle nuove gare, così come disciplinato dal legislatore. Oltre al Tribunale di Bergamo e Sassari, vi sono significativi provvedimenti giudiziari resi, sul punto, dal Tribunale di Vercelli, dalla Procura di Taranto, dal Tribunale di Catania, di Avellino, di Grosseto, di Sassari, di Napoli e tanti altri che hanno consentito, nel corso dell’ultimo anno, l’immediata ripresa dell’attività per l’intervenuta regolarizzazione dei centri Stanleybet.‎ Così l’autorità giudiziaria ha immediatamente ripristinato la legalità”. E’ stata la legge stessa, pare di capire, a consentire la pubblicazione di ordinanze di questo tenore: “A seguito dell’entrata in vigore della Legge di Stabilità 2015 – spiega il legale – i titolari dei centri Stanleybet hanno trasmesso alla Questura comunicazione di regolarizzazione ai sensi del comma 644 della legge di stabilità 2015. Mentre il comma 643 ha offerto la possibilità, per i soggetti che offrono le scommesse, di collegarsi al totalizzatore e regolarizzare la propria posizione in merito all’Imposta Unica arretrata, il comma 644 ha previsto una seconda modalità di regolarizzazione nei confronti di coloro che offrono scommesse pur non essendo titolari di concessione né collegati al totalizzatore nazionale”.  La posizione di Stanleybet è sempre stata esplicita, ribadisce la Agnello: “La regolarizzazione di cui al comma 643 è stata illegittimamente preclusa alla Stanleybet, con ulteriore grave discriminazione nei confronti dell’operatore già escluso dalle gare del 1999, dalle gare Bersani e dalle successive gare Monti. I titolari dei centri, quindi, sono stati costretti ad aderire alla regolarizzazione prevista dal comma 644 ottemperando alle indicazioni della novella legislativa e ai controlli di ordine pubblico ivi contemplati”. La norma aveva stabilito – anche per chi non aderisse alla sanatoria – misure dettate da esigenze di ordine pubblico e sicurezza, nonchè di tutela dei minori di età e delle fasce sociali più deboli una serie di obblighi e divieti. “I titolari dei centri Stanleybet hanno ottemperato a tutte le prescrizioni legislative e, pertanto, effettuano una raccolta e una trasmissione di dati inerenti prenotazione di giocate prevista e disciplinata dalla legge.  L’applicazione della sanzione penale trova giustificazione solo ed esclusivamente nel caso di sussistenza di requisiti soggettivi squalificanti o comprovati motivi di ordine pubblico”, conclude il legale.

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Gennaro (Cons. Comune Napoli) a Agimeg: "Blindando i centri storici, vogliamo proteggere la fascia più ampia della popolazione"

"Abbiamo ripreso molti punti del regolamento sul gioco adottato a Genova. Abbiamo però beneficiato delle pronunce dei tribunali amministrativi e della Corte Costituzionale in materia. Ma abbiamo anche aggiunto altre misure come gli orari di esercizio, e il divieto di istallare slot nei centri storici, non solo in quello di Napoli, ma anche in quelli delle altre municipalità che compongono il Comune". Così Gennaro Esposito, consigliere comunale di Napoli e primo firmatario del regolamento – approvato nei giorni scorsi – per limitare la diffusione del gioco illustra i contenuti del testo. "Siamo la prima grande città che adotta un provvedimento del genere" commenta a Agimeg. Questi tipi di normativa, tuttavia, possono finire con il relegare il gioco nei quartieri periferici, dove ci sono un minor numero di luoghi sensibili: "anche nelle periferie si applicano le stesse limitazioni sull'istallazione delle nuove sale da gioco" replica Gennaro, puntualizzando poi che "il regolamento non relega il gioco nelle periferie sic et simpliciter, anche perché i centri storici delle periferie vengono tutelati nello stesso modo". Inoltre, "Blindando i centri, abbiamo cercato di arginare con maggiore efficacia il problema, visto che sono le zone con la maggiore densità di popolazione. Certo, potrebbe avvenire che le periferie si affollino di sale da gioco, ma si tratta di quartieri meno densamente abitati. In questo modo, giocherà chi vuole veramente andare a giocare, non la signora che va a fare la spesa". Gennaro respinge inoltre l'idea che un simile provvedimento possa relegare il gioco nelle aree più disagiate: "Non è detto" ribatte. "In ogni caso bisogna considerare che il provvedimento amministrativo è vivo, e non morto. Vedremo qual è l'impatto sul tessuto sociale, e eventualmente interverremo".

gr/AGIMEG

Pucci (Astro): «La guerra al gioco legale fa aumentare la ludopatia»

ROMA – Le ordinanze locali che impongono distanze e orari limitati per il gioco legale non risolvono i problemi dei cittadini, ma rischiano di avere un effetto boomerang. E’ quanto ribadito da Massimiliano Pucci, presidente di Astro e vicepresidente di Confindustria-Sgi, intervistato dal quotidiano “L’Arena” di Verona. «Siamo abituati ad essere attaccati – spiega Pucci – non è un problema solo veronese. Eppure le regioni che hanno deciso di dichiarare guerra al gioco legale, stanno vedendo un incremento di malati di ludopatia». «La Lombardia, secondo i dati del Serd, ha visto un aumento del 42,1%, la Liguria, dati del Comune di Genova, del 197%, la Provincia di Bolzano, dove non esiste più gioco legale, del 120%». Il rischio è che, se viene meno la possibilità di giocare in modo legale e controllato, si finisca nella rete della criminalità. «I videopoker nel 2000 erano 800mila», prosegue Pucci, «oggi invece abbiamo 340mila new slot, con un indotto di oltre 4 miliardi che prima non c’era. Lo Stato deve decidere se dichiarare il gioco illegale, col rischio che tutto vada in mano alla criminalità, perché la domanda non cala, oppure regolamentare e investire con scelte programmatiche, magari destinando gli introiti del gioco al Sociale, come fanno in altri Paesi europei. Si tratta di scelte, ma chiediamo coerenza. Oggi siamo noi gestori che ci stiamo indebitando, perché ci vengono chiesti sempre nuovi investimenti e tasse più alte. E siamo noi stessi che da anni chiediamo una riduzione del numero delle sale slot».

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Sanatoria scommesse, Sogno di Tolosa presenta domanda di partecipazione

ROMA – E’ in arrivo una nuova domanda di partecipazione alla sanatoria per i centri scommessi privi di concessione prevista dalla legge di stabilità. La societa? Sogno di Tolosa Ltd, con il brand Betn1, ha comunicato in una nota che presenterà "per tutti i propri Sportelli Virtuali la domanda di partecipazione alla regolamentazione", sottolineando che "l’operativita? contabile, fiscale e amministrativa dei propri affiliati e? sempre stata conforme alle normative italiane". Sogno di Tolosa ha più volte ribadito la particolarità della sua situazione fiscale: pur essendo priva di concessione, la società dal 2011 paga l’imposta unica per i suoi 63 centri. "Rammentiamo che la societa? ed i suoi affiliati hanno sempre adempiuto al versamento dell’imposta unica sulle scommesse, nonostante questa non fosse dovuta". Inoltre, "quanto oggi richiesto dallo Stato italiano, Sogno di Tolosa Ltd lo aveva gia? previsto nel 2012 con l’invio ad AAMS, senza pero? ricevere alcuna risposta, della richiesta di collegamento a Sogei". Betn1, dunque, non si considera un evasore fiscale "e lo dimostrera? con la presentazione di tutti gli f24 effettuati da ogni singolo Sportello Virtuale".

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